Bari, Carabinieri trovano una sorpresa in una palazzina a Japigia: rinvenuta e sequestrata una pistola rubata

Nella mattina dello scorso 16 maggio, i militari del Comando Provinciale di Bari, nel contesto di un mirato servizio di controllo del territorio nel quartiere Japigia, hanno rinvenuto una pistola mod. Walther cal. 7,65, risultata oggetto di furto avvenuto nell’ottobre 2006.

In particolare i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Bari Centro hanno ispezionato le pertinenze condominiali di una palazzina ubicata in via Caldarola, recuperando, all’interno di un tombino interrato, una pistola completa di caricatore. L’arma, risultata oggetto di furto e sequestrata a carico di ignoti, sarà sottoposta agli opportuni rilievi tecnici.

Bari, nuova ordinanza contro i luridi dei rifiuti. Multe 1000 euro, fermo per chi è in auto e stop per i locali: le novità

È stata firmata la nuova ordinanza sindacale sul conferimento dei rifiuti urbani, che entrerà in vigore il prossimo 1° giugno, con l’obiettivo di uniformare e aggiornare le disposizioni comunali in materia di raccolta differenziata e corretto utilizzo dei servizi pubblici per contrastare l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti e garantire una maggiore vivibilità dell’ambiente urbano e una migliore gestione del servizio da parte di Amiu Puglia.

Diverse sono le novità introdotte dal provvedimento che, nel rispetto delle previsioni di legge, affronta le differenti fattispecie legate all’espletamento del servizio sul territorio comunale, dove sono attivi diversi sistemi di raccolta dei rifiuti urbani: raccolta stradale tramite cassonetti, raccolta porta a porta tramite attrezzature consegnate in comodato d’uso alle utenze, servizio di ritiro su chiamata, conferimento presso i centri comunali di raccolta.

“Se troviamo sacchi abbandonati accanto ai cassonetti, rifiuti lasciati fuori orario o intere aree trasformate in discariche improvvisate – commenta il sindaco di Bari Vito Leccese – non siamo davanti a un problema di decoro ma a comportamenti incivili che danneggiano tutta la comunità. Per questo abbiamo scelto una linea dura: mille euro di sanzione per chi abbandona i rifiuti e sospensione dell’attività per le utenze non domestiche recidive. La città non può più tollerare atteggiamenti che mortificano il lavoro di chi rispetta le regole. Allo stesso tempo, però, il Comune farà la propria parte fino in fondo e controllerà con la stessa severità anche il gestore del servizio. Abbiamo deciso di potenziare il porta a porta per le grandi utenze e per le utenze non domestiche, di rafforzare le postazioni Igenio e, parallelamente, avvieremo un monitoraggio straordinario e capillare dei servizi AMIU, partendo da Madonnella e progressivamente estendendolo a tutta la città. Verificheremo puntualmente il rispetto degli standard previsti, la qualità delle prestazioni e la corretta esecuzione dei servizi. Ai cittadini chiediamo responsabilità e rispetto delle regole, ma pretendiamo la stessa puntualità e lo stesso rigore da chi gestisce un servizio essenziale per la città”.

· Le principali novità

L’ordinanza sostituisce le numerose precedenti ordinanze comunali in materia (14!) emanate dal 1999 al 2025, fatta salva la validità delle disposizioni relative ai calendari di conferimento dei servizi porta a porta già attivi sul territorio comunale.

Inoltre, per la prima volta, prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a 1.000 euro (minimo edittale – art 255 comma 1.2 del D.Lgs 152/06) in caso di abbandono o deposito di rifiuti urbani accanto ai contenitori (cassonetti, carrellati) per la raccolta stradale, introducendo altresì, nei casi in cui la violazione sia commessa facendo uso di veicoli a motore, la sanzione amministrativa accessoria del fermo del veicolo per un mese (art.214 del Codice della strada).

Con riferimento alle utenze non domestiche (UND), l’ordinanza introduce / prescrive la sospensione dell’attività per un tempo non inferiore a 5 giorni lavorativi in caso di recidiva* nell’abbandono o nel deposito di rifiuti urbani accanto ai contenitori (cassonetti, carrellati) per la raccolta stradale

Quanto alle UND presenti nei territori serviti dal sistema di raccolta porta a porta, in caso di recidiva delle specifiche violazioni previste, il provvedimento ordina la sospensione dell’attività per 3 giorni lavorativi.

