Sparatoria in piazza a Modugno, ferito giovane alla spalla: arrestato 19enne extracomunitario

Martedì pomeriggio gli agenti della Polizia di Stato di Bari hanno eseguito l’ordinanza della misura cautelare degli arresti domiciliari – con braccialetto elettronico -, emessa dal GIP presso il Tribunale di Bari, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo extracomunitario, diciannovenne con precedenti di polizia, ritenuto responsabile del reato di lesioni aggravate e porto abusivo di arma da fuoco, significando che gli accertamenti compiuti, nella fase delle indagini preliminari, necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

I fatti risalgono al 12 settembre 2024, quando un giovane di Modugno, nella piazza principale della cittadina, è stato ferito da un colpo d’arma da fuoco alla spalla, esploso a breve distanza da un cittadino extracomunitario a seguito di un diverbio. I colpi esplosi, secondo la ricostruzione della Squadra Mobile della Questura di Bari che ha condotto le indagini, sono stati sei ed hanno attinto anche l’autovettura su cui viaggiava la vittima.

Di fondamentale importanza per l’indagine è stata l’analisi delle immagini delle telecamere di video sorveglianza della zona che, unitamente ad un’attività info-investigativa messa in campo dagli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura della Repubblica, ha portato in breve tempo ad una compiuta ricostruzione dei fatti, confermata dalle dichiarazioni di carattere confessorio dell’indagato.

Dopo aver raccolto gli elementi di prova inseriti nell’informativa di reato, è stato richiesto ed ottenuto il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare in argomento, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, tenta di rapinare un connazionale e gli morde l’orecchio sinistro in stazione: arrestato 44enne tunisino

Lunedì sera la Polizia di Stato ha arrestato un cittadino tunisino di 44 anni, presuntivamente responsabile, (accertamenti ancora nella fase delle indagini preliminari e che deve essere confermato dal giudice nel contraddittorio con la difesa) del reato di lesioni e tentata rapina. L’uomo si sarebbe avvicinato ad un suo connazionale che si stava recando presso la stazione ferroviaria DI Bari Centrale chiedendo del denaro; al rifiuto, avrebbe afferrato alle spalle la vittima brandendo un coltello da cucina e gli avrebbe morso violentemente la parte superiore dell’orecchio sinistro.

Il tempestivo intervento degli agenti della Squadra Volante, allertati da una pattuglia dell’Esercito Italiano impiegata nell’Operazione “Strade Sicure”, ha consentito di fermare il reo e soccorrere il malcapitato. Dopo le formalità di rito e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 44enne è stato associato presso la Casa Circondariale di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare in argomento, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Folle inseguimento da Bari a Bitonto, non si ferma all’alt e sperona volante della Polizia: arrestato

Folle inseguimento dal quartiere Libertà di Bari fino a Bitonto. Protagonista un extracomunitario che non si è fermato all’alt della Polizia Locale di Bari. Durante la fuga l’uomo, con la sua auto, ha speronato anche una volante della polizia di Stato. In totale sono 4 gli agenti, tra cui due della Polizia Locale, rimasti feriti che hanno riportato contusioni guaribili tra i 5 e i 15 giorni.

L’uomo è stato arrestato con l’accusa resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. In giornata è stato convalidato l’arresto ed è stato disposto l’obbligo di firma dopo il processo per direttissima.

Tragedia a Gravina, dà fuoco alla moglie in auto e poi la uccide a mani nude: lei lo fa arrestare prima di morire

Nella tarda serata di ieri, la Polizia di Stato di Bari ha eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, nei confronti di Giuseppe Lacarpia, pregiudicato 65enne di Gravina in Puglia, resosi responsabile dell’omicidio aggravato e premeditato della moglie, 60enne, Maria Arcangela Turturo.

Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, la notte di domenica 6 ottobre, in agro di Gravina in Puglia, l’uomo ha appiccato il fuoco alla propria autovettura, all’interno della quale era presente il coniuge.

