Favori e appalti truccati nel Salento: il sindaco di Ruffano si dimette e punta alla scarcerazione

Il sindaco di Ruffano, Antonio Rocco Cavallo, si è dimesso dalla carica. L’ex primo cittadino è stato arrestato la scorsa settimana, con i colleghi di Sanarica (Salvatore Sales) e di Maglie (Ernesto Toma) nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza su un presunto sistema corruttivo finalizzato all’aggiudicazione di appalti pubblici in alcuni comuni del Salento.

Le dimissioni servono a far cessare le esigenze cautelari e puntare alla scarcerazione. La Prefettura di Lecce aveva disposto la sospensione dalle cariche per i tre sindaci e gli amministratori arrestati.

Degrado corso Italia, un barese a Leccese: “Sindaco un sabato vieni a casa mia con questo schifo sullo sfondo”

“Signor Sindaco, con la gentilezza e simpatia che la distingue, potrebbe un sabato qualsiasi, libero da impegni istituzionali, venire a farsi fotografare in Corso Italia? Magari di fronte a casa mia, se non le crea imbarazzo, con questo schifo sullo sfondo?”.

L’invito sarcastico di un cittadino barese, inviato alla nostra redazione, è accompagnato da alcuni scatti che testimoniano quello che denunciamo da anni. Lo scempio dell’inferno di corso Italia.

“È questa la meravigliosa e strepitosa Bari Metropolitana oggetto e obiettivo della sua recente campagna elettorale?”, aggiunge il lettore. Nonostante alcune misure adottate nel corso degli ultimi mesi, corso Italia resta terra di clochard che, senza un posto dove andare, improvvisano sistemazioni dove poter dormire e “sostare”.

Il Comune di Bari non sarà sciolto, il sindaco Leccese esulta: “Un giorno di riscatto ora questa città non è mafiosa”

“Abbiamo scongiurato l’ipotesi più nefasta, quello dello scioglimento” del Consiglio comunale. “Finalmente la città ritorna a vedere una prospettiva di straordinaria crescita. È un giorno di riscatto”.

Così il sindaco di Bari, Vito Leccese, parlando con i giornalisti al suo arrivo al convegno ‘La destra di governo di Tatarella. A 30 anni dalla nascita di Alleanza Nazionale’. “La reputazione – ha aggiunto – era stata in qualche modo messa in discussione con l’avvio del procedimento. Finalmente la città può dirsi risollevata rispetto a questa etichetta di città mafiosa che ovviamente non faceva onore e giustizia alla città”.

Ieri era l’ultimo giorno utile per decidere sullo scioglimento ma il ministero dell’Interno non ha portato il provvedimento in Consiglio dei ministri. La decisione avrebbe fatto seguito all’invio della commissione del Viminale a Bari per verificare eventuali infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale dopo gli oltre 130 arresti eseguiti a febbraio scorso nell’ambito dell’inchiesta ‘Codice interno’ su un presunto intreccio tra mafia, politica e affari.

Il Viminale dovrebbe però procedere al commissariamento di due aziende comunali, in aggiunta all’Amtab che è già in amministrazione giudiziaria con un provvedimento della sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Bari. Alcuni dipendenti comunali potrebbero essere sanzionati.

Bari, a 80 migranti chiesto di lasciare il Cara di Palese entro 5 giorni. Lettera a Leccese: “Non sanno dove andare”

“Da giorni una ottantina di migranti titolari di protezione internazionale e ospitati nel Cara di Bari-Palese sono preoccupati, disorientati, e confusi a causa di una informazione che hanno ricevuto con la quale viene loro intimato di abbandonare, entro cinque giorni, il centro di prima accoglienza per richiedenti asilo”.

Lo denuncia in una nota il comitato ‘Io accolgo Puglia’, composto da associazioni e sindacati, che ha inviato una lettera aperta al sindaco, Vito Leccese, e al prefetto, Francesco Russo, chiedendo di “operare perché queste persone possano accedere al circuito della seconda accoglienza come è previsto dalla normativa”.

La richiesta è anche di “un incontro congiunto per chiarire la nostra posizione e per cercare insieme soluzioni condivise che vadano nella direzione della tutela dei diritti e del rispetto della Costituzione”.

