Altamura, Sindaco minimizza sulla crisi. “Nuovo” comandante della Polizia Locale: partita aperta

C’è crisi politica ad Altamura oppure no? Siamo tornati sul posto e ci siamo recati davanti alla sede del Comune, anche per raccogliere il parere e la sensazione dei cittadini, dopo i sei consigli comunali saltati a causa per mancanza di numero legale.

“Tutto procede secondo il regolare disordine”, dice qualcuno. Poche parole, ma buone. Il sindaco Petronella, raggiunto telefonicamente, ha minimizzato sulla situazione politica. Non potevamo non chiedere della nomina del nuovo comandante della Polizia Locale e sui rumors attorno alla Stefanelli.

Voto di scambio a Modugno, indagato a piede libero il sindaco Bonasia: “Mai ceduti a pressioni o compromessi”

“Ho sempre creduto che il rispetto della legalità sia il primo dovere di chi sceglie di servire la cosa pubblica. È su questo principio che ho fondato ogni mia scelta, ogni atto, ogni battaglia politica e personale. Chi mi conosce sa che non ho mai ceduto a pressioni o compromessi e che ho sempre anteposto l’interesse della comunità a qualsiasi altro”.

Inizia così il post pubblicato sui social dal sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, indagato a piede libero nell’ambito di una inchiesta della direzione distrettuale antimafia su un presunto scambio elettorale politico-mafioso in occasione delle elezioni comunali del 2020 a Modugno.

“Affronterò questa vicenda con serenità, garantendo la massima collaborazione all’Autorità Giudiziaria, certo che la verità ristabilirà l’ordine dei fatti. Oggi lo sconforto è grande e l’amarezza profonda. Oggi più che mai sento il bisogno del vostro sostegno, della vostra fiducia, della vostra vicinanza – ha aggiunto -. Continuerò a servire Modugno con la stessa determinazione, lo stesso senso del dovere e la stessa passione che mi hanno guidato finora. Ma solo da voi posso trovare la forza con cui andare avanti”.

Guerra Decaro-Emiliano, i primi caduti. Sindaco trattato come un ragazzino: “Fai la lettera uagliò”

“Fai la lettera uagliò”. A pronunciare la frase che sta facendo il giro dei social è Luigi Lorusso, per molti il vero Sindaco di Altamura. Il destinatario è il professor Antonio Petronella, il reale primo cittadino, quello regolarmente eletto seppure con meno di una manciata di voti. Il contesto non è la chiacchierata al bar dello sport tra due amici, ma l’ennesimo Consiglio comunale saltato per mancanza del numero legale. La maggioranza scricchiola, lo abbiamo già detto.

“Fai la lettera uagliò”, manco se il presidente del consiglio comunale si stesse rivolgendo all’ultimo praticante del suo studio. Lorusso, che ha già espresso la sua volontà di querelarci, quasi certamente non sapeva di essere ancora registrato e quindi ha sentito l’esigenza di rivolgersi a Petronella nel modo più diretto possibile. “Fai la lettera uagliò”, all’uso pane al pane, quello doc, e vino al vino dalla Murgia più verace. Un avvertimento? Un ultimatum? Quale lettera? La nomina del nuovo comandante della Polizia Locale Maria Pia Stefanelli, parente dello stesso Lorusso? Oppure quella la revoca all’assessore Annarita Marvulli?

Il responsabile del verde pubblico, invece, nonostante la strage evitata resta al suo posto. Entrambe le cose, lo sanno anche le pietre dei muretti a secco, sono state caldeggiate da Lorusso, sponda Dem targata Emiliano. Il presidente uscente è ormai ai ferri corti con il ramo del lago targato Decaro. In ogni caso la situazione grottesca di Altamura è lo specchio dei più beceri giochi politici regionali. Avevamo iniziato a informarci sul nuovo comandante della Polizia Locale, sulla sua scontata riconferma, sul reale grado di parentela col Presidente del Consiglio, sugli evidenti attriti in maggioranza, ma ci siamo trovati nel pieno di una situazione vergognosa, tipica di una campagna elettorale. Giochi politici ad alto livello sulla pelle di intere comunità – Altamura è il solo caso – per vendette personali o per blindare posizioni e candidature. Vergognoso.