Accanto all’obbligo di dotarsi di cassonetti, bidoncini e/o idonei contenitori/buste per la raccolta differenziata nell’ambito delle rispettive attività, l’ordinanza introduce per la prima volta l’obbligo per gli esercenti di attività commerciali, attività ricettive, B&B, titolari di locazioni turistiche nonché titolari di altre attività con accesso sula pubblica via (p.e. tabaccherie, cc.dd. “centri e/o punti scommesse”, cinema e teatri, alle banche ed Uffici postali periferici) di collocare nelle immediate adiacenze dell’ingresso, appositi contenitori-portacenere.

*L’ordinanza in questione costituisce dettaglio del Documento Strategico del Commercio (DSC) del Comune di Bari, pertanto vi trovano applicazione le sanzioni accessorie previste ai sensi del capitolo 12 del DSC, che per recidiva intende una stessa violazione commessa per due volte in un anno (anche se il responsabile ha proceduto al pagamento della sanzione prevista).

· La struttura del provvedimento

Il provvedimento disciplina in maniera organica obblighi e divieti per utenze domestiche, utenze non domestiche, attività commerciali e operatori mercatali, distinguendo le modalità di conferimento nei territori serviti da raccolta stradale e in quelli interessati dal sistema porta a porta.

La prima parte definisce le disposizioni generali valide su tutto il territorio comunale.

È previsto l’obbligo di conferire al servizio pubblico esclusivamente rifiuti urbani prodotti nel territorio del Comune di Bari e di effettuare correttamente la raccolta differenziata secondo le modalità attive nelle diverse zone della città e le indicazioni fornite dal Comune e da AMIU Puglia.

L’ordinanza disciplina inoltre il corretto conferimento delle diverse frazioni merceologiche, compresi i rifiuti di piccolissime dimensioni e i prodotti da fumo, e vieta il conferimento di rifiuti speciali, l’utilizzo di sacchi non trasparenti, l’abbandono dei rifiuti su suolo pubblico e il deposito accanto ai contenitori.

Specifiche disposizioni riguardano le utenze non domestiche che hanno optato per l’uscita dal servizio pubblico, il divieto di conferimento di rifiuti provenienti da altri Comuni e gli obblighi a carico di attività commerciali, strutture ricettive, pubblici esercizi e locazioni turistiche in materia di dotazione di contenitori per la raccolta differenziata e installazione di portacenere esterni.

La seconda parte regola le modalità di conferimento dei rifiuti nelle aree servite dal sistema di raccolta stradale.

Per le utenze domestiche vengono individuate le modalità di utilizzo dei cassonetti e dei contenitori dedicati alle diverse frazioni di rifiuto — vetro, plastica e metalli, organico, carta e cartone, indifferenziato e altre raccolte specifiche — nonché le procedure per il conferimento presso i centri di raccolta e per il ritiro su prenotazione di ingombranti, RAEE, sfalci e potature.

Per le utenze non domestiche vengono disciplinati il conferimento delle frazioni urbane ammesse al servizio pubblico, le modalità di esposizione e custodia delle attrezzature ricevute in comodato d’uso e gli obblighi connessi alle eventuali opzioni di uscita parziale dal servizio pubblico.

La sezione definisce inoltre gli orari di conferimento dell’indifferenziato, le eventuali deroghe autorizzabili e i principali divieti relativi all’uso improprio dei cassonetti, all’abbandono di rifiuti e all’intralcio delle operazioni di raccolta.

La terza parte disciplina il sistema di raccolta porta a porta per utenze domestiche e non domestiche.

L’ordinanza stabilisce l’obbligo di utilizzare esclusivamente i contenitori e i sacchi forniti da Amiu Puglia, nel rispetto dei calendari e degli orari di esposizione previsti dai successivi provvedimenti attuativi.

Per le utenze domestiche sono disciplinati l’utilizzo dei kit individuali e dei carrellati condominiali, le modalità di esposizione e ritiro dei contenitori e il conferimento delle diverse frazioni di rifiuto, compresi i tessili sanitari per le utenze autorizzate.

Per le utenze non domestiche vengono regolati l’utilizzo dei carrellati dedicati, l’esposizione del cartone commerciale, la gestione delle attrezzature ricevute e il conferimento delle ulteriori frazioni presso centri di raccolta o servizi dedicati.

Sono indicate, inoltre, le disposizioni relative ai controlli di conformità dei conferimenti da parte di Amiu Puglia, alle segnalazioni delle irregolarità e ai divieti di utilizzo improprio dei contenitori o di abbandono delle attrezzature sul suolo pubblico.

