Omicidio a Taranto, accoltellato in piazza all’alba dopo una lite: muore 35enne

Omicidio nelle prime ore del mattino nella città vecchia di Taranto. Un uomo di 35 anni, originario del Mali, è morto dopo essere stato ferito al culmine di una lite avvenuta in piazza Fontana, nelle vicinanze dell’area del porto mercantile.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, il 35enne sarebbe stato colpito più volte all’addome con un oggetto appuntito, probabilmente un cacciavite. Le cause dell’aggressione sono ancora in fase di accertamento.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno soccorso il ferito e lo hanno trasportato in codice rosso all’ospedale Santissima Annunziata. Nonostante i tentativi dei medici, l’uomo è deceduto poco dopo il ricovero. L’area è stata transennata dagli agenti della Polizia di Stato, con personale della Squadra Volante e della Squadra Mobile impegnato nei rilievi e nella ricerca del responsabile.

Gli investigatori stanno acquisendo le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Taranto, armati rapinano due supermercati con maschere di Carnevale: arrestati due pregiudicati

Maschere di carnevale sul volto e pistola in pugno per seminare il terrore nei supermercati di Taranto. La Polizia di Stato ha arrestato due pregiudicati di 46 e 41 anni, accusati di due rapine aggravate commesse lo scorso settembre nel capoluogo jonico e di un tentato furto in un centro benessere.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dagli agenti della Squadra Volante su disposizione del gip del Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il primo colpo risale al 13 settembre scorso: i due, arrivati a bordo di uno scooter bianco e con il volto coperto da maschere di carnevale, avrebbero fatto irruzione in un supermercato facendosi consegnare sotto la minaccia delle armi il registratore di cassa con circa 650 euro, per poi fuggire rapidamente.

Cinque giorni dopo sarebbe stata messa a segno una seconda rapina, con modalità quasi identiche, in un altro supermercato della città, da cui i malviventi avrebbero portato via poco meno di 500 euro.

Determinanti per le indagini sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza cittadini. Gli agenti, coordinati dalla Procura di Taranto, sono riusciti a risalire alla targa dello scooter utilizzato durante i colpi e quindi all’identità dei presunti responsabili.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari la polizia ha recuperato gran parte degli indumenti usati durante le rapine, riconosciuti grazie ai filmati delle telecamere. Gli investigatori hanno inoltre trovato lo scooter nascosto in un garage riconducibile all’ex convivente di uno dei due arrestati.

Uno Maggio Liberto e Pensante di Taranto, Montanaro accosta foto di Meloni e Mussolini: “Filo diretto e nerissimo”

“Da Benito a Giorgia c’è un lungo filo diretto, un lungo filo nero, nerissimo. Si chiama fascismo”. Lo ha detto il rettore dell’Università per stranieri di Siena, Tomaso Montanari, intervenendo ieri sera sul palco del concertone dell’Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto, mostrando un collage che unisce un manifesto elettorale di Meloni a una copertina de La Domenica del Corriere con Mussolini.

Il rettore ha definito la visione della destra attuale “profondamente fascista nella sua ideologia”. “Dobbiamo dire la verità – ha sottolineato – su questo potere che si presenta bello, forte, cristiano, materno, italiano.Le immagini ci parlano, il loro codice ci parla. Come sono costruite queste immagini. Eccole. Dimmi chi sono i tuoi modelli e ti dirò chi sei , dimmi quali sono le tue fonti di ispirazione e capirò qual è la tua visione del mondo, quali sono i tuoi miti, dimmi chi stai seguendo e ti dirò come andrà a finire”.

L’intervento di Montanari è stato contestato dal deputato di Fratelli d’Italia, Dario Iaia, presidente provinciale del partito, per il quale “l’accostamento tra Giorgia Meloni e Benito Mussolini è propaganda scadente. Mettere sullo stesso piano una dittatura e un governo democraticamente eletto è un trucco retorico indegno, utile solo a fare rumore e a drogare il dibattito pubblico. Se si vuole criticare la Meloni, lo si faccia sui fatti, sulle scelte politiche, sui risultati. Utilizzare la musica ed il tema del lavoro per fare populismo – ha concluso – é semplicemente vergognoso”.