E allora il Sindaco Petronella, che ha motivato sui social la scelta di revocare l’incarico alla Marvulli, in quel post afferma di fatto ciò che stiamo dicendo. La Marvulli non è allineata e il politico al quale fa riferimento, Francesco Paolicelli, viene accusato a denti stretti. Ma esattamente di cosa si sarebbe macchiato, tirando in causa la coerenza e la trasparenza citate da Petronella? Mio nonno diceva che il più pulito ha la rogna. La Marvulli – abbiamo detto – appartiene a Francesco Paolicelli, delfino di Antonio Decaro. Appartiene, s’intende politicamente. Ad Altamura è facile trovare altri gradi di appartenenza. Luigi Lorusso e il suo gruppo dominante nella maggioranza di Altamura, invece, sono roba di Michele Emiliano. A meno di un mese dalle elezioni una situazione inconcepibile. Il maestro e l’allievo, quest’ultimo ormai più potente e influente del primo, litigano di brutto. Ma chi pensa ai cittadini mal governati? Tanto non sarà colpa di nessuno, in quel continuo scaricabarile tipico di un Paese alla deriva, in cui le apparenze sono tutto. Basta vedere spot, storie, post e reel ipocriti sui social. Dicevamo della guerra a livelli superiori. Emiliano, non smentendo il modo con cui ha saputo costruire il suo apprezzamento nei vent’anni da imperatore della Puglia, sta dando fondi, nomine e incarichi come mai finora. Il terreno sotto i piedi è sempre meno stabile a causa dell’incedere beffardo dell’ex figliolo prediletto. Una di queste nomine in extremis è andata manco a dirlo a Luigi Lorusso, cugino seppure non diretto del comandante Stefanelli. Emiliano l’ha nominato nel Colleglio dei revisori dell’Asl di Taranto, già nel collegio sindacale dell’Adisu.

Decaro contro Emiliano, una guerra senza esclusione di colpi, sulla pelle dei cittadini ai quali chiedono il voto per continuare a gestire la cosa pubblica come fanno da vent’anni a questa parte. Intanto l’assessore “amico” di Decaro è stato revocato e siamo pronti a scommettere che arriverà presto il rinnovo della Stefanelli al comando della Polizia Locale di Altamura, nonostante molti scivoloni e scelte discutibili. E allora davvero quel “Fai la lettera uagliò” sarebbe potuto essere “Fai le lettere uagliò”.

Del resto io sono io e voi non siete un cazzo. E se Sparta piange, Atene di sicuro non ride. L’avvocato Michele Barattini, dal primo minuto alleato di Petronella, si stacca e passa in Fratelli d’Italia che lo candida nelle sue liste alle regionali. Un altro discorso, ma indispensabile per comprendere il quadro generale altamurano. Il vero dramma è un alto: alle urne e subito dopo il voto sarà tutto dimenticato e tra qualche mese non sarà mai nemmeno esistito. Altamura, però, è l’unica città al mondo con tre Sindaci. Sì, perché c’è quello ombra Alessio Dipalo, che continua a sollevare sospetti e smascherare ogni giorno presunte magagne. Si votasse oggi sarebbe lui il più suffragato.

Appalti in cambio di voti a Molfetta, 13 consiglieri si dimettono: si chiude l’era Minervini

Tommaso Minervini non è più il sindaco di Molfetta. Sono 13 i consiglieri (Annamaria Gagliardi, Felice Spaccavento, Girolamo Lanza, Giovanni Infante, Domenico Gagliardi, Gabriella Azzollini, Alberto d’Amato, Pietro Mastropasqua, Mauro Binetti e Ippolita Germinario) che hanno firmato le dimissioni facendo cadere l’amministrazione.

