Mercato del falso, doppio blitz della Finanza nel Barese: sequestrati profumi, bracciali Pandora e AirPods

Doppio blitz della Finanza nel Barese contro il mercato del falso. Nel primo intervento i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno smascherato, tramite annunci online, un’organizzazione che pubblicizzava e vendeva online profumi falsi a prezzi stracciati.

Sono stati così sequestrati 4500 flaconi di noti marchi come Gucci, Chanel, Dior e Cartier, oltre a 1500 articoli contraffatti, tra bracciali Pandora, borse Saint Barth e AirPods Apple. La merce era nascosta in un deposito a Noicattaro. Due persone sono state denunciate per commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione.

Il secondo intervento ha invece riguardato il settore della cosmesi. Sequestrati in diversi negozi quasi 2mila flaconi di smalti e gel per unghie contenenti TPO (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide), una sostanza vietata dall’Unione Europea dal 1° settembre perché ritenuta potenzialmente cancerogena. Tre commercianti sono stati segnalati alla Procura per aver messo in vendita cosmetici pericolosi per la salute.

Traffico di droga tra Italia e Albania: sequestrati villa a Torre a Mare e 100mila euro a detenuto barese

La Direzione Investigativa Antimafia di Bari ha eseguito, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari , un Decreto di Sequestro Preventivo , emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Bari, nei confronti del 47enne Massimiliano Fiore, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Bari, perché coinvolto nell’Operazione URA, conclusa il 21 maggio 2025.

La citata operazione aveva riguardato l’ esecuzione di misure cautelari personali – tra Italia, Albania e Belgio – nei confronti di 52 persone ritenute responsabili a vario titolo, dei reati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio.

Il provvedimento di sequestro preventivo riguarda una villa ubicata a Torre a Mare e denaro contante, per un valore di 100 mila euro, beni che il Giudice per le Indagini Preliminari ( accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa ) ha ritenuto essere connessi e frutto del traffico internazionale di sostanze stupefacenti dall’Albania alla Puglia.

L’odierna attività ablativa – che si incardina nel più ampio progetto investigativo della DDA di Bari e della SPAK di Tirana volta a contrastare l’imponente traffico internazionale di cocaina ed eroina gestito dalle organizzazioni criminali albanesi – integra e completa gli ingenti sequestri patrimoniali operati a maggio scorso nei confronti dei diversi indagati attinti dall’Operazione URA e contestualmente privati di beni mobili e immobili (ubicati tra Albania e Italia), per un valore di svariati milioni di euro.

È importante rimarcare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa degli indagati

Da Armani a Calvin Klein e K-Way, scoperta filiera del falso a Barletta: 8 indagati e 100mila capi sequestrati

Piccole aziende in cui venivano lavorati capi di abbigliamento marchiati da noti brand della moda. Laboratori in cui a cucire, stirare, tagliare maglie e giacche erano lavoratori o irregolarmente impiegati o costretti in luoghi dalle condizioni igieniche precarie.

È quanto scoperto dai finanzieri del Comando provinciale di Barletta che hanno sequestrato 100mila capi su cui erano riportati marchi contraffatti di brand famosi nel mondo della moda come Emporio Armani, Calvin Klein, Tommy Hilfiger e K-Way.

Otto le persone iscritte nel registro degli indagati con le accuse di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale e ricettazione.

Il provvedimento di sequestro ha riguardato anche le tre sedi di produzione e i macchinari usati per la lavorazione degli abiti. Nel corso dei controlli, i militari hanno accertato la presenza di “lavoratori irregolari o sconosciuti al fisco, alcuni dei quali impiegati in condizioni igieniche precarie o in luoghi privi di qualsiasi attenzione alle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”, si legge in una nota.

Utili alle indagini, coordinate dalla Procura di Trani, sono stati gli appostamenti, la consultazione delle banche dati della guardia di finanza e i controlli eseguiti in alcuni negozi di Barletta in cui erano in vendita i capi di abbigliamento contraffatti. I finanzieri hanno anche ricostruito “la filiera del falso” individuando “i principali punti di stoccaggio e gli stabilimenti dove venivano realizzati e confezionati i capi di abbigliamento finiti, destinati alla vendita”. La merce sequestrata è stata donata alla Caritas della città.

