Bari nel caos, c’è anche il rebus San Nicola: il Tar si riserva sulla sospensiva della gara per la gestione

Il Tar Puglia si è riservato di decidere sulla richiesta di sospendere la gara del Comune di Bari per l’affidamento quinquennale della gestione dello stadio San Nicola. Al bando, scaduto lo scorso 18 maggio, ha partecipato unicamente la Ssc Bari, società della famiglia De Laurentiis.

A presentare ricorso è stata la società La Lucente, che contesta di non aver potuto competere ad armi pari, sostenendo che la Ssc Bari avrebbe beneficiato di un vantaggio competitivo grazie a una programmazione di eventi e concerti già definita per l’estate 2026, non indicata nella documentazione di gara.

Nel corso dell’udienza, La Lucente ha ribadito la richiesta di sospendere la procedura, mentre il Comune di Bari e la Ssc Bari hanno chiesto il rigetto del ricorso, eccependo anche la presunta tardività dell’impugnazione, che secondo le controparti avrebbe dovuto essere presentata prima della scadenza del bando. La decisione del Tar è ora attesa nei prossimi giorni.

Bari, rapina a turisti nel centro storico: ladro inseguito dai passanti e arrestato dalla polizia

Momenti di tensione nel cuore del centro storico di Bari, dove un uomo di origine nordafricana è stato arrestato dalla polizia dopo aver rapinato alcuni turisti provenienti dall’Europa dell’Est in vacanza nel capoluogo pugliese.

Dopo il colpo, il presunto autore ha tentato di far perdere le proprie tracce tra i vicoli della città vecchia, ma è stato inseguito da alcuni passanti che hanno assistito alla scena. La fuga è durata pochi minuti: gli agenti della polizia sono intervenuti rapidamente, riuscendo a bloccare e arrestare l’uomo.

Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica della rapina e verificare l’eventuale recupero della refurtiva. I turisti, scossi dall’accaduto, non avrebbero riportato conseguenze fisiche.

Partita benefica in memoria di Protti, Livorno accelera a Bari è tutto fermo: dito puntato contro De Laurentiis

La partita benefica in memoria di Igor Protti si farà, ma con ogni probabilità si giocherà prima a Livorno che a Bari. È quanto emerge dall’iniziativa promossa dall’associazione “Bari 93”, nata quando l’ex bomber era ancora in vita con l’obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro.

A denunciare la situazione, al Corriere della Sera, è l’ex difensore biancorosso Massimiliano Tangorra, che evidenzia come a Livorno l’organizzazione sia già in fase avanzata, con l’ipotesi di disputare l’evento il 24 settembre, giorno del compleanno di Protti, o nelle date immediatamente vicine. Il sindaco di Livorno sosterrà l’iniziativa, mentre Fabio Galante e Cristiano Lucarelli stanno lavorando per riunire le vecchie glorie amaranto.

Diversa la situazione a Bari, dove l’iter sarebbe bloccato in attesa dell’autorizzazione per utilizzare lo stadio San Nicola. Tangorra sottolinea di aver ricevuto piena disponibilità dal Comune e dal sindaco Vito Leccese, ma lamenta l’assenza di risposte da parte della società che gestisce l’impianto, riconducibile alla famiglia De Laurentiis, parlando di “poca sensibilità” nei confronti di un evento interamente dedicato alla beneficenza.

L’intero incasso della manifestazione sarà devoluto a enti impegnati nella lotta contro i tumori: a Bari sono stati individuati l’oncologia pediatrica del Policlinico, il centro oncologico di Castellana Grotte e la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, mentre a Livorno sarà l’amministrazione comunale a scegliere il destinatario dei fondi.

Bari, portavalori in fiamme a San Giorgio: distrutto il carico di banconote. Ma non è stato un assalto

Momenti di paura a Bari, in località San Giorgio, all’altezza dello svincolo per la statale 16, dove un furgone portavalori ha preso improvvisamente fuoco mentre era in marcia.

Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe divampato autonomamente. Non si registrano feriti, ma il carico di banconote trasportato dal mezzo sarebbe andato completamente distrutto.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, ancora impegnati nelle operazioni di spegnimento, messa in sicurezza dell’area e accertamento delle cause del rogo.

L’episodio arriva a meno di 24 ore da due assalti avvenuti in Puglia: il primo ai danni di un portavalori tra Cerignola e Canosa, rapinato e poi incendiato da un commando armato; il secondo contro un camion carico di sigarette nel Foggiano, con l’autista e una guardia giurata sequestrati e successivamente rilasciati.

A febbraio, inoltre, un altro assalto a un portavalori sulla superstrada Brindisi-Lecce aveva provocato momenti di terrore, con l’esplosione del blindato in mezzo al traffico. In quel caso la rapina fallì e le indagini portarono all’arresto di due persone.

Bando anomalo, assunto il figlio del sindacalista: il direttore dell’Accademia di Belle arti rischia il commissariamento

L’Accademia di Belle Arti di Bari rischia il commissariamento dopo la diffida inviata dal Ministero dell’Università al direttore Antonio Cicchelli, accusato di gravi irregolarità nella gestione di concorsi, incarichi e procedure amministrative. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Al centro della vicenda c’è il concorso per l’assunzione del direttore di ragioneria, vinto da un ingegnere, figlio del segretario regionale della Cisl Università. Secondo il ministero, il bando presenterebbe diverse anomalie, tra cui l’eccessivo peso attribuito ai titoli, la mancata pubblicazione nei termini sulla piattaforma ministeriale e l’utilizzo della graduatoria da parte del Conservatorio di Palermo in modo non conforme alla normativa.

La diffida, firmata dal direttore generale del ministero Gianluca Cerracchio, concede 15 giorni per rimuovere le violazioni e ripristinare la regolare gestione dell’istituzione. Tra le contestazioni figurano anche l’affidamento di incarichi a docenti pensionati, la gestione di fondi Pnrr e un presunto accentramento delle decisioni da parte del direttore, in violazione del principio di collegialità.

Nel corso dell’ultimo consiglio di amministrazione, il presidente dell’Accademia, Rocky Malatesta, ha chiesto senza successo la revoca in autotutela del concorso contestato. Se le criticità non saranno sanate entro i termini fissati dal ministero, potrebbe essere nominato un commissario, con un provvedimento che potrebbe riguardare esclusivamente la figura del direttore.

Ssc Bari, la Procura chiede il fallimento dopo la retrocessione in C: “Grave squilibrio economico-finanziario”

La Procura di Bari ha chiesto l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale per la Ssc Bari, ritenendo la società insolvente dopo aver accertato un grave squilibrio economico-patrimoniale, aggravato dalla retrocessione in Serie C maturata lo scorso 22 maggio al termine dei playout contro il Sudtirol.

La richiesta emerge dagli atti dell’inchiesta che ha portato oggi alle perquisizioni nei confronti di Luigi e Aurelio De Laurentiis e delle società Ssc Bari, Ssc Napoli e Filmauro.

L’indagine, avviata all’inizio del 2026, si basa su una consulenza tecnica relativa ai bilanci del club dal 2019 al 2024, successivamente aggiornata con i dati del bilancio 2025 e gli effetti della retrocessione. Secondo i magistrati, il patrimonio netto del Bari è negativo dal 2022 a causa delle perdite registrate in modo continuativo negli ultimi anni.

Dagli accertamenti emerge che l’equilibrio economico della società sarebbe stato mantenuto solo grazie agli interventi straordinari del socio unico Filmauro, attraverso immissioni di capitale, rinunce a crediti e la rivalutazione del marchio per oltre 5 milioni di euro. Le perdite, secondo la Procura, avrebbero progressivamente eroso capitale sociale e riserve.

