Omicidio Omar Trotta a Vieste: arrestato Angelo Bonsanto per tentativo di inquinamento probatorio

I Carabinieri del Ros hanno eseguito una misura cautelare in carcere emessa dalla Corte d’Assise di Foggia, su richiesta della Dda di Bari, nei confronti di Angelo Bonsanto, 37 anni, già detenuto, condannato in primo grado all’ergastolo con isolamento diurno perché ritenuto responsabile, in concorso con altri, dell’omicidio di Omar Trotta e del tentato omicidio di Tommaso Tomaiuolo.

Il delitto fu commesso in pieno giorno in un ristorante di Vieste (Foggia) il 27 luglio 2017 in una zona era affollata di turisti. La Dda di Bari ha disposto una serie di perquisizioni domiciliari perché, durante il processo, ci sarebbe stato un tentativo di inquinamento delle prove da parte di Bonsanto con la presentazione di documentazione sanitaria rivelatasi poi falsa.

Il processo per l’omicidio, che si è concluso il 19 dicembre 2025, ha portato anche alla condanna a 20 anni di reclusione del collaboratore di giustizia Gianluigi Troiano, 33 anni, che il 30 gennaio 2024 fu arrestato dal Ros a Granada (Spagna) al termine di oltre 2 anni di latitanza.

Per la stessa vicenda, con processo svoltosi con rito abbreviato, sono stati già condannati in via definitiva i ‘pentiti’ Marco Raduano, ritenuto mandante dell’omicidio, Antonio Quitadamo e Danilo Pietro Della Malva.

L’Anima Bianca della Puglia, città di luce e di mare: Vieste candidata a Capitale Italiana della Cultura 2028

Presentata ufficialmente ieri mattina a palazzo dogana a Foggia la candidatura di Vieste a Capitale Italiana della Cultura 2028, alla presenza del sindaco Giuseppe Nobiletti, dell’assessora alla cultura Graziamaria Starace e della vicesindaca e assessora ai lavori pubblici Mariella Pecorelli.

Il progetto, intitolato “L’Anima Bianca della Puglia” racchiude – spiegano – l’identità profonda di Vieste: città di luce e di mare, crocevia di popoli e di culture, luogo in cui natura, arte e comunità si fondono in un’unica essenza.

“Questa candidatura – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Nobiletti – rappresenta un modello di città che mette la cultura al centro, come motore di coesione, di crescita sostenibile e di orgoglio identitario. L’Anima Bianca della Puglia è il modo con cui Vieste vuole offrire al Mediterraneo e all’Italia la propria luce: una luce che unisce, educa e rigenera”.

Il logo ufficiale della candidatura è una mano stilizzata che forma la “V” di Vieste e il segno di vittoria, simbolo di energia, speranza e partecipazione. Le cinque falangi colorate rappresentano – è spiegato – le anime di Vieste e i pilastri del progetto: il giallo della terra che nutre, il verde della foresta che respira, il blu del mare che abbraccia, il rosso dei legami che tengono viva la comunità, e il bianco della luce che li armonizza tutti. Un’immagine semplice e universale, che parla di appartenenza e apertura, di radici e futuro.

Vieste, l’ex campione di MotoGp Jorge Lorenzo acquista la ruota panoramica ma viene truffato: “Non è mia”

“Quella è la ruota di Jorge Lorenzo ma non andateci”. E’ stato lo stesso ex campione del mondo di motociclismo, Jorge Lorenzo a denunciare ed a rendere pubblica la presunta truffa di cui sarebbe rimasto vittima, dopo l’acquisto a Vieste, in provincia di Foggia, di una ruota panoramica.

Oggi durante la puntata del programma ‘Dentro la notizia’ è andata in onda la testimonianza di Lorenzo, che dopo l’acquisto aveva affittato la ruota ad una società che secondo l’ex pilota non sta rispettando il contratto.

