Studentessa francese si toglie la vita a Lecce, caso chiuso sulla morte di Julie Tronet: disposta l’archiviazione

Il gip del Tribunale di Lecce Tea Verderosa ha disposto l’archiviazione dell’inchiesta sulla morte di Julie Tronet, la studentessa francese di 21 anni trovata suicida nel suo appartamento a Lecce il 22 ottobre 2023.

È stata accolta la richiesta del pm Rosaria Petrolo dopo che non sono emersi elementi riconducibili ad una violenza sessuale o all’istigazione al suicidio. La famiglia aveva fatto opposizione per alcuni punti poco chiari della vicenda.

Uno studente 22enne di Ceglie Messapica, con il quale Julie aveva avuto un rapporto sessuale qualche giorno prima della morte, era indagato per istigazione al suicidio e violenza sessuale. Il giovane aveva ammesso il rapporto affermando che si era trattato di un rapporto consenziente.

Bari, Alberto Villani muore dopo aver tentato il suicidio in carcere: era imputato per l’omicidio della madre

Non ce l’ha fatta Alberto Villani, l’uomo di San Michele Salentino che si trovava in carcere a Bari per l’omicidio della madre, Cosima D’Amata, la 71enne picchiata e data alle fiamme nel settembre 2023.

Il detenuto aveva tentato di togliersi la vita nella sua cella nella giornata di domenica, prima di essere soccorso e trasferito d’urgenza al Policlinico di Bari dove è stato ricoverato in condizioni gravissime. Qui è morto.

Con il suo decesso si estingue il processo, da capire se si aprirà un’inchiesta sul suicidio in carcere. L’ultima udienza si era tenuta nel mese di gennaio, la prossima era fissata il 10 febbraio.

Bari, il 42enne Alberto Villani tenta il suicidio in carcere: è grave. È imputato per l’omicidio della madre

Alberto Villani, 42enne di San Michele Salentino in carcere per l’omicidio della madre, Cosima D’Amata, la 71enne picchiata e data alle fiamme nel settembre 2023, ha tentato di togliersi la vita nella sua cella nella giornata di domenica.

L’uomo si trova rinchiuso nel carcere di Bari. È stato soccorso e trasferito d’urgenza al Policlinico di Bari dove è ricoverato in condizioni gravissime.

L’ultima udienza si è tenuta nel mese di gennaio, la prossima è fissata il 10 febbraio. È stata disposta una perizia psichiatrica per valutare la sua capacità di intendere e di volere  al momento del fatto.

 

Bari, Giuseppe Lacarpia non si tolse la vita in carcere ma fu ammazzato: uccise la moglie a mani nude. Due arresti

Il 65enne Giuseppe Lacarpia, arrestato per aver ucciso la moglie Maria Arcangela Turturo, non si suicidò ma fu ucciso nel carcere di Bari a ottobre del 2024. Lo apprende l’ANSA.

La notizia è emersa dopo due arresti eseguiti questa mattina dalla Polizia a Bari di due uomini accusati di tentato omicidio e, uno dei due, anche di omicidio.

Il 65enne di Gravina di Puglia finì in carcere il 6 ottobre del 2024 con l’accusa di omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà: prima avrebbe tentato di dare fuoco alla moglie mentre la donna si trovava in macchina, poi l’avrebbe uccisa a mani nude.

Fu trovato morto la notte tra il 22 e il 23 ottobre del 2024 nella sua cella del carcere di Bari e l’ipotesi fu quella del suicidio. La figlia commentò con emoticon festanti, sui social, la notizia della sua morte.

Muore sulla nave Disney, il 20 gennaio la verità su Gessica. La famiglia contro l’archiviazione: “Non fu suicidio”

Torniamo ad occuparci della morte di Gessica Disertore, deceduta il 27 settembre del 2023 a Puerto Rico, sulla nave da crociera Disney Fantasy Cruise Line dove lavorava nel ristorante stellato di bordo. Aveva solo 27 anni. I misteri sul “suicidio” di Gessica sono tanti, il fratello Luigi e mamma Patrizia ce li hanno raccontati in un video.

