Traffico di droga tra Italia e Albania: sequestrati villa a Torre a Mare e 100mila euro a detenuto barese

La Direzione Investigativa Antimafia di Bari ha eseguito, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari , un Decreto di Sequestro Preventivo , emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari di Bari, nei confronti del 47enne Massimiliano Fiore, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Bari, perché coinvolto nell’Operazione URA, conclusa il 21 maggio 2025.

La citata operazione aveva riguardato l’ esecuzione di misure cautelari personali – tra Italia, Albania e Belgio – nei confronti di 52 persone ritenute responsabili a vario titolo, dei reati di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio e abuso d’ufficio.

Il provvedimento di sequestro preventivo riguarda una villa ubicata a Torre a Mare e denaro contante, per un valore di 100 mila euro, beni che il Giudice per le Indagini Preliminari ( accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa ) ha ritenuto essere connessi e frutto del traffico internazionale di sostanze stupefacenti dall’Albania alla Puglia.

L’odierna attività ablativa – che si incardina nel più ampio progetto investigativo della DDA di Bari e della SPAK di Tirana volta a contrastare l’imponente traffico internazionale di cocaina ed eroina gestito dalle organizzazioni criminali albanesi – integra e completa gli ingenti sequestri patrimoniali operati a maggio scorso nei confronti dei diversi indagati attinti dall’Operazione URA e contestualmente privati di beni mobili e immobili (ubicati tra Albania e Italia), per un valore di svariati milioni di euro.

È importante rimarcare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa degli indagati

Pregiudicato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti: maxi sequestro a Terlizzi

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di confisca c.d. allargata emesso dalla Corte di Appello I^ Sezione Penale di Bari su richiesta della Procura Generale della Repubblica di Bari, a carico di noto pregiudicato, a seguito della condanna irrevocabile alla pena di anni 4 di reclusione e 20 mila euro di multa per reati in materia di stupefacenti, per fatti commessi nell’aprile del 2006 a Bari, Grumo Appula e Terlizzi.

Il valore del patrimonio sottratto alla disponibilità dell’interessato nella data odierna, formalmente intestato ai familiari, è rappresentato da una villa, tre terreni (due mandorleti-uno uliveto), due fabbricati industriali ed una azienda dedita alla compravendita di rottami ferrosi e commercio autoveicoli e pezzi di ricambio con relativo compendio aziendale.

Il provvedimento odierno emesso dalla Corte di Appello di Bari accoglie completamente la proposta della Procura Generale della Repubblica di Bari, la quale, in considerazione della condanna definitiva dell’indagato, ha formulato detta richiesta sulla base della preliminare attività eseguita dal personale del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari distaccato presso la Procura Generale e dagli accertamenti patrimoniali effettuati dalla Sezione specializzata del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bari (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) che hanno ricostruito gli introiti dell’intero nucleo familiare, fornendo così un corposo quadro probatorio in ordine alla provenienza illecita della sua ricchezza e che costituirebbe il compendio soprattutto del traffico di droga.

L’operazione, eseguita sulla base della previsione normativa dell’art. 240 bis comma 1 c.p., ha colpito, per conclamata sproporzione, anche i beni che il condannato risulta possedere in misura sproporzionata ai redditi dichiarati.

L’importante risultato odierno – frutto dell’attività condivisa della magistratura e delle componenti investigative specializzate nello specifico settore delle indagini patrimoniali – rappresenta una conferma ulteriore che l’azione di contrasto alla criminalità organizzata, non solo va perseguita attraverso un’assidua opera di prevenzione e repressione ma deve avvenire soprattutto attraverso attente e scrupolose indagini di natura finanziaria e patrimoniale.

Si specifica che il provvedimento di confisca in oggetto non riveste carattere di definitività ed è suscettibile di impugnazione dinanzi alle competenti autorità giudiziarie, permanendo pertanto sub judice fino alla conclusione dell’intera procedura giurisdizionale.

Traffico di droga a Bari, 40 condanne fino a 20 anni: tra loro il boss Eugenio Palermiti e il figlio Giovanni

La gup di Bari Valeria Isabella Valenzi ha condannato 40 persone, imputate a vario titolo per reati in materia di droga, a pene dai 2 anni e 10 mesi a 20 anni di reclusione.

Il processo, in abbreviato, riguarda una parte dell’inchiesta della Dda di Bari ‘Codice interno’ (quella sui legami tra mafia, politica e imprenditoria in città) dedicata esclusivamente al mondo della droga nel quartiere Japigia di Bari, su cui comanda il clan Parisi-Palermiti.

Gli imputati, a vario titolo, sono stati condannati perché ritenuti partecipi all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti o per produzione, trasporto e detenzione ai fini di cessione di droga, per fatti commessi tra il giugno 2017 e il settembre 2018.

Le pene più alte sono state inflitte al boss Eugenio Palermiti e agli altri ritenuti dirigenti, promotori o organizzatori dell’associazione: Raffaele Addante, Filippo Mineccia, Michele Ruggieri e Silvio Sidella.

Condanne alte anche nei confronti del figlio di Eugenio Palermiti, Giovanni (18 anni) e del nipote del boss ‘Savinuccio’ Parisi, Radames Parisi (18 anni e 6 mesi). Gli imputati condannati perché ritenuti membri dell’associazione dovranno anche risarcire la Regione Puglia, costituita parte civile, e ripagare le spese legali sostenute dall’ente.

In totale sono sette gli assolti da tutti i reati contestati “per non aver commesso il fatto”, mentre alcuni degli imputati condannati sono stati assolti per alcuni singoli capi di imputazione. Un imputato è stato prosciolto per prescrizione. Le motivazioni della sentenza saranno note in 90 giorni.

Traffico di droga e armi, 10 arresti nel Brindisino. Nel mirino anche la Sacra Corona Unita

I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Brindisi su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce nei confronti di dieci persone.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti, con l’aggravante di aver agevolato la Sacra corona unita attiva a Tuturano, frazione di Brindisi; e di violazioni in materia di armi.

L’attività dei militari è stata svolta nelle province di Brindisi, Lecce e Padova (e nelle case circondariali di Sassari, Oristano, Bari, Lecce e Agrigento).

Alle 10.30 nella sede del comando provinciale dei carabinieri a Brindisi si terrà una conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’attività investigativa.

Traffico di droga, maxi blitz della Finanza a Bari: 31 misure cautelari. Sequestrati 2 milioni di beni

I finanzieri del comando provinciale di Bari e del servizio centrale investigazioni criminalità organizzata stanno dando esecuzione ad un provvedimento di 31 misure cautelari e al sequestro di beni per un valore di circa 2 milioni di euro nell’ambito di un’operazione per il contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Bari, hanno sgominato un gruppo criminale dedito al narcotraffico.

I dettagli dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 10:30 nel Palazzo di Giustizia di Bari alla presenza del procuratore della Repubblica, Roberto Rossi.