“Ho fatto una società, ho acquisito la ruota panoramica che mi è costata in totale 1.4 milioni di euro e ho fatto un contratto d’affitto per quattro anni. Purtroppo, mi sono fidato – ha raccontato Jorge Lorenzo – di una persona sbagliata a livello d’investimenti, lo ritenevo un amico. Il patto era che durante questi 4 anni d’affitto lui mi doveva dare un canone mensile per questo affitto della ruota che mi ha cominciato a dare tardi e male e ogni volta mi pagava sempre più tardi. Gli ultimi soldi che ho ricevuto sono stati a settembre 2024, esattamente un anno fa”.

“E in tutti questi mesi in cui non mi ha pagato il suo debito ammontava a più di 200 mila euro. A settembre – ha aggiunto – del 2024 lo abbiamo denunciato, sia penalmente che civilmente”.

“Secondo me la sua intenzione è quella di allungare questa situazione il più a lungo possibile, senza pagarmi. Più passa il tempo e più il valore della ruota cala, ogni giorno che passa.

Nell’ Instagram ufficiale della sua azienda continua a menzionare il mio nome e a scrivere che il testimonial è Jorge Lorenzo. La situazione – ha concluso l’ex campione del mondo – è surreale, quella è la ruota di Jorge Lorenzo ma non andateci”.

Paura a Vieste, salva 80enne ma resta in mare: bagnino salvato dalla Guardia Costiera

La guardia costiera di Vieste è intervenuta ieri mattina per soccorrere uno dei due bagnini intervenuti per salvare un turista 80enne in difficoltà a causa del mare agitato e delle forti correnti, nel tratto di mare antistante il Lido Cristalda, sul lungomare Europa, in prossimità del porto.

La sala operativa di Circomare Vieste, sotto il coordinamento del reparto operativo della direzione marittima della Puglia e Basilicata jonica, dopo una segnalazione al numero di emergenza ha disposto l’uscita di un battello che in pochi minuti ha raggiunto la zona.

I militari, dopo essersi assicurati del rientro in spiaggia del pattino con a bordo il turista soccorso e uno dei due bagnini, hanno recuperato il bagnino rimasto in acqua che, stremato per lo sforzo, non era riuscito a risalire sul pattino di salvataggio. Sia lui sia il turista stanno bene.

Ambulanze occupate e medici assenti, 76enne muore a Vieste in mezzo alla strada: Asl apre inchiesta interna

Il direttore generale dell’Asl Foggia, Antonio Nigri, annuncia che è stata aperta un’indagine interna per accertare quanto avvenuto nel punto di primo intervento a Vieste, anche attraverso l’acquisizione delle registrazioni della centrale operativa del 118, in seguito alla morte della 76enne Antonia Notarangelo, la notte tra sabato e domenica scorsi, mentre la figlia la stava accompagnando in auto all’ospedale a Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Il caso è stato sollevato ieri dal figlio, Pasquale Ciuffreda, in una lettera aperta in cui denunciava il fatto che non fossero disponibili di ambulanze tra Vieste e Peschici e che sua madre, dopo avere atteso oltre un’ora al pronto soccorso di Vieste dove non c’erano medici, è stata rimandata a casa.

Stando a quanto ricostruito dall’Asl, nella giornata del 30 agosto la 76enne, cardiopatica, già qualche ora prima si era rivolta ai medici della continuità assistenziale (guardia medica), facendo poi rientro a casa. Qualche ora dopo ha accusato un malore ed è stata chiamata un’ambulanza. Due quelle disponibili su Vieste, di cui una medicalizzata, ma entrambe impegnate per il trasporto di un paziente in altro ospedale e per un codice rosso. La 76enne è stata quindi accompagnata dalla figlia al punto di primo intervento, in quel momento scoperto dalla presenza medica, in quanto la dottoressa in servizio aveva accusato un malore.

La 76enne – sempre secondo la Asl – è stata quindi presa in carico a distanza da una dottoressa della centrale operativa del 118 che le ha prescritto in telecardiologia un elettrocardiogramma che è stato vagliato dai sanitari dell’ospedale Di Venere di Bari. Alla 76enne è stata prescritta l’esecuzione degli enzimi cardiaci ma, mentre il personale infermieristico stava provvedendo all’esecuzione, i familiari hanno deciso di portare la donna, in autonomia, presso l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza dove la 76enne non è mai arrivata.

