Olio adulterato prodotti per anni: confiscati beni per 1,6 milioni a imprenditore di Cerignola

La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione al decreto del Tribunale di Bari e ha sequestrato beni pari a 1,6 milioni di euro ad un imprenditore di Cerignola.

A partire dagli anni ’80, l’uomo è stato ripetutamente indagato e condannato per produzione e messa in commercio su larga scala, nei mercati nazionali ed esteri, di olio d’oliva adulterato e sofisticato.

Nel mirino una società del settore dell’imbottigliamento dell’olio di oliva e di semi e il suo compendio aziendale, composto da un opificio, un capannone, un’autovettura, tre fabbricati, un terreno, due autoveicoli e diversi rapporti finanziari.

Impresa agricola, conti correnti e 26 immobili: sequestro di due milioni a pluripregiudicato della Bat

La DIA ha dato esecuzione ad un sequestro di beni di 2 milioni di euro nei confronti di un pluripregiudicato della BAT che avrebbe accumulato un patrimonio di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati al Fisco.

L’uomo è considerato socialmente pericoloso in quanto già condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti, estorsione e detenzione illegale di armi, questi ultimi due aggravati dal metodo mafioso.

L’ipotesi è che la ricchezza accumulata possa essere il frutto dell’impiego di proventi di attività illecite. Il provvedimento di sequestro comprende 26 immobili, un’impresa agricola e diversi conti, intestati a prestanome ma riconducibili al pluripregiudicato, per un valore complessivo stimato in circa 2 milioni di euro.

Bitonto, attività abusiva di meccatronica in autorimessa: scatta il sequestro. Doppia maxi multa

Nei giorni trascorsi, la Polizia di Stato ha predisposto un dispositivo di prevenzione e repressione dei reati con servizi di vigilanza e di ordine pubblico, nonché di controllo straordinario del territorio, nel comune di Bitonto.

La attività rientrano nelle strategie di prevenzione e contrasto al crimine diffuso elaborate dal Questore di Bari per il contrasto ai fatti reato che maggiormente influiscono sulla percezione di sicurezza e creano allarme sociale.

Con unità operative del Commissariato di pubblica sicurezza locale personale, della Divisione PAS, e del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Centrale” sono stati perseguiti quattro obiettivi principali:

· intensificazione del controllo del territorio anche con posti di controllo e di blocco;

· controllo di locali pubblici e siti di particolare aggregazione sociale;

· applicazione di misure di prevenzione e di repressione nei riguardi delle persone controllate ;

· repressione del fenomeno della diffusione e della commercializzazione degli stupefacenti;

esito servizi di controllo straordinari del territorio:

– 142 persone controllate, 59 con precedenti, 2 straniere, 4 con avviso orale;

– ⁠5 posti di controllo;

– ⁠6 perquisizioni personali (ex art. 103 dPR 309/90 e art. 4);

– ⁠0,9 gr hashish sequestrato amm.te;

– ⁠1 persona segnalata all’Autorità amm.va;

– ⁠4 contestazioni CdS;

– ⁠2 esercizi pubblici controllati.

– ⁠eseguito ordine esecuzione espiazione pena detentiva in carcere ed un’altra persona è stata arrestata per esistenza a P.U..

Durante un controllo di polizia amministrativa dei poliziotti della PAS della Questura ad un’autorimessa sita a Bitonto, è stato, inoltre accertato che all’interno di due box veniva esercitata l’attività abusiva di meccatronica, e per questo si è proceduto a contestare amministrativamente le violazioni di cui all’art. 10 comma 2 della Legge n. 122/1992 con due sanzioni di 5164.00 euro e a sequestrare l’attrezzatura rinvenuta

Scoperti 6 chili di droga in un campo nomadi a Lecce: arrestato 24enne

La guardia di Finanza, nel corso di controlli nel campo nomadi Panareo a Lecce, ha sequestrato sei chili di stupefacenti, tra marijuana e hashish.

La droga, già confezionata in più involucri di varie dimensioni e peso, è stata rinvenuta dalle unità cinofile all’interno di una unità abitativa del campo in cui vive un 24enne italiano che è stato arrestato.

È  accusato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Sequestrati bilancini di precisione e materiali per il confezionamento.

Droga stoccata in casa e venduta in scooter, arrestato 39enne a Barletta: sequestrati 7 chili di marijuana

Un appartamento del centro cittadino di Barletta usato per stoccare marijuana. Una stanza trasformata in laboratorio in cui la droga veniva trattata, pesata e imbustata grazie a un apparecchio utile alla termosaldatura e poi venduta.

A lavorarci, un 39enne che gli agenti della squadra mobile della questura di Andria hanno arrestato con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’arresto è stato possibile nel corso di una attività investigativa iniziata quando è stato notato un continuo andirivieni dell’indagato dall’abitazione, da cui usciva con un borsone in spalla. L’uomo poi saliva su uno scooter e poco dopo rientrava per ripetere le stesse azioni.

Bloccato e perquisito, i poliziotti hanno trovato quasi 4,2 chili di marijuana nel borsone e un mazzo di chiavi relativo all’appartamento. Così hanno scoperto che nell’unica stanza esistente c’erano altri 2,5 chili di marijuana pronti per essere smerciati, un’apparecchiatura per la termosaldatura e una bilancia utile al confezionamento.