Riuscita a fuggire dall’automobile, con ustioni parziali sul corpo, la vittima è stata aggredita dall’indagato, che l’ha immobilizzata in posizione supina sull’asfalto, gravando su di lei con il peso del corpo e posizionando le ginocchia sull’addome, esercitando, con le braccia, pressioni sullo sterno. Le susseguenti fratture costali e la frattura del corpo dello sterno hanno determinato la compressione del cuore ed il conseguente decesso della donna, per arresto cardiocircolatorio, avvenuto presso l’ospedale della Murgia.

Prima di esalare l’ultimo respiro, la vittima ha confidato al personale della Polizia di Stato, prontamente intervenuto sul posto, e a sua figlia, che la aveva raggiunta in ospedale, che il coniuge aveva intenzionalmente dato fuoco all’auto, nel tentativo di ucciderla e poi aveva proseguito il proposito omicida, schiacciandola con il proprio corpo e ponendole le mani intorno al collo, per soffocarla.

In ragione dei gravi indizi di colpevolezza emersi, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto, eseguito dagli agenti della Squadra Mobile di Bari e del locale Commissariato di P. S., che hanno condotto le prime indagini, sotto lo stretto coordinamento di questo Ufficio Giudiziario, nei confronti dell’indagato 65enne, con precedenti per delitti contro la persona e contro il patrimonio.

L’indagato è stato quindi associato presso il carcere di Bari. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura pre-cautelare in argomento, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bitonto, sull’A14 con 6 chili e mezzo di cocaina nella BMW: arrestato

Nella tarda mattinata del 02.10.2024 la Polizia di Stato ha arrestato un uomo, presuntivamente responsabile, (accertamenti ancora nella fase delle indagini preliminari e che deve essere confermato dal giudice nel contraddittorio con la difesa) del reato di detenzione e trasporto di sostanza stupefacente del tipo cocaina.

Durante la vigilanza del tratto autostradale dell’A/14, in agro del Comune di Bitonto, i poliziotti della Polizia Stradale hanno intimato l’alt ad una autovettura BMW con alla guida un cittadino albanese, regolarmente residente in Italia.

Gli agenti, insospettiti dall’atteggiamento insofferente del fermato, hanno deciso di approfondire il controllo con l’intervento di unità cinofile antidroga della Questura di Bari.

Dalla perquisizione veicolare effettuata, i cani antidroga sono riusciti a percepire la presenza di sostanza stupefacente: rinvenuti 6 involucri a forma di parallelepipedo, contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina per il peso di circa 6,5 Kg, abilmente occultati in un vano ricavato tra la paratia anticalore e il sottoscocca del mezzo.

Dopo le formalità di rito e su disposizione dell’A.G., l’uomo è stato accompagnato nel carcere di Bari, in attesa della convalida del provvedimento pre-cautelare da parte del giudice nel contraddittorio con la difesa.

Serie di furti in chiesa nel Leccese, via con i soldi degli offertori: arrestato 38enne. Bottino da mille euro

Si sarebbe intrufolato in diverse chiese del basso Salento asportando complessivamente circa un migliaio di euro dall’interno degli offertori e dai candelieri votivi.

Il ladro seriale, un uomo di 38 anni originario di Gagliano del Capo, è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri della Compagnia di Tricase in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Lecce su richiesta della Procura. Fondamentale si è rivelata l’acquisizione delle immagini di videosorveglianza delle telecamere presenti nelle zone interessate.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo si sarebbe reso responsabile di otto furti, consumati nel periodo compreso tra novembre 2023 e marzo 2024, in altrettante chiese dei comuni di Castrignano del Capo, Miggiano, Salve, Tiggiano e Tricase. In un’occasione l’uomo sarebbe riuscito anche a smantellare la cassetta di sicurezza per la raccolta delle offerte, incassata nella parete del santuario Santa Maria di Leuca, a Castrignano del Capo. Al 38enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato applicato anche il braccialetto elettronico.

