Guerra di carte bollate, debiti e pericolosi sabotaggi. Rsa nella bufera: il giallo di Casa Caterina

Da alcuni mesi riceviamo segnalazioni sulle sorti della rsa Casa Caterina di Adelfia. Inizialmente, trattandosi di beghe amministrative ed economiche tra il proprietario della struttura e l’azienda che la gestisce, abbiamo ritenuto non fosse un caso di interesse pubblico, pur essendoci occupato in passato delle tante vicissitudini della struttura per anziani.

Da due mesi, però, i problemi della struttura sono ben altri e questo sì ci impone di riferirlo all’opinione pubblica. In questo periodo sono stati denunciati alle autorità competenti una dozzina di sabotaggi: rotture ai tubi dell’acqua, all’impianto elettrico, l’incendio dei rifiuti all’esterno della struttura, ma cosa assai grave, il ritrovamento di due fumogeni all’interno degli ascensori della struttura.

In quel caso personale e ospiti hanno rischiato grosso se si considera che alcuni anziani fanno uso di ossigeno 24 ore su 24. Il fatto curioso è che in una delle ultime occasioni la guardia messa a vigilanza della struttura in seguito a questi sabotaggi ha identificato nel proprietario dell’edificio “l’individuo sospetto” in procinto di compiere l’ennesimo sabotaggio. L’episodio, questa volta con nome e cognome, è stato riferito ai Carabinieri, seppure l’uomo, contattato telefonicamente, ci dice di essere stato sul posto solo per verificare le condizioni della sua proprietà.

Al netto dei provvedimenti di revoca di autorizzazione, prima dell’Asl poi della Regione, ci sembra doveroso accendere i riflettori su una questione che rischia di trasformarsi in una tragedia. Fatto salvo che bisognerà accertare tutte le responsabilità, ognuno ha il diritto di rivendicare le proprie posizioni, ma nessuno può mettere in pericolo la vita degli ospiti.

Siamo stati a Casa Caterina venerdì scorso proprio mentre uscivano alcuni dipendenti dell’Asl e del Sian. La buona notizia è che i 49 ospiti sono tutti in salute e accuditi nel migliore dei modi, con tanto di visite specialistiche periodiche. Anche le condizioni generali della struttura e delle camere sono state ritenute idonee seppure ci sono stati dei rilievi ai quali bisognerà dare seguito. Restiamo a disposizione tanto del proprietario della struttura quanto dell’ente di gestione nel caso volessero anche precisare la loro posizione, anche accompagnati dai loro legali, con la speranza che si possa fare immediata luce sulle inquietanti vicende che proponiamo nel video allegato.

Terrore ad Adelfia, esplosione in casa: si teme per la vita di due anziani – FOTO

Paura ad Adelfia dove si é verificata nel primo pomeriggio una violenta esplosione in un’abitazione in via Oberdan, causata a quanto pare da qualcosa alimentato a gas.

Si teme per la vita di due persone anziane di circa 90 anni, marito e moglie, che si trovavano all’interno al momento dell’esplosione. A quanto pare sul posto era presente anche un’auto che ha preso fuoco.

Si registrano ingenti danni all’abitazione. Sul posto Vigili del Fuoco, 118, i tecnici dell’Enel e i Carabinieri. Le palazzine e abitazioni adiacenti sono state fatte evacuare per sicurezza. Si segnalano altre piccole esplosioni. Le operazioni di soccorso sono difficili.

Bari, ospedale vuole dimettere due anziani disabili e malati gravi. Il figlio a Decaro: “Un incubo così si scaricano?”

“Presidente Decaro, le scrivo con il cuore in mano e con la disperazione di una figlia che vede calpestati i diritti più elementari dei propri genitori, entrambi Grandi Invalidi (Legge 104, art. 3 comma 3) e non autosufficienti”.

Inizia così l’appello disperato di un cittadino barese al governatore della Regione Puglia, Antonio Decaro. “Da lunedì stiamo vivendo un incubo presso la Mater Dei -. Mia madre (82 anni, allettata), è ricoverata d’urgenza per polmonite, in stato cianotico. Nonostante la gravità e una terapia ancora in corso, vogliono dimetterla senza aver completato il percorso di cure e negandoci la dimissione protetta, fondamentale per una paziente nelle sue condizioni – spiega -. Mio padre (81 anni), anche lui in uno stato gravissimo di disabilità. Portato ieri dal 118 per una grave emorragia (feci scure e anemia severa). Gli sono state somministrate due sacche di sangue per tenerlo in vita, ma oggi — incredibilmente — vogliono dimettere anche lui, senza aver fatto una diagnosi per capire da dove provenga la perdita di sangue e senza ulteriori accertamenti”.

“Presidente, è normale che due pazienti in queste condizioni vengano rispediti a casa in balia degli eventi? È questo il modo di gestire le fragilità nella nostra Regione? Si tratta di persone incapaci di intendere e volere che necessitano di assistenza ospedaliera, non di essere liquidate non appena i parametri vitali minimi si stabilizzano”, si domanda il figlio della coppia.

“Chiedo il Suo intervento immediato affinché venga garantito il diritto alla salute e la continuità assistenziale presso una struttura idonea o il ricovero in reparto. Non posso accettare un abbandono di persona incapace da parte di chi dovrebbe curarli – conclude -. La prego, non ci lasci soli”.

