Da Molfetta a Trani, bis del centrosinistra: Galiano è il nuovo sindaco. Centrodestra trionfa a San Giovanni Rotondo

Il centrosinistra conquista Trani, unico capoluogo pugliese chiamato al ballottaggio. A vincere è Marco Galiano, 54 anni, dirigente scolastico e candidato sostenuto dal campo progressista, che si impone con il 51% dei voti sul medico candidato del centrodestra Angelo Guarriello. Un successo, il secondo dopo quello di Molfetta, arrivato nonostante l’assenza del Movimento 5 Stelle nella coalizione.

Storico preside della scuola media Ettore Baldassarre, Galiano arriva dal mondo della scuola e del sindacato, con un passato politico da consigliere comunale a Conversano in una lista di sinistra. Fondamentale nella sua corsa il sostegno dell’assessora regionale all’Ambiente Debora Ciliento, figura di riferimento politica nella città.

A San Vito dei Normanni il centrosinistra ha calato il tris con Marco Ruggiero, a San Giovanni Rotondo invece si registra la vittoria di Floriana Natale del centrodestra che si concede il bis a Casarano con De Nuzzo. De Donno è invece il nuovo sindaco di Tricase.

Molfetta, Manuel Minervini è il nuovo Sindaco: sconfitto il civico Pietro Mastropasqua al ballottaggio

Manuel Minervini è il nuovo sindaco di Molfetta. Il trionfo del candidato del centrosinistra (Pd, M5S, Sel, Rc, Spazio Riformista e altre tre civiche) è arrivato al ballottaggio contro il candidato civico, Pietro Mastropasqua, sostenuto da una coalizione di 11 liste.

“La comunità di Molfetta ha espresso una scelta chiara, democratica e inequivocabile, affidando a Manuel Minervini e alla coalizione progressista la responsabilità e l’onore di guidare la città. Quando la politica si fonda sull’ascolto autentico, sulla partecipazione e sul rispetto delle cittadine e dei cittadini, il consenso si trasforma in un mandato collettivo per il futuro”, le parole del consigliere regionale Felice Antonio Spaccavento alla luce dei risultati del ballottaggio.

​“Avevamo percepito il crescente interesse per il nostro progetto politico. – argomenta – Ora questa istanza di cambiamento sarà tradotta in un’azione di governo solida, lungimirante e vicina ai bisogni dei cittadini. Il risultato maturato al primo turno e suggellato dalla vittoria al ballottaggio – prosegue Spaccavento – va ben oltre il dato numerico. È il riconoscimento formale di un progetto politico autorevole, costruito nel tempo attraverso il dialogo costante con il territorio. Un consenso trasversale e intergenerazionale che unisce l’intera città e che oggi ci consegna una precisa responsabilità istituzionale”.

​Il Consigliere Regionale sottolinea la compattezza e la pluralità del progetto: “La vittoria di Minervini e della coalizione “Insieme” dimostra la bontà di una proposta politica matura, capace di federare l’azione delle forze civiche autentiche e la sensibilità delle diverse culture politiche progressiste attorno a una visione condivisa di sviluppo”. ​Guardando alle sfide immediate, Spaccavento traccia la rotta della nuova stagione amministrativa: “Il successo elettorale non è un punto di arrivo, ma il punto di partenza di una fase che richiede rigore, competenza e massima responsabilità. Il nostro compito, ora, è tradurre le linee programmatiche in atti amministrativi concreti, onorando il patto di fiducia siglato con i cittadini, anche e soprattutto con quelli che non ci hanno votato. Molfetta ha premiato la serietà e la trasparenza; questa fiducia va custodita e alimentata ogni giorno attraverso la condivisione di scelte all’altezza delle aspettative della città”.

