Taranto, 50enne muore durante trasfusione: era ricoverata per una terapia innovativa contro la leucemia

Tragedia all’ospedale Ospedale Moscati, dove una donna di 50 anni, originaria di Lizzano, è deceduta durante una trasfusione di sangue. Il fatto è avvenuto nella serata di ieri, mentre la paziente era ricoverata per sottoporsi a una terapia innovativa contro una leucemia con cui combatteva da circa un anno.

Secondo le prime informazioni, il sangue utilizzato per la trasfusione, sottoposto a trattamento genetico e proveniente da Amsterdam, era parte del protocollo terapeutico. Durante la somministrazione la donna si è improvvisamente sentita male ed è morta a seguito di un arresto cardiaco.

Sulla vicenda restano numerosi interrogativi che potranno essere chiariti solo attraverso l’autopsia, già disposta per accertare le cause del decesso. La notizia ha profondamente colpito la comunità di Lizzano. La donna, sposata, lascia due figli.

Taranto, Domenico Di Ponzio muore sul lavoro schiacciato da un palo della luce: 7 indagati. Tre società coinvolte

Sono indagate sette persone e coinvolte tre società per la morte dell’operaio Domenico Di Ponzio, 38 anni di Taranto rimasto schiacciato, il 13 aprile scorso, dopo la caduta di un palo della pubblica illuminazione al quartiere Tamburi, durante un intervento di manutenzione. Un atto dovuto per consentire agli indagati di nominare consulenti tecnici.

Tra gli indagati anche l’amministratore unico dell’impresa del cantiere, alcuni dirigenti della ditta e un dipendente comunale. Omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e illecito amministrativo sono le ipotesi di reato.

La vittima lavorava per la Tec gen. Srl , impresa specializzata in impianti elettrici. I pali venivano sollevati tramite fasce agganciate alla gru. Mentre Di Ponzio seguiva la manovra, uno di essi si è sganciato e avrebbe colpito la vittima al capo.

Dai primi riscontri l’operaio sarebbe morto per arresto cardiocircolatorio causato da un trauma cranio-facciale. Bisognerà capire se siano state rispettate le misure di sicurezza e se le condizioni meteo, con allerta della Protezione civile, fossero compatibili con quelle operazioni.

Taranto, il sindaco ordina la sospensione della centrale termoelettrica dell’ex Ilva: stop di 30 giorni

Il sindaco di Taranto, Pietro Bitetti, ha firmato una ordinanza che dispone la sospensione dell’esercizio della centrale termoelettrica dell’ex Ilva, gestita da Adi Energia srl in amministrazione straordinaria.

Il provvedimento impone lo stop entro 30 giorni “fino alla presentazione del piano di riduzione” delle emissioni, e alla successiva valutazione e approvazione da parte degli enti competenti. Alla base della decisione, la mancata trasmissione del piano richiesto dopo la pubblicazione del rapporto di Valutazione del danno sanitario (Vds) 2024 per l’area di Taranto, redatto da Arpa Puglia, Aress e Asl.

In particolare, viene contestata l’inadempienza rispetto agli interventi necessari per ridurre il rischio non cancerogeno per via inalatoria legato a sostanze come arsenico, nichel e cobalto. La Regione Puglia aveva già diffidato la società a presentare entro termini precisi le misure per il contenimento delle emissioni. “In caso di inottemperanza, l’Autorità sanitaria dispone la sospensione dell’esercizio dello stabilimento”, si richiama nell’atto.

Il Comune ha quindi deciso di intervenire applicando il principio di precauzione per la tutela della salute pubblica. La centrale è attualmente in esercizio in virtù dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal Ministero dell’Ambiente nel 2020. Il provvedimento è stato trasmesso, tra gli altri, al ministero, alla Prefettura, ad Arpa, Asl e alla Procura di Taranto.

