Bari, schianto sulla ss16 a Torre a Mare. Tir sfonda guardrail e invade la corsia opposta: ferito il camionista

Paura nel pomeriggio sulla statale 16, all’altezza di Torre a Mare, alla periferia sud di Bari, dove un camion è rimasto coinvolto in un incidente stradale.

Secondo una prima ricostruzione, l’autoarticolato viaggiava in direzione sud quando il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo, sfondando il guardrail e invadendo la corsia opposta, in direzione nord.

Il camionista è rimasto ferito, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e la polizia locale per i rilievi e la gestione del traffico. Pesanti le conseguenze sulla viabilità, con lunghe code e forti rallentamenti lungo il tratto interessato dall’incidente.

Bari, stop dal Comune alle aziende che operano sui sottoservizi. Leccese: “Situazione insostenibile adesso basta”

Su impulso del sindaco Vito Leccese, l’amministrazione comunale di Bari ha avviato un’azione a tutela della sicurezza pubblica e del decoro urbano nei confronti dei gestori dei sottoservizi operanti sul territorio cittadino, con particolare riferimento agli interventi di manomissione del suolo pubblico per la posa e manutenzione delle infrastrutture interrate. Con una nota formale indirizzata ai gestori dei sottoservizi Acquedotto Pugliese s.p.a., E-Distribuzione, Openfiber e Fibercop, la Ripartizione Infrastrutture, Viabilità e Opere Pubbliche – Settore Infrastrutture a rete e Viabilità – ha contestato il mancato rispetto degli obblighi previsti dal vigente Regolamento comunale in materia di ripristino delle pavimentazioni stradali e il persistente mancato aggiornamento del portale gestionale comunale relativo alle pratiche di manomissione del suolo pubblico.

“Questa situazione non è più sostenibile, adesso basta: i cittadini sono imbufaliti e io lo sono con loro – ha dichiarato il sindaco Vito Leccese -. Il momento è già complicato per le numerose lavorazioni in corso e programmate. Se a queste si aggiungono interventi avviati con procedure d’urgenza, anche in casi che urgenti non sono, il risultato che ne deriva è drammatico. La colpa ricade sempre sul sindaco ma, nella maggior parte dei casi, gli interventi sono eseguiti da aziende esterne responsabili dei sottoservizi, spesso senza le comunicazioni ordinariamente previste. Questa situazione produce effetti paradossali, come la ripetizione di interventi nello stesso punto a distanza di poche settimane, impedendo al Comune di pianificare correttamente le manomissioni del suolo pubblico. Ancora peggio quando i ripristini vengono eseguiti in maniera grossolana, danneggiando gravemente il fondo stradale. In questo modo, anche i 16 milioni di euro che destineremo alle manutenzioni straordinarie rischiano di essere utilizzati per riparare strade appena asfaltate. Ecco perché, fino a quando le aziende interessate non rispetteranno le richieste dell’amministrazione comunale, non saranno rilasciate nuove autorizzazioni”.

Nonostante i ripetuti richiami, le diffide formali già trasmesse dall’amministrazione comunale e i numerosi incontri tecnici svolti negli ultimi mesi, ad oggi non è pervenuto alcun riscontro concreto e risolutivo rispetto alle criticità segnalate dagli uffici comunali. Nello specifico si rilevano diffuse criticità sulle pavimentazioni stradali interessate dagli interventi, con situazioni di degrado che mettono a rischio la sicurezza della circolazione pedonale e veicolare e determinano un crescente numero di segnalazioni e diffide da parte del Nucleo Sorveglianza Scavi. Senza contare che l’assenza di un costante monitoraggio e di tempestivi interventi manutentivi da parte dei concessionari delle reti interrate comporta un aggravio delle condizioni di rischio per la cittadinanza e un rilevante carico operativo per gli uffici comunali, chiamati a garantire la sicurezza delle aree pubbliche.

Per queste ragioni, nella nota si segnala che, a decorrere da ieri, 12 maggio 2026, non saranno rilasciate ulteriori autorizzazioni per nuove manomissioni del suolo pubblico, fatta eccezione per gli interventi urgenti e indifferibili connessi alla tutela della salute pubblica e all’erogazione dei servizi essenziali, fino a quando i gestori non avranno dimostrato di aver correttamente adempiuto agli obblighi previsti dal Regolamento comunale. Il provvedimento è finalizzato esclusivamente a garantire il rispetto delle regole, la sicurezza urbana e la corretta gestione del patrimonio stradale cittadino, nell’interesse della collettività. Il Comune di Bari continuerà a svolgere un’attività costante di controllo e vigilanza affinché tutti i concessionari dei sottoservizi operino nel pieno rispetto degli obblighi di manutenzione, ripristino e tutela dello spazio pubblico.