Bari, una nuova rsa nella zona del Parco 2 Giugno: il progetto di Sereni Orizzonti. Apertura entro la fine del 2026

Bari si prepara ad accogliere una nuova e importante struttura dedicata all’assistenza residenziale per anziani. La proprietà di RSA Sereni Orizzonti ha infatti annunciato l’avvio di un progetto di espansione che porterà alla realizzazione di una nuova Residenza Sanitaria Assistenziale nella zona del Parco 2 Giugno, una delle aree più strategiche e servite della città.

La nuova struttura, che sorgerà nel territorio del Comune di Bari, avrà una capienza superiore ai 200 posti letto e rappresenterà un significativo potenziamento dell’offerta socio-sanitaria locale. L’apertura è prevista entro la fine del 2026, al termine delle fasi autorizzative e di realizzazione dell’intervento.

Il progetto si inserisce in un percorso di crescita già avviato dalla stessa proprietà, guidata dal dottor Paolo Patella, che da circa quattro anni gestisce con successo una RSA da 100 posti letto sul territorio. I risultati ottenuti in termini di qualità assistenziale e organizzativa hanno spinto la direzione a investire ulteriormente, ampliando la propria presenza e rafforzando l’impegno nel settore dell’assistenza alla terza età.

Oltre all’impatto sanitario e sociale, l’iniziativa avrà ricadute importanti anche sul fronte occupazionale: si stima infatti la creazione di oltre 50 nuovi posti di lavoro, tra personale sanitario, socio-assistenziale, amministrativo e dei servizi generali.

La nuova RSA si propone come un ulteriore punto di riferimento per il territorio, contribuendo a rispondere alla crescente domanda di strutture qualificate e moderne, in grado di garantire assistenza, sicurezza e continuità di cura alle persone anziane e alle loro famiglie.

“Rischio l’arresto per le cambiali”, Nonna Grazia consegna soldi e oro: la faccia del truffatore

Torniamo ad occuparci delle truffe agli anziani. L’ultimo colpo è stato messo a segno a Modugno, vittima una 92enne. Siamo in grado di mostrarvi la faccia di uno dei truffatori che è riuscito ad introdursi in casa e a portare via soldi e gioielli, consegnati in maniera dalla vittima per salvare il nipote. Ecco la ricostruzione della vicenda.

Consegna 40mila euro in contanti perché la figlia è “nei guai”: anziana truffata a Gallipoli da finto commissario

Si sarebbe presentato al telefono come un ‘commissario’ prospettando ad un’anziana madre che vive a Gallipoli, in provincia di Lecce, conseguenze gravi per la figlia, coinvolta in una presunta vicenda giudiziaria.

La donna ha creduto alla ricostruzione dell’uomo, e ad un complice che si è presentato in casa ha consegnato 40mila euro in contanti, pensando realmente che la figlia fosse nei guai.

Solo dopo ha capito di essere stata truffata ed ha contattato i carabinieri. La procura di Lecce ha aperto un’inchiesta su questa nuova truffa ai danni di persone anziane.

I militari hanno acquisito una serie di elementi, tra cui le immagini di videosorveglianza per identificare i due responsabili della truffa alla donna.

Bari, truffa del finto poliziotto in centro. Anziana rapinata: arrestata coppia di 30enni

Lunedì mattina, personale della Polizia di Stato di Bari ha proceduto all’arresto, in flagranza di reato, di una donna di 30 anni e di un uomo di 38, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di una truffa aggravata in danno di una persona anziana.

È importante sottolineare che i relativi procedimenti penali si trovano nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure pre-cautelari, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Nella circostanza, personale della squadra dei “Falchi” della Squadra Mobile della Questura di Bari, durante l’attività di controllo del territorio, ha notato un uomo uscire velocemente da un portone condominiale, con in mano una busta che cercava di nascondere, ed è salito a bordo di un’autovettura che si è allontanata velocemente. Insospettiti da quanto visto, i poliziotti hanno deciso di effettuare un controllo dell’auto, guidata da una donna. A seguito del controllo sono stati rinvenuti tre orologi del valore complessivo di circa 15.000 euro, di cui non venivano fornite spiegazioni in merito al possesso. Ulteriori accertamenti hanno consentito di appurare che, pochi minuti prima, i due avevano consumato una truffa ai danni di una signora residente proprio nello stabile da cui era stato notato uscire l’uomo.

Nel corso della denuncia sporta dalla signora, è emerso che i due indagati avrebbero usato la tecnica del sedicente poliziotto, riferendo alla vittima che il proprio figlio è responsabile di un grave incidente stradale, ovviamente mai accaduto. Al fine di evitare l’arresto del figlio, avrebbero chiesto la consegna di preziosi e denaro.

La refurtiva è stata riconsegnata alla legittima proprietaria mentre i due presunti autori della truffa sono stati tratti in arresto ed associati presso il carcere di Bari, come disposto dell’Autorità Giudiziaria.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure pre cautelari in argomento, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Maltratta i genitori anziani ed estorce 40mila euro per debiti: in carcere 46enne di Margherita di Savoia

Un 46enne di Margherita di Savoia è stato arrestato con l’accusa di reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione. L’uomo avrebbe maltrattato i genitori anziani e sottratto circa 40mila euro per far fronte a debiti accumulati.

La situazione era diventata insostenibile nel corso degli anni e i genitori lo hanno denunciato ai Carabinieri. Ai ripetuti rifiuti di consegnare soldi seguivano frequenti aggressioni, verbali e fisiche.

In più occasioni, gli anziani spesso sono stati costretti ad abbandonare la propria abitazione e a trovare riparo presso parenti, amici e, addirittura, in un albergo della zona.