Abbiamo incontrato e intervistato il criminologo e il criminalista forense Candiano. Ha contattato noi dopo aver visto il servizio ed è stato incaricato dalla famiglia con Bacco ad occuparsi della vicenda. Sono state poi presentate tre rogatorie internazionali per ricevere la documentazione necessaria. Il caso ormai, dopo la visibilità fornita da Quinto Potere, è diventato nazionale.

La data chiave e decisiva potrebbe essere quella del 20 gennaio quando è stata fissata la Camera di Consiglio dove saranno discusse la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Bari e l’opposizione presentata dalla famiglia di Gessica.

I familiari della 27enne di Triggiano non hanno mai creduto alla tesi del gesto volontario e sono tanti i punti oscuri della vicenda, a partire dalla prima autopsia effettuata a Porto Rico, alla successiva imbalsamazione a cui nessun parente aveva prestato il consenso. 

Cadavere di una 64enne in una cisterna tra Martina Franca e Alberobello: è suicidio. Lettera lasciata a casa

È di una donna di 64 anni il cadavere trovato nelle campagne al confine tra Martina Franca e Alberobello, all’interno di una cisterna situata lungo la strada provinciale 58.

Si tratta di un suicidio, la donna soffriva di depressione e ha lasciato a casa anche una lettera con le motivazioni. Ad attivare i soccorsi è stato il marito, che nel corso della notte si è accorto dell’assenza della donna nel letto di casa.

Taranto, paziente psichiatrico si lancia dalle scale e muore dopo 13 ore d’attesa in ospedale: indagati due medici

Richiesta di rinvio a giudizio per due medici e due infermieri dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto nell’ambito dell’inchiesta aperta sul suicidio di un paziente psichiatrico di 57 ani, avvenuta all’interno del nosocomio di Taranto l’11 gennaio scorso.

L’uomo, dopo 13 ore d’attesa in Pronto Soccorso, si tolse la vita lanciandosi da una rampa di scale. Le accuse sono di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario dopo una consulenza effettuata.

Il paziente, affetto da una schizofrenia paranoide, fu preso in consegna alle 18.55 del 10 gennaio con un codice di urgenza, “senza essere ricoverato nell’apposito reparto di psichiatria e senza fornirgli alcun tipo di assistenza e trattamento”, si legge nelle carte. Alle 7.57 dell’11 gennaio, decise di lanciarsi nel vuoto da un’altezza di 2 metri e mezzo morendo sul colpo. L’udienza preliminare è fissata per il 12 febbraio 2026.

Omicidio-suicidio a Calimera, figlio di 9 anni soffocato in casa: la madre trovata morta in mare

Un bambino di 8 anni, Elia Perrone, è stato trovato morto in casa nella tarda serata di ieri a Calimera, in provincia di Lecce. Si tratta del figlio della donna, Najoua Minniti, il cui cadavere era stato scoperto in mare nel pomeriggio a Torre dell’Orso a circa 20 chilometri da Calimera. A dare l’allarme è stato l’ex marito.

Il piccolo presenterebbe alcune ferite sul corpo. Le indagini per ricostruire l’accaduto sono condotte dai carabinieri. La donna, originaria della provincia di Reggio Calabria, aveva 35 anni e viveva insieme al figlio nell’appartamento in via Montinari a Calimera. Il cadavere del bambino è stato scoperto nella stanza da letto.

A quanto si apprende ieri mattina la 35enne non ha accompagnato il figlio a scuola. Tutte circostanze che sono state appurate dopo che il padre ha presentato denuncia ai carabinieri per la scomparsa dell’ex moglie e del figlio. Secondo le prime ricostruzioni, la donna avrebbe attraversato negli ultimi mesi momenti di forte fragilità emotiva tanto da minacciare più volte gesti estremi, precisando di volersi togliere la vita in mare e alludendo al fatto di voler portare con sé anche il piccolo.