Taranto, incidente nella notte all’ex Ilva: operaio 46enne ferito. È stato colpito alla gamba da una catena

Un infortunio sul lavoro si è verificato la scorsa notte all’interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Coinvolto un operaio di 46 anni, dipendente della ditta Semat, in servizio nel reparto manutenzione degli altiforni.

Stando alle prime ricostruzioni, durante le operazioni nell’area del campo di colata dell’Afo2 il lavoratore sarebbe stato colpito con forza alla coscia da una catena.

Soccorso immediatamente, è stato trasportato prima presso l’infermeria interna al sito industriale e successivamente all’ospedale Santissima Annunziata per ulteriori controlli. Le sue condizioni, secondo quanto emerso, non destano preoccupazione. Dell’episodio è stato informato anche lo Spesal, che avvierà le verifiche di competenza.

Choc a Taranto, chiama il 112: “Venite ho ucciso mia moglie”. Ma è un falso allarme: voleva segnalare una truffa

«Venite, ho ucciso mia moglie». Una frase choc che ha fatto scattare un’imponente operazione di emergenza a Taranto, rivelatasi però completamente infondata.

La segnalazione, arrivata al centralino con tono concitato ma deciso, è stata trattata come un allarme reale. In pochi minuti sono intervenuti sul posto quattro volanti della Polizia di Stato, le unità dei Falchi, un’ambulanza del 118 e i Vigili del Fuoco.

Gli agenti hanno individuato l’uomo ancora in strada, fermandolo senza opposizione e mettendo in sicurezza l’area. Gli accertamenti avviati subito dopo hanno però escluso qualsiasi delitto: la donna indicata nella telefonata è stata rintracciata viva e in buone condizioni.

Dalle verifiche è emerso che l’uomo, poco prima, aveva contattato le forze dell’ordine per segnalare una presunta truffa ai danni del padre. Non vedendo arrivare immediatamente le pattuglie, avrebbe deciso di inscenare il falso omicidio per accelerare l’intervento. Accompagnato in Questura, è stato denunciato per procurato allarme.

Taranto, porta una ragazza a pulire la casa al mare e tenta di violentarla: avvocato condannato a 7 anni e 3 mesi

È stato condannato a sette anni e sei mesi di reclusione un avvocato di Matera, riconosciuto colpevole in primo grado di violenza sessuale ai danni di una collaboratrice domestica. La sentenza è stata emessa dal collegio del tribunale presieduto dalla giudice Fulvia Misserini, affiancata dai magistrati Antonio Giannico e Christian Farilla.

I giudici hanno accolto l’impianto accusatorio sostenuto dal pubblico ministero Marzia Castiglia, che ha coordinato le indagini, stabilendo tuttavia una pena più severa rispetto a quella richiesta dalla stessa accusa.

L’episodio risale al gennaio 2023. Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, l’imputato avrebbe offerto 50 euro a una giovane donna, all’epoca 23enne, per occuparsi della pulizia di una villa sul litorale tarantino, garantendole anche il rientro a casa al termine del lavoro.

La ragazza, in condizioni economiche difficili, aveva accettato. Tuttavia, già durante il tragitto in auto verso la località di mare in provincia di Taranto, l’uomo avrebbe iniziato a rivolgerle proposte a sfondo sessuale, facendo riferimento a compensi in denaro per prestazioni. La giovane avrebbe rifiutato con decisione.

Una volta giunti nella villa, secondo l’accusa accolta dai giudici, l’avvocato avrebbe tentato un approccio fisico violento: dopo averle infilato una banconota nel giubbotto, l’avrebbe afferrata con forza, cercando di baciarla e immobilizzandola contro un muro. La vittima sarebbe riuscita a divincolarsi solo dopo momenti di forte paura, anche a causa dell’isolamento del luogo.