“Vorrei sottolineare, oltre alla vicinanza ai familiari della donna, anche quella a tutti gli operatori sanitari che, nonostante la grave carenza, assicurano un servizio -sottolinea ancora Nigri -. Su 130 medici previsti dalla pianta organica del 118 in provincia di Foggia, 50 sono quelli effettivi in servizio. Gli stessi sanitari vanno sostenuti e non attaccati, perché se il clima è di attacco, andranno via”.

Ambulanze occupate e nessun medico al Pronto Soccorso: donna muore a Vieste in mezzo alla strada

Tragedia a Vieste dove una donna è morta per strada per un presunto caso di malasanità. A raccontare l’accaduto è il figlio a Rete Gargano. “Mia madre stava male. Ho chiamato il 118. Mi è stato detto che tutte le ambulanze di Vieste erano occupate – spiega -. Dovevamo aspettare quella di Peschici. Poco dopo, è proprio l’ambulanza di Peschici a chiamarci: ‘Portatela voi al pronto soccorso di Vieste’. Mia sorella, nel panico e nella disperazione, carica nostra madre in macchina e la accompagna. Al pronto soccorso iniziano a visitarla. Ma attenzione: non c’è un medico. Nessun medico ha messo le mani addosso a mia madre”.

“Solo una valutazione superficiale, tanto da suggerirci di tornare il giorno dopo, con calma, se fosse peggiorata. Una frase che pesa come un macigno, oggi. Dopo un’ora, chiamo mia sorella. Mi dice che sono ancora a Vieste. Nessun trasferimento. Nessuna ambulanza. Nessuna urgenza, secondo loro. Sta partendo lei, di nuovo, per portare nostra madre a San Giovanni Rotondo, da sola, di notte, con nostra madre in gravi condizioni  racconta -. Chiamo il pronto soccorso di Vieste per chiedere spiegazioni: ‘Non c’era bisogno – mi dicono – Abbiamo tante chiamate. Sua madre non è grave’. Venti minuti dopo, mi richiama mia sorella. Piange. Urla. Mamma non respira più. La morte è arrivata. Lungo una strada, nei pressi di Baia delle Zagare. In mezzo al nulla. Una madre, una donna, un essere umano è morta sull’asfalto”.

“Mia sorella ferma un’auto in transito, cerca aiuto, riescono a chiamare di nuovo il 118. Questa volta arrivano due ambulanze: una da Manfredonia, una da Mattinata. Due ore di tentativi disperati di rianimazione. I medici fanno il possibile. Ma è troppo tardi. Mamma muore a terra – conclude -. Nella notte. Una morte che grida vendetta Non si può morire così. Non si può morire perché non ci sono ambulanze. Non si può morire perché al pronto soccorso di Vieste non c’è un medico. Non si può morire perché qualcuno ha deciso che non era grave senza nemmeno una visita degna di questo nome. Non si può accettare che una famiglia debba scegliere tra aspettare un’ambulanza o rischiare la vita di una persona cara portandola da sola. Chi è responsabile di questa tragedia? Dove sono i dirigenti sanitari? Chi doveva garantire il servizio di emergenza? Chi ha deciso che mia madre poteva anche morire? Questa non è una storia come le altre. È una denuncia. E deve diventare una battaglia. Per mia madre. Per tutte le persone che vivono nei territori dimenticati. Per chi ha diritto a una sanità che funzioni sempre, non solo quando fa comodo. Perché nessuno, mai più, deve morire in mezzo a una strada”.

Imposta di soggiorno in Puglia, 23 milioni di euro incassati nel 2024: Bari al primo posto. Poi Vieste e Lecce

Nel 2024 sono 23 i milioni di euro incassati, in totale, dai 50 Comuni pugliesi che adottano l’imposta di soggiorno: + 30% rispetto al 2023. A contribuire a questa crescita l’introduzione dell’imposta a Bari avvenuta il primo ottobre del 2023. Nel 2024 il capoluogo pugliese fa registrare il dato della somma più alta ricevuta con oltre 3,6 milioni di euro.

