Omicidi, sparatorie e faide tra clan a Bari: blitz del ministro Piantedosi in Prefettura per comitato sulla sicurezza

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è arrivato in prefettura a Bari dove parteciperà a un Comitato congiunto per la sicurezza che riguarda la Città Metropolitana di Bari e le province di Foggia e di Barletta-Andria-Trani.

La presenza del ministro è dovuta in particolare ai due omicidi di mafia a Bisceglie e alle sparatorie a Bari vecchia, tra la metà e la fine di aprile, tutti legati alla lotta tra clan per il controllo dei traffici illeciti; e ai recenti omicidi commessi nel capoluogo dauno.

All’incontro con Piantedosi parteciperanno il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, i prefetti, i vertici provinciali delle Procure, delle forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco, i rappresentanti dei Comuni capoluogo, della Città Metropolitana di Bari e delle Province di Foggia e Barletta-Andria -Trani.

Il ministro si sposterà poi a Lecce dove alle 15 parteciperà a un Comitato per la sicurezza congiunto per le province di Lecce, Taranto e Brindisi con i prefetti, i vertici provinciali delle Procure, delle forze di polizia e dei Vigili del Fuoco, i rappresentanti dei Comuni capoluogo, e delle tre Province salentine.

Maltempo a Bari, liquami in mare: scatta il divieto di balneazione nella spiaggia di Pane e pomodoro

Scatta il divieto di balneazione nella spiaggia di Pane e Pomodoro dopo il forte temporale che si è abbattuto su Bari nel pomeriggio di ieri. Le intense piogge hanno provocato l’apertura delle paratie della condotta fognaria, causando lo sversamento di reflui nello specchio d’acqua della spiaggia cittadina.

Dopo le verifiche effettuate dai tecnici di ARPA Puglia sui campioni d’acqua, il Comune ha disposto il divieto temporaneo di balneazione. La polizia locale ha già provveduto a transennare il bagnasciuga per impedire l’accesso in mare.

La spiaggia, molto frequentata anche dai turisti in questo periodo, potrebbe restare interdetta almeno fino a sabato o domenica, in attesa dei nuovi risultati delle analisi che stabiliranno quando sarà possibile revocare l’ordinanza. I cittadini potranno comunque sostare sull’arenile, ma non fare il bagno.

Sul fronte meteo, oggi è previsto tempo prevalentemente soleggiato, mentre per domani permane una possibile instabilità con temperature intorno ai 20 gradi. Domenica è invece atteso il ritorno del bel tempo, con la speranza che anche i controlli sulla qualità dell’acqua consentano la riapertura della balneazione.

Lavoratori in nero e violazioni in materia di sicurezza, multe per 450mila euro: sospese 13 imprese tra Bari e Bat

Attività sospesa per 13 imprese e 450mila euro di sanzioni comminate: è l’esito dei controlli eseguiti dai carabinieri del Nil, il Nucleo ispettorato del lavoro, in 45 aziende attive nei settori edile e agricolo, tra le province di Bari e Barletta – Andria- Trani.

Le violazioni contestate riguardano in otto casi la tutela della salute e della sicurezza, in tre l’impiego di personale senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro e in due casi entrambe le violazioni.

Su 124 lavoratori controllati, sei sono risultati impiegati in nero e così, l’attività imprenditoriale è stata sospesa, e sono state previste sia la sanzione amministrativa da 2500 a 3000 euro sia la maxi multa da 3900 euro per ciascun lavoratore irregolare trovato.

“Le criticità riscontrate – spiega una nota – riguardano la formazione e l’informazione delle manovalanze, l’omessa vigilanza sanitaria, l’omessa redazione o aggiornamento del documento di valutazione dei rischi, della documentazione di cantiere, piano operativo di sicurezza, piano di sicurezza e coordinamento e misure volte a prevenire gli infortuni”.

Borsa di studio, il caso Mari Lorusso finisce in aula: il Policlinico di Bari prima la licenzia e poi la denuncia per falso

Il Policlinico di Bari ha presentato una denuncia per falso nei confronti di Maria Carmen Lorusso, ex consigliera comunale già imputata per voto di scambio politico-mafioso, in merito alla sua partecipazione al bando del progetto europeo Ubuntu. Al centro della vicenda ci sarebbero presunte dichiarazioni non veritiere rese sia nella domanda di partecipazione sia al momento della firma del contratto per una borsa di studio da 25mila euro annui.

L’azienda ospedaliera, guidata da Antonio Sanguedolce, ha avviato un nuovo procedimento per revocare l’incarico assegnato a Lorusso, dopo aver annullato il precedente provvedimento per evitare possibili ricorsi amministrativi. Alla candidata è stato concesso un termine di dieci giorni per presentare memorie difensive e documentazione.

Secondo il Policlinico, Lorusso avrebbe commesso due irregolarità: la mancata compilazione dell’allegato previsto dal bando relativo a carichi pendenti e procedimenti penali, sostituito con un’autodichiarazione ritenuta non valida, e una dichiarazione resa al momento della firma del contratto, il 23 marzo 2026, nella quale avrebbe attestato di non avere procedimenti civili e penali in corso.

La vicenda è esplosa dopo le verifiche richieste dalla Regione Puglia, che aveva sollecitato l’annullamento in autotutela dell’incarico. Lorusso, risultata prima in graduatoria tra sette candidati, aveva annunciato ricorso al Tar tramite il suo legale.

La “padrona” dell’ospedale, Angela Manzari torna libera. L’avvocato: “Tutto le era permesso”

Angela Manzari, la “padrona” dell’ospedale Di Venere di Carbonara, è tornata libera. Era stata arrestata dopo essere stata denunciata da un’infermiera che ha raccontato di essere stata aggredita verbalmente e fisicamente da lei. Dopo aver intervistato la stessa Angela Manzari all’esterno dell’ospedale, questa volta abbiamo parlato con il suo legale che ci ha fornito tutti gli aggiornamenti del caso.