Minervini è stato arrestato il 4 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta concessione di appalti in cambio di voti ed era stato sospeso dalla carica. Toccherà ora al prefetto di Bari nominare un commissario. 

 

Capurso, ruba la batteria della sedia elettrica di una donna disabile e la consegna dopo l’appello del Sindaco

“Questa mattina un cittadino ha consegnato alla Polizia Locale la batteria della sedia a rotelle di Annie, la nostra concittadina con disabilità a cui era stata rubata qualche giorno fa. Abbiamo già contattato Annie per restituirle ciò che le permette di muoversi liberamente e di vivere la sua quotidianità”.

Inizia così il racconto sui social del sindaco di Capurso, Michele Laricchia, che due giorni fa aveva diramato un appello. “Voglio ringraziare di cuore chi ha deciso di rimediare al gesto sbagliato e chi, in queste ore, ha mostrato vicinanza e solidarietà – aggiunge il primo cittadino -. A volte basta poco per rimettere in moto non solo una sedia a rotelle, ma anche il senso di comunità che tiene insieme un paese”.

Flotilla, l’attivista barese Tony La Piccirella presto in Italia. L’annuncio del sindaco Leccese: “Ho sentito Tajani”

Tony La Piccirella, attivista barese della Global Sumud Flotilla, rientrerà via Atene in tempi rapidissimi. Lo ha annunciato il sindaco di Bari, Vito Leccese, dopo aver sentito direttamente il ministro Antonio Tajani e il suo capo di Gabinetto.

“Ho incontrato il padre di La Piccirella -che fa parte del secondo gruppo di persone fermate. Era molto preoccupato perché non aveva notizie da nessuna delle nostre autorità. Poi ho sentito direttamente io il ministro. Certamente lo incontrerò come ho fatto anche la scorsa volta. Questo perché Antonio La Piccirella è una persona molto impegnata nel campo sociale, a favore della pace e delle missioni umanitarie”, ha poi aggiunto il primo cittadino barese.

Quanto alle manifestazioni degli scorsi giorni, il sindaco ha detto che “dobbiamo pensare all’essenza stessa di quella manifestazione, come atto di solidarietà nei confronti del popolo palestinese che continua a essere sottoposto a un annientamento sistematico da parte del governo di Netanyahu”. Quanto ai negoziati per la pace in Egitto, Leccese ha concluso che “tutti abbiamo il cuore pieno di speranza”

Flotilla, il papà dell’attivista barese La Piccirella dal sindaco Leccese: “Non ho notizie di Tony da giorni”

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha ricevuto ieri nella sede del Comune Matteo La Piccirella, il padre di Antonio, uno degli attivisti parte dell’equipaggio della Global Sumud Flotilla, trattenuto in Israele dopo l’abbordaggio da parte della marina militare.

La Piccirella ha manifestato al sindaco preoccupazione «non avendo da giorni notizie di suo figlio», spiega una nota del Comune. Il sindaco, prosegue l’amministrazione, «ha già sentito la Farnesina, ricevendo rassicurazioni sul fatto che si sta lavorando per far rientrare gli italiani, al momento trattenuti in una struttura detentiva, il più presto possibile in Italia. Tra questi anche Tony».

Antonio La Piccirella è uno dei tre baresi impegnati nella missione. Gli altri sono Lorenzo D’Agostino, anche lui fermato, e Francesca Amoruso, che ieri ha annunciato il ritiro per problemi con la nave madre.

“Siamo costretti a fermarci, lo facciamo con rammarico. Ci abbiamo provato in tutti i modi, ma non potremmo proseguire in sicurezza il nostro viaggio e questo significherebbe mettere a rischio la nostra barca e la nostra vita, coinvolgendo moltissime altre persone. Siamo responsabili e riteniamo di doverci fermare”, le parole sui social dell’attivista Francesca Amoruso, a bordo di Al-Awda, una delle imbarcazioni della Freedom Flotilla Italia in rotta verso Gaza.