Il comitato evidenzia che della sorte dei migranti, una volta fuori dal Cara, “non sembra importare gran che ad alcuno: considerando che si tratta di persone completamente prive di autonomia in quanto impossibilitate quasi del tutto a trovare un lavoro che dia un minimo sostegno nelle more della lunga procedura di riconoscimento”, per questo la decisione “ha il sapore di una condanna permanente alla marginalizzazione”.

Il comitato chiarisce che i migranti “avrebbero come primo problema quello di individuare un tetto per passare la notte”, subito dopo “quello di procurarsi i beni adeguati a soddisfare bisogni elementari di base funzionali alla propria stessa sussistenza”, con il rischio di “aumento della precarietà delle condizioni di vita, creazione di una situazione di potenziale devianza, produzione di un contesto sociale escludente e induzione alla formazione di un clima ostile nei confronti di chi fugge da guerre, violenze e persecuzioni”.

Gli abusivi si prendono la casa popolare di Carmela, blitz al Comune. Il Sindaco Nitti: “Scandaloso”

“Una situazione scandalosa, noi sindaci siamo tutti i giorni in guerra senza armi”. Il primo cittadino di Casamassima, l’avvocato Giuseppe Nitti, affronta la questione delle case popolari occupate abusivamente. Il caso di Carmela è emblematico di un sistema incapace di assicurare il rispetto di alcuni diritti sacrosanti.

La donna, lo ricordiamo, mamma tra l’altro di due figli disabili, il 12 novembre scorso aveva ricevuto l’assegnazione di un immobile in via Adelfia 26, ma tre giorni dopo, il giorno della consegna delle chiavi, s’era accorta che era già stato occupato abusivamente.

Abbiamo colto l’occasione per andare insieme a Carmela in cerca di altre case occupate o vuote. Il risultato della ricerca, come avete visto nel primo video della nostra inchiesta, è stato sorprendente, al netto delle pesanti minacce ricevute da alcuni abusivi in via Botticelli. Ancora sgomenti per ciò che abbiamo scoperto, siamo andati dal Sindaco a chiedere spiegazioni.

Gli abbiamo domandato anche se fosse vero, come riferitoci dalla donna che si è ficcata a casa di Carmela, che le avesse consigliato di fare i bravi qualora fosse arrivato Loconte per evitare di essere cacciati. Il Sindaco Nitti ha risposto alle nostre domande ponendo anche all’attenzione del Governo alcune considerazioni di particolare interesse. Intanto Carmela aspetta ancora che lo Stato riconosca il suo diritto all’assegnazione della casa e faccia in modo di rispettarlo.

Movida a Bari: Leccese riceve codice di autoregolamentazione per esercenti e attività commerciali dell’Umbertino

Questa mattina il sindaco ha ricevuto, tramite nota ufficiale, una proposta di codice di autoregolamentazione sottoscritta da 57 titolari di attività commerciali presenti nel quartiere Umbertino e dalle principali associazioni di categoria CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI, CONFARTIGIANATO e CNA, presenti anche al tavolo di monitoraggio che si è riunito a Palazzo di Città durante i mesi di sperimentazione dell’ordinanza sindacale emessa a seguito di una serie di controlli sull’inquinamento ambientale svolti con la collaborazione di Arpa Puglia.

Nel progetto di autoregolamentazione i gestori dei locali hanno condiviso l’obiettivo di creare e mantenere un ambiente sicuro, rispettoso e accogliente per tutti i clienti, i turisti e i cittadini residenti della zona Umbertina. Gli esercenti aderenti si impegnano, quindi, a rispettare le normative vigenti, promuovere la sicurezza pubblica, il rispetto delle persone e la qualità della vita nell’area interessata. L’adesione al “codice di autoregolamentazione” è stata volontaria e, ad oggi, vede la partecipazione della quasi totalità degli esercenti operanti nella zona.

“Il rispetto di queste linee guida – si legge nel documento presentato – contribuirà al miglioramento della qualità della vita nella zona Umbertina, rafforzando il senso di responsabilità collettiva e la collaborazione tra cittadini e commercianti. L’adozione di questo codice è un passo fondamentale per favorire la sicurezza, la serenità e il benessere di tutti, contribuendo a rendere nuovamente la zona Umbertina un luogo dove vivere e lavorare possa essere un piacere per tutti”.

