Manovra del governo Meloni, protesta a Bari: oltre 500 persone in piazza per presidio Uil Puglia

Oltre 500 persone – secondo gli organizzatori – si sono date appuntamento alle 11 di questa mattina davanti alla sede della prefettura di Bari per unirsi al presidio della Uil Puglia contro la Manovra del governo Meloni. In piazza anche i lavoratori di Baritech, ai quali il prossimo 31 dicembre scadrà la cassa integrazione. La manifestazione si è svolta in contemporanea in tutte le sei province pugliesi e anticipa quella regionale, in programma il 20 dicembre, davanti alla sede della Regione Puglia. Nel corso della mattinata una delegazione composta dal commissario straordinario Uil Puglia, Emanuele Ronzoni, e dai rappresentanti delle diverse categorie, ha consegnato al prefetto Bellomo un documento che elenca le criticità della Manovra e le vertenze attualmente aperte in Puglia e “ancora senza risposta”. Il documento sarà poi consegnato al governo per sollecitare una risposta “ai tantissimi problemi sul tavolo: dai voucher che preoccupano soprattutto il comparto agricolo, alle liste di attesa in ambito sanitario, fino alle grandi vertenze industriali come Bosch, Baritech ed ex Ilva”.

Bari, studenti in protesta davanti alla Regione: “Trasporti adeguati, più sicurezza e stop all’alternanza lavoro”

Trasporti adeguati a prezzi calmierati, sicurezza, investimenti nell’edilizia, stop all’alternanza scuola-lavoro nelle aziende. A chiederli a gran voce sono gli studenti di università e scuole superiori di Bari che stamattina hanno sfilato fra le vie del centro. Il corteo autorizzato, che ha riunito circa mille ragazzi, è partito alle 10 da piazza Umberto. Dopo aver attraversato via Nicolai, via De Rossi, corso Vittorio Emanuele e il Lungomare, si è fermato davanti alla sede della presidenza della Regione Puglia per esprimere solidarietà agli oltre 100 lavoratori di Baritech a rischio licenziamento. “Vogliamo che l’alternanza scuola lavoro – affermano i giovani aderenti a Osa (Opposizione studentesca alternativa) – non coinvolga più i privati, che pensano solo al profitto, ma che sia interna agli istituti. Il governo ha stanziato 28 miliardi di euro per la guerra ma si dimentica la scuola”. Sul fronte universitario la richiesta delle sigle Link, Uds e Cambiare rotta è di “spazi più adeguati per lo studio, di trasporti a prezzi calmierati che aiutino i pendolari a raggiungere la città e di un confronto con Comune di Bari e Regione Puglia per rendere più accessibili gli alloggi e le stanze destinati ai fuori sede”. “In una città che conta circa 50mila studenti universitari non ci sono servizi sufficienti”, gridano al megafono davanti a Palazzo di città per poi proseguire fino in Regione, scandendo slogan contro il governo e richieste alle istituzioni.