Bari, doppio intervento al Di Venere su 86enne ‘inoperabile’: riparata valvola mitrale e azzerato rischio ictus

Intervento innovativo all’Ospedale Di Venere, dove un’équipe di cardiologi ed emodinamisti ha eseguito con successo una procedura mini-invasiva ad alta complessità su un paziente di 86 anni affetto da grave insufficienza mitralica, fibrillazione atriale e numerose patologie concomitanti.

In un’unica seduta percutanea, senza ricorrere alla chirurgia tradizionale, i medici hanno prima corretto la valvola mitrale con l’impianto di una clip e successivamente chiuso l’auricola sinistra con un dispositivo di occlusione, riducendo così il rischio di ictus legato alla formazione di trombi.

L’uomo, considerato troppo fragile per un intervento cardiochirurgico e non idoneo alla terapia anticoagulante, ha potuto beneficiare di una soluzione terapeutica innovativa che consente minori rischi operatori, tempi di degenza ridotti e un recupero più rapido.

La procedura è stata eseguita nella sala di Emodinamica dal dottor Francesco Cassano, coordinato dal responsabile della UOS di Emodinamica Maurizio Turturo, con il supporto di un’équipe multidisciplinare della UOC di Cardiologia diretta dal dottor Massimo Vincenzo Bonfantino.

Secondo i medici, il trattamento rappresenta un’importante opportunità per i pazienti anziani e fragili ad alto rischio emorragico, impossibilitati ad assumere anticoagulanti o ad affrontare interventi chirurgici tradizionali.

Pediatrico Bari, sedazione digitale per le cure dei pazienti autistici: utilizzati visori di realtà virtuale e ipnosi clinica

Un giovane adulto affetto da disturbo dello spettro autistico, che non era riuscito a completare gli esami preoperatori necessari per sottoporsi a procedure odontoiatriche e gastroenterologiche, ha effettuato con successo il prelievo ematico e l’elettrocardiogramma grazie a un percorso personalizzato di sedazione digitale e farmacologica integrata.

L’intervento è stato realizzato all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, in un ambiente protetto e adattato alle esigenze del paziente. Per realizzarlo sono stati utilizzati visori di realtà virtuale con programmi personalizzabili di ipnosi clinica, tecniche di desensibilizzazione graduale e il coinvolgimento diretto della famiglia per ridurre ansia e stress procedurale.

Prima della procedura, il ragazzo ha potuto muoversi liberamente, accompagnato dal padre, in uno spazio adattato alle sue esigenze sensoriali e relazionali. Successivamente è stata somministrata una premedicazione farmacologica lieve per bocca associata all’utilizzo di un visore di realtà virtuale con il programma selezionato in base ai gusti del paziente, impiegato per creare una condizione di ‘bolla sensoriale’, rilassamento e distrazione dell’attenzione verso gli stimoli ansiogeni della procedura invasiva, come aghi e strumenti sanitari. Attraverso il visore, il paziente ha potuto immergersi in un ambiente naturale da lui scelto, accompagnato da suoni rilassanti e stimolazioni audiovisive studiate per favorire calma e contenimento emotivo.

L’esperienza si inserisce nel percorso di implementazione nell’azienda ospedaliero universitaria barese del modello Dama – Assistenza medica avanzata per persone con disabilità – già attivo in diverse realtà italiane, con l’obiettivo di costruire percorsi sanitari dedicati per bambini e adulti con disabilità. “Il modello – spiega il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce – rappresenta un’evoluzione concreta dell’umanizzazione delle cure ed è questo il modello che vogliamo progressivamente sviluppare nei percorsi assistenziali”.

Pugno a un bimbo, calcio ad una donna incinta e spari con il kalashnikov. Raid mafioso a Bari: 3 condanne definitive

La Polizia di Stato ha eseguito tre ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Bari – Ufficio Esecuzioni Penali, nei confronti di altrettanti soggetti, condannati, in via definitiva, a vario titolo, per i reati di tentato sequestro di persona, lesioni personali, tentato omicidio, detenzione e porto illegali di armi da fuoco, ricettazione e induzione a non rendere dichiarazioni o a renderle false, all’Autorità Giudiziaria: tutti aggravati dalla mafiosità.

