Bari, rissa all’Umbertino. Ragazzini strappano collana ad una ragazza: “Sono devastata l’ho ereditata dai nonni”

“Non avrei mai pensato di dover scrivere questo post, ma ieri sera sono stata aggredita a Bari, vicino al Teatro Petruzzelli. Alcuni ragazzi tunisini si sono avvicinati e hanno iniziato a litigare con i miei amici, strappandomi la collana”.

Inizia così il racconto pubblicato da una ragazza sui social nel gruppo Facebook Comitato Salvaguardia Zona Umbertina. “Non ero nemmeno coinvolta nella rissa e ora ho perso una collana e un ciondolo preziosi che avevano un valore sentimentale per me, ereditati dai miei nonni”, aggiunge.

“È successo intorno all’1:15 di notte, non lontano dal Piccolo Bar – conclude la ragazza -. La polizia è stata ovviamente avvisata e verrà fatta una denuncia stamattina presto, ma se qualcuno dovesse vederli, gliene sarei molto grata se potesse farmelo sapere. Sono assolutamente devastata”.

Bari, musica dopo la mezzanotte. Blitz all’Umbertino: multa di 1000 euro e sospensione

Nel corso delle attività di controllo del territorio svolte dalla Polizia locale – settore Annona, è stata disposta, con apposite ordinanze emanate a distanza di pochi giorni l’una dall’altra, la sospensione temporanea di due locali nel quartiere umbertino.

Gli agenti hanno, infatti, accertato la violazione del divieto di riproduzione musicale oltre le ore 24, secondo quanto stabilito nel Documento strategico del commercio.

In un caso la sospensione è di tre giorni, mentre nell’altro è di sette in quanto, oltre alla violazione dell’orario, il titolare non era in possesso della valutazione previsionale di impatto acustico, documentazione fondamentale redatta da un tecnico esperto in acustica e, quindi, sempre necessaria nel caso venga diffusa la musica.

Oltre alla sospensione delle attività, i titolari dei due esercizi sono stati multati con una sanzione pecuniaria di 1.000 euro.

“Ancora una volta siamo stati costretti a sanzionare comportamenti impropri da parte di esercenti che non hanno compreso l’importanza di contemperare l’attività economica con l’esigenza di una migliore qualità della vita dei residenti – commenta l’assessora alla Vivibilità urbana Carla Palone -. Accanto al rispetto di quanto previsto dalla normativa di settore, basterebbero piccoli accorgimenti di civile convivenza, come ad esempio chiudere le porte dei locali in caso di riproduzione musicale, per gestire al meglio alcune dinamiche della movida e ridurre situazioni conflittuali con i cittadini”.

Bari, vigilia di Natale fuori controllo all’Umbertino: 7 locali multati. Paura per il 31 dicembre: annunciati più controlli

Sono diverse le denunce social che hanno immortalato quanto accaduto in centro a Bari in occasione della Vigilia di Natale, in particolar modo nella solita zona dell’Umbertino.

I residenti sono sul piede di guerra, ma a preoccupare è anche quanto potrebbe essere replicato in occasione della Vigilia di Capodanno. Le ordinanze firmate e applicate non bastano.

Sono sette i gestori dei locali multati per aver violato le regole: cinque di loro hanno diffuso musica all’esterno, mentre altri due hanno venduto bibite in contenitori di vetro. Pagheranno la multa e rischiano la sospensione dell’attività per tre giorni.

L’Amministrazione Comunale e la Polizia Locale sono intenzionate a rafforzare i controlli soprattutto all’ora di pranzo, quando il tradizionale appuntamento con l’aperitivo si rinnoverà.

La questione potrebbe essere anche posta all’attenzione del Comitato per ordine e la sicurezza pubblica, anche in virtù del concertone Mediaset in programma in piazza Libertà. In centro infatti potrebbero recarsi molte più persone.

Bari, Umbertino senza pace. Alle 3 di notte si festeggia il cambio dell’ora tra schiamazzi e spumante – VIDEO

Festeggiare il cambio dell’ora all’Umbertino alle tre di notte. È accaduto sabato notte e le polemiche non mancano. Il protagonista è lo stesso ragazzo che a maggio, in occasione della festa di San Nicola, fu travolto dalle critiche per aver diffuso musica ad alto volume con tanto di cassa. Un caso che divenne anche nazionale a livello mediatico, il giovane fu denunciato e avviò una raccolta fondi per sostenere le spese legali.

Bari senza pace, mistero all’Umbertino: tracce di sangue sui marciapiedi. Indagini in corso su un’altra rissa

Dall’accoltellamento in piazza Umberto al mistero nel quartiere Umbertino di Bari. Nel gruppo Facebook del Comitato Salvaguardia Zona Umbertina sono state diffuse alcune foto in cui viene segnalata la presenza di tracce di sangue sui marciapiedi di via Cognetti, via Bozzi e via De Nicolò.

Secondo le prime ricostruzioni, nella notte si sarebbe verificata una rissa con accoltellamento tra due gruppi di persone. Le indagini della Polizia sono in corso.