La quarta parte riguarda gli operatori commerciali dei mercati coperti, del Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso e dei mercati settimanali su area pubblica.

L’ordinanza definisce le modalità di conferimento dei rifiuti urbani prodotti dalle attività mercatali, l’utilizzo delle attrezzature per la raccolta differenziata e gli obblighi di mantenimento del decoro e della pulizia delle aree di vendita e delle relative adiacenze.

Disciplina inoltre i divieti relativi all’abbandono incontrollato dei rifiuti, all’utilizzo improprio dei contenitori, al deposito fuori dalle aree consentite e al conferimento di materiali non ammessi.

Il dispositivo finale definisce il quadro sanzionatorio applicabile alle diverse fattispecie di violazioni, prevedendo sanzioni amministrative graduate in relazione alla tipologia dell’illecito.

Tra le violazioni specificamente disciplinate figurano il mancato rispetto degli orari di conferimento, l’abbandono di rifiuti accanto ai cassonetti, il trascinamento dei sacchi su suolo pubblico, il conferimento improprio di rifiuti, il mancato utilizzo dei portacenere esterni e la rimozione o manomissione dei cassonetti.

Restano inoltre ferme le ulteriori responsabilità e sanzioni previste dalla normativa nazionale e regionale in materia ambientale, comprese quelle relative all’abbandono illecito dei rifiuti, ai mozziconi di sigaretta, ai rifiuti di piccolissime dimensioni e alle deiezioni canine.

L’ordinanza prevede anche sanzioni accessorie, comprese sospensioni temporanee dell’attività in caso di recidiva per alcune violazioni commesse da utenze non domestiche e operatori commerciali.

Bari, blitz della Polizia penitenziaria e delle unità cinofili in carcere: sequestrati 11 smartphone e droga

Blitz della Polizia penitenziaria nel carcere di Bari, dove nel pomeriggio del 21 maggio è stata eseguita una perquisizione straordinaria finalizzata al contrasto dell’introduzione e della detenzione di materiale illecito all’interno della struttura.

Durante i controlli, condotti anche con il supporto delle unità cinofile, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato 11 telefoni cellulari tra microcellulari e smartphone, completi di Sim e caricabatterie, oltre a sostanza stupefacente. Nel dettaglio, sono stati trovati due microcellulari e nove smartphone abilmente nascosti nei reparti dell’istituto penitenziario.

L’operazione conferma l’importanza delle attività straordinarie di prevenzione e repressione messe in campo dalla Polizia penitenziaria per garantire ordine, sicurezza e legalità all’interno delle carceri.

Determinante anche il contributo delle unità cinofile, che hanno reso ancora più efficaci le attività di controllo e bonifica dei reparti interessati.

Guerra di clan per lo spaccio al Libertà, padre e figlio uccisi: due assolti e tre condanne in Appello

La Corte di Assise di Appello di Bari ha assolto «per non aver commesso il fatto» due imputati e ha confermato la condanna di altri tre al termine del processo d’appello bis nei confronti dei cinque affiliati al clan Strisciuglio di Bari, imputati a vario titolo per il duplice omicidio mafioso di Luigi e Antonio Luisi, padre e figlio, uccisi nell’ambito di una guerra tra clan per il controllo dello spaccio di droga nel quartiere Libertà.

Il 30 aprile 2015 fu ucciso in un agguato il figlio Antonio e ferito il padre, vero obiettivo dei killer. Il figlio, estraneo ai contesti criminali, fu ucciso per errore perché si frappose tra i sicari e il padre per salvarlo. Il 31 ottobre 2016 il clan portò a termine l’obiettivo, tornando a colpire Luigi Luisi, che morì in ospedale il 14 novembre dopo due settimane in coma.

I giudici, dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione, hanno assolto Vito Valentino, ritenuto uno dei mandanti per primo agguato, e Maurizio Sardella, ritenuto il basista del secondo agguato (entrambi condannati nei precedenti gradi di giudizio a 20 anni di reclusione), difesi dagli avvocati Nicola Quaranta, Bruno Vigilanti e Dario Vannetiello. La Corte ha invece confermato le condanne a vent’anni di reclusione per Alessandro Ruta, Christian Cucumazzo e Antonio Monno, mandante ed esecutori materiali del primo omicidio.