Le condanne in questione chiudono l’iter processuale di una complessa indagine svolta dalla Squadra Mobile sotto il coordinamento della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di diversi soggetti che aveva portato, nel mese di dicembre del 2021, all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di nove soggetti. In particolare, l’indagine era stata avviata a seguito di una spedizione punitiva, avvenuta nel mese di giugno del 2019 nel quartiere Palese Macchie, nei confronti di un soggetto colpevole di aver spacciato sostanza stupefacente nel loro territorio senza una preventiva autorizzazione.

Dalla ricostruzione dei fatti effettuata dagli investigatori era emerso che, dopo una prima aggressione fisica, il raid sarebbe sfociato in un sequestro di persona; tuttavia, tale proposito veniva ostacolato dall’intervento della compagna dell’uomo, all’ottavo mese di gravidanza, e del figlio della donna, di soli sei anni. In quella circostanza gli aggressori, obbligati a desistere, comunque non esitarono a colpire il bambino con un pugno violento al volto e la madre con un calcio.
Dopodiché, passata circa un’ora, un commando composto da soggetti armati di pistole e kalashnikov, in alternativa al mancato rapimento, esplose numerosi colpi di arma da fuoco, ad altezza d’uomo, nella casa ove si riteneva che l’uomo si fosse rifugiato. I proiettili esplosi, almeno ventitré, non colpirono fortunatamente nessuno perché il loro bersaglio e i suoi parenti ebbero la prontezza di sdraiarsi a terra.

Nei giorni scorsi, la Squadra Mobile ha eseguito i tre provvedimenti definitivi nei confronti dei condannati, due dei quali erano già detenuti per altra causa mentre il terzo veniva rintracciato ed associato nella Casa Circondariale di Bari. Nei confronti di uno dei due soggetti detenuti veniva data, altresì, esecuzione anche ad altre sentenze definitive di condanna per i reati di estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale e lesioni.

Segrega la compagna in una casa isolata in campagna e la violenta davanti alla figlia: arrestato 27enne di Bari

Un 27enne originario di Bari è stato arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale nei confronti della compagna. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura ed eseguita dai carabinieri della stazione di Trinitapoli.

Le indagini, avviate dopo la denuncia della donna, avrebbero fatto emergere un grave quadro di vessazioni, controllo ossessivo e isolamento. Secondo gli investigatori, l’uomo, spinto da una gelosia morbosa, avrebbe installato un dispositivo gps sull’auto della compagna per monitorarne gli spostamenti, sottoponendola a continui controlli telefonici. La vittima sarebbe stata inoltre costretta a vivere in una casa isolata in campagna, priva di mezzi di trasporto.

Gli accertamenti avrebbero documentato anche episodi di violenza sessuale consumati in luoghi isolati, persino in presenza della figlia minore della coppia. Contestualmente, il 27enne avrebbe dissipato ingenti somme di denaro nel gioco d’azzardo, utilizzando anche beni appartenenti al patrimonio familiare.

Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche presunti rituali superstiziosi ai quali l’indagato si sarebbe affidato per tentare di superare la dipendenza dal gioco. Secondo quanto ricostruito, il giovane avrebbe seguito le indicazioni di un “santone”, compiendo riti con fotografie di famiglia infilzate da spilli e indumenti cosparsi di cera accompagnati da frasi dal contenuto macabro.

Flotilla per Gaza intercettata da Israele, c’è anche la barese Simona Losito. Leccese: “C’è apprensione”

C’è anche una giornalista barese tra i 29 attivisti italiani fermati dall’esercito israeliano dopo l’intercettazione delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla dirette verso Gaza. Si tratta di Simona Losito, 29 anni, freelance, già impegnata in una precedente missione via mare lo scorso 30 aprile a bordo della nave Alcyone, riuscita allora a evitare l’abbordaggio. Questa volta, invece, l’imbarcazione Sirius è stata bloccata.

