Milano, studentessa 19enne pugliese violentata dal branco: arrestato 36enne. Caccia ai complici

È una 19enne pugliese della violenza sessuale avvenuta la notte tra venerdì 10 e sabato 11 a Milano. La ragazza, studentessa fuorisede, si trovava nel parcheggio della discoteca Alcatraz in compagnia del fidanzato quando i due sono stati circondati da una decina di giovani che hanno prima tentato di rapinarli e poi hanno molestato la 19enne. Gli addetti security del locale si sono accorti di quanto stava accadendo e sono intervenuti insieme ad una pattuglia di carabinieri che passava dalla strada. Uno dei presunti responsabili è stato già arrestato, si tratta di un 36enne egiziano. Ora è partita la caccia agli altri componenti del branco.

Bari, picchia la moglie e rompe il naso alla figlia di 4 anni: padre allontanato da casa per 9 mesi

Il Tribunale per i Minorenni di Bari ha disposto nei confronti di un uomo extracomunitario, da tempo in Italia, un provvedimento cautelare che dispone l’allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinamento alla madre e alla bambina e ai luoghi da loro frequentati per la durata di 9 mesi al momento. L’uomo infatti avrebbe picchiato e maltrattato per anni la moglie e poi anche la figlia di 4 anni, fino a farle finire in ospedale a fine novembre. Per lui è scattata anche un’inchiesta penale per maltrattamenti in famiglia. Tutto è partito da una segnalazione trasmessa dal Policlinico il 21 novembre scorso quando le due arrivarono al Pronto Soccorso dell’ospedale con evidenti segni di violenza fisica.

Bari, firmato protocollo d’intesa contro la violenza di genere in Prefettura: durerà 3 anni

Sottoscritto in Prefettura, a Bari, il protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle vittime di genere e/o in condizioni di particolare vulnerabilità. La firma è arrivata al termine di un percorso di confronto partecipato che ha raccolto l’interesse di una rete di soggetti istituzionali e del terzo settore.

La durata del protocollo sarà di tre anni e alla scadenza non è previsto il tacito rinnovo in quanto si intende continuare nella condivisione del lavoro. A conclusione della riunione il prefetto di Bari ha sottolineato “l’importanza della formazione e della promozione di interventi mirati a favorire un linguaggio corretto del mondo giovanile, scevro da approcci comunicativi violenti”.

Ha inoltre evidenziato che “la partecipazione corale delle istituzioni e delle associazioni firmatarie del protocollo e la costituzione di una rete interistituzionale, oltre a rendere detto documento materia viva, suscettibile di adeguamenti a fronte di evoluzioni normative e di cambiamenti di contesti sociali, rappresenta la caratteristica più significativa del documento perché è la prova di una volontà condivisa di operare in sinergia, in chiave di prevenzione e contrasto a detto fenomeno”. Nei prossimi giorni saranno programmati gli incontri periodici del tavolo di coordinamento, con il coordinamento della Prefettura, per l’attuazione delle attività previste nell’atto, il monitoraggio degli impegni progettuali già assunti e la valutazione di eventuali ulteriori iniziative da mettere in campo.

Asl Bari, 51 aggressioni in ospedale nel 2024. Nasce l’infermiere di processo per prevenire la violenza: via ai corsi

Formare una nuova figura professionale, l’infermiere di processo, dedicato all’accoglienza nei pronto soccorso, che sia in grado di incentivare la presa in cura del paziente e dei suoi familiari, dal triage alla dimissione e/o ricovero, e creare una rete di collegamento tra i diversi professionisti della salute per ottimizzare tempi d’attesa, ridurre eventuali tensioni e prevenire episodi di violenza. Questo è l’obiettivo del corso avviato oggi dalla Asl di Bari nell’ospedale di Venere destinato alla formazione degli operatori del Pronto soccorso del presidio, coordinati da Mauro Martucci, responsabile del Servizio delle professioni sanitarie ospedaliero-territoriali e da Rosa Melodia, responsabile del Pronto soccorso, nell’ambito del progetto pilota “Prendersi cura della aggressività: l’infermiere di processo come leva strategica”. Nel corso dei primi 8 mesi del 2024 – sottolinea una nota – al servizio di prevenzione e protezionale aziendale della Asl di Bari sono state segnalate 51 aggressioni a personale sanitario. Tra le sedi cosiddette ad alto rischio ci sono i Pronto soccorso.