Movida a Bari, gruppo di residenti dell’Umbertino propongono negoziazione assistita: no del Comune

A seguito dell’istruttoria condotta dagli uffici competenti e della successiva disamina effettuata dall’Avvocatura civica, il Comune di Bari ha scelto di non aderire alla negoziazione assistita proposta dall’avvocato Ascanio Amenduni per conto di una ventina di cittadini residenti nel quartiere Umbertino.

La decisione, in linea con la deliberazione approvata dalla giunta comunale lo scorso 22 luglio, nasce dalla valutazione dell’assenza di elementi di responsabilità imputabili al Comune in relazione alle richieste risarcitorie avanzate dai residenti a fronte degli effetti negativi che sarebbero stati provocati dalla movida notturna in alcune aree del quartiere.

Malamovida all’Umbertino, i residenti passano all’azione: richiesta di risarcimento danni al Comune di Bari

Una ventina di residenti del quartiere Umbertino di Bari hanno presentato una richiesta di risarcimento da 49.990 euro al Comune di Bari per i “danni alla salute, per perdita del riposo notturna, per i danni esistenziali e alla quiete domestica” provocati da gli effetti negativi della malamovida.

Tra i residenti ci sono famiglie e persone con disabili. La richiesta della procedura della negoziazione assistita, obbligatoria quando la proposta di risarcimento è sotto i 50mila euro, è stata avanzata pochi giorni fa. Il Comune è chiamato a rispondere entro 30 giorni, altrimenti sono previsti altri sviluppi legali.

L’ipotesi è che il numero di richieste di risarcimento possa aumentare nel corso del tempo. Se il Comune dovesse procedere alla soddisfazione complessiva di questo primo gruppo di residenti, tutto questo costerebbe alle casse comunali poco meno di un milione.

 

Movida a Bari, dall’Umbertino a Poggiofranco: stop alle aperture facili nelle aree tutelate. Petruzzelli: “Svolta storica”

È entrato in vigore da ieri, lunedì 16 giugno, il “Regolamento comunale sulla disciplina di insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande e delle attività artigianali alimentari per il consumo sul posto”, approvato dal Consiglio comunale lo scorso aprile.

Il documento, nato dal lavoro del gruppo di lavoro intersettoriale e passato dalla consultazione nei Municipi, disciplina l’insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande e delle attività artigianali alimentari per il consumo sul posto, rispettando la normativa comunitaria e nazionale.

“Siamo giunti a un punto di svolta, chiesto e atteso prima dai residenti, e poi dalle attività di somministrazione, con cui in questi mesi abbiamo condiviso riflessioni, analisi e strategie – commenta l’assessore allo Sviluppo locale e alla Blue economy Pietro Petruzzelli -. Oggi i tempi sono maturi per immaginare non un formale cambio nelle procedure di autorizzazione di apertura di nuove attività, ma una sostanziale, diversa visione dello sviluppo commerciale e ricreativo della città. Da ieri, infatti, nelle aree tutelate, non basterà più presentare agli uffici la semplice Scia, segnalazione certificata di inizio attività, ma occorrerà sottoporre agli stessi una domanda di autorizzazione, da valutare secondo precisi criteri stabiliti dal regolamento, che contribuiranno a formare un punteggio minimo, indispensabile per avviare l’impresa. La novità è di portata storica: sarà più complicato avviare imprese il cui progetto, già in partenza, non contempli la sostenibilità dell’attività rispetto alla vita del quartiere e alla serenità dei residenti. Ci piacerebbe, quindi, che gli imprenditori e le imprenditrici che vogliono investire in città, allarghino con convinzione i loro orizzonti ad altre zone da raggiungere/contaminare con le loro idee e il loro talento. Sarà importante, d’ora in poi, comprendere i confini delle aree tutelate, che sono state individuate nel centro città e nei quartieri San Pasquale Carrassi, Picone Poggiofranco, Santo Spirito e Torre a Mare, comprendendo alcune delle strade da mesi al centro del dibattito sulla conciliazione tra divertimento e riposo dei residenti, come via Mazzitelli, via Volta, il cosiddetto ‘punto X’ a Poggiofranco, viale Einaudi, Bari vecchia e la zona umbertina, ma anche il lungomare di Santo Spirito e la piazzetta di Torre a Mare. Infine, tengo a ribadire, ancora una volta, che il regolamento è uno strumento dinamico, che potrà essere modificato ogni due anni proprio perché vogliamo valutarne l’efficacia in corso d’opera e adeguarlo eventualmente ai cambiamenti della città”.

L’obiettivo del regolamento è bilanciare l’interesse delle imprese con quello della collettività, il diritto al divertimento con quello al riposo, salvaguardando l’ordine pubblico, la sicurezza, la salute, l’ambiente e il patrimonio storico-artistico della città.