“Ci fermiamo in mare – prosegue – consapevoli di aver sollevato un moto di sdegno e indignazione nei confronti dell’azione del governo di Israele, ma torniamo convinti di non fermarci. Vogliamo ricongiungerci a tutti gli equipaggi di terra per continuare a lottare per una Palestina libera e per la fine di questo genocidio”. Amoruso era partita da Otranto (Lecce) lo scorso 25 settembre.

“La nostra nave di appoggio Ghassan Kanafani ha subito due avarie – racconta – ed è stata sottoposta a fermo dalla polizia portuale greca, adesso è a Heraklion (a Creta, ndr) sotto sequestro”.

“Noi – prosegue – eravamo più avanti come rotta, ma siamo stati abbordati dalla Capitaneria di porto greca in assetto antisommossa e siamo stati sottoposti a un controllo molto lungo. In questo modo abbiamo perso la possibilità di ricongiungerci con le altre navi della Flotilla e siamo stati costretti a fermarci per poi decidere di tornare a prestare soccorso alla nostra nave madre”.

“Questo – conclude l’attivista – ci ha fatto capire che non è possibile proseguire. Responsabilmente, senza nave di appoggio, abbiamo capito che in solitaria non è possibile andare avanti verso l’obiettivo ultimo, che è Gaza”.

Sciopero generale, in 4mila in piazza per Gaza e la Flotilla. Il sindaco Leccese: “Bari c’è ancora una volta” – FOTO

“Bari c’è, ancora una volta, e lo ha dimostrato in tutti questi mesi e lo fa anche oggi”. Queste le parole del sindaco di Bari, Vito Leccese, in occasione del corteo organizzato nel giorno dello sciopero generale per la Global Sumud Flotilla e il popolo palestinese.

“Anche oggi Bari si è mobilitata per essere accanto al popolo palestinese e chiedere a gran voce il cessate il fuoco, la pace e il riconoscimento dello Stato di Palestina”, ha aggiunto il primo cittadino.

Sono migliaia le persone, fra le quali tantissimi studenti, che si sono riuniti questa mattina davanti al centralissimo molo San Nicola, a Bari, per la manifestazione. In tantissimi indossano la kefiah e issano bandiere della Palestina.

Presenti anche l’eurodeputato e candidato per il centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia, Antonio Decaro, la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, e una delegazione di consiglieri comunali, assessori e rappresentanti del Municipi. Il corteo sta attraversando il centro della città. Fra gli slogan urlati dalla folla ‘Palestina libera’ e ‘chi non salta è sionista’. Il corteo passerà anche da via Calefati, dove si trova la sede del Consolato di Israele. Secondo gli organizzatori al momento ci sono circa quattromila persone.

Antonio piomba nel CUP, interrotti Sindaco e Direttore: “Un delirio. Mezza giornata per prenotare”

Siamo tornati nel Poliambulatorio di Palo. Nell’era dell’intelligenza artificiale qui il tempo sembra essersi fermato. Una sola dipendente allo sportello da anni, sul posto abbiamo raccolto anche le testimonianze e le lamentele dei pazienti. Il nostro blitz non concordato ha sorpreso anche il Direttore e il Sindaco che hanno “promesso” di risolvere la situazione. 

Gallipoli, il sindaco Stefano Minerva annuncia le dimissioni: si candiderà alle Regionali con il Pd

Stefano Minerva, primo cittadino di Gallipoli e presidente della Provincia di Lecce, ha annunciato ufficialmente la sua candidatura alle prossime elezioni regionali nel PD durante il comizio che si è tenuto ieri sera in piazza Tellini.

Minerva ha scelto di lasciare il municipio dopo quasi dieci anni di amministrazione. “Vi chiedo di accompagnarmi in questa nuova sfida con le vostre speranze e le vostre ambizioni. Insieme possiamo cambiare la Puglia”.

In giornata Minerva parteciperà all’ultimo consiglio comunale, domani al consiglio provinciale, prima di rassegnare ufficialmente le dimissioni mercoledì da entrambe le cariche.