Euro 2032, Bari ci prova: formalizzata la disponibilità. Leccese: “Pronti a fare la nostra parte ma servono risorse”

Con una lettera inviata entro la scadenza del 31 luglio, il sindaco di Bari Vito Leccese ha formalizzato alla FIGC la disponibilità del Comune a proseguire il percorso di candidatura della città e dello stadio San Nicola per ospitare UEFA Euro 2032, confermando la volontà dell’amministrazione di fare la propria parte nel rispetto delle tempistiche fissate dalla Federazione.

Nella nota il sindaco ripercorre il lavoro svolto dal Comune negli ultimi anni nell’ambito della candidatura, ricordando l’adesione al percorso promosso dalla FIGC sin dal 2022, la predisposizione del dossier tecnico trasmesso alla UEFA, la partecipazione dei tecnici comunali ai tavoli di lavoro e gli approfondimenti condotti sugli interventi necessari per adeguare l’impianto ai requisiti previsti.

La lettera evidenzia inoltre come, anche in considerazione del vincolo autoriale che insiste sullo stadio San Nicola, l’amministrazione abbia già contezza degli interventi richiesti. Dalle stime emerge che l’adeguamento comporterebbe una profonda e sostanziale modifica dell’attuale struttura dello stadio, mentre, secondo le valutazioni effettuate dai tecnici comunali, per l’avvio dei lavori sarebbero necessari circa 600 giorni naturali e consecutivi, oltre alla fase di progettazione.

Per questo motivo, il sindaco richiama nella lettera la necessità di individuare un percorso sostenibile sotto il profilo economico.

«Alla luce del considerevole impegno economico richiesto dall’operazione – scrive Leccese – l’Amministrazione comunale ha più volte rappresentato ai diversi interlocutori l’esigenza di un congruo sostegno finanziario o, in alternativa, l’individuazione di una forma di partenariato pubblico-privato. In tale scenario, e senza uno specifico finanziamento dell’opera, risulterebbe impossibile finanziare con risorse comunali questo intervento».

Pur ribadendo la volontà di Bari di proseguire nel percorso di candidatura, il sindaco conferma infine la piena disponibilità del Comune a collaborare con la FIGC e con il comitato organizzatore in tutte le successive fasi del progetto, auspicando che possano essere individuati gli strumenti finanziari e amministrativi necessari per consentire alla città di ospitare una manifestazione di così grande rilievo internazionale.

Neanche il Comune ci crede più: il silenzio di De Laurentiis affossa il Comitato

C’è un paradosso che fotografa perfettamente il momento vissuto dalla SSC Bari: Luigi De Laurentiis è riuscito a perdere credibilità in una fase in cui di credibilità ne era rimasta ben poca. E se fino a qualche settimana fa l’istituzione comunale sembrava ancora voler concedere un’ultima possibilità al dialogo, oggi anche quella flebile linea di fiducia appare essersi spezzata.

Le parole pronunciate dal sindaco Vito Leccese al termine dell’incontro con il Comitato dei garanti rappresentano molto più di un semplice aggiornamento amministrativo. Sono, nei fatti, la certificazione del fallimento di un percorso che la stessa società aveva contribuito a costruire.

L’accordo era chiaro. Per ottenere la disponibilità dello stadio San Nicola necessaria all’iscrizione al campionato, Luigi De Laurentiis aveva assunto un impegno preciso: informare periodicamente il Comitato individuato dall’amministrazione comunale sulle iniziative intraprese per arrivare alla cessione del club. Un impegno pubblico, non una semplice promessa informale.

Eppure, la realtà ancora una volta si è presentata diversamente ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il Comitato sospende la propria attività e l’intero percorso immaginato dall’amministrazione viene congelato in attesa delle decisioni della magistratura. Il punto però è un altro.

Il sindaco Leccese, nel suo comunicato, evita volutamente toni polemici e mantiene il profilo istituzionale che il ruolo impone. Tuttavia, tra le righe emerge con chiarezza la presa d’atto di una situazione profondamente diversa rispetto a quella immaginata poche settimane fa. Quel rapporto di fiducia istituzionale sul quale si era costruito l’accordo per il San Nicola oggi appare fortemente compromesso.

Ed è probabilmente questo il danno più grande prodotto dalla gestione De Laurentiis perché il modus operandi della famiglia romana sembra ormai seguire uno schema ben preciso. Non lo scontro frontale. Non il confronto. Nemmeno la spiegazione. La strategia è un’altra: tacere.