Rivenditore di auto vicino al clan Moretti-Pellegrino-Lanza: sequestrati beni per 4 milioni di euro

La Direzione Investigativa Antimafia, su disposizione del gip del tribunale di Bari, ha sequestrato beni per un valore di 4 milioni ad un imprenditore foggiano operante nel settore dell’automotive, coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari e ritenuto elemento contiguo alla criminalità organizzata (foggiana e cerignolana), vicino al clan Moretti-Pellegrino-Lanza.

Le indagini hanno accertato ricchezze spropositate rispetto ai redditi dichiarati. Sequestrate un’azienda operante nel settore del commercio di auto, 25 unità immobiliari e disponibilità finanziarie.

Rapine ad autotrasportatori, ricettazione, armi e sequestro di persona nella BAT: 6 misure cautelari. Tra loro baresi

Quattro persone sono state arrestate e per due è stato disposto l’obbligo di dimora nell’ambito di una inchiesta condotta dai carabinieri del comando provinciale di Barletta- Andria – Trani, perché considerati componenti di un gruppo specializzato in ricettazione, rapine pluriaggravate dall’uso di armi e sequestro di persona ai danni di autotrasportatori.

Si tratta di uomini originari di Bitonto (Bari), Trani, Corato (Bari), Bari e San Severo (Foggia). I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Trani. L’inchiesta, denominata Long vehicle, è stata coordinata dalla Procura di Trani.

Bancarotta e distrazione di fondi prima di fallire, nei guai due imprenditori di Barletta: maxi sequestro milionario

Il Comando Provinciale BAT della Guardia di finanza ha effettuato un sequestro preventivo nei confronti di due imprenditori di Barletta per un ammontare di a 1 milione e 350mila euro.

L’indagine si è concentrata su alcuni atti di gestione della società calzaturiera ed è emerso che, nonostante ingenti debiti verso enti pubblici e fornitori, il rappresentante legale e l’amministratore di fatto hanno venduto l’intero complesso industriale, distraendolo dal patrimonio aziendale, al prezzo oggetto del sequestro odierno.

Così sono state tolte risorse su cui i creditori privati e pubblici avrebbero potuto soddisfare le loro pretese. Le ipotesi di reato sono la bancarotta fraudolenta e la sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura di Trani ha ottenuto il sequestro preventivo per equivalente, finalizzato alla confisca dei beni e delle disponibilità economiche riconducibili agli indagati. Sequestrati conti correnti, autovetture, partecipazioni societarie, immobili e beni di lusso, per un valore complessivo di circa 1,35 milioni di euro.

Smalti per unghie con sostanza cancerogena e vietata dall’UE, blitz della Finanza a Trani: sequestrato laboratorio

La Procura della Repubblica di Trani ha convalidato il sequestro di un laboratorio industriale alla periferia della città, specializzato nella produzione di smalti per unghie contenenti una sostanza considerata potenzialmente cancerogena. Nel capannone i finanzieri hanno trovato oltre 12mila flaconi pronti per la vendita e circa una tonnellata di materia prima destinata alla produzione.

Gli uomini della Guardia di Finanza hanno scoperto che gli smalti contenevano Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide (TPO), un componente vietato nell’Unione Europea dal 1° settembre scorso perché classificato come potenzialmente cancerogeno e tossico per la riproduzione.

I rappresentanti legali delle società coinvolte sono stati denunciati per produzione e detenzione ai fini di commercio di prodotti cosmetici pericolosi per la salute pubblica.

 

Droga e spaccio, tre arresti a Triggiano: sequestrati 15 chili di droga. Sul mercato anche il “miele dello sballo”

I Carabinieri della Compagnia di Triggiano nei giorni scorsi hanno eseguito controlli straordinari del territorio, arrestando per detenzione di stupefacenti (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) tre persone e sequestrando 15 kg di droga, tra hashish, marjuana e cocaina.

Proseguono senza sosta i controlli straordinari del territorio dei Carabinieri, finalizzati alla prevenzione e al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti. Nell’ultima settimana, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Triggiano hanno controllato decine di veicoli e persone, eseguendo le relative perquisizioni secondo i presupposti di legge.