Negli atti viene inoltre evidenziato il ricorso alla normativa introdotta dal Decreto Liquidità durante l’emergenza Covid, che ha consentito alla società di rinviare la copertura di una perdita di quasi 7,5 milioni di euro registrata nel 2021, posticipandola all’approvazione del bilancio 2026.

Bari, avvocata minacciata dal cliente in carcere durante un colloquio: “Vedrai che ti succede se non esco da qui”

Un’avvocata d’ufficio è stata aggredita verbalmente e minacciata da un detenuto durante un colloquio nel carcere di Bari, mentre stava preparando la strategia difensiva in vista dell’udienza prevista per domani. L’uomo, recluso con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, avrebbe preteso una rapida conclusione del procedimento per ottenere la scarcerazione, arrivando a rivolgere pesanti intimidazioni alla legale.

Secondo quanto riferito dalla Camera penale di Bari, il detenuto avrebbe pronunciato la frase: «Vedrai che ti succede se non esco da qui». Il tempestivo intervento degli agenti della polizia penitenziaria ha evitato conseguenze più gravi. In seguito all’accaduto, la professionista ha deciso di rimettere il mandato.

In una nota, la Camera penale di Bari ha espresso solidarietà alla collega e ha ribadito il principio dell’inviolabilità del diritto di difesa. Il presidente Filippo Castellaneta ha sottolineato come episodi di questo tipo siano sempre più frequenti, ricordando anche il recente caso di un avvocato di Termini Imerese sequestrato nel proprio studio da un cliente.

Per affrontare il fenomeno, la Camera penale ha istituito un gruppo di lavoro denominato “Avvocati minacciati”, con l’obiettivo di tutelare i professionisti e garantire il pieno esercizio del diritto di difesa.

Bari, ripulita all’alba la battigia del porticciolo di Santo Spirito. Leccese: “Intervento straordinario per ridare bellezza”

Questa mattina, all’alba, il sindaco di Bari Vito Leccese ha preso parte all’avvio delle operazioni di rimozione dei rifiuti accumulati sulla battigia del porticciolo di Santo Spirito, eseguite da Amiu Bari.

L’intervento, particolarmente complesso, è stato possibile solo dopo la caratterizzazione dei rifiuti presenti nell’area e l’acquisizione delle autorizzazioni necessarie per operare su un’area ricadente nel demanio marittimo.

“Dopo la riapertura al transito del waterfront abbiamo eseguito un intervento straordinario per restituire il porticciolo di Santo Spirito nella sua bellezza. Mi sono voluto sincerare personalmente di questo intervento, necessario dopo mesi di chiusura di questo tratto di città. Il nostro impegno per Santo Spirito non si esaurisce qui. Nelle prossime settimane procederemo col completamento degli arredi e degli interventi ancora da completare. È stata una gestazione lunga ma finalmente il risultato sta prendendo forma, e il nuovo lungomare è un piccolo gioiello restituito alla comunità. Ringrazio il personale di Amiu al quale chiedo, insieme all’azienda, di aiutarci a mantenere ogni giorno inalterata questa bellezza”, ha dichiarato il sindaco Vito Leccese.

Plusvalenze, falso in bilancio e bancarotta. Indagati i De Laurentiis: cosa rischia la Ssc Bari tra tribunale e campo

Le sedi della SSC Bari, della SSC Napoli e della Filmauro sono state perquisite dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari che vede indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis. Al centro degli accertamenti ci sono le ipotesi di false comunicazioni sociali relative al bilancio 2024 del Bari e di bancarotta fraudolenta, nell’ambito della richiesta di apertura della procedura di liquidazione giudiziale della società biancorossa.

Secondo gli inquirenti, tra il 2019 e il 2025 il Bari avrebbe accumulato perdite per circa 30 milioni di euro, con un significativo deficit patrimoniale. Le indagini puntano a chiarire la gestione economico-finanziaria del club e alcune operazioni di mercato ritenute rilevanti. Tra queste, particolare attenzione è rivolta al trasferimento del portiere Elia Caprile. Acquistato dal Bari dal Leeds, il calciatore fu ceduto al Napoli nell’estate del 2023 per 2,2 milioni di euro. Successivamente il Napoli lo ha trasferito al Cagliari per circa 8 milioni di euro. Per la Procura, l’operazione avrebbe privato il Bari della possibilità di beneficiare della successiva plusvalenza, arrecando un danno patrimoniale alla società.