Follia a Crispiano, tenta di dare fuoco all’ex convivente e al padre di lei: arrestato 48enne

Ha cercato di dare fuoco all’ex convivente e al padre della donna, con il quale aveva ingaggiato una colluttazione, ma è stato bloccato e arrestato dai carabinieri di Crispiano (Taranto) prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente.

Si tratta di un 48enne del posto che dovrà rispondere dei reati di atti persecutori e tentato incendio. È stata la donna a chiamare il 112 per chiedere aiuto. L’aggressore, munito di tanica, aveva gettato liquido infiammabile, probabilmente benzina, addosso alla donna e al padre di lei e stava provando a innescare le fiamme con un accendino. I carabinieri sono intervenuti riuscendo a disarmarlo e a mettere in sicurezza l’area, considerato che il 48enne aveva versato parte del liquido anche in casa e sull’auto della vittima. Sul posto anche il 118. L’uomo è stato condotto in carcere in attesa dell’udienza di convalida.

Taranto, 17enne addestrato per terrorismo: in cameretta simboli dell’Isis e progetti per realizzare un razzo

Un 17enne di nazionalità tunisina residente a Taranto è stato arrestato dalla Polizia per addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale. A seguito di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, in coordinamento con la Procura dei Minori di Taranto, gli agenti della Digos hanno proceduto all’esecuzione del decreto di perquisizione e contestuale sequestro emesso dalla stessa Dda nei confronti di due cittadini tunisini, genitori del 17enne.

La perquisizione, estesa alla stanza del giovane, ha consentito di recuperare alcuni fogli manoscritti contenenti istruzioni, disegni e calcoli matematici finalizzati alla progettazione e realizzazione di un razzo. Sono stati altresì recuperati quadri e disegni riproducenti vessilli dell’Isis.

Estorsione mafiosa e usura, interessi fino al 600%: arrestata donna nel Foggiano

Una donna residente ad Orta Nova, nel Foggiano, è stata arrestata dai carabinieri con l’accusa di usura ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Avrebbe prestato denaro con tassi di interesse tra il 200 e il 600% annuo e per aumentare il proprio potere di persuasione si sarebbe rivolta alle presunte vittime evidenziando una parentela con un noto esponente mafioso della Società Foggiana.

Alla donna è stata notificata una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo. L’attività investigativa, condotta in collaborazione con la Procura di Foggia, è stata avviata in seguito all’incendio di un’auto in uso ad una delle vittime e ha consentito di ricostruire, tra settembre 2023 e settembre 2024, un sistema illegale di gestione del credito. L’indagata, approfittando delle difficoltà economiche delle vittime, le avrebbe costrette “al silenzio – hanno spiegato i carabinieri – e a continue erogazioni di denaro in cambio di prestiti di valore irrisorio”.

Nel corso delle indagini, a riscontro degli elementi investigativi raccolti, sono stati rinvenuti e sequestrati durante le perquisizioni diversi pizzini, denaro contante, un’agenda contenente annotazioni relative ai prestiti concessi e agli interessi da corrispondere, nonché un libretto postale intestato a un minore affetto da disabilità motoria – figlio di una coppia vittima di usura – trattenuto dalla donna a titolo di garanzia.

Spaccio di droga a Barletta, maxi blitz della Polizia all’alba: 32 arresti. In totale 40 indagati

Avrebbero creato a Barletta – secondo l’accusa – una capillare rete di vendita di droga dopo aver diviso la città in quattro zone in ognuna delle quali veniva smerciata una specifica tipologia di sostanza stupefacente: cocaina, hashish e marijuana.

Sono una quarantina le persone, di età compresa tra i 20 e i 35 anni, indagate dalla Procura di Trani nell’ambito dell’inchiesta denominata Te videre condotta dagli agenti della squadra mobile di Andria.

Per tutte, a vario titolo, le accuse sono di estorsione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. In 19 sono finite in carcere, 13 agli arresti domiciliari, mentre altre tre sono state sottoposte a misure cautelari alternative. Nel corso delle indagini, durate diverse settimane, i poliziotti hanno eseguito quattro arresti in flagranza.