Il corpo in acqua è stato trovato da un sub, impegnato in un’immersione. L’uomo ha contattato la capitaneria di porto di Otranto e sul posto è intervenuta una motovedetta che, con non poche difficoltà a causa delle condizioni meteo marine avverse, è riuscita a recuperare la salma. Contestualmente sono partite le ricerche del figlio di soli 9 anni fino al tragico epilogo. Stando alle prime testimonianze, intorno alle 12.30 di ieri la donna avrebbe discusso al telefono prima di allontanarsi in auto.

In via Montinari, intanto, si è recato anche il sindaco del comune di Calimera, Gianluca Tommasi. Una comunità sgomenta, quella del piccolo centro a pochi chilometri da Lecce per la doppia scoperta dei cadaveri di madre e figlio a poche ore di distanza.

Manfredonia sotto choc, musicista 38enne si toglie la vita in casa: indaga la Polizia

Indagini in corso a Manfredonia per la scomparsa di una musicista di 38 anni che si è tolta la vita la notte scorsa nella sua abitazione. La donna, originaria di Foiano Valfortore, in provincia di Benevento, era laureata al Conservatorio Umberto Giordano di Foggia. Era una flautista della New Generation Wind Orchestra e la sua morte ha sconvolto l’intera comunità.

“Era una musicista bravissima e molto preparata. Collaborava con la nostra orchestra da circa un anno e mezzo – dice il direttore Antonio Pio La Marca – e aveva mostrato subito grande abilità. È una notizia che ci ha sconvolto. Non c’erano segnali che facessero supporre un tale gesto. È un immenso dolore. L’ultima volta si era esibita il 30 agosto in occasione della festa patronale e l’avevo rivista nei primi giorni di ottobre quando ci siamo incontrati per preparare la programmazione per la nuova stagione musicale in programma dall’8 dicembre”.

La Polizia ha avviato le indagini e ha iniziato ad ascoltare le persone vicine alla 38enne che aveva un compagno, anche lui musicista.

Il boss Eugenio Palermiti tenta il suicidio, per la Dda di Bari è una messinscena. L’avvocato: “Sta male realmente”

Per la Dda di Bari quella di Eugenio Palermiti, il boss 71enne di Japigia che ha tentato il suicidio nel reparto protetto dell’ospedale Molinette di Torino, è stata una messainscena.

“Per anni è riuscito ad avere gli arresti domiciliari grazie a perizie compiacenti e continua a fare sempre i suoi trucchi per evitare il carcere”, la ricostruzione meno di un anno fa dei pm D’Agostino e Buquicchio riportata da La Repubblica.

Nei giorni scorsi Palermiti si è stretto attorno al collo una traversa da letto, consapevole che la stanza era videosorvegliata. Gli agenti della penitenziaria sono intervenuti prontamente per fermarlo. Anche in questo caso chi indaga nutre diversi dubbi. 

Eugenio Palermiti è stato condannato a 11 anni in abbreviato nel processo Codice Interno. Condannati nell’occasione anche il figlio Giovanni e il cognato Filippo Mineccia, mentre il nipote Eugenio Palermiti jr è in custodia cautelare nell’inchiesta sulla morte di Antonella Lopez, la giovane uccisa il 22 settembre 2024 nella discoteca Bahia di Molfetta.

“Il mio assistito realmente sta male e io sono in possesso di video e immagini tratte da videochiamate con i familiari dimostrativi della sua profonda sofferenza fisica e morale- le parole dell’avvocato Tiziana Areniello – Il giorno 4 ottobre Palermiti si è reso protagonista di un tentativo suicidario reale e sventato dall’immediato intervento degli agenti. Quando sono ritornata l’8 ottobre in istituto ho trovato il mio assistito in una camera senza lenzuola e né federe del cuscino, tutto testimoniato dalle telecamere di videosorveglianza nella sala colloquio in quanto aveva tentato l’impiccagione con una traversina che gli era stata fornita dal personale ospedaliero”.