Ultimo da record, si raddoppia a Bari: aggiunta seconda data al San Nicola per il tour del 2027

Il successo di Ultimo non si ferma. Dopo il boom di vendite per il tour negli stadi del 2027, con oltre 300mila biglietti acquistati in tutta Italia nei primi 30 minuti, il cantautore ha annunciato il raddoppio di diverse date, tra cui quella di Bari.

Accanto al concerto già in programma il 6 luglio 2027, ormai vicino al sold out, è stato aggiunto un secondo appuntamento allo stadio San Nicola il 7 luglio. I biglietti per la nuova data sono già disponibili.

Tiziano Ferro in concerto a Bari, Serena Brancale ospite speciale al San Nicola: il duetto infiamma il pubblico

Una serata di grande musica e forti emozioni allo stadio San Nicola, dove Tiziano Ferro ha fatto tappa questa sera con il suo tour “Stadi 26”. A sorpresa l’ingresso sul palco della cantante barese Serena Brancale, accolta da un’ovazione del pubblico.

I due artisti hanno emozionato lo stadio con un intenso duetto sulle note di “Non me lo so spiegare”, per poi infiammare l’atmosfera con “Anema e Core”, scatenando il delirio dei migliaia di spettatori presenti.

Un incontro tra due voci amate che ha reso ancora più speciale il ritorno di Tiziano Ferro nello stadio barese.

Naufragio Norman Atlantic, confermate le assoluzioni: pene ridotte per i tre condannati – NOMI

La Corte di Appello di Bari ha confermato l’impianto della sentenza di primo grado sul naufragio del traghetto Norman Atlantic, avvenuto tra il 27 e il 28 dicembre 2014 al largo delle coste albanesi, costato la vita a 31 persone, con altre 19 ancora disperse e 64 feriti tra i circa 500 passeggeri a bordo.

I giudici hanno respinto l’appello della Procura generale, confermando l’assoluzione dei 21 imputati già prosciolti in primo grado, tra cui l’armatore Carlo Visentini, membri dell’equipaggio e le società Visemar e Anek. È stata inoltre dichiarata inammissibile l’impugnazione nei confronti delle due società.

Ridotte, invece, le pene per i tre unici condannati per naufragio colposo: il comandante Argilio Giacomazzi passa da sei a quattro anni di arresti domiciliari, Gianluca Assante da cinque anni e quattro mesi a tre anni di lavori di pubblica utilità e Francesco Nardulli da tre a due anni di reclusione con pena sospesa.

Secondo l’accusa, il rogo scoppiò a bordo dopo che un numero eccessivo di camion frigoriferi fu imbarcato rispetto alle prese elettriche disponibili, costringendo alcuni mezzi a viaggiare con i motori accesi. La Corte ha inoltre assolto nel merito, con la formula “per non aver commesso il fatto”, Visentini e altri due ufficiali dall’accusa di omicidio colposo, già dichiarata prescritta in primo grado.

Bari, senzatetto muore per strada. Celebrati i funerali di Marius: “La sua storia ci interroga nessuno sia lasciato solo”

In occasione dei funerali di Marius, il clochard di 41 anni morto lo scorso 3 luglio per strada a Bari, l’arcivescovo di Bari-Bitonto, Giuseppe Satriano, ha rivolto un messaggio alla comunità invitando a riflettere sulla solitudine e sulla condizione delle persone più fragili.

“Non basta commuoverci davanti a una vita spezzata”, scrive Satriano, sottolineando come una comunità si misuri dalla capacità di prendersi cura di chi vive ai margini.

L’arcivescovo ha inoltre evidenziato il valore della scelta del Comune di Bari di celebrare i funerali dell’uomo, il cui corpo non è stato reclamato da alcun familiare, definendola un gesto di fraternità che restituisce dignità a chi è stato dimenticato.

Marius, morto probabilmente a causa di un malore aggravato dal caldo, è stato salutato oggi nella cappella del cimitero cittadino alla presenza dei volontari dell’associazione In.Con.Tra e dei cittadini. “Riposa in pace, fratello Marius. La terra ti è stata spesso stretta; il cielo, oggi, ti sia finalmente casa”, conclude il messaggio dell’arcivescovo.

De Laurentiis indagati, si muove la Procura della Federcalcio: chiesti gli atti alla Procura di Bari

La Procura della Federcalcio si muove sul fronte dell’inchiesta che coinvolge Aurelio De Laurentiis e il figlio Luigi. Il procuratore federale Giuseppe Chinè ha chiesto ai magistrati di Bari gli atti dell’indagine aperta dalla Procura.

I due sono indagati per le ipotesi di false comunicazioni sociali, in relazione al bilancio d’esercizio 2024 del Bari, e di bancarotta fraudolenta, nell’ambito della richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale presentata per l’insolvenza della società biancorossa.

Nella giornata di ieri gli investigatori hanno eseguito perquisizioni nelle sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari.