​“Manuel Minervini è il sindaco di tutta Molfetta, il garante di una domanda diffusa di stabilità, innovazione e crescita. Esaurita la stagione del confronto elettorale, si apre il tempo del lavoro e finalmente del buon governo. Molfetta ha scelto la sua direzione: ora inizia la fase più alta della politica, quella del governo della città. ​Al sindaco Manuel Minervini e a tutta la squadra i miei più sentiti auguri di buon lavoro. Al servizio di Molfetta, insieme!

“Le femmine devono morire”, scritta choc su murales a Stornara: sospetti su minorenne. La condanna del Sindaco

“Le femmine devono morire” è la scritta choc comparsa nelle scorse ore su uno dei murales di Stornara, in provincia di Foggia. A darne notizia è il sindaco, Roberto Nigro, attraverso un messaggio sui social.

“I murales sono il simbolo della nuova identità di Stornara – dice il primo cittadino – . Grazie a queste opere d’arte, il nostro paese è uscito dai confini locali per farsi conoscere e apprezzare in tutta Italia e all’estero. Sono il frutto del lavoro di artisti, dell’impegno dell’associazione Stornara life e dell’orgoglio di un’intera comunità che ha scelto di credere nella cultura e nella bellezza come motore di rinascita e turismo”.

“Chi imbratta e vandalizza queste opere – continua Nigro – non colpisce solo un muro, ma colpisce Stornara, la sua immagine e il lavoro di tutti noi. Condanno con fermezza questo atto di inciviltà, scritta orribile da chiunque provenga”. Nelle prossime ore, assicura l’amministrazione comunale, si provvederà alla cancellazione.

Il sindaco fa sapere, inoltre, che “sono in corso le indagini della polizia locale per individuare, attraverso anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza, l’autore di questa scritta orribile. Potrebbe essere un giovane tra i 16 e i 17 anni, con casco e a bordo di uno scooter che gli stessi cittadini avevano scambiato per un artista di strada considerato che il nostro paese ne ospita tantissimi per la realizzazione dei murales. Quando hanno visto la scritta mi hanno immediatamente avvisato”.

Nigro invita i cittadini “a segnalare comportamenti sospetti e a sentirsi custodi di questo bene comune. L’arte che è per strada appartiene a tutti, e tutti abbiamo il dovere di proteggerla. Continueremo a investire sui murales e sulla valorizzazione di Stornara come città d’arte. Nessun gesto di maleducazione fermerà il percorso intrapreso”.

Alessandro prigioniero delle sue teorie, il Sindaco di Grumo: “Caso complesso. Deve darsi da fare”

Torniamo ad occuparci della storia di Alessandro, 56enne che vive nel centro storico di Grumo in una casa senza luce e acqua. Siamo entrati con lui nell’abitazione, Alessandro non paga l’affitto da oltre due anni e le condizioni della casa sono indecenti. Le immagini parlano da sole.

Ci siamo recati prima da Michele, il padrone del deposito occupato da Alessandro, visibilmente disperato per questa situazione, e dal rassegnato Saverio, il padrone di casa. Dopo aver discusso con lui, questa volta abbiamo parlato con il sindaco uscente di Grumo per capire cosa ha fatto l’Amministrazione e cosa può avvenire da qui in futuro.

Il McDonald’s arriva a Castellana Grotte: l’annuncio del sindaco sui social tra entusiasmo e polemiche

A Castellana Grotte aprirà un nuovo ristorante McDonald’s. Ad annunciarlo è stato il sindaco Domi Ciliberti con un video pubblicato sui social, nel quale ha spiegato che il nuovo punto vendita sorgerà vicino al centro commerciale cittadino.

Il primo cittadino ha definito l’arrivo della multinazionale “una grande notizia”, sottolineando come la scelta rappresenti un riconoscimento del potenziale economico e turistico della città. «Significa che Castellana Grotte ha tutti i requisiti di profilazione e flussi turistici per l’apertura», ha dichiarato, aggiungendo ironicamente che famiglie e bambini non dovranno più percorrere decine di chilometri per raggiungere il fast food più vicino.