“Ho consegnato al prefetto il documento che mi è stato trasmesso dai commercianti della zona Umbertina e dai loro rappresentanti con una proposta di codice di autoregolamentazione che li impegna alla tutela e alla salvaguardia dei diritti di tutti, operatori, residenti e cittadini che vivono nell’Umbertino – dichiara il sindaco Vito Leccese -. Innanzitutto, apprezzo questa loro disponibilità perché non era un atto scontato e perché credo questo sia un segnale di maturità offerto da un pezzo di città che è stato oggetto di pesanti critiche e restrizioni. Credo che questo codice sia anche il frutto del dialogo che abbiamo portato avanti in questi mesi, anche durante la sperimentazione dell’ordinanza che limitava le aperture. Non abbiamo mai rinunciato al confronto e abbiamo fortemente voluto la presenza di tutte le parti interessate intorno al tavolo, a dimostrazione che il nostro obiettivo non era punitivo ma conciliativo delle parti. Dal primo momento ho chiesto a tutti di ispirarci al buon senso affinché si potesse trovare un equilibrio per la salvaguarda e la tutela dei diritti di tutti i protagonisti di questa vicenda. Credo che l’assunzione di impegni e responsabilità, con una partecipazione anche nei costi, da parte degli operatori economici, sia un segnale che va nella direzione giusta. Per questo crediamo si possa oggi avviare una nuova fase di sperimentazione, dove le regole sono dettate non da un’ordinanza ma dalla partecipazione di ognuno alle regole della convivenza civile della comunità. Oggi si delinea un patto di fiducia, che richiederà il rispetto degli impegni assunti spontaneamente con l’obiettivo condiviso di veder crescere una Bari più bella e più giusta. Dal canto nostro, proseguiremo con i controlli, nel rispetto delle regole nazionali che erano e restano in vigore e con una nuova attività di monitoraggio dell’inquinamento acustico nelle principali vie dell’Umbertino con la collaborazione di Arpa, così da monitorare costantemente la zona e garantire che il diritto alla salute dei residenti sia sempre rispettato. Dopo anni di dispute e di conflitti, potrebbe aprirsi una nuova stagione nella quale il futuro delle attività economiche è anzitutto nelle mani degli esercenti. Sono certo che i residenti sapranno cogliere questo importante cambio di prospettiva. Gli esiti del monitoraggio, che resterà collettivo, orienteranno le scelte future”.

Nello specifico il “Codice” proposto si articola 6 articoli che riportano le azioni che le attività economiche si propongo di attuare:

Articolo 1: Collaborazione con le Autorità

1.1 Gli esercenti aderenti al presente codice si impegnano a collaborare attivamente con le autorità competenti per la promozione della sicurezza e della legalità.

1.2 I locali commerciali aderiranno ai progetti realizzati dalle associazioni di categoria con il Ministero degli Interni per il collegamento delle telecamere di sorveglianza, già collegate con i Carabinieri, anche con la Questura e la Polizia Locale.

1.3 Il sistema di monitoraggio ha lo scopo di fungere da deterrente contro atti delinquenziali, contribuire a migliorare la sicurezza pubblica e favorire una risposta tempestiva in caso di necessità.

1.4 Le telecamere contribuiranno, inoltre, a monitorare le zone a rischio di sovraffollamento e a garantire la sicurezza dei locali e delle aree circostanti.

Articolo 2: Street Controllers

2.1 Nell’ambito del progetto di sicurezza di cui all’art. 1, è altresì prevista la presenza di un numero non inferiore a quattro “Street Controllers”, ovvero figure professionali di riferimento operanti nella zona Umbertina, per garantire e la tranquillità e la vivibilità dell’area.

2.2 Questi controllori saranno operativi 7 giorni su 7, dalle ore 22:00 alle ore 03:00, con l’obiettivo di monitorare la situazione nelle ore serali e notturne, prevenendo atti di vandalismo e comportamenti incivili.

2.3 Gli “Street Controllers” saranno dotati di un distintivo riconoscibile e saranno formati per interagire con i clienti, con i commercianti e con le forze dell’ordine, contribuendo a mantenere un ambiente tranquillo e sicuro.

Articolo 3: Noise Regulation Ambassadors

3.1 Ogni locale commerciale si impegna ad individuare tra i propri dipendenti ed a nominare un “Noise Regulation Ambassador” (anche, più brevemente, “N.R. Ambassador”).