Video dell’incidente mortale diffuso su WhatsApp: condannato agente della Polizia locale di Bari

Il Tribunale di Bari ha condannato a tre mesi di reclusione, con pena sospesa, l’agente della Polizia locale Tommaso Stella, 57 anni, riconosciuto colpevole di agevolazione colposa nella rivelazione di segreto d’ufficio per la diffusione del video di un incidente mortale avvenuto il 4 giugno 2018 in via Napoli, nel quale perse la vita il 76enne Rocco Bellanova, travolto da un tir mentre percorreva la strada in bicicletta. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Secondo quanto ricostruito nel processo, la registrazione delle telecamere di videosorveglianza di un distributore Agip, fondamentale per le indagini, mostrava le drammatiche immagini dell’investimento dell’anziano. Il filmato sarebbe stato ripreso con un telefono cellulare il 24 luglio 2018 mentre veniva visualizzato sul monitor di un computer all’interno della sala del Comando della Polizia locale di Bari utilizzata per la redazione dei verbali degli incidenti stradali.

Per i giudici, Stella, che aveva il dovere di custodire il materiale riservato e di informare il pubblico ministero titolare dell’indagine, avrebbe esaminato il video in presenza di altri colleghi senza adottare le necessarie cautele per garantirne la riservatezza. Una condotta ritenuta negligente che avrebbe consentito a ignoti di registrare le immagini alle sue spalle e di diffonderle successivamente tramite WhatsApp.

Nelle motivazioni della sentenza il Tribunale precisa che non vi sono elementi per ritenere che l’agente abbia divulgato volontariamente il filmato. Dall’analisi del video, infatti, emerge che chi effettuò la ripresa si trovava dietro di lui. La responsabilità penale è stata quindi riconosciuta esclusivamente per aver agevolato, con comportamento colposo, la diffusione di un documento coperto dal segreto d’ufficio.

L’inchiesta aveva coinvolto anche altri due agenti della Polizia locale, Maurizio Ficele e Silvana Mancini, entrambi accusati di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Per loro il Tribunale ha pronunciato l’assoluzione con la formula piena “il fatto non sussiste”.

Nel procedimento si sono costituite parte civile le tre figlie della vittima. Il giudice ha disposto che Tommaso Stella versi a ciascuna una provvisionale di 3.000 euro, in attesa della quantificazione definitiva del risarcimento dei danni. La vicenda richiama l’attenzione sull’importanza della tutela del segreto istruttorio e della privacy nella gestione di materiale investigativo, evidenziando come anche la mancata adozione di adeguate misure di riservatezza possa comportare responsabilità penali e civili per chi è chiamato a custodire dati sensibili.

Maxi operazione contro la pedopornografia online in tutta Italia: 30 indagati e 7 arresti. Perquisizioni anche a Bari

C’è anche Bari tra le 17 città italiane coinvolte nella maxi operazione della Polizia postale contro la pedopornografia online, coordinata dalla Procura di Catania. Il bilancio è di 30 persone indagate e sette arresti per divulgazione e detenzione di ingenti quantità di materiale pedopornografico.

Nel corso dell’operazione, che ha impegnato oltre cento agenti della Polizia postale, sono state eseguite numerose perquisizioni personali e informatiche, con il sequestro di dispositivi elettronici contenenti decine di migliaia di file illegali.

Le indagini hanno permesso agli investigatori di individuare diversi gruppi attivi nello scambio di video di abuso sessuale su minori, compresi filmati che ritraevano bambini in tenerissima età.

Cinque degli arrestati risiedono in provincia di Catania, uno in provincia di Frosinone e uno a Potenza. Gli indagati hanno un’età compresa tra i 19 e i 59 anni. L’operazione ha interessato complessivamente 17 città italiane, tra cui Bari, dove sono state eseguite perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta.

Frontale tra Binetto e Bitetto, moto prende fuoco: grave centauro. A Ceglie ragazzino resta incastrato nella bici

Serata di ieri caratterizzata da due gravi incidenti nel Barese. Il primo si è verificato sulla strada tra Binetto e Bitetto, dove un’automobile e una motocicletta si sono scontrate frontalmente per cause ancora in corso di accertamento. L’impatto è stato estremamente violento e, subito dopo lo schianto, la moto è stata avvolta dalle fiamme, rendendo necessario il tempestivo intervento dei vigili del fuoco per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’area.

Il motociclista è rimasto gravemente ferito ed è stato soccorso dal personale del 118, che lo ha trasportato in ospedale in codice rosso. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro.

Qualche ora prima un altro intervento ha visto protagonisti i vigili del fuoco a Ceglie del Campo, dove un ragazzino è rimasto con una gamba incastrata tra i pedali della propria bicicletta.

Per liberarlo è stato necessario segare parte del mezzo, consentendo così ai soccorritori di affidare il giovane alle cure del personale sanitario del 118. Le sue condizioni non sono state rese note, ma l’intervento congiunto dei vigili del fuoco e dei sanitari ha permesso di soccorrerlo e trasportarlo per gli accertamenti del caso.