Al secondo posto Vieste, con 3,3milioni di euro. Segue Lecce con 1,8 milioni di euro e poi Fasano, con 1,4 milioni di euro, e che nel 2024 ha ospitato il G7. Il report è stato elaborato dal Centro studi enti locali su dati Mef, Banca d’Italia e Istat.

C’è una particolarità per Vieste e Fasano: entrambe, rispetto al 2023 fanno registrare un gettito in calo, seppur con percentuali basse. Per la località turistica del Gargano si evidenzia un calo dell’1 %, per Fasano il calo è del 4 %.

Nel 2024 sfiorano come incassi un milione di euro Monopoli (996 mila euro) e Polignano a Mare (943 mila euro). Tra i capoluoghi di provincia più indietro Brindisi e Taranto, che hanno incassato rispettivamente 443 mila euro e 306mila euro.

Dal 2020 al 2024 nella stessa regione si registra un aumento dei Comuni che hanno deciso d’introdurre questa imposta: dai 35 di cinque anni fa ai 50 secondo i dati registrati al 31 dicembre 2024.

Entra in casa nudo, picchia una turista e tenta di violentarla. Follia a Vieste: 40enne arrestato

Entra nudo nell’abitazione di una turista, l’aggredisce, la picchia e tenta anche di abusare di lei. Un 40enne è stato arrestato dai Carabinieri a Vieste con l’accusa di violenza sessuale, lesioni personali aggravate e violazione di domicilio.

Quando i militari sono entrati nell’appartamento, l’uomo la stava ancora colpendo. La donna è stata ricoverata all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Shopping o caffè al bar nell’orario di servizio: denunciati 33 dipendenti di scuola superiore a Vieste

Sono 33 le persone denunciate a Vieste dalla Guardia di finanza con l’accusa di truffa ai danni di un ente pubblico. Si tratta del personale amministrativo di una scuola superiore che – secondo le indagini – si sarebbe allontanato ingiustificatamente dal proprio posto di lavoro durante l’orario di servizio, omettendo di timbrare il badge per attestare le assenze.

Le indagini hanno inoltre accertato che le 33 persone denunciate si sarebbero dedicate a commissioni personali, come acquisti presso esercizi commerciali o il mercato rionale, oppure una sosta al bar. Nei loro confronti sono stati notificati, nei giorni scorsi, gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Foggia, ha evidenziato anche la complicità dell’incaricato della gestione dei badge e della coniuge: entrambi avrebbero falsificato le rendicontazioni orarie attraverso false timbrature.

Durante le indagini è stato anche rilevato che un servizio di disinfestazione, appaltato dalla scuola a una ditta privata, non sarebbe mai stato eseguito.

Per questo sono stati segnalati alla competente autorità giudiziaria tre persone per l’ipotesi di truffa, mentre l’impresa è stata segnalata per presunte violazioni in materia di responsabilità amministrativa degli enti.

Vieste, l’ex boss Raduano diventa collaboratore di giustizia: bruciata l’auto della sorella

L’auto di proprietà della sorella dell’ex boss foggiano Marco Raduano, diventato da alcuni mesi collaboratore di giustizia dopo l’evasione dal carcere e la cattura, è stata bruciata nella serata di ieri alla periferia di Vieste.

Sul posto sono intervenuti i volontari della Protezione Civile. Sull’accaduto indagano i Carabinieri che hanno acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, la matrice potrebbe essere dolosa.

Raduano è un esponente di spicco della criminalità organizzata di Vieste ed è stato arrestato il 31 gennaio in Corsica dopo quasi un anno di latitanza, dopo essere evaso dal carcere di massima sicurezza di Nuoro calandosi dal muro di cinta con una corda fatta da lenzuola. Non è escluso che l’attentato incendiario alla sorella dell’ex boss possano essere un avvertimento.