3.2 II “Noise Regulation Ambassador” avrà il compito di monitorare livelli di rumorosità all’interno e nei pressi del locale, sensibilizzando ed educando i clienti in modo amichevole, cortese ed informale al rispetto delle normative sul rumore

3.3 II “Noise Regulation Ambassador” sarà facilmente identificabile tramite un apposito cartellino di riconoscimento e riceverà una formazione specifica da parte della Questura, come stabilito dagli accordi tra la FIPE e la Questura di Bari.

3.4 In caso di situazioni che possano generare disturbo o che vadano oltre i limiti consentiti dalla legge, il “Noise Regulation Ambassador” interverrà in modo discreto e professionale per segnalare tempestivamente alle autorità competenti eventuali comportamenti inappropriati.

Articolo 4: Promozione dei principi di Civile Convivenza

4.1 Gli esercenti si impegnano a promuovere la cultura della civile convivenza all’interno dei propri locali e nelle aree adiacenti, adottando comportamenti responsabili e rispettosi.

4.2 I locali commerciali affiggeranno cartelli ben visibili che incoraggino i clienti a mantenere un comportamento reciprocamente rispettoso, evitando atti di disturbo, atti di vandalismo o qualsiasi altro comportamento che possa ledere la tranquillità pubblica.

4.3 Nell’ipotesi in cui i locali commerciali dispongano, a qualsiasi titolo, di un patio, dehor o plateatico, il cartello dovrà indicare anche la superficie in metri quadrati (mq) e il numero massimo di persone consentite.

Articolo 5: Rispetto delle Normative di Somministrazione

5.1 Gli esercenti si impegnano a rispettare rigorosamente la legislazione nazionale e locale in materia di somministrazione di alimenti e bevande.

5.2 In particolare, gli esercenti garantiranno il rispetto degli orari di apertura e chiusura, nonché delle modalità di somministrazione, sia per quanto riguarda il consumo in loco che per l’asporto.

5.3 Gli esercenti verificheranno che i propri dipendenti siano adeguatamente formati riguardo le normative sulla somministrazione di alcolici, con particolare attenzione alla vendita ai minori e al consumo responsabile.

5.4 Saranno adottate specifiche misure per evitare il sovraffollamento all’interno dei locali, in modo da garantire la sicurezza dei clienti e il rispetto delle normative in materia di sicurezza e salute pubblica.

Articolo 6: Interventi di Prevenzione e Monitoraggio

6.1 Gli esercenti si impegnano a collaborare con le forze dell’ordine e le altre autorità locali per monitorare l’efficacia delle misure di autoregolamentazione.

6.2 Ogni sei mesi, gli esercenti parteciperanno a incontri di aggiornamento e valutazione, per verificare l’efficacia delle misure adottate e per proporre eventuali miglioramenti.

6.3 Sarà istituito un canale di comunicazione tra i commercianti e le autorità locali, attraverso il quale sarà possibile segnalare tempestivamente eventuali problematiche o situazioni di rischio.

Caos a Molfetta, cani randagi mordono due persone: il Sindaco ordina la cattura ma gli animalisti si oppongono

Caos a Molfetta dove il sindaco Tommaso Minervin ha ordinato la cattura di alcuni cani randagi dopo diverse aggressioni registrate in periferia. Il branco sarebbe formato da 3 esemplari, ma non si esclude al momento un numero più elevato. Una collaboratrice scolastica dell’istituto Galileo Ferraris sarebbe stata morsa da loro e costretta a fare ricorso alle cure mediche il 4 dicembre scorso, ma al comando di Polizia Locale è stata depositata un’altra segnalazione da parte di una donna. Suo figlio sarebbe stato avvicinato dal branco, seguito e morso in forma lieve ad una gamba.

Due le aggressioni certificate, ma ci sarebbero anche altri episodi segnalati. Il primo cittadino ha invitato la Polizia Locale e il Dipartimento di Prevenzione Siav della Asl di avviare “congiuntamente e con urgenza, tutte le procedure atte alla cattura dei 3 cani randagi reimmessi sul territorio”. Ma le associazioni ambientaliste si sono opposte al provvedimento con una petizione contro la decisione del Comune che potrebbe mettere a rischio l’incolumità degli animali. Ad oggi i cani sono ancora il libertà.