La vicenda ha mobilitato Bari, dove nel pomeriggio si è svolto un presidio davanti alla prefettura organizzato dalla sezione pugliese della Flotilla per chiedere la liberazione degli attivisti fermati. Gli organizzatori hanno denunciato precedenti sequestri di volontari e chiesto un intervento della comunità internazionale.

Sulla situazione è intervenuto anche il sindaco di Bari Vito Leccese, che ha espresso vicinanza alla famiglia della giovane giornalista e sollecitato il rispetto delle tutele istituzionali e consolari per tutti i fermati, auspicando “il prevalere del diritto umanitario e della pace”.

Parallelamente alla missione via mare, prosegue anche la Global Sumud Convoy, carovana umanitaria diretta al valico di Rafah tra Egitto e Gaza. Nel convoglio, fermo nei pressi di Sirte in Libia in attesa di un corridoio sicuro, ci sono anche due pugliesi: Sara Suriano, docente 33enne di Andria, e Domenico Centrone, professore universitario di Molfetta. Il gruppo trasporta medicinali, case mobili e aiuti umanitari destinati alla popolazione civile di Gaza.

Bari, 5mila bambini vivono nelle aree più fragili della città Metropolitana: il report di Save The Children

Sono poco più di 5mila i minori nella città Metropolitana di Bari che vivono in un’area di disagio socioeconomico urbana. Si tratta dell’11,1% del totale dei residenti per la fascia d’età 0-17 anni.

Il dato emerge dalla ricerca ‘I luoghi che contano’ pubblicata oggi da Save the Children, l’organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Per il capoluogo pugliese l’Istat ha individuato 10 aree vulnerabili più esposte al rischio di povertà e alla dispersione scolastica. In queste aree, come emerge dal report, il 39,3% delle famiglie vive in povertà relativa (+16,1 punti percentuali rispetto alla media del resto del capoluogo pari al 23,2%).

Un/a studente delle scuole secondarie di primo e secondo grado su 7 (il 14,2%) ha abbandonato la scuola o ripetuto l’anno scolastico, una percentuale più che doppia rispetto al 5,8% della media dell’intera area metropolitana; il 19,7% di chi frequenta l’ultimo anno delle medie è a rischio dispersione implicita (ben 9 punti percentuali in più della media del comune del 10,6%); più di un 15-29enne su 3 (34,4%) non studia e non lavora, rispetto al 21,6% della media del comune (quasi 13 punti percentuali in più). Per quanto riguarda l’accesso alle mense scolastiche, a Bari ne beneficia solo il 27,7% degli alunni della scuola primaria nelle aree vulnerabili, un dato leggermente superiore al 24,7% della media cittadina.

Bari, concessione scaduta ai De Laurentiis: presentata una sola offerta per la gestione del San Nicola

Il Comune di Bari ha ammesso l’unica offerta presentata per la gestione dello stadio Stadio San Nicola, l’impianto progettato dall’architetto Renzo Piano e inaugurato nel 1990. Scaduti i termini del bando per l’affidamento in concessione della struttura, dalla ripartizione Culture e Sport è stata annunciata anche la nomina della commissione incaricata di valutare la proposta ricevuta.

A presiedere la commissione sarà Pompeo Colacicco, direttore della ripartizione Governo e sviluppo strategico del territorio. Componenti saranno Marisa Lupelli, direttrice della ripartizione Programmazione, innovazione e comunicazione, e Pietro Lucianatelli, dirigente della ripartizione Servizi finanziari. Michele Patrono svolgerà invece le funzioni di segretario.