Bari, via libera alla riapertura del ristorante del lido il Trampolino: restano sotto sequestro le attrezzature

Il ristorante del lido Il Trampolino, nel quartiere San Girolamo di Bari, torna operativo dopo il parziale dissequestro disposto dalla Procura di Bari. Il provvedimento è stato notificato agli amministratori Enrico Vingiani e Angelo Ria, rispettivamente delle società Il Trampolino e Vistamare, coinvolte nell’indagine della Guardia di Finanza per le ipotesi di reato di furto aggravato, appropriazione indebita, truffa e illecita concorrenza con violenza o minaccia.

L’inchiesta è scaturita dalla denuncia presentata dall’avvocato e parlamentare Davide Bellomo per conto del fratello Michele, titolare della società Beldeg, che dal 2021 gestiva il ristorante in virtù di un contratto con Vistamare.

Secondo la denuncia, il contratto sarebbe stato risolto anticipatamente, senza il previsto preavviso e senza giusta causa, impedendo alla Beldeg di accedere ai locali e di recuperare gran parte delle attrezzature acquistate per un valore stimato di circa 125mila euro.

La Procura aveva quindi disposto il sequestro del ristorante e delle attrezzature per consentire gli accertamenti. Dopo i sopralluoghi e la documentazione fotografica effettuati dalla polizia giudiziaria, il procuratore ha revocato il sequestro dei locali, ritenendo ormai cristallizzato lo stato dei luoghi, mentre resta in vigore il sequestro delle attrezzature e degli impianti ritenuti di proprietà della Beldeg. Con il dissequestro, il ristorante ha ripreso l’attività e ha già annunciato nuove iniziative rivolte alla clientela.

Ssc Bari, i De Laurentiis respingono le accuse: possono bastare 7 milioni. Ma è a rischio la gestione dello stadio

La giornata di ieri è stata segnata dall’inchiesta della Procura di Bari che coinvolge la SSC Bari, la SSC Napoli e i presidenti Aurelio e Luigi De Laurentiis. Le Fiamme Gialle hanno eseguito perquisizioni nelle sedi delle due società e della Filmauro nell’ambito di un’indagine che ipotizza i reati di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta impropria, mentre la Procura ha presentato un’istanza di liquidazione giudiziale della società biancorossa ritenendola in una condizione di insolvenza irreversibile.

Al centro dell’inchiesta c’è il trasferimento del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli nel 2022. Secondo gli inquirenti, il club pugliese, pur trovandosi in una situazione di deficit patrimoniale, avrebbe ceduto il calciatore alla società partenopea per circa 2,2 milioni di euro, una cifra ritenuta non congrua rispetto al valore che il giocatore avrebbe poi dimostrato sul mercato, culminato nella successiva cessione al Cagliari per circa 8 milioni di euro.

Secondo la Procura, il modello di gestione del Bari sarebbe risultato economicamente insostenibile, tanto da giustificare la richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale. Tuttavia, la situazione patrimoniale potrebbe essere riequilibrata attraverso una ricapitalizzazione di circa 7 milioni di euro che la proprietà dovrebbe effettuare entro la fine di luglio.

Immediata e durissima la risposta congiunta di SSC Bari, SSC Napoli e dei presidenti Aurelio e Luigi De Laurentiis, che hanno dichiarato di aver appreso “esterrefatti” le contestazioni formulate dalla Procura. Nel comunicato, i club evidenziano come il valore attribuito a Elia Caprile fosse stato determinato, prima del perfezionamento dell’operazione, attraverso una perizia giurata redatta da un professionista indipendente, autorevole e già consulente dell’autorità giudiziaria, completamente estraneo agli indagati.

La società contesta inoltre la richiesta di liquidazione giudiziale, definendola incomprensibile per un club che avrebbe sempre rispettato i propri impegni economici e le cui perdite di esercizio, ritenute fisiologiche nel settore calcistico, sarebbero state costantemente ripianate dalla proprietà con risorse proprie.

Bari e Napoli hanno infine espresso piena fiducia nell’operato della magistratura, manifestando la convinzione che la propria posizione possa essere chiarita rapidamente e auspicando una tempestiva richiesta di archiviazione del procedimento, ribadendo di aver sempre operato nel rispetto della legge, dei principi contabili e delle norme federali.

Gli sviluppi dell’inchiesta hanno avuto ripercussioni anche sulla procedura per l’affidamento in concessione dello stadio San Nicola. Nella giornata di ieri il Comune di Bari ha trasmesso una richiesta ufficiale alla SSC Bari, unica società partecipante al bando per la gestione quinquennale dell’impianto, chiedendo chiarimenti in merito alla vicenda giudiziaria.

L’amministrazione comunale intende verificare l’eventuale sussistenza di cause automatiche di esclusione previste dal Codice degli appalti per gli operatori economici in stato di liquidazione giudiziale, liquidazione coatta, concordato preventivo o coinvolti in procedure finalizzate all’accesso a tali strumenti.

In particolare, Palazzo di Città ha chiesto alla società biancorossa di fornire aggiornamenti sullo stato dell’eventuale procedura di liquidazione giudiziale, sulla data di un possibile avvio e sull’eventuale ricorso a strumenti di regolazione della crisi, elementi che potrebbero incidere sull’assegnazione della gestione dello stadio San Nicola.