Aesthetic Franco è tornato, s’è inventato la gladiatore tecnique. Bacco: “Diteci da chi è coperto”

Aesthetic Franco, Antonio Francesco Franco, è tornato. Ora si fa chiamare dr. Adonisesclat. Nuovo profilo Instagram, diversi chili in meno col mascellone in bella vista e i capelli del suo colore naturale. Dalla liposcultura, con tanto di associazione di categoria personale, alla gladiatore tecnique. Tutto come se niente fosse, come se non avesse devastato i corpi di centinaia di pazienti.

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Folli impennate con lo scooter, bravate social a targa e volto scoperti: taggata la Polizia Locale

Torniamo a parlare del nuovo genio barese che ha riempito il profilo Instagram con video che immortalano acrobazie spericolate su moto e scooter per le strade di Bari. Alcune anche a poca distanza da passanti e altri mezzi.

Oltre ad essere un esibizionista, si è praticamente autodenunciato. Uno degli ultimi video, girato in corso Vittorio Emanuele, lo vede protagonista mentre impenna e si mette in piedi su una sella.

C’è chi ha fatto notare sui social come la targa sia ben visibile, con tanto di menzione e tag alla Polizia Locale di Bari. Abbiamo chiesto ai baresi un commento e un giudizio dopo aver visionato insieme a loro i video.

Selfie con Papa Leone XIV dopo la proclamazione, prete pugliese posta lo scatto sui social: “Un dono”

Dopo il discorso dalla loggia di San Pietro, tra i primi ad incontrare Papa Prevost c’è stato il parroco della chiesa matrice di Monteroni, don Giuseppe Spedicato amico del cardinale Marcello Semeraro, anche lui salentino originario di Montetoni.

Don Giuseppe ha immortalato l’incontro con Papa Leone XIV con un selfie. “Un privilegio, un dono e una grazia” il testo che accompagna le foto pubblicate dal parroco salentino sui social.

Divano abbandonato sul lungomare, la denuncia di Leccese: “Bari romantica ma non immaginavo fino a questo”

“Sapevo che Bari fosse una città romantica, ma non immaginavo fino a questo punto!”. Inizia così, con un pizzico di ironia, il post di denuncia del sindaco di Bari, Vito Leccese, sui social.

Il tutto è accompagnato dallo scatto di un divano abbandonato sui frangiflutti del lungomare di Bari, a poca distanza dall’acqua.

“Magari però la prossima volta, finito di ammirare l’alba, il divano riportatevelo a casa – aggiunge il primo cittadino -. Oppure chiamate l’800.011558, il numero di Amiu Puglia per il ritiro gratuito degli ingombranti: il vostro romanticismo non deve danneggiare la città”.

Bari, ladra ripresa mentre ruba nel negozio. I titolari sui social: “Restituisci la merce o ti denunciamo”

“Avviso la gentile signora cha ha inavvertitamente messo il cuore Seletti in borsa che se non lo restituisce, mi vedrò costretto a portare le immagini in questura con relativa denuncia di furto”.

Questo è l’appello pubblicato sui social da Res Design, attività commerciale situato in via Principe Amedeo a Bari. Le telecamere di videosorveglianza hanno immortalato la donna e il furto.

Lavatrice in ambulanza, Borrelli grida allo scandalo. Il video è virale: “Fatto per beneficienza”

Una lavatrice caricata a Casamassima, dai dipendenti di Napolitano store, su un’ambulanza. Il video, diffuso sui social anche da Francesco Emilio Borrelli, deputato per Verdi-la Sinistra, ha fatto il giro del web e dell’Italia, scatenando tante polemiche.

Ci siamo recati così dalla cooperativa sociale “Assistiamo Te” e dall’ambulanza incriminata. Abbiamo incontrato Armando che ha voluto ricostruire l’intera vicenda e respingere tutte le accuse.

Lecce, il 52enne detenuto Massimo Calò muore in ospedale. Ipotesi aggressione: il giallo social della caffettiera

Massimo Calò, il detenuto leccese di 52 anni morto lo scorso 4 febbraio all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, potrebbe essere stato vittima di un’aggressione in carcere.

L’uomo era stato ricoverato per una presunta caduta dal letto della sua cella dopo aver riportato un grosso ematoma che è sfociato poi in un’emorragia, come da lui stesso raccontato ai medici.

Le indagini avviate però potrebbero far emergere un altro scenario. Tramite alcuni post comparsi sui social e poi rimossi, si fa riferimento ad una caffettiera con la quale la vittima potrebbe essere stata colpita al termine di un litigio avvenuto all’interno della sezione del carcere di Borgo San Nicola dove il 52enne era detenuto.

Anche l’autopsia, disposta dalla magistratura dopo l’avvio di un’indagine, ha rilevato sul cadavere l’ematoma attribuendolo ad un violento trauma subito.

Beneficenza e Affari, censura e gratitudine sui social: sui social il sostegno alla “dottoressa”

Torniamo ad occuparci dell’associazione Centro di Ascolto “Dal Silenzio alla Parola”. È partita una crociata social in favore della presidentissima, sono state pubblicate nelle ultime ore diverse testimonianze per ribaltare la situazione, mentre l’Amministrazione Comunale e la Chiesa sono per ora rimaste in silenzio. Silenzio. Questa la parola d’ordine che sembra essere predominante a Gioia. Sì, perché sotto i nostri post pubblicati sui gruppi Facebook sono stati inibiti i commenti. Una sorta di censura che preoccupa.

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