La giovane ha poi chiesto di essere riaccompagnata a casa, ma durante il viaggio di ritorno l’uomo avrebbe continuato a insistere per ottenere rapporti. Una volta rientrata, la vittima ha raccontato l’accaduto al compagno e ai familiari.

Uno dei parenti ha contattato il professionista per chiedere spiegazioni. In seguito, lo stesso avvocato ha chiamato la polizia, che si è recata nel suo studio assistendo anche all’incontro con il familiare della ragazza. Durante il confronto, l’uomo avrebbe accusato un malore, richiedendo l’intervento di un’ambulanza.

Secondo quanto riferito in aula, mentre veniva accompagnato dai sanitari, sarebbe stato udito pronunciare una frase rivolta al parente della vittima: un’offerta di denaro per “fare pace”. Per il pubblico ministero, si sarebbe trattato di un tentativo di inquinamento delle prove.

A distanza di tre anni dai fatti, è arrivata la sentenza di primo grado con una condanna significativa per il professionista. Le motivazioni del verdetto saranno depositate nelle prossime settimane.

Taranto, sesso con una ragazza disabile sui bus. Non c’è prova di costrizione: così gli 8 autisti sono stati assolti

Gli atti sessuali ci sono stati, ma non è stata dimostrata la costrizione. Con questa motivazione il tribunale di Taranto ha assolto otto autisti di Kyma Mobilità, accusati di abusi su una ragazza disabile tra il 2018 e il 2019.

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici spiegano che le dichiarazioni della vittima, pur riscontrate in parte dalle intercettazioni, non hanno consentito di accertare con certezza l’elemento della coercizione, indispensabile per configurare il reato. Durante il processo, la giovane non ha mai dichiarato di essere stata obbligata né di essersi opposta in modo esplicito.

Secondo il collegio giudicante, la ricostruzione dei fatti risulta nel complesso coerente, sebbene segnata da esitazioni e frequenti “non ricordo”. Anche una consulenza psicologica ha escluso che la ragazza fosse stata costretta.

I magistrati riconoscono che gli episodi siano effettivamente avvenuti e che abbiano suscitato imbarazzo nella vittima, ma ritengono che le prove raccolte non siano sufficienti per una condanna. Resta tuttavia, sottolineano, un contesto “moralmente deplorevole”, aggravato dal fatto che i fatti si sarebbero svolti su mezzi pubblici e nell’arco di diversi anni.

Slot machine non collegate all’Agenzia dei monopoli, evasi 8 milioni. Maxi blitz a Taranto: sequestrati 33 apparecchi

Ammonta a più di otto milioni di euro, su un volume complessivo di giocate superiore ai 36 milioni, la somma sottratta al fisco da cinque circoli ricreativi di Taranto che hanno evaso la tassa sugli apparecchi da intrattenimento (slot machine e videolottery), non corrispondendo il prelievo unico erariale.

Lo ha scoperto la Guardia di finanza con una serie di controlli sul territorio. Gli accertamenti rappresentano lo sviluppo, sul piano tributario, di precedenti operazioni svolte in sinergia dal Nucleo di polizia economico-finanziaria e dal gruppo Taranto, che avevano portato al sequestro di 33 apparecchi da intrattenimento non collegati alla rete telematica dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e alla segnalazione di cinque persone alle autorità.

Attraverso l’incrocio dei dati disponibili e specifiche analisi di rischio, i militari hanno ricostruito un volume complessivo di giocate superiore a 36 milioni di euro, individuando la base imponibile sottratta a tassazione. Il supporto per chi cerca un comfort che dura tutto il giorno. Per questo è stata contestata l’evasione del prelievo erariale.

Taranto, incidente all’ex Ilva: operaio ferito a una gamba. Il sindacato: “Infortunio serio la fabbrica cade a pezzi”

Un dipendente di una ditta dell’appalto ex Ilva di Taranto ha riportato una ferita alla gamba mentre era impegnato, nei pressi dell’altoforno 4, nel taglio di una lamiera che è scivolata.