L’annuncio ha però acceso un acceso dibattito online. Sotto il post del sindaco sono comparsi numerosi commenti contrari all’apertura, soprattutto da parte di chi teme ripercussioni sulla gastronomia locale e sulle attività di ristorazione del territorio. Alcuni utenti hanno anche evidenziato la presenza di un altro ristorante McDonald’s a Monopoli, distante circa 15 chilometri.

Ciliberti ha replicato alle critiche spiegando che si tratta di un investimento privato e che il Comune non avrebbe favorito né penalizzato alcuna attività commerciale. «Se dopo un anno di ricerche di mercato hanno scelto Castellana rispetto ad altri paesi significa che i nostri indicatori economici e turistici sono risultati competitivi», ha affermato.

Nel dibattito non sono mancati i commenti favorevoli, soprattutto per le possibili opportunità occupazionali. Secondo alcuni cittadini, l’apertura potrebbe garantire nuovi posti di lavoro, formazione per i giovani e un’alternativa concreta al lavoro nero, trasformando il confronto con una multinazionale in uno stimolo per la crescita del territorio.

Alcol a minori e rissa nelle tenute di Al Bano. Cancellato il festival. Il Sindaco minimizza: è caos

Il 30 aprile, nelle tenute di Al Bano a Cellino San Marco, ha preso il via il Summer Puglia Festival organizzato dall’associazione Nostalgia. Il giorno del primo evento è salito sul palco anche NEVES17, rapper napoletano con canzoni dai testi rivedibili. Nel parcheggio è successo di tutto, in particolare una rissa e la somministrazione di alcol a minori. Una situazione “tenuta all’oscuro” fino a quando qualcuno sui social ha raccontato quanto accaduto, scatenando diverse polemiche sull’organizzazione e gestione dell’evento. Ci siamo precipitati sul posto dove abbiamo ascoltato il sindaco di Cellino e il direttore delle Tenute di Al Bano. Il festival è stato annullato, ma non per il primo cittadino.

Ruba per drogarsi, Carmine picchiato in piazza. Il Sindaco a Grazia: “Mi dispiace farò il possibile”

Torniamo a parlare di Carmine, il malato psichiatrico di Bitonto di cui ci stiamo occupando da settimane. La sua è una storia davvero delicata, legata alla dipendenza dalle sostanze stupefacenti.

La situazione è precipitata negli ultimi giorni. Carmine era ricoverato in Psichiatria al San Paolo, dopo essere uscito dall’ospedale è stato massacrato di botte in piazza.

Noi siamo riusciti a metterci in contatto con sua madre. Grazia, dopo aver parlato ai nostri microfoni, è stata ricevuta anche dal sindaco di Bitonto che si impegnerà nel capire quali interventi da adottare per aiutare questa famiglia.

“Spero che il Bari retroceda in Serie C”, il caso Cannito: lasciate la politica fuori dal calcio

Nei giorni scorsi abbiamo cercato di contattare il sindaco di Barletta, Mino Cannito, finito al centro delle polemiche per alcune dichiarazioni sulla possibile retrocessione del Bari. Tutto nasce dalla promozione del Barletta in Serie C, arrivata al termine di undici anni di assenza dalla categoria. In quell’occasione, Cannito aveva commentato con una battuta che non è passata inosservata: «L’anno prossimo noi avremo squadre come Catania, Foggia, Salernitana, spero anche il Bari, me lo auguro. Non me ne voglia il sindaco Leccese ma è una mia aspirazione».

Parole che hanno suscitato la reazione immediata dei tifosi biancorossi che sui social hanno espresso forte disappunto ed indignazione. Il riferimento al primo cittadino di Bari, Vito Leccese, ha contribuito ad alimentare ulteriormente il dibattito anche perchè non sembrava essere lui il reale destinatario della frase provocatoria. Dopo un primo tentativo di contatto con esito negativo, Cannito ha pubblicato sui social un lungo messaggio di scuse, giudicato da molti poco convincente. Resta però il dubbio sulla natura delle sue dichiarazioni: semplice sfottò sportivo o un messaggio con sfumature più politiche?

