Bari, serata di follia al Policlinico. Pretende il ricovero immediato e colpisce il medico con un pugno: arrestato

Paura e tensione al Policlinico di Bari per l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario. Una ventenne si è presentata nella serata del 23 maggio nel reparto di Neurologia accompagnata da alcuni familiari, pretendendo il ricovero immediato. Alla richiesta del medico di turno di passare prima dal Pronto soccorso, uno dei parenti ha reagito aggredendo con un pugno un altro medico presente nel reparto.

Il sanitario ha riportato lesioni ai denti e alla cornea ed è stato costretto a ricorrere alle cure mediche, presentando poi denuncia. L’aggressore, un incensurato, è stato arrestato e posto ai domiciliari: domani comparirà davanti al gip per la convalida del fermo.

Dopo l’episodio, la situazione è degenerata ulteriormente. Altri parenti della giovane, ritenuti vicini a un clan di Bari Vecchia, hanno raggiunto l’ospedale occupando il cortile interno e creando momenti di forte tensione. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno presidiato il reparto fino al mattino per garantire la sicurezza del personale sanitario.

In ospedale è arrivato anche il direttore sanitario del Policlinico, Danny Sivo, che ha espresso preoccupazione per il crescente numero di aggressioni contro medici e operatori sanitari. «Da qualche settimana assistiamo a una recrudescenza di episodi violenti – ha dichiarato – alimentati anche dal clima di forte polemica attorno al sistema sanitario regionale». Sivo ha invitato ad abbassare i toni del dibattito pubblico sulla sanità, sottolineando il rischio che siano proprio gli operatori a pagare il prezzo di questo clima di tensione.

Decaro contro i De Laurentiis: “Mi hanno tradito e ho mandato a quel paese Aurelio. Devono subito vendere”

Il presidente della Regione Puglia ed ex sindaco di Bari, Antonio Decaro, rompe il silenzio sul fallimento sportivo del Bari e si assume la responsabilità della scelta compiuta nel 2018, quando affidò il club alla famiglia De Laurentiis dopo il fallimento della società. «Scelsi l’unica offerta seria insieme a quella di Lotito, e allora gran parte della tifoseria era favorevole», spiega Decaro a La Repubblica, ammettendo però oggi di sentirsi «tradito» come tifoso e come amministratore.

Decaro punta il dito soprattutto contro Aurelio De Laurentiis, accusandolo di aver incrinato definitivamente il rapporto con la città quando definì il Bari una possibile “squadra B” del Napoli. «Quando lo disse, lo mandai pubblicamente a quel paese», racconta l’ex sindaco, convinto che da quel momento sia iniziato il distacco con la tifoseria.

L’ex primo cittadino rivela inoltre di aver tentato negli ultimi due anni di convincere Luigi De Laurentiis a cedere il club, cercando anche investitori alternativi, senza però ottenere risultati concreti. Secondo Decaro, la stagione negativa del Bari è frutto di errori tecnici e di investimenti insufficienti. «Una squadra che non è mai stata davvero una squadra», commenta dopo la deludente annata culminata con la sconfitta sul campo del Südtirol.

Infine, Decaro smentisce le polemiche legate alla presunta proposta del gruppo indonesiano Hartono nel 2018, definendola «una fake news». La documentazione, spiega, arrivò fuori tempo massimo e senza i requisiti richiesti dalla Federcalcio. «Sospendere l’assegnazione del titolo sarebbe stata una scelta folle», conclude, lanciando un ultimo appello alla Filmauro: «Devono vendere subito e mettere fine a questa agonia sportiva».

Bari in C, Leccese stoppa e convoca De Laurentiis: “Portami un progetto serio di vendita per ridare dignità alla città”

“Presidente, qualche giorno fa mi ha scritto per avere conferma della disponibilità dello stadio San Nicola, funzionale alla iscrizione al campionato di calcio entro il termine fissato dalla Lega al prossimo 9 giugno. Prima di firmare questa nota a mio pugno non posso far finta che ieri non sia successo nulla”.

Inizia così la lettera inviata dal sindaco di Bari, Vito Leccese, al presidente della SSC Bari Luigi De Laurentiis all’indomani del pareggio contro la Sudtirol che ha condannato la squadra biancorossa alla retrocessione in Serie C.

“La retrocessione della SSC Bari in Serie C, maturata nella giornata di ieri, rappresenta un evento di straordinaria gravità per la comunità barese – si legge -. Una città che, stagione dopo stagione, ha dimostrato attaccamento, compostezza e rispetto e che non merita tutto questo. Questa mortificazione sportiva anticipa di due anni la scadenza del 1° luglio 2028, data entro la quale le norme federali impongono la fine delle multiproprietà, pena la perdita del titolo sportivo laddove non si provveda alla sua cessione ad altro soggetto”.