Colpito dal palo muore nel cestello della gru, Taranto piange Domenico Di Ponzio: “Non si può morire così”

Taranto piange la morte di Domenico Di Ponzio, elettricista di 38 anni che ha perso la vita ieri nel quartiere Tamburi mentre svolgeva un intervento di manutenzione sull’illuminazione pubblica nei pressi del cimitero di San Brunone.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava su un cestello elevatore quando, a causa delle forti raffiche di vento che hanno colpito la zona, un palo dell’illuminazione avrebbe ceduto improvvisamente, colpendolo in pieno. L’impatto si è rivelato fatale.

Di Ponzio lavorava per la Tec Gen srl, azienda incaricata — tramite subappalto — dei lavori commissionati dal Comune. Viveva con i genitori nel quartiere Taranto 2. Non era sposato e non aveva figli. La sua scomparsa ha suscitato profonda commozione tra familiari e amici, che sui social hanno espresso dolore e rabbia, denunciando presunte carenze in materia di sicurezza sul lavoro.

La tragedia riporta alla memoria un altro drammatico episodio avvenuto nel 2012, quando l’operaio Francesco Zaccaria morì durante un violento tornado mentre si trovava su una gru nello stabilimento dell’ex Ilva.

La Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta per chiarire le responsabilità. Il pubblico ministero Raffaele Casto, insieme ai tecnici dello Spesal, ha effettuato i primi rilievi sul luogo dell’incidente. Al centro delle indagini vi sono le condizioni di sicurezza e l’eventuale incidenza del maltempo nella dinamica dei fatti. La salma dell’operaio è stata trasferita all’ospedale Santissima Annunziata, a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia.

Con questa morte si allunga la lista degli incidenti sul lavoro nel territorio ionico. Solo negli ultimi mesi si erano registrati altri due casi mortali: Claudio Salamida, deceduto a gennaio, e Loris Costantino, morto a marzo, entrambi nello stabilimento siderurgico ex Ilva.

Dura la reazione dei sindacati. “È l’ennesima tragedia nel sistema degli appalti — ha dichiarato Giovanni D’Arcangelo, segretario della Cgil di Taranto —. Non si può morire così in un Paese civile”. Sulla stessa linea anche la Cisl, che chiede chiarezza e maggiori garanzie per la sicurezza dei lavoratori.

Taranto, palo della luce cade per il vento e lo colpisce: muore il 38enne Domenico Di Ponzio. Aperta inchiesta

La Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta sull’incidente sul lavoro avvenuto questa mattina nei pressi del cimitero San Brunone, costato la vita a un elettricista di 38 anni, Domenico Di Ponzio.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo stava effettuando lavori di manutenzione dell’illuminazione pubblica per conto di una ditta in subappalto quando un palo della luce, probabilmente a causa del forte vento, si è staccato dal braccio di una gru colpendolo fatalmente.

La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale Santissima Annunziata e resta a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà disporre l’autopsia. Il pubblico ministero Raffaele Casto ha delegato lo Spesal per accertare l’esatta dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità.

Tragedia a Taranto, palo si stacca e lo colpisce in pieno: muore operaio 38enne

Un tragico incidente sul lavoro si è verificato nella mattinata di lunedì 13 aprile a Taranto, nei pressi del cimitero San Brunone. Un operaio di 38 anni, Domenico Di Ponzio, ha perso la vita mentre era impegnato in un intervento su un impianto di illuminazione.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato travolto da un palo crollato improvvisamente, per cause ancora in corso di accertamento. L’impatto si è rivelato fatale e, all’arrivo dei soccorsi, non è stato possibile fare altro che constatarne il decesso.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri, il personale dello Spesal e i sanitari del 118. Sono in corso le indagini per chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.

Taranto, sottufficiale della Marina militare accusato di maltrattamenti in famiglia viene assolto: “Episodio isolato”

Era imputato per maltrattamenti in famiglia aggravati, ma è stato assolto con formula piena il sottufficiale 50enne della Marina militare finito a processo a Taranto. I giudici hanno ritenuto che i fatti contestati non configurassero una condotta abituale, ma un unico episodio, insufficiente a sostenere l’accusa.