Secondo la Dda di Bari il clan Strisciuglio, con l’obiettivo di acquisire il monopolio nella gestione del traffico degli stupefacenti sul quartiere Libertà, avrebbe messo in atto una «imposizione mafiosa» sul clan Diomede, il cui referente era appunto Luigi Luisi e che per queste ragioni «doveva essere necessariamente eliminato». Inoltre Luisi si sarebbe rifiutato di continuare a rifornire di stupefacenti i rivali Strisciuglio e di pagare 200mila euro chiesti per continuare la sua attività di trafficante di droga.

Per i due agguati sono già definitive le condanne di Domenico Remini, pianificatore di entrambi i delitti (20 anni di reclusione); Donato Sardella, figlio di Maurizio, e Gaetano Remini, fratello di Domenico, che confessarono di essere gli esecutori materiali dell’assassinio di Luigi Luisi (condannati rispettivamente a 18 e 16 anni).

Processo Codice Interno: Giacomo Olivieri torna libero e fa appello contro la condanna a 9 anni

L’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri ha presentato appello contro la condanna a 9 anni di reclusione inflitta in primo grado dal gup di Bari Giuseppe De Salvatore nell’ambito della maxinchiesta “Codice Interno”. L’udienza davanti alla Corte d’Appello non è stata ancora fissata.

Olivieri, arrestato nel febbraio 2024 e rimesso in libertà dopo 15 mesi, era stato giudicato con rito abbreviato per accuse di voto di scambio politico-mafioso ed estorsione. Secondo l’inchiesta della Dda di Bari, coordinata dai pm antimafia Fabio Buquicchio e Marco D’Agostino, l’ex consigliere avrebbe avuto un ruolo nei rapporti tra politica e criminalità organizzata durante le elezioni comunali di Bari del 2019.

La Procura aveva chiesto una condanna a 10 anni. Nel processo il giudice ha pronunciato anche altre 103 condanne, riconoscendo l’esistenza di un presunto sistema politico-affaristico emerso dall’indagine.

Bari, la piccola Zaraj morta a 12 anni in sala operatoria. Assolto l’ex primario del Pediatrico: disposta nuova perizia

La Corte d’Appello di Bari ha disposto una nuova perizia sulla morte di Zaraj Tatiana Coratella Gadaleta, la 12enne di origini colombiane deceduta il 19 settembre 2017 all’ospedale pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari dopo un intervento per la riduzione di una frattura al femore. La bambina morì a causa di una ipertermia maligna.

La decisione è stata presa nella prima udienza del processo d’appello che vede imputato per omicidio colposo il primario di Anestesia e Rianimazione, Leonardo Milella, assolto in primo grado con la formula “per non aver commesso il fatto”.

Nonostante il reato sia ormai prescritto, i giudici hanno accolto la richiesta dei familiari della 12enne, assistiti dall’avvocato Michele Laforgia, disponendo una nuova consulenza tecnica per chiarire se il farmaco salvavita sia stato somministrato in tempo utile.

L’incarico sarà affidato il prossimo 6 luglio ai medici Pietrantonio Ricci e Federico Longhini, rispettivamente medico legale e anestesista dell’Università di Catanzaro. La nuova perizia servirà ad accertare eventuali responsabilità ai soli fini civili.

Secondo l’accusa, sostenuta dalla pm Bruna Manganelli, il primario avrebbe erroneamente diagnosticato una tromboembolia polmonare, ritardando di circa tre ore la somministrazione del farmaco che avrebbe potuto salvare la vita della bambina. Nella vicenda era coinvolto anche l’anestesista Vito De Renzo, che seguì la 12enne prima dell’arrivo di Milella e che ha patteggiato una pena di un anno e otto mesi.

Bari, 11 furti con ‘spaccata’ in un solo mese: arrestato 28enne. Incastrato dalle telecamere

Avrebbe commesso undici furti con ‘spaccata’ nell’arco di un mese ai danni di esercizi commerciali del centro di Bari. Ad un uomo di 28 anni, della provincia di Bari, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio e già detenuto, è stato notificato dalla Polizia un nuovo provvedimento di arresto perché ritenuto l’autore di numerosi furti ai danni di attività commerciali della città, messi a segno rompendo le vetrine.

Secondo quanto accertato dalle indagini dei poliziotti, che si sono avvalse dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza, il 28enne nel solo mese di gennaio avrebbe compiuto undici spaccate, alcune nell’arco della stessa nottata.