Un silenzio sistematico che, negli anni, è diventato quasi un metodo di gestione delle crisi. Nessuna conferenza chiarificatrice, nessun confronto con la città, nessuna risposta alle domande più scomode. Si lascia semplicemente trascorrere il tempo.

L’obiettivo, almeno nella percezione di gran parte della piazza, sembra essere quello di far affievolire progressivamente ogni polemica, confidando che l’attenzione diminuisca e che la rabbia si trasformi in rassegnazione. Questa, una tattica che può funzionare nel breve periodo ma che produce un effetto devastante sul piano della credibilità.

Perché ogni silenzio non viene più interpretato come prudenza, bensì come indisponibilità al confronto e mentre Bari continua ad attendere risposte sul futuro della società, anche l’ultimo organismo nato proprio per accompagnare quel percorso verso la cessione è costretto a fermarsi.

Non per volontà propria ovviamente, ma perché, senza interlocuzione, un comitato non può svolgere alcuna funzione. Il comunicato del sindaco si chiude con una frase che merita attenzione: “L’amministrazione comunale valuterà ogni ulteriore iniziativa utile.”

Parole che lasciano intendere come Palazzo di Città stia ormai prendendo in considerazione strade differenti rispetto a quelle percorse finora. Per Luigi De Laurentiis è un ulteriore segnale d’allarme. Dopo aver incrinato il rapporto con una tifoseria ormai apertamente ostile, rischia ora di aver compromesso anche quel residuo patrimonio di fiducia istituzionale che aveva consentito di costruire un tavolo di confronto sul futuro del club.

E quando persino chi aveva scelto la via del dialogo è costretto a prendere atto dell’assenza di risposte, diventa difficile sostenere che il silenzio possa ancora rappresentare una strategia vincente. Anzi, rischia di trasformarsi nell’ennesima conferma di una distanza che, tra la proprietà e la città di Bari, appare oggi più ampia che mai.

Foto: Contropiede

Incendio sulla Murgia a Minervino, l’appello del Sindaco: “Lasciate le abitazioni e mettetevi in salvo”

Un vasto incendio è divampato nel primo pomeriggio a Minervino Murge, nel nord Barese, interessando il versante meridionale del territorio e distruggendo diversi ettari di macchia mediterranea.

Sul posto sono al lavoro Vigili del fuoco, Protezione civile e Polizia locale, supportati da un elicottero impegnato nelle operazioni di spegnimento per contenere l’avanzata delle fiamme.

Il sindaco Massimiliano Bevilacqua ha disposto l’evacuazione delle abitazioni nelle aree più vicine all’incendio. “Per motivi di sicurezza, gli abitanti delle zone limitrofe all’area interessata dal rogo sono invitati a lasciare immediatamente le proprie abitazioni e a raggiungere il palazzetto dello sport, individuato come punto di accoglienza temporaneo”.

Cellamare, la polemica non si placa. Antonio al Sindaco: “Su di me citazione inesatta e fuori luogo”

Torniamo ad occuparci del caso Cellamare. Vi avevamo parlato del plico che lo scorso 27 maggio alcuni cittadini e commercianti hanno ricevuto nelle cassette postali, parte degli atti dell’inchiesta relativa al processo legato alle intimidazioni e alle minacce subite nel 2019 dal sindaco Gianluca Vurchio. Documenti che solleverebbero dubbi sulla gestione delle elezioni amministrative di quell’anno e sul comportamento di alcuni amministratori.

Il dossier, intitolato “Trasparenza e Legalità”, è stato recapitato anche all’ex sindaco e attuale capogruppo di opposizione Michele De Santis, che ne ha reso pubblico il contenuto chiedendo la convocazione di un Consiglio comunale monotematico. Noi abbiamo ascoltato i diretti interessati, dando spazio a tutti. Questa volta parliamo di un’uscita fatta dal sindaco Vurchio nel corso di una conferenza stampa che ci ha spiazzato.

Papà e figlio vivono tra escrementi e blatte, blitz in casa. Il Sindaco: “Stiamo già intervenendo”

Siamo tornati a Mola per parlare della storia della famiglia Redavid. Un padre anziano di circa 90 anni e di un figlio che vivono in condizioni disumane tra escrementi, sporcizia e blatte. Dopo aver indossato mascherina e guanti, abbiamo provato a instaurare con loro un contatto. Muoversi è praticamente impossibile sul pavimento. Le immagini parlano da sole. Il figlio è uscito qualche mese fa da una struttura di recupero dove ha scontato una pena detentiva. Abbiamo incontrato anche il sindaco di Mola per capire la posizione dell’Amministrazione comunale.