La famiglia De Laurentiis ha finora usufruito della concessione gratuita dello stadio, in virtù di un accordo stipulato durante l’amministrazione dell’ex sindaco Antonio Decaro, in scadenza alla fine del mese. Il nuovo bando, del valore complessivo di 8,1 milioni di euro, punta così ad evitare ulteriori proroghe.

Il disciplinare prevede un canone annuale variabile in base alla categoria della squadra: 633mila euro in caso di Serie A, 110mila euro per la Serie B e 60mila euro per la Serie C. Previsto inoltre il versamento di circa 60mila euro per ogni concerto organizzato all’interno dell’impianto.

Tra gli obblighi del futuro concessionario figurano la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura e delle aree verdi, il rispetto delle norme di sicurezza, antincendio e prevenzione infortuni. Il gestore dovrà inoltre garantire gratuitamente al Comune la disponibilità dello stadio per cinque giornate all’anno dedicate a eventi sportivi o culturali.

Bari, nuovo blitz antimafia all’alba: 13 misure cautelari per estorsione, droga e armi

Dalle prime ore di questa mattina, personale del Comando Provinciale Carabinieri di Bari sta eseguendo un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di tredici persone, emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, per i reati, a vario titolo, di “associazione per delinquere finalizzata allo cessione di sostanze stupefacenti” di “detenzione di arma comune da sparo” e di “estorsione in concorso”.

Bari, foto intime e lettere anonime all’ex compagna: arrestato 53enne per stalking. Ai domiciliari con braccialetto

La Polizia Postale di Bari ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico – emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura – nei confronti di un 53 enne campano, gravemente indiziato del delitto di stalking e diffusione illecita di immagini intime (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa).

L’attività è nata dalla denuncia della donna, sporta presso gli uffici del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Bari, per aver ricevuto lettere anonime, sia a casa che sul lavoro, contenenti foto intime scattate a sua insaputa e accompagnate da frasi offensive. Le stesse immagini sarebbero state poi diffuse anche sui social, inviate a conoscenti tramite profili falsi.

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari e rese difficili dall’uso di account anonimi, hanno permesso di edificare un rilevante ed univoco quadro indiziario a carico dell’ex compagno della donna, che non avrebbe accettato la fine della relazione, per il quale l’Autorità Giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

L’operazione conferma il continuo impegno della Polizia Postale, in sinergia con gli Uffici giudiziari della Procura della Repubblica, nel contrasto ai reati di stalking e revenge porn, evidenziando il dilagare del fenomeno e rimarcando l’importanza di denunciare tempestivamente.

Morte Christian Di Gioia a Bari, minacce social al carabiniere dopo incidente: in 16 a rischio processo

Sedici persone rischiano il processo per aver condiviso e commentato su Facebook post contenenti minacce e offese nei confronti di un carabiniere in servizio a Bari, ritenuto responsabile dell’incidente stradale in cui, nel giugno 2023, perse la vita il 27enne Christian Di Gioia, conosciuto nel quartiere Japigia come “Big”. Gli imputati compariranno il prossimo 22 settembre davanti al giudice monocratico.

Dopo la morte del giovane, divennero virali sui social alcuni post pubblicati dalla madre della vittima, Annamaria Marino, che accusava il militare di aver causato l’incidente. In molti condivisero anche una foto modificata del carabiniere accompagnata da pesanti insulti e accuse.

Le indagini della Procura di Bari, però, esclusero il coinvolgimento dei militari, accertando che Di Gioia perse autonomamente il controllo del mezzo, morendo nell’impatto con l’asfalto.

Nei giorni successivi alla tragedia, la città fu attraversata da un corteo funebre di moto con il feretro del 27enne, che fece tappa anche davanti all’abitazione di un boss del quartiere Japigia e sotto il carcere prima di raggiungere il cimitero. Per quei fatti dieci persone sono state processate con rito abbreviato per blocco stradale: cinque condannate a 2 anni e 8 mesi, quattro a un anno e 8 mesi, mentre un’unica imputata è stata assolta.