Il suo modo di agire sarebbe stato identico per ogni colpo: dopo aver sfondato la vetrina del negozio, sarebbe entrato per rubare i soldi contenuti nel registratore di cassa per poi fuggire. L’uomo, al momento dell’esecuzione della misura cautelare, risultava già detenuto perché arrestato dalla polizia per un altro episodio di furto all’interno di un esercizio commerciale.

Intercettazioni processo Codice interno, Vito Lorusso a Massimo Parisi: “Grazie per il sostegno a mia figlia”

Nuove intercettazioni al centro del processo nato dall’inchiesta “Codice interno”, con cui la Dda di Bari ha ricostruito presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria nel capoluogo pugliese. In aula sono state lette alcune conversazioni che coinvolgerebbero il medico oncologo Vito Lorusso, imputato insieme alla figlia Maria Carmen Lorusso per scambio elettorale politico-mafioso in relazione alle elezioni comunali del 2019.

Tra le telefonate acquisite agli atti, una conversazione tra Lorusso e Massimo Parisi, fratello del boss “Savinuccio” del quartiere Japigia, nella quale il medico ringrazia per il sostegno elettorale ricevuto dalla figlia, poi eletta consigliera comunale.

Secondo l’accusa, l’elezione di Maria Carmen Lorusso sarebbe stata favorita dai voti procurati da tre clan baresi attraverso il marito, l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, già condannato a 9 anni con rito abbreviato. Gli inquirenti ritengono che un ruolo sarebbe stato svolto anche da Vito Lorusso, medico curante di un nipote di Parisi.

Nel corso dell’udienza, l’ispettore della Squadra Mobile Salvatore Attimonelli ha letto diverse intercettazioni attribuite a Olivieri, nelle quali si farebbe riferimento alla necessità di ottenere centinaia di voti nel quartiere Japigia e al coinvolgimento di famiglie legate ai clan. I

n un’altra conversazione, Tommaso Lovreglio, nipote del boss Parisi e già condannato in abbreviato, avrebbe ribadito il sostegno alla candidatura di Maria Carmen Lorusso. Il processo, che vede imputate 15 persone, proseguirà il prossimo 3 giugno con il completamento dell’esame del teste investigativo.

Bari, nuovo sistema di videosorveglianza per l’abbandono dei rifiuti: nei primi 8 mesi beccati 3mila luridi

La ripartizione Tutela Igiene e Ambiente e la Polizia locale rendono noto il report dei primi otto mesi di attività del nuovo sistema di videosorveglianza di ultima generazione, caratterizzato da specifici algoritmi di rilevazione per l’abbandono dei rifiuti su aree pubbliche e dedicato al contrasto agli errati conferimenti in ambito comunale. Si tratta di una tecnologia capace di fornire immagini ad alta risoluzione, 24 ore al giorno e con visione notturna, trattate nel rispetto del GDPR, che costituiscono un valido strumento per l’avvio della fase di accertamento da parte degli organi di polizia, propedeutico alla contestazione della violazione amministrativa o penale.

Il nuovo sistema del tipo “Multivideo Trappola”, costituito da 11 postazioni di videosorveglianza mobile ricollocabile, è attivo dallo scorso agosto. Dopo il primo mese di sperimentazione, dal 1° settembre 2025 al 30 aprile 2026 sono state installate le postazioni a presidio di 16 siti, su cui sono state distribuite circa 60 telecamere. Nel complesso, sono stati rilevati più di 2.800 conferimenti illeciti di rifiuti: nel dettaglio, 1.803 sono stati gli abbandoni a mano e 838 gli episodi in cui sono state individuate le targhe dei mezzi usati per lo smaltimento non corretto.

In media, ogni mese sono stati registrati dal sistema circa 350 abbandoni (12 al giorno). Statisticamente la fascia oraria con il picco massimo di abbandoni è quella compresa tra le ore 18 e le 19, con dati significativi nelle ore 17, 20 e 21. Per quanto riguarda i giorni della settimana con maggiori infrazioni, i numeri più alti si registrano la domenica.