Tragedia a Bari, accusa malore e sbatte la testa: muore 64enne. Inutili i tentativi di rianimarlo

Tragedia nel primo pomeriggio a Bari, in via Bavaro, dove un uomo di 64 anni è morto dopo essere stato colpito da un improvviso ictus. Secondo le prime informazioni, il malore avrebbe colto l’uomo all’improvviso mentre si trovava in strada.

Il 64enne si è accasciato al suolo, battendo violentemente la testa durante la caduta e perdendo molto sangue. Sul posto sono intervenuti rapidamente i soccorritori del 118, che hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione per cercare di salvargli la vita. Nonostante i ripetuti tentativi del personale sanitario, però, per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

 

Schianto in moto a Bari, morti i giovanissimi Andrea Liddi e Davide Capuozzo: la Procura chiede l’archiviazione

La Procura di Bari ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta sull’incidente avvenuto lo scorso 4 gennaio, nel quartiere Mungivacca di Bari, in cui persero la vita i 18enni Andrea Liddi e Davide Capuozzo.

Come ricostruito dalla pm Savina Toscani, quella mattina le due vittime si sarebbero ritrovate con le moto, insieme ad alcuni amici, nelle strada chiusa al traffico nei pressi del mercato agroalimentare Maab, una grande struttura completata nel 2010 ma mai entrata in funzione. L’incidente sarebbe stato causato da Liddi che, ad alta velocità, avrebbe travolto Capuozzo, uccidendolo, e ferito un altro amico.

«L’evento è stato causato in via esclusiva dalla condotta colposa del giovane Liddi (deceduto a seguito del sinistro ) il quale a bordo della sua moto ed a causa della elevata velocità di marcia (pari a circa 120 km/h) non si avvedeva tempestivamente del giovane pedone (Capuozzo Davide), investendolo», si legge nella richiesta di archiviazione.

«La tragica fatalità – scrive ancora la pm – non ha visto dunque il coinvolgimento di altri soggetti». La moto utilizzata dal giovane, una Yamaha 700, era intestata alla madre di Liddi, nei cui confronti non sono state riscontrate responsabilità colpose (per presunta omessa custodia del mezzo affidato al figlio) perché «il veicolo risultava depotenziato sicché poteva essere condotto anche da soggetto infra ventunenne senza alcuna irregolarità». I familiari delle due vittime, assistiti dagli avvocati Giuseppe De Luca (Studio Spadaro) e Fabio Ferrara, non si sono opposti alla richiesta di archiviazione.

Intelligenti ma non troppo, Madonnella in rivolta per i cassonetti: “Una discarica. Troppi disagi”

Qual è il paradosso per un cassonetto intelligente di rifiuti? Essere gestito da qualcuno di poco intelligente. Ci siamo recati in corso Sonnino, nel quartiere Madonnella di Bari, per documentari i disagi dei residenti ma anche di chi come Pasquale, commerciante, è costretto a fare i conti con l’inciviltà e un’organizzazione che lascia perplessi.

A partire da fine aprile/inizio maggio 2026, nel quartiere Madonnella è iniziata l’installazione di 51 nuovi cassonetti intelligenti (smart) nell’ambito del progetto “Giusto un gesto”. Questi contenitori si aprono tramite tessera personale o app, monitorano il livello di riempimento e mirano a migliorare la differenziata. Saranno attivi e operativi da agosto ma intanto c’è chi già li utilizza. Chi arriva e li trova pieni, getta i rifiuti all’esterno.

Serate abusive, locali sovraffollati e lavoratori irregolari: sospesi due locali a Bari. Multe per oltre 100mila euro

Proseguono con determinazione i controlli della Polizia di Stato presso i locali di pubblico spettacolo di Bari e provincia, disposti dal Questore di Bari, dr. Annino Gargano, anche in relazione a quanto convenuto in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ed in attuazione delle direttive del Ministero dell’Interno.

In particolare le attività condotte nell’ultimo periodo, dalla Squadra Controlli della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura, dagli agenti del Nucleo Annonario della Polizia Locale di Bari e dal personale dell’Ispettorato del Lavoro, hanno riguardato 11 attività. L’obiettivo primario dell’operazione è garantire la tutela dell’ordine pubblico e, soprattutto, l’incolumità dei giovani che frequentano tali strutture.

Gli accertamenti hanno evidenziato criticità diffuse: in tutti i casi controllati sono state riscontrate irregolarità, tra cui, l’apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo per l’organizzazione di serate danzanti in assenza della necessaria licenza comunale; il sovraffollamento dei locali, in alcuni casi è stato accertato un superamento della capienza massima consentita del 700%, con gravi rischi per la sicurezza dei partecipanti; irregolarità amministrative e lavorative, in particolare infrazioni ai regolamenti comunali, assenza di documentazione obbligatoria, impiego di lavoratori irregolari e personale privo della formazione richiesta.

L’esito complessivo delle attività di polizia ha portato all’irrogazione di sanzioni amministrative per un valore superiore a 100.000 euro ed in due casi specifici, la gravità delle violazioni ha comportato la sospensione immediata dell’attività. Inoltre il Questore di Bari ha emesso 3 provvedimenti di diffida amministrativa ad altrettanti titolari di locali finalizzati ad una corretta gestione dell’attività ed al rispetto delle normative di settore. Le attività di controllo, promosse nell’ambito delle direttive ministeriali, proseguiranno con cadenza regolare e riguarderanno tutto il territorio cittadino e provinciale.