Il 39enne, che aveva già precedenti, è stato arrestato e portato in carcere. La droga e quanto rinvenuto nell’abitazione sono stati sequestrati.

Rapina a mano armata, sequestro di persona e riciclaggio: 6 arresti tra Andria, Molfetta e Bari – I NOMI

I Carabinieri hanno arrestato 6 persone con le accuse di rapina a mano armata con sequestro di persona ai danni di un autotrasportatore, riciclaggio e ricettazione di autovetture provento di furto e di favoreggiamento.

In manette sono finiti Michele Carrara, 48 anni, di Molfetta; Giuseppe Frappampina, 40 anni di Bari; Riccardo Guglielmi, 57 anni, Giuseppe D’avanzo, 53 anni, Francesco Fortunato, 62 anni, e Nicola Rella, 71 anni, questi ultimi tutti di Andria.

Carrara è il marito di Carmela Germano, consigliere comunale di Molfetta che sostiene la giunta Minervini. Germano è stata eletta nel 2022 nella civica Molfetta al Centro riconducibile ad Alessandro Cataldo.

L’indagine è coordinata dal Procura di Trani ed è condotta dai militari del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo, a partire da febbraio 2025.

Terlizzi, confiscato il tesoro da mezzo milione di euro al pregiudicato Ficco: sequestrate maxi ville e Rolex – VIDEO

Questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di confisca, emesso dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione – di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica di Bari – Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di Paolo Ficco, pregiudicato di Terlizzi, 46enne, già condannato per narcotraffico ed elemento di vertice del clan Dello Russo operante a Terlizzi e nei comuni limitrofi.

+++ IL VIDEO DELL’OPERAZIONE +++

Il provvedimento odierno scaturisce da un’ordinanza emessa dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione – di Bari, che ha disposto la confisca, accogliendo completamente le risultanze investigative dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bari (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa), da cui emerge in modo chiaro come il predetto, per interposizione soggettiva della moglie, fosse il reale proprietario di beni di provenienza illecita, già sottoposti a sequestro il 7 novembre 2022, per un valore complessivo di oltre 500.000 euro.

In particolare, il patrimonio confiscato si compone di quattro unità immobiliari, di cui due lussuose ville ubicate a Terlizzi, denaro contante per 7.500 euro e due orologi Rolex Datejust.

Nella complessa attività investigativa sono state dettagliatamente ricostruite le modalità operative attraverso le quali il pregiudicato, coinvolto in attività delittuose sin dagli anni ‘90, ha provveduto a “ripulire”, anche per il tramite dei suoi congiunti, i proventi illeciti, derivanti dai suoi traffici, a fronte di un reddito medio annuo dichiarato al fisco di soli 7.700 euro circa tra il 1998 ed il 2019.

L’attività odierna si inserisce in un contesto investigativo più ampio, che già ha portato al sequestro di oltre 20 milioni di euro eseguito dai Carabinieri nel marzo 2023 a carico di Roberto Dello Russo, ritenuto capo dell’omonimo clan.

L’importante risultato odierno – frutto dell’attività condivisa della magistratura e delle componenti investigative specializzate nello specifico settore delle indagini patrimoniali – rappresenta una conferma ulteriore dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata attuata non solo attraverso un’assidua opera di prevenzione e repressione, ma anche attraverso attente e scrupolose indagini di natura finanziaria e patrimoniale, preziosi strumenti attraverso i quali vanno combattute le nuove, e più subdole, forme di manifestazione delle mafie.

Pesca illegale di ricci di mare, ostriche e tartufi di mare: sequestrate oltre due tonnellate di pescato

Il Reparto Operativo Aeronavale di Bari della Guardia di Finanza ha sequestrato in Puglia oltre due tonnellate di pescato irregolare, prive della necessaria documentazione di tracciabilità.

Tra questi ricci di mare, ostriche e tartufi di mare. L’operazione ha portato alla contestazione di oltre 250mila euro di sanzioni amministrative nei confronti di 80 soggetti che avrebbero generato un illecito profitto superiore a 100mila euro.

Legato, picchiato e sequestrato per ore: a Bari chieste condanne a 20 anni per quattro affiliati del clan Strisciuglio

La Procura ha invocato condanne a 20 anni di reclusione nei confronti di quattro baresi, residenti del quartiere San Paolo, accusati di sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso. Ecco i nomi: l 31enne Saverio Caputo, il 28enne Mario Milella, il 32enne Michele Metta e il 24enne Giovanni De Giosa

Secondo la tesi dell’accusa gli imputati, tutti ritenuti vicini al clan Strisciuglio, avrebbero prelevato la vittima dalla sua abitazione e portata in un garage.

Qui lo avrebbero legato ad una sedia e picchiato, il ragazzo sarebbe stato segregato per diverse ore, dalle 18.30 fino alle 22.30, e liberato solo dopo il pagamento di 1100 euro, cifra corrispondente al mancato pagamento della sostanza stupefacente.

Il Comune di Bari e la Regione Puglia si sono costituite parti civili: la sentenza è prevista per il prossimo 12 maggio.