“In tale contesto, prima di apporre la mia firma, ho il dovere nei confronti di tutta la comunità, di richiederLe un incontro formale e urgente, al fine di ottenere chiarezza piena sul progetto sportivo, economico e gestionale che la proprietà intende perseguire per il futuro della Società. Come Lei ricorderà bene, nelle scorse settimane ho già avuto modo di rappresentarLe, sia in forma diretta che pubblica, l’aspettativa di questa città affinché venisse intrapreso con decisione un percorso all’altezza delle ambizioni e della passione dei tifosi biancorossi – conclude -. Oggi, alla luce di quanto accaduto, quella richiesta di chiarezza non è più rinviabile. La invito pertanto a incontrarmi con sollecitudine e con un progetto serio e chiaro, orientato alla vendita della società e che sia all’altezza di restituire dignità ad un popolo e ad una città frustrati dalla mancanza di prospettive”. 

Bari, trovano 95 euro sulla spiaggia di Pane e Pomodoro: alunni della ‘Don Orione’ li portano in Comune

Ieri mattina le alunne e gli alunni della classe 4ª B del plesso Don Orione dell’I.C. Japigia 1 – Verga, impegnati insieme alle loro insegnanti in un’attività sulla pace nell’ambito del progetto “Scuola Senza Zaino”, hanno rinvenuto nei pressi della spiaggia di Pane e Pomodoro alcune banconote, per un valore complessivo di 95 euro.

Dopo aver tentato senza successo di individuare il legittimo proprietario, i bambini hanno avviato un confronto su quale fosse la scelta più corretta da compiere, discutendo diverse ipotesi, dalla donazione in beneficenza alla vicina parrocchia di San Sabino all’acquisto di materiale didattico per la scuola.

Guidati dalle insegnanti, hanno quindi approfondito cosa preveda la legge in casi simili, scoprendo che, in base all’articolo 927 del Codice civile, chi trova una “cosa mobile” è tenuto a restituirla al proprietario oppure, se non è possibile rintracciarlo, a consegnarla senza ritardo al sindaco del Comune competente.

Per questo motivo gli alunni hanno deciso di recarsi al Palazzo comunale dell’Economia, sede dell’Ufficio Oggetti smarriti. Ad accoglierli l’assessore al Bilancio Diego De Marzo, che ha voluto ringraziarli personalmente per il grande senso di responsabilità e il forte spirito civico dimostrati.

“Quello compiuto da questa scolaresca è stato un gesto bellissimo – commenta l’assessore Diego De Marzo -, e per me è stato molto emozionante accoglierli a Palazzo dell’Economia per ringraziarli, a nome del sindaco e dell’intera città, e ascoltare dalle loro voci i sogni e le aspirazioni che coltivano per il futuro. Episodi come questo dimostrano quanto sia importante insegnare ai più piccoli il valore della responsabilità personale e collettiva, fondamentale per il benessere di tutta la comunità. Per questo sarebbe opportuno promuovere in maniera sempre più significativa l’educazione civica, che rappresenta un patrimonio prezioso per costruire una società più giusta e più solidale. Un impegno evidentemente svolto in maniera egregia dalle insegnanti di questa scolaresca, cui va il plauso mio personale e dell’amministrazione comunale”.

Bari, schianto auto-moto in via Trisorio Liuzzi: morta 20enne. Assolto l’automobilista: “Colpa del centauro”

La Corte di Appello di Bari ha assolto «perché il fatto non costituisce reato» dal reato di omicidio stradale il 62enne che era alla guida dell’auto che la notte del 5 giugno 2022 si schiantò con una moto a bordo della quale viaggiavano due giovani.

Nell’incidente, avvenuto in via Trisorio Liuzzi a Bari, morì la 20enne Sabrina Sassanelli, passeggera della moto. In primo grado, con rito abbreviato, il 62enne, difeso dall’avvocato Attilio Triggiani, era stato condannato alla pena di un anno e due mesi di reclusione. Il conducente della moto aveva patteggiato la pena.

Nel processo d’appello, la Corte ha disposto una nuova perizia dalla quale è emerso che la responsabilità del sinistro e della morte della ragazza sarebbe esclusivamente addebitabile al motociclista, il quale aveva attraversato l’incrocio stradale a velocità pari a 90 km/h, mentre il limite era di 50 km/h; non si era fermato allo stop e guidava in stato di ebbrezza.

Al contrario, il conducente dell’auto, che aveva la precedenza, viaggiava nel rispetto dei limiti di velocità ma, quando la moto ha impegnato l’incrocio all’improvviso, non aveva spazio sufficiente per fermare il mezzo ed evitare l’impatto.

Bari, sesso con minorenni. La Cassazione ribalta tutto: annullata l’assoluzione della maestra “Zia Martina”

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione nei confronti di Daniela Casulli, la maestra brindisina di 48 anni conosciuta come “zia Martina”, arrestata nel 2021 con le accuse di produzione di materiale pedopornografico e corruzione di minorenne.