Per questo si sta lavorando per introdurre la nuova figura professionale che è prevista dalle Linee Guida Hospitality del Sirgisl, Sistema regionale integrato di gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro (delibera regionale del 31 luglio 2024 ) per cui anche l’azienda sanitaria di Bari si sta dotando di un sistema per la prevenzione, protezione e gestione degli atti di aggressione agli operatori. Il personale infermieristico – sottolinea la Asl – sarà adeguatamente formato per migliorare il processo informativo e, quindi, prevenire atti di violenza contro gli operatori sanitari e sociosanitari. Nel progetto saranno coinvolti professionisti sanitari con esperienza maturata in Pronto Soccorso, esperti delle dinamiche, dei percorsi interni e dei flussi clinici-assistenziali tipici di un dipartimento di emergenza-urgenza.

Orrore nel Salento, 14enne denuncia stupro di gruppo: “Violentata dal mio fidanzato 23enne e da un suo amico”

Un 23enne è indagato dalla Procura di Lecce per violenza sessuale di gruppo ai danni dell’allora fidanzatina 14enne. Il reato è contestato in concorso con un altro giovane da indentificare, amico dell’indagato. I fatti risalgono al settembre 2023, quando il ragazzo avrebbe abusato la giovane insieme al suo amico. Tornata a casa la ragazzina, che viene descritta come un soggetto fragile, compie atti di autolesionismo tagliandosi le braccia con una lametta, come aveva già fatto in passato.

La ragazzina non racconta a nessuno della violenza per mesi, fino a quando conosce un ragazzo a cui confida gli abusi, decide di parlarne con i Servizi sociali e parte la denuncia alla Procura. Agli investigatori la ragazza racconta che l’ex fidanzato l’aveva ricattata dicendole che se non avesse accettato le sue richieste lui l’avrebbe lasciata. Il racconto della giovane è stato cristallizzato dinanzi al gip di Lecce nel corso di un incidente probatorio.

Pestaggi per la casa popolare, è allarme sociale: “No alla violenza ma c’è chi aspetta da 18 anni”

Torniamo ad occuparci delle case popolari e dell’emergenza abitativa a Bari dopo gli episodi che si sono verificati nei giorni scorsi. Ne abbiamo parlato anche con il sindaco Vito Leccese e in giornata vi mostreremo l’intervista. Prima abbiamo affrontato l’argomento con Tania, la paladina delle case popolari. La violenza non è mai giustificata e condanniamo fortemente quello che è successo. Il problema resta grave e va affrontato una volta per tutte.

Continue reading

Mistero a Taranto, 17enne in ospedale: “Abusata in discoteca ad Halloween da 25enne”. Ma non sporge denuncia

La polizia sta indagando su una presunta violenza sessuale che una minorenne ha dichiarato di aver subito la notte di Halloween, tra il 31 ottobre e l’1 novembre, in una discoteca a Taranto.

Ad abusare di lei sarebbe stato un ragazzo maggiorenne che non sarebbe stato però denunciato. Secondo quanto ricostruito dai quotidiani, la minorenne si è recata al pronto soccorso dell’ospedale di Taranto dove – dopo il suo racconto – è stato attivato il ‘codice rosa’ ed è stata informata la polizia. Gli agenti hanno anche acquisito le immagini delle telecamere interne alla discoteca e sentito alcune delle persone che si trovavano nel locale quella sera.

Orrore a Ceglie, 16enne violentata nel casolare. Il 22enne Guglielmi minaccia la famiglia: “Ritirate la denuncia”

Vincenzo Michele Guglielmi, il 22enne pluripregiudicato di Ceglie del Campo in carcere da sabato con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una 16enne in un casolare abbandonato, avrebbe anche minacciato la vittima e la famiglia per ritirare la denuncia a suo carico. A svelare il retroscena è La Repubblica.

Il 22enne è il figlio di Luigi Guglielmi, l’esecutore dell’omicidio del 15enne Gaetano Marchitelli, ucciso a Carbonara 21 anni fa, e di Claudio Fiorentino, avvenuto nel 2014 a Giovinazzo. Nella vicenda resta indagato anche il cugino neomaggiorenne. Sarebbe stato lui ad attirare la 16enne fidanzata nel casolare di Ceglie, ad attenderlo lì c’era però suo cugino più grande. Sul corpo della ragazzina ci sono i segni della violenza, accertata anche dal referto del Pronto soccorso. Sarebbe stato lo stesso 18enne a farsi portavoce delle minacce del cugino, la famiglia però non ha ceduto e ha portato avanti l’iter giudiziario dopo aver denunciato tutto.

Il 22enne Guglielmi è noto alle Forze dell’Ordine. Nonostante la giovane età ha già un curriculum di tutto rispetto, tra cui figura una condanna per rapina da minorenne e diversi reati contro il patrimonio. Tra le accuse già rimediate anche quelle di rapina aggravata, detenzione, porto e ricettazione di arma da fuoco, lesioni personali aggravate, minaccia.