Il regolamento individua aree del territorio comunale da sottoporre a tutela (AST – indicate sulle planimetrie con la lettera B) e aree da sottoporre a elevata tutela (ASET – indicate sulle planimetrie con la lettera C), soggette a un regime autorizzatorio specifico per l’apertura e il trasferimento di attività, al fine di garantire la qualità del servizio e la sostenibilità sociale e ambientale delle stesse.

Sono escluse dall’applicazione del regolamento le attività di somministrazione di alimenti e bevande presenti:

· negli esercizi annessi a strutture ricettive come alberghi e pensioni;

· nei locali con attività di spettacolo, intrattenimento, sale da gioco, impianti sportivi, cinema, teatri, ecc.;

· nelle aree di servizio delle strade principali e delle autostrade, nelle stazioni dei mezzi di trasporto pubblico e sui mezzi di trasporto pubblico;

· presso gli impianti di distribuzione carburanti;

· nelle mense aziendali, circoli cooperativi e altre attività non aperte al pubblico;

· in strutture come ospedali, scuole, caserme, strutture di accoglienza e simili, nei limiti dei loro compiti istituzionali e senza fini di lucro;

· nei centri polifunzionali e nelle attività temporanee;

· al domicilio del consumatore.

Nelle aree tutelate le aperture degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e delle attività artigianali alimentari per il consumo sul posto saranno soggette a una specifica disciplina autorizzatoria. In allegato al regolamento sono indicate le localizzazioni delle aree individuate sulla base di indicatori territoriali e dell’analisi degli indicatori di criticità di contesto territoriale.

Gli indicatori di criticità di contesto territoriale sono i seguenti:

· distribuzione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande;

· distribuzione della popolazione residente con classe di età ≥ 50 anni;

· presenza di “luoghi sensibili” distinti in edifici (scuole di ogni ordine e grado, ospedali, case di cura e di riposo, RSA, convitti e dormitori, ecc.) e nelle aree a verde (giardini, parchi urbani, ecc.);

· presenza di zone di pregio artistico, storico e architettonico;

· quantità di rifiuti urbani prodotti;

· numero dei verbali elevati dalla Polizia Locale;

· orario di apertura;

· equilibrio tra superficie di somministrazione/vendita e capacità di ospitare avventori;

· accessibilità alle persone con disabilità;

· insonorizzazione dei locali;

· presenza e caratteristiche delle occupazioni esterne (plateatico);

· perseguimento di pratiche di sostenibilità ambientale.

Il territorio comunale, ai fini dell’applicazione del regolamento, è considerato come un’unica zona commerciale in cui individuare le aree da sottoporre a tutela attraverso l’introduzione di nuovi criteri qualitativi, con l’obiettivo di qualificare l’offerta di somministrazione garantendo la qualità dei locali, delle strutture e della gestione.

I criteri individuati costituiscono requisiti indispensabili per il rilascio e il mantenimento in vita dell’autorizzazione. I divieti e le limitazioni previsti dal regolamento si applicano in caso di trasferimento di sede delle attività da una area non soggetta a tutela all’interno di una tutelata e in caso di trasferimento interno alle medesime tutelate.

Le attività presenti nelle AST e ASET, dopo l’autorizzazione, dovranno sempre rispettare le prescrizioni, le condizioni e gli impegni riportati nel titolo: in caso di modifiche degli elementi di qualità del locale e del servizio che comportino complessivamente una diminuzione del punteggio attribuito nel procedimento autorizzatorio, si procederà a nuova istruttoria da parte degli uffici comunali, che si concluderà con il rilascio del nuovo titolo, salvo revoca in caso di punteggio insufficiente per l’area in questione. Tutte le altre modifiche, comprese quelle che comportano l’aumento del punteggio attribuito, seguono la disciplina della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).

Le domande di avvio di una nuova attività e/o di trasferimento di sede sono soggette a regime autorizzatorio mediante istruttoria tesa a valutare il raggiungimento del punteggio desunto dalla somma dei singoli punti attribuiti agli indicatori.

La somma dei punteggi massimi assegnati ai predetti indicatori è pari a 150. Il punteggio di qualità minimo previsto per il rilascio dell’autorizzazione è differenziato a seconda della zona di insediamento. Per il rilascio delle autorizzazioni dovrà essere raggiunto un punteggio superiore o uguale a 70 per le zone AST e superiore o uguale a 100 punti per le zone ASET.

Movida selvaggia, karaoke a cielo aperto. Denunciato 25enne: “Volevamo solo divertirci chiedo scusa”

Antonio Nettis, il 25enne barese protagonista del karaoke a cielo aperto inscenato durante la festa di San Nicola nel quartiere Umbertino di Bari, è indagato per disturbo del riposo delle persone.

Ad annunciarlo via social è stato lo stesso ragazzo che ha voluto incontrarci per ricostruire le varie tappe della vicenda. I video pubblicati sui social avevano creato parecchia discussione.

Lo stesso sindaco Leccese aveva condannato con fermezza quanto accaduto, salvo poi fare dietrofront limando i toni dell’attacco. Ma la vicenda è andata avanti e ora rischia di approdare in Tribunale.