La decisione arriva dopo il ricorso presentato dalla Procura generale di Bari contro il verdetto della Corte d’Appello che aveva assolto la donna. In primo grado Casulli era stata invece condannata a sette anni e tre mesi di reclusione e a una multa di 75mila euro.

Secondo l’accusa, la 48enne avrebbe prodotto materiale pedopornografico utilizzando un minore di 18 anni e avrebbe compiuto atti sessuali con un quindicenne alla presenza di altri due minorenni, di 12 e 13 anni. Contestata anche la partecipazione di un dodicenne a una videochiamata di gruppo durante atti di masturbazione.

Dopo l’assoluzione in Appello, la Procura aveva ribadito che il quindicenne filmato durante un rapporto sessuale non avrebbe mai dato il consenso alla registrazione del video. La pubblica accusa ha sempre sostenuto che i minori coinvolti fossero vittime di condotte di natura pedofila. Casulli ha invece sempre respinto le accuse, sostenendo che i rapporti fossero consenzienti e negando di aver prodotto o diffuso video a contenuto sessuale.

Radioterapia oncologica, turni 8-20 dal lunedì al venerdì: 900 prestazioni in tre mesi al Policlinico di Bari

Oltre 900 prestazioni di radioterapia oncologica sono state effettuate al Policlinico di Bari negli ultimi 3 mesi dall’avvio del programma straordinario per l’abbattimento delle liste di attesa avviato dalla Regione Puglia.

Il programma dell’unità operativa di Radioterapia diretta da Michele Piombino ha previsto cinque turni aggiuntivi dal lunedì al venerdì. In questo modo, grazie al lavoro integrato di oncologi radioterapisti, tecnici sanitari di radioterapia, infermieri e fisici sanitari, l’attività è assicurata ogni giorno dalle 8 alle 20.

Nel dettaglio sono state effettuate 720 sedute aggiuntive di radioterapia, 108 prime visite radioterapiche oncologiche, 56 procedure di contornazione e delineazione dei volumi target e 20 Tac simulazioni aggiuntive. Quotidianamente vengono eseguite in media 16 sedute di radioterapia supplementari, due prime visite oncologiche e ulteriori attività di preparazione e pianificazione terapeutica.

“L’obiettivo del programma – spiega il primario – è assicurare ai pazienti oncologici, adulti e pediatrici, l’accesso tempestivo ai trattamenti previsti dai protocolli clinici, rispettando le tempistiche richieste dai percorsi terapeutici assistenziali, in particolare nei casi di trattamenti radio-chemioterapici concomitanti”. “L’attività avviata in radioterapia – dichiara il direttore generale Antonio Sanguedolce – rappresenta un ulteriore tassello del lavoro che il Policlinico di Bari sta portando avanti per migliorare l’accesso alle cure e ridurre i tempi di attesa, soprattutto nei percorsi oncologici dove la tempestività è parte integrante della qualità delle cure.”

Italia e Francia più vicine, da domani il primo volo Volotea da Bari a Lille: doppio collegamento settimanale

Decolla domani dall’aeroporto Karol Wojtyla il primo volo Volotea alla volta di Lille, che inaugura ufficialmente il nuovo collegamento tra Bari e il nord della Francia per la stagione estiva 2026, con due frequenze settimanali, ogni martedì e sabato, e un totale di oltre 14.000 posti in vendita. La nuova rotta consolida ulteriormente il legame tra la Puglia e il mercato francese, da anni tra i più interessati alle destinazioni del Sud Italia.

Grazie al collegamento diretto con Lille – area strategica che serve un bacino ampio e dinamico nel nord della Francia e al confine con il Belgio – diventa ancora più semplice per i viaggiatori d’oltralpe raggiungere il territorio pugliese e scoprirne le eccellenze. Con Lille salgono a tre le destinazioni francesi collegate direttamente da Volotea da Bari, insieme a Bordeaux e Lione, rafforzando ulteriormente l’asse Puglia–Francia all’interno del network della compagnia. A queste si aggiunge anche il collegamento Brindisi-Nantes operativo nel periodo estivo.

“Con l’avvio del collegamento Bari–Lille – ha dichiarato il Presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile – compiamo un ulteriore passo nel rafforzamento dei rapporti tra la Puglia e il mercato francese, da sempre strategico per il nostro territorio per turismo ed economia.  Questa nuova rotta rafforza e amplia le opportunità di connessione con un’area di forte attrattiva turistica per l’industria del turismo pugliese. Con questo volo si rende ancora più semplice e immediato per i francesi, che nello scorso anno sono stati circa 400mila, raggiungere la nostra regione e scoprirne le eccellenze culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche. Questo nuovo volo è la testimonianza del consolidato rapporto tra Aeroporti di Puglia e Volotea, partner affidabile e attento allo sviluppo dei collegamenti territoriali, e rappresenta una fondamentale opportunità per migliorare sempre più l’accessibilità e la crescita dei flussi turistici internazionali verso la Puglia”.

