Follia a Taranto, litiga con i vicini e tenta di accoltellare poliziotto: arrestato 37enne

Dopo una lite con i vicini ha tentato di accoltellare un agente di Polizia che è riuscito a schivare il colpo. Un 37enne tarantino è stato arrestato con l’accusa di violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento della squadra volante è avvenuto in tarda serata in una via del centro cittadino, dove era stata segnalata musica ad altissimo volume proveniente da un appartamento.

All’interno, l’uomo – in evidente stato di alterazione psicofisica dovuto presumibilmente all’assunzione di alcol e droghe – stava urlando pronunciando frasi in modo sconnesso.

Dopo una lunga opera di persuasione, i poliziotti erano riusciti a calmarlo e ad abbassare la musica. Ma poco dopo, il 37enne è sceso in strada, prendendo a pugni il portone e molestando al citofono i condomini. Mentre gli agenti cercavano di riportarlo nell’abitazione, l’uomo ha impugnato una statuetta tribale da cui ha estratto una lama di circa dieci centimetri, tentando di colpire uno di loro. La prontezza dei poliziotti ha evitato conseguenze più gravi: l’aggressore è stato subito immobilizzato e arrestato. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato posto ai domiciliari.

Trans svegliata di notte e picchiata dai vicini, lo sfogo di Arcigay: “Siamo sotto attacco l’odio oggi è legittimato”

“Questa escalation di episodi di violenza contro le persone trans è il sintomo di un contesto politico e sociale in cui il discorso d’odio trova sempre più legittimazione. Le istituzioni non possono restare in silenzio ma devono assumersi la responsabilità di contrastare non solo la violenza fisica, ma anche quella verbale e simbolica, spesso alimentata proprio da dichiarazioni pubbliche irresponsabili di membri delle istituzioni stesse, nonche’ dalla mancanza di leggi adeguate”.

Lo dichiara all’ANSA il responsabile Rete Trans Arcigay, Christian Cristalli, in riferimento agli insulti, alle minacce e a un’aggressione subita da una ragazza trans che i vicini di casa volevano si trasferisse. “È ora – aggiunge Cristali – che i partiti, a tutti i livelli, escano dall’ambiguità e prendano posizione netta contro la transfobia”.

“La nostra comunità è sotto attacco e le persone trans – sottolinea la presidente nazionale Arcigay, Natascia Maesi – sono il bersaglio principale di una violenza quotidiana. Non ci sono più luoghi sicuri per noi, non lo sono più nemmeno le nostre case”.

“Chi ci insulta, ci minaccia, ci aggredisce – prosegue – è sostenuto e protetto da chi, anche all’interno delle istituzioni, con la propria indifferenza è il mandante di questa violenza. La ministra Roccella, che abbiamo incontrato qualche giorno fa, ne è la dimostrazione plastica. Nonostante la nostra insistenza, non ha voluto riconoscere e condannare pubblicamente questa violenza: i suoi ‘valuterò’ – conclude Maesi – sono la cartina di tornasole di un governo complice e irresponsabile che non distingue tra il proprio ruolo istituzionale e le proprie convinzioni ideologiche”.

Tensione a Molfetta, esplosione e violenta lite tra vicini: Carabinieri intervengono nella zona 167

Attimi di tensione ieri sera nella zona 167 di Molfetta dove i Carabinieri sono stati costretti a intervenire, con due pattuglie e quattro militari, per sedare una rissa violenta tra vicini. Secondo alcune testimonianze ci sarebbe stato un forte boato causato da un’esplosione, forse di un petardo, intorno alle 23. L’episodio è avvenuto nella zona tra via Leonardo Azzarita e via Papa Montini. L’intero vicinato è stato poi disturbato da urla, minacce e insulti. Un uomo sarebbe sceso per strada a inveire scalzo e a petto nudo.

Michele Misseri torna a casa, i vicini: “Pronti ad accoglierlo con affetto tutti qui gli vogliono bene”

“Abbiamo saputo che potrebbe presto essere di nuovo qui tra noi e non può che farci piacere. Michele era una persona buona così come lo erano la moglie e la figlia. Si faceva voler bene da tutti e, facciamo ancora fatica a dare un senso a quello che è accaduto. Lo accoglieremo con affetto e rispetto”. Sono le parole pronunciate da una vicina di casa di Michele Misseri e riportate da La Repubblica.

Lo zio di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa nell’estate del 2010 ad Avetrana, presto lascerà il carcere e tornerà a vivere proprio nella casa di famiglia, in via Deledda al civico 22, dove si è consumato il delitto. L’abitazione è disabitata da 7 anni. “Non avrebbe fatto mai male a nessuno. Era solo un gran lavoratore. Lo vedevi nei campi per ore”, aggiunge il marito della donna. “Continueremo la vita di sempre anche se Michele dovesse tornare. Il vero timore è che Avetrana ritorni al centro dei riflettori dei mezzi d’informazione. Ecco, di questo farei volentieri a meno”, il pensiero di un altro residente di Avetrana.