Terlizzi, danneggiano una giostra nel parchetto e postano video sui social. Il Sindaco non ci sta: “Vi denuncio”

“Pretendo che chi ha danneggiato la giostrina provveda quanto prima al suo ripristino, assumendosi pienamente le proprie responsabilità”. Lo scrive in un post pubblicato sui social, Michelangelo De Chirico, sindaco di Terlizzi (Bari) dopo che una delle giostrine per bambini del parco comunale di viale Moro, è stata distrutta da un gruppo di persone di cui fanno parte anche degli adulti.

A raccontarlo è un video pubblicato sulla piattaforma Tik Tok in cui si vede una ragazzina far ondeggiare una giostra ancorata al pavimento in plastica con delle molle su cui, qualche minuto dopo, sale una donna, mentre altri due ragazzini continuano a far traballare il gioco che dopo poco si rompe.

“C’è una differenza enorme tra un gioco che si rompe per usura e uno che viene distrutto volontariamente – continua De Chirico – , qui si parla non di usura ma di danneggiamento di un bene pubblico. E non possiamo continuare a far finta di niente”.

“Non conosco l’identità delle persone ritratte, ma se qualcuno le riconosce, può contattarmi anche in privato comunicandomi le loro generalità”, prosegue il sindaco, annunciando che “nelle prossime ore mi rivolgerò alle autorità competenti perché è doveroso tutelare il patrimonio della nostra comunità”. “Difendere i beni pubblici – conclude – significa difendere ciò che appartiene a tutti noi”.

Casa Caterina, anziani allo sbando. Melaccio al Sindaco: “Pensateci voi. Non ci sono più soldi”

“Non abbiamo più finanze, da domani dovete pensare voi agli ospiti di Casa Caterina”. Parola più, parola meno, è il testo del messaggio che Gianni “fuffa” Melaccio, amministratore della Nicolas, la società che gestisce la Rssa di Adelfia, ha mandato stamattina al sindaco Giuseppe Cosola.

A quel punto il primo cittadino ha avviato la macchina per riuscire a fare fronte all’ennesima emergenza causata non tanto da Melaccio e l’armata brancaleone, quanto dalle istituzioni, incapaci di far rispettare i provvedimenti degli enti che rappresentano il Sistema. Lacuna tutta italiana. Un imprenditore di Adelfia si è proposto di pagare il vitto agli osptii, mentre la Asl provvederà all’assistenza sanitaria.

Quando siamo arrivati in struttura Melaccio non era presente e quindi ci siamo soffermati ad ascoltare la voce dei “dipendenti”, tra virgolette perché non sono nemmeno assunti e non percepiscono stipendi da mesi, al netto delle promesse e delle supercazzole dell’uomo nuovo, di colui che ha dichiarato più volte di non avere nulla a che fare con l’armata di Michele Schettino. Racconti inquietanti e una struttura andata avanti fino a quando i parenti degli ospiti hanno pagato le rette, tra le più basse d’Italia.

Una situazione paradossale in cui perdono tutti, quando basterebbero decisioni pratiche e risolute. E se già questo può essere abbastanza, aspettate di ascoltare l’intervista telefonica a Melaccio fatta mentre la barca affonda e lui non si è capito bene dove fosse.

Voto di scambio a Modugno, chiesto il rinvio a giudizio per 11 imputati: tra loro l’ex sindaco Bonasia

La Direzione distrettuale antimafia di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 11 persone nell’ambito dell’inchiesta sul presunto voto di scambio politico-mafioso alle elezioni comunali di Modugno del 2020.  Tra gli imputati figurano l’ex sindaco Nicola Bonasia e l’ex assessore alle Attività produttive Antonio Lopez.

Secondo l’accusa, Bonasia avrebbe accettato, tramite l’intermediazione di Lopez, il sostegno elettorale di esponenti del clan Parisi in cambio di promesse di posti di lavoro, mentre Lopez avrebbe anche consegnato denaro a membri del clan per ottenere voti.

Contestati presunti accordi analoghi anche con esponenti del clan Diomede e con persone estranee alla criminalità organizzata. L’udienza preliminare davanti al gup Giuseppe De Salvatore è fissata per il prossimo 16 luglio.