Le diatribe politiche tra il Sindaco Cannito e l’attuale Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, principale (se non unico) sostenitore della “causa Bari calcio”, sono note nel panorama politico. I due rappresentano di fatto due fazioni opposte (centrodestra – centrosinistra) e Cannito già nel lontano 2024 aveva dato prova di voler rendere ostili i rapporti tra la BAT e Bari con un’altra dichiarazione infelice: “I baresi non ci amano”. Frase che trovò la risposta immediata dell’ex sindaco di Bari Decaro.

Nel frattempo, nessuna presa di posizione ufficiale è arrivata né dal Comune di Bari né dall’entourage del presidente del club biancorosso, Luigi De Laurentiis. Un silenzio che, secondo alcuni osservatori, alimenta il dibattito sul ruolo e sulla rappresentanza istituzionale attorno alla squadra.

Torna la paura in città tra omicidi e sparatorie, il sindaco Leccese predica calma: “Bari ha gli anticorpi”

Cresce la preoccupazione per i recenti episodi di violenza legati alla criminalità organizzata. Il sindaco Vito Leccese, in un’intervista rilasciata a La
Repubblica, ha fatto sapere di aver avuto un confronto con il prefetto Francesco Russo, che nelle prossime ore convocherà il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Secondo il primo cittadino, i fatti avvenuti negli ultimi giorni – dall’omicidio di Bisceglie alla gambizzazione nel borgo antico, fino agli incendi che hanno colpito due pizzerie in periferia – rappresentano segnali da monitorare con attenzione. Episodi che stanno generando allarme tra i cittadini e riaccendono il timore di un ritorno a fasi critiche del passato.

Leccese ha sottolineato tuttavia che, pur trattandosi di segnali allarmanti, Bari dispone degli “anticorpi” necessari per reagire. Ha ricordato come la città abbia già affrontato negli anni ’90 una presenza pervasiva della criminalità organizzata, evidenziando oggi una maggiore consapevolezza civica e una capacità di risposta più strutturata, sia sul piano istituzionale sia su quello sociale.

Un elemento di particolare preoccupazione, secondo il sindaco, riguarda il coinvolgimento crescente di giovani in episodi violenti, anche con l’uso di armi in luoghi pubblici. Sull’eventuale impatto negativo per l’immagine della città, Leccese ha invitato alla cautela, sottolineando la necessità di chiarire prima possibili collegamenti tra i diversi episodi, in particolare tra quanto accaduto a Bari Vecchia e l’omicidio di Bisceglie. Qualora emergesse un legame, ha ribadito, la risposta delle istituzioni dovrà essere immediata e decisa.

 

 

Modugno, la decisione dal Viminale: nessun scioglimento per mafia. Ma il nuovo sindaco sarà “sorvegliato”

Nessuno scioglimento per infiltrazioni mafiose, ma un commissariamento “soft” con controlli rafforzati. È la decisione del Ministero dell’Interno sul Comune di Modugno, al termine dell’istruttoria avviata dopo l’arresto per mafia dell’ex assessore Antonio Lopez nel novembre scorso.

Gli accertamenti della Prefettura hanno evidenziato episodi di cattiva gestione amministrativa, anche in ambito di appalti pubblici, ma non un livello tale di infiltrazione della criminalità organizzata da giustificare lo scioglimento dell’ente.

Per questo si procederà con l’applicazione delle misure previste dall’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, che consentono al prefetto di imporre interventi correttivi e prescrizioni operative.

Il Comune andrà regolarmente al voto il 24 e 25 maggio per eleggere il nuovo sindaco, che dovrà però rispettare specifiche indicazioni e obblighi, anche in materia di appalti e assunzioni, sotto la supervisione della Prefettura. Tra le criticità rilevate, anche affidamenti sospetti legati a interessi di esponenti politici locali.