In particolare, durante il controllo domiciliare di un pregiudicato, 73enne del posto, hanno rinvenuto circa 2 kg. di hashish e 300 grammi di cocaina occultati in barattoli di caffè e riso. Ancora, i Carabinieri hanno fermato un 19enne originario di Acquaviva delle Fonti, trovato in possesso di 10 grammi di hashish nascosti nella scarpa sinistra ed avvolti nella carta da forno. Nella successiva perquisizione domiciliare, i militari hanno trovato 1 kg. circa di hashish nascosto in una federa del cuscino. Infine, nel corso del controllo di un 43enne, originario di Bari, sono stati rinvenuti circa 9 kg. di hashish nascosti in una borsa termica riposta nel frigorifero della cameretta e 250 grammi di cocaina riposti in cucina.

Tra le sostanze rinvenute è stata sequestrata anche una nuova tipologia di droga, convenzionalmente nota come droga gialla o Wax, ovvero “il miele dello sballo”, estratta dalla cannabis. Si tratta di una sostanza particolarmente pericolosa per la salute a causa dell’elevatissimo contenuto di principio attivo (THC) e della possibile presenza di composti sintetici utilizzati nel processo di estrazione con effetti più nocivi – rispetto all’hashish – sul sistema nervoso, risultando quindi estremamente rischioso.

La maggior parte della sostanza stupefacente rinvenuta era già suddivisa in dosi e confezionata, pronta per essere immessa sul mercato dello spaccio.

I tre uomini trovati in possesso degli stupefacenti sono stati arrestati e posti a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

L’attività si inserisce nel più ampio contesto di prevenzione e contrasto ai traffici illeciti predisposto dall’Arma dei Carabinieri in tutto il territorio della Provincia di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che ai provvedimenti eseguiti seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio.

Cellulari e droga nel carcere di Foggia, maxi blitz nelle celle: scattano sequestri e denunce

Droga e telefonini scoperti nel carcere di Foggia. Le perquisizioni della polizia penitenziaria, con la partecipazione di oltre 200 agenti e cani antidroga, ha riguardato due reparti.

Sono stati controllati 160 detenuti e sono stati sequestrati numerosi cellulari e ingenti quantitativi di hashish. I detenuti trovati in possesso di telefoni o sostanze stupefacenti sono stati denunciati.

Trattamenti estetici senza abilitazione, sequestrato centro a Lucera: denunciata 34enne. La scoperta su Instagram

Un centro estetico ricavato all’interno di un fabbricato, a poca distanza dal centro storico di Lucera (Foggia), dove sarebbero stati, senza alcun abilitazione, praticati trattamenti medico estetici ed iniezioni sottocutanee, è stato sequestrato dai Carabinieri del posto e dal Nucleo antisofisticazione e sanità di Foggia.

L’attività, stando a quanto emerso, è scaturita dal monitoraggio della pagina Instagram con cui la titolare (di 34 anni, denunciata per esercizio abusivo della professione) utilizzando un nome fittizio, avrebbe pubblicizzato svariati trattamenti estetici a prezzi vantaggiosi, tra cui interventi invasivi che, per legge, possono essere eseguiti esclusivamente da un medico qualificato e che richiedono un rigido protocollo igienico sanitario.

Nel corso della perquisizione, delegata dalla Procura, i militari dell’Arma hanno trovato confezioni di siringhe preriempite di botulino, lidocaina ed acido ialuronico, anestetici, farmaci e dispostivi non autorizzati, oltre che un ingente quantitativo di aghi per iniezioni.

“La somministrazione non controllata di queste sostanze – spiegano in una nota i Carabinieri – se non preceduta da una rigorosa valutazione clinica eseguita da personale qualificato, può provocare reazioni avverse, infezioni e complicazioni permanenti, con conseguenze anche fatali per chi si sottopone a questi trattamenti senza adeguate garanzie di sicurezza”.

I carabinieri hanno anche arrestato in flagranza di reato per furto aggravato il padre 69 enne della titolare della donna, accusato di aver garantito, in maniera fraudolenta, mediante un allaccio alla rete pubblica, l’erogazione di energia elettrica alla propria abitazione e al centro estetico abusivo. Per l’uomo, dopo la convalida dell’arresto, è stata disposta la misura dell’obbligo di dimora.