Il procedimento era scaturito da un intervento dei carabinieri nel marzo 2024 in un’abitazione di San Giorgio Jonico, dove l’uomo viveva con la moglie e le due figlie minori. Secondo la denuncia della donna, i litigi sarebbero stati frequenti e talvolta violenti, anche in presenza delle bambine.

Tra le accuse, minacce gravi e strattonamenti avvenuti – secondo la ricostruzione – sotto l’effetto di alcol e droga, con presunte lesioni riportate dalla 48enne. L’uomo era stato inizialmente sottoposto al divieto di avvicinamento e rinviato a giudizio.

Nel corso del processo, però, l’impianto accusatorio è stato ridimensionato fino alla caduta definitiva delle accuse. Il collegio giudicante ha ritenuto non sussistenti gli elementi per una condanna, arrivando all’assoluzione piena dell’imputato.

Tragedia a Taranto, schianto auto-moto: muore il 54enne Massimo Musciacchio

Tragedia ieri sera a Taranto, nella borgata di Lama, dove il 54enne Massimo Musciacchio ha perso la vita in seguito a un grave incidente stradale. Il sinistro è avvenuto in via Aleardi, in contrada Tre Fontane, e ha coinvolto la moto guidata dalla vittima e un’auto, una Bmw.

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, l’impatto sarebbe stato particolarmente violento. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i soccorritori del 118, che hanno tentato a lungo di rianimare l’uomo, senza però riuscire a salvargli la vita.

Il decesso è stato constatato direttamente sul luogo dell’incidente, a causa delle gravi ferite riportate. Presenti anche gli agenti della Polizia di Stato e della Polizia locale, impegnati nei rilievi per chiarire l’esatta dinamica dello schianto e accertare eventuali responsabilità.

Taranto, molesta una donna per strada e aggredisce con una testata un carabiniere: arrestato 26enne

Avrebbe molestato una giovane donna e poi ha aggredito un carabiniere fuori servizio intervenuto per aiutare la vittima: per questo un 26enne è stato arrestato a Taranto con le accuse di violenza sessuale, oltraggio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Il militare aveva notato una giovane donna in lacrime e quando le ha chiesto cosa fosse accaduto lei ha risposto di essere stata molestata da un giovane che ha potuto indicare poiché era ancora nelle vicinanze.

Il 26enne, alla richiesta di fornire le proprie generalità, ha reagito colpendo il carabiniere con una violenta testata al volto e ha tentato di fuggire. Nonostante il colpo ricevuto, il militare è riuscito a immobilizzarlo fino all’arrivo dei colleghi. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, il 26enne è stato portato in carcere.

Liste d’attesa manomesse per favorire pazienti privilegiati: licenziato dirigente medico dell’Asl di Brindisi

Un sistema illecito per aggirare le liste d’attesa e favorire pazienti “privilegiati”. È quanto hanno scoperto i Carabinieri del Nas di Taranto che hanno parlato di un vero e proprio “sistema parallelo” nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.

Secondo le indagini, un dirigente medico in servizio presso l’Azienda Sanitaria Locale di Brindisi avrebbe consentito a conoscenti di accedere a visite specialistiche e ricoveri senza la regolare prenotazione tramite Cup e senza impegnativa medica, violando le procedure previste. Un meccanismo che, di fatto, permetteva di scavalcare le liste d’attesa a discapito dei cittadini che seguivano i canali ufficiali.

Una volta accertati i fatti, l’Ufficio per i Procedimenti disciplinari della Asl ha disposto il licenziamento immediato del dirigente, senza preavviso. Le indagini, condotte dai Nas competenti per le province di Taranto e Brindisi, si sono basate su un’attenta analisi dei dati e sulla verifica dei registri cartacei. L’operazione rientra in una più ampia strategia nazionale di controllo sulle liste d’attesa nel sistema sanitario.

L’attenzione sulla vicenda si era già intensificata nelle scorse settimane, dopo alcune verifiche interne dell’Asl di Taranto che avevano fatto emergere sospetti su diversi operatori. Sono ora in corso ulteriori accertamenti per chiarire eventuali responsabilità.