“L’apertura della nuova rotta per Lille consolida il profilo sempre più internazionale della base di Bari – ha commentato Valeria Rebasti, International Market Director di Volotea –. Questo collegamento, realizzato grazie alla preziosa collaborazione con Aeroporti di Puglia, testimonia la volontà condivisa di aumentare le opportunità di collegamento per il territorio pugliese. Se da un lato il nostro portfolio greco rappresenta una leva importante per il turismo outgoing, molto apprezzato dai passeggeri pugliesi, dall’altro le rotte verso la Francia hanno una vocazione fortemente incoming. Con Lille consolidiamo questo equilibrio, contribuendo a generare flussi turistici verso la Puglia e a sostenere l’economia locale”.

Per il 2026 sono 14 le destinazioni operate da Volotea a Bari: 1 in Italia (Olbia), 1 in Croazia (Spalato), 3 in Francia (Bordeaux, Lione e Lille-novità 2026), 8 in Grecia (Atene, Cefalonia, Corfù, Heraklion, Mykonos, Preveza, Santorini e Zante) e 1 in Spagna (Bilbao). Tutti i voli sono disponibili sul sito www.volotea.com e nelle agenzie di viaggio.

Giacomo Olivieri torna a parlare sui social: “Vivo per miracolo. La vita è meravigliosa non sprecatela e sporcatela”

“La mia vicenda è paradossale ma io invito tutti coloro che mi vogliono bene a non demonizzare il lavoro dei magistrati perché nonostante gli errori giudiziari, è grazie a loro che possiamo vivere una vita nella legalità e sicurezza. Io non riesco ancora a credere di essere vivo e di stare bene e se questo miracolo è accaduto lo devo agli Avvocati Castellaneta che non mi hanno mai lasciato solo, lo devo a mio fratello, a mia moglie ed ai miei figli che nonostante le loro enormi sofferenze mi hanno cinturato di emozioni”.

Inizia così il messaggio pubblicato sui social da Giacomo Olivieri, tornato in libertà e ora anche a parlare attraverso le sue pagine social. L’ex consigliere regionale, arrestato a febbraio 2024 nell’ambito della maxi inchiesta Codice Interno, è stato rimesso in libertà 15 mesi dopo.

E poi al Cappellano del carcere di Lanciano, Don Massimo Stornelli che ha asciugato ogni giorno le mie lacrime e mi ha ogni giorno ricordato che Dio ci vuole sorridenti – aggiunge -. Che la vita è un dono prezioso sempre. Che la la vita è meravigliosa”.

“Ed oggi io sono ancora più convinto che la vita è meravigliosa. Vivete questo dono senza sprecarlo e senza sporcarlo”, conclude Olivieri nel suo post.

“Vuoto a rendere”, a Bari scoperto traffico di contrabbando di olio lubrificante: 14 indagati. Rischio danni alle auto

Quindici persone sono indagate dalla Guardia di Finanza di Bari nell’ambito dell’operazione “Vuoto a rendere”, coordinata per contrastare il contrabbando e la contraffazione di oli lubrificanti per motori. Le accuse contestate sono, a vario titolo, quelle di contrabbando e commercializzazione di prodotti contraffatti.

Le indagini delle Fiamme Gialle, condotte tra il 2022 e il 2025, hanno permesso di ricostruire un presunto sistema illecito che avrebbe immesso sul mercato circa 1.300 tonnellate di olio lubrificante di bassa qualità, venduto però come prodotto di fascia alta e associato illegalmente a marchi noti del settore come Castrol e Mobil. Il prodotto era destinato soprattutto a negozi di autoricambi e autofficine.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, l’olio veniva acquistato da un’azienda campana risultata estranea ai fatti. Sui documenti di trasporto compariva come destinazione finale la Bulgaria, ma in realtà il carico sarebbe stato trasferito in un deposito di Altamura, dove era stata allestita una vera e propria catena di confezionamento. Qui l’olio veniva imbottigliato in taniche sulle quali sarebbero stati applicati marchi contraffatti prima della vendita in nero e a prezzi maggiorati.

L’operazione è stata denominata “Vuoto a rendere” perché, secondo gli investigatori, alcuni rivenditori compiacenti restituivano le taniche vuote ai fornitori affinché venissero riutilizzate e riempite nuovamente. Il sistema avrebbe consentito negli anni un’evasione fiscale stimata in circa un milione di euro. Tutte le 15 persone coinvolte sono state segnalate all’Autorità giudiziaria.