“L’abbandono selvaggio dei rifiuti in alcune zone del territorio cittadino è una piaga che vogliamo eliminare – commenta il sindaco Vito Leccese -. Se talvolta esistono criticità che riguardano il servizio, e per le quali cerchiamo quotidianamente di trovare soluzioni, molto più spesso i problemi sono causati da comportamenti scellerati di persone completamente noncuranti dei danni che producono all’ambiente e alla collettività. Questo, però, il cittadino che vede cumuli di rifiuti abbandonati nelle campagne non lo sa. E chiede risposte in termini di contrasto a certe condotte deprecabili. Per questo il nostro impegno è massimo e stiamo mettendo in campo una strategia articolata di contrasto al fenomeno, che sta iniziando a produrre i primi risultati. I numeri registrati nei primi otto mesi di attività confermano quanto l’abbandono illecito dei rifiuti sia ancora diffuso e quanto sia necessario continuare a investire in strumenti innovativi di controllo e prevenzione. Il nuovo apparato tecnologico adottato per individuare e sanzionare gli incivili rientra nella più ampia strategia portata avanti dall’amministrazione comunale per la tutela dell’ambiente e del decoro urbano, temi centrali per la qualità della vita dei cittadini e per il futuro della nostra comunità”.

IL NUOVO SISTEMA “MULTIVIDEO TRAPPOLA”

Il sistema di videosorveglianza mobile ricollocabile “Multivideo Trappola” è dotato di 3 o 4 telecamere per postazione, complete di accessori, da posizionare su siti individuati dalla ripartizione Ambiente, in sinergia con la Polizia locale e l’Amiu, in base alle maggiori criticità riscontrate e segnalate.

Le postazioni, capaci di fornire immagini ad alta risoluzione e con visione notturna, presidieranno in modo itinerante l’intera città fino al prossimo mese di agosto, in modo da avere un angolo visuale incrociato (attraverso l’uso di più pali per il sostegno delle telecamere) e un sistema di registrazione in loco.

Le telecamere hanno caratteristiche tali da poter riprendere gli eventi illeciti di giorno e di notte, con elevata qualità grafica, illuminatore infrarosso o tecnologia di visione notturna a colori, messa a fuoco automatica, ottica varifocale (con zoom motorizzato) e resistenza all’acqua. Il sistema prevede l’aggiornamento automatico dell’orario, in modo che data e ora siano sempre corrette, e la registrazione in continuo, 24 ore al giorno, utile in caso di richiesta urgente di filmati di qualsiasi durata, anche a favore della sicurezza dei cittadini. L’algoritmo di rilevamento del movimento, basato sulle capacità di analisi della telecamera, ovvero esteso all’intero fotogramma, è superiore ai normali sensori di movimento delle vecchie fototrappole. Gli apparati sono progettati per garantire resistenza alle alte e basse temperature (-40/+75°C) e supporto alle reti private virtuali.

Il sistema utilizza algoritmi di rilevazione dell’abbandono, che vengono impostati e costantemente verificati da personale specializzato, al fine di garantire efficienza e correttezza dei dati. Il servizio MultiVideo Trappola rileva l’abbandono dei rifiuti e produce vari filmati, oltre alla foto della targa, che includono l’arrivo del veicolo (o della persona a piedi o in bicicletta) utilizzato per il trasporto del rifiuto, l’abbandono dello stesso e la ripartenza del mezzo. Questo “pacchetto” viene poi inviato, in formato criptato, alla Polizia locale, che può anche estrarre in autonomia singoli fotogrammi stampabili. I video ad alta risoluzione permettono di individuare, in modo inequivocabile, l’abbandono irregolare da molteplici punti di vista, superando così i limiti ordinari delle normali fototrappole (con un unico punto di vista).

I luoghi che rientrano nel campo visivo delle telecamere sono perimetrati con la prevista segnaletica (informativa minima), come previsto dalla normativa sulla privacy. Il sistema di videosorveglianza, infatti, rispetta pienamente il decreto legislativo 196/2003 e il Regolamento Europeo UE 2016/679 (GDPR) durante la rilevazione e la ripresa video, la registrazione, la conservazione temporanea a bordo telecamera, su altri supporti informatici o in cloud, nonché durante tutte le fasi della consegna (criptata) di tali dati alla Polizia locale.

Bari, scoperta choc durante la passeggiata con il cane: teschio trovato a Parco Maugeri

Momenti di shock oggi a Parco Maugeri, a Bari, dove una donna che stava passeggiando con il proprio cane ha rinvenuto un teschio tra la vegetazione dell’area verde.

L’allarme è stato immediatamente lanciato alle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia scientifica, che hanno avviato i rilievi per cercare di chiarire la natura del ritrovamento e risalire all’identità dei resti.

L’area è stata transennata e l’ingresso al parco è stato temporaneamente chiuso per consentire le operazioni investigative in totale sicurezza. Presente anche il magistrato di turno, che segue gli accertamenti coordinando le attività degli investigatori.