Le contestazioni riguardano anche la scelta, ritenuta dagli investigatori, di proseguire l’attività nonostante un grave squilibrio economico, dopo che nel 2021 sarebbe stato coperto un disavanzo di circa 7,5 milioni di euro. Le perquisizioni hanno interessato anche gli ex direttori sportivi Ciro Polito, Cristiano Giuntoli e Mauro Meluso, oltre al procuratore Graziano Battistini. Nei loro confronti, tuttavia, non risultano contestazioni né iscrizioni nel registro degli indagati.

Cosa rischia la SSC Bari? È importante distinguere tra l’indagine penale, la situazione societaria e le conseguenze sportive. Il club biancorosso rischia l’apertura della liquidazione giudiziale (ex fallimento), richiesta dalla Procura di Bari a causa dello stato di insolvenza della società.

Al momento non risultano contestazioni di natura sportiva da parte della giustizia federale. L’inchiesta è della magistratura ordinaria. Eventuali penalizzazioni in classifica o altri provvedimenti della giustizia sportiva potrebbero arrivare solo se la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la Procura Federale FIGC dovessero aprire un procedimento e accertare violazioni delle norme federali.

Se invece il tribunale dovesse dichiarare la liquidazione giudiziale e la società non fosse più in grado di proseguire l’attività si potrebbe arrivare alla perdita del titolo sportivo da parte di De Laurentiis o alla necessità di ripartire dai campionati dilettantistici con una nuova società. Si tratta però di uno scenario estremo e, allo stato attuale, solo ipotetico.

Il rischio più concreto per il Bari, sulla base del testo, è quello societario e finanziario, con la possibile apertura della liquidazione giudiziale. Sul fronte sportivo, invece, non ci sono al momento sanzioni, ma eventuali provvedimenti dipenderanno dagli sviluppi dell’inchiesta penale e da un’eventuale successiva azione della giustizia sportiva. 

Vigilesse licenziate a Bari, le motivazioni della Corte d’Appello: “Chiesero aiuto al braccio destro del clan Parisi”

La Corte d’Appello di Bari ha ribaltato nelle scorse settimane la decisione di primo grado, disponendo il licenziamento delle due agenti della Polizia Locale, Rosalinda Biallo, 57 anni, e Anna Losacco, 61 anni, coinvolte nell’inchiesta “Codice Interno”.

Secondo i giudici, le due avevano piena consapevolezza del ruolo criminale di Fabio Fiore, ritenuto braccio destro del boss Tommy Parisi, al quale si sarebbero rivolte in più occasioni per ottenere protezione.

Nelle motivazioni della sentenza, la Corte definisce i comportamenti delle due vigilesse «ampiamente contrari al minimo etico» richiesto ai dipendenti pubblici, ritenendo i fatti così gravi da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro, pur in assenza di condanne penali per tali condotte.

Secondo gli atti, le agenti avrebbero chiesto per tre volte l’intervento di Fiore, tra cui per punire un automobilista che le avrebbe minacciate dopo una multa. La loro difesa, basata sull’asserita ignoranza dei legami di Fiore con il clan Parisi, non è stata ritenuta credibile dalla Corte, che ha evidenziato come l’uomo fosse già noto per precedenti vicende giudiziarie e come i contatti non fossero riconducibili a una semplice amicizia.

La sentenza ribalta quella di primo grado, che aveva giudicato il licenziamento sproporzionato, accogliendo l’appello del Comune di Bari e sottolineando il grave danno arrecato all’immagine dell’amministrazione dai rapporti intrattenuti con un esponente della criminalità organizzata.