Lo riferisce l’Usb aggiungendo che l’operaio, trasportato prima in infermeria e poi in ospedale, avrebbe riportato un “infortunio serio” ma non è in pericolo di vita.
 L’organizzazione sindacale segnala anche altri episodi avvenuti all’interno dello stabilimento siderurgico.

“Presso la Cet (Centrale elettrica) si è aperta una voragine su una via – segnala l’Usb – a causa di un guasto alle tubature sotterranee. Analoga situazione si è verificata all’Officina centrale dove si è registrato un cedimento del manto stradale”.

In entrambi i casi, “solo per circostanze favorevoli, non si sono verificati ulteriori incidenti. Quanto riportiamo oggi è simile a quanto accaduto poco tempo fa nel reparto Treno nastri – denuncia il coordinatore provinciale Usb Taranto, Vincenzo Mercurio -. L’avvicendarsi di fatti di questo genere, peraltro tutti nelle primissime ore della giornata, dovrebbe fungere da potente ed efficace sveglia per il Governo”.

Per il sindacalista, “la fabbrica sta cadendo a pezzi ed è ormai un terreno minato. Non si può più attendere per dare risposte ai lavoratori e al territorio, a partire dalla sicurezza di chi continua a operare all’interno del sito”.

Uno maggio Libero e Pensante di Taranto, presentata la 13esima edizione: ospiti Brunori e Subsonica

Al Parco Archeologico delle Mura Greche torna l’Uno Maggio Taranto Libero e Pensante. Giunto alla XIII edizione, il concertone ideato dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti prosegue il suo impegno civile sotto la direzione artistica di Michele Riondino, Antonio Diodato, Roy Paci e Valentina Petrini.

Il documento politico 2026 sceglie un tema cruciale: “Restiamo umani”. Un monito che, nell’anno del quindicesimo anniversario dalla scomparsa di Vittorio Arrigoni, vuole saldare le istanze di giustizia del territorio tarantino con le urgenze globali, dalla Palestina all’Iran, fino a Cuba. “L’evento rappresenta oggi uno dei momenti culturali e sociali più significativi del Paese”, sottolinea il Comitato, ribadendo la necessità di coniugare performance artistiche e riflessione collettiva.

La line-up musicale, eclettica e trasversale, vedrà alternarsi sul palco artisti del calibro di Subsonica, Brunori Sas, Gemitaiz, Giorgio Poi, Margherita Vicario e Marco Castello, insieme a realtà di ricerca sonora come SI!Boom!Voilá e il collettivo Canta Fino a Dieci, progetto che mette al centro scrittura e dimensione condivisa. E ancora: Rossana De Pace, espressione della nuova canzone d’autore; Catu Diosis, producer, DJ e rapper originaria di Kampala (Uganda); Cigno, progetto che parla di capitalismo, disuguaglianze e guerra; il dj e producer Madk.

Il palco diventerà anche arena di confronto con la società civile: dagli interventi di Francesca Albanese e Tomaso Montanari, fino al primo intervento in Italia di Omar Barghouti (BDS). Particolare rilievo sarà dato alle testimonianze sul lavoro, con la presenza di Maria Teresa Daprile, vedova dell’operaio Claudio Salamida, vittima di un incidente nell’ex Ilva lo scorso 12 gennaio. Sul fronte salute, il dottor Valerio Cecinati – responsabile del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata – porterà al centro il legame tra inquinamento e patologie.

La manifestazione, autofinanziata e organizzata dal basso grazie al lavoro dei volontari del Comitato, è supportata da una campagna di crowdfunding su Kickstarter. Alla conduzione, il collaudato trio formato da Andrea Rivera, Martina Martorano e Serena Tarabini, con Maria Cristina Fraddosio a curare gli interventi politici. Novità 2026, la collaborazione con i filosofi Maura Gancitano e Andrea Colamedici (Tlon), che racconteranno l’evento attraverso una maratona social dedicata.