“Morte alla Polizia”, scritte offensive all’Umbertino di Bari: indaga la Digos. C’è l’indizio della firma

Scritte offensive contro la Polizia sono comparse nella notte nel quartiere Umbertino di Bari, all’angolo del primo isolato di via Abbrescia. Sul caso sono in corso accertamenti da parte della Digos, che sta analizzando anche la “firma” apparsa accanto alla scritta e riconducibile, secondo le prime valutazioni, all’area dell’autonomia. La zona è spesso interessata da controlli delle forze dell’ordine legati alla movida cittadina, con interventi frequenti per garantire sicurezza e ordine pubblico.

Bari, a 17 anni muore dopo intervento in ospedale. Il Marconi-Hack si ferma per un minuto: “Giustizia per Gianvito”

A un mese dalla morte di Gianvito Pascullo, il 17enne di Palo del Colle deceduto dopo un intervento alla gamba all’ospedale San Paolo, l’istituto Marconi-Hack di Bari si prepara a fermarsi per ricordarlo.

Domani, giovedì 14 maggio, studenti e docenti osserveranno un minuto di silenzio all’inizio della seconda ora di lezione, su iniziativa promossa dai compagni di classe del ragazzo e accolta dalla dirigente scolastica Rosanna Brucoli.

Alla cerimonia parteciperà anche la famiglia Pascullo, che continua a chiedere chiarezza sulla vicenda, al centro di un’inchiesta aperta dopo la denuncia presentata dai familiari, assistiti dall’avvocato Federico Straziota. “Il silenzio non è rassegnazione, ma richiesta di verità e giustizia”, spiegano i parenti del giovane.

Bari, sorpreso dalla Polizia con una pistola giocattolo senza tappo rosso: avviso orale per 14enne

Prosegue l’impegno della Polizia di Stato nel contrastare il disagio giovanile e la criminalità diffusa si fa sempre più stringente. Negli ultimi tempi, la Questura di Bari ha intensificato l’uso di strumenti di prevenzione per intercettare precocemente comportamenti a rischio tra i giovanissimi, cercando di ristabilire un clima di legalità nei quartieri più complessi della città.

In questo scenario si inserisce il provvedimento firmato nei giorni scorsi dal Questore Annino Gargano, che ha notificato un “Avviso Orale” a un ragazzo di 14 anni. Si tratta di un richiamo formale, resosi necessario dopo una serie di episodi preoccupanti che hanno visto protagonista il giovane.

Il ragazzo aveva già manifestato segnali di insofferenza alle regole all’interno del proprio istituto scolastico, ma l’episodio decisivo è avvenuto la sera dello scorso 5 febbraio. Mentre pattugliavano alcune piazze cittadine, aree sensibili costantemente monitorate proprio per prevenire fenomeni di devianza, gli agenti delle Volanti hanno fermato il giovane per un controllo. In quella circostanza, il quattordicenne è stato trovato in possesso di una pistola giocattolo a cui era stato rimosso il tappo rosso, un dettaglio non trascurabile che rende l’oggetto del tutto simile a un’arma vera.

L’Avviso Orale recapitato al minore è, di fatto, un invito ufficiale a cambiare rotta. Il Questore ha esortato formalmente il ragazzo a modificare la propria condotta e a rispettare le regole della convivenza civile, avvertendolo chiaramente che, in caso di nuovi errori, la legge prevede misure di prevenzione molto più severe e restrittive.

L’attività della Questura di Bari non si limita però ai soli provvedimenti autoritativi. La strategia della Polizia di Stato punta con forza sulla prevenzione e sul dialogo. Parallelamente ai controlli su strada, continuano infatti i numerosi incontri nelle scuole baresi per promuovere la cultura della legalità tra i banchi. L’obiettivo finale è quello di non lasciare soli i ragazzi, accompagnandoli in un percorso di crescita che sia responsabile e consapevole.

Bari, sbarcati 152 migranti al porto: in molti sono ustionati. Tra loro 27 minori e 3 donne

Sono 152 i migranti arrivati questa mattina nel porto di Bari a bordo della nave della Ong Solidaire. Tra loro anche 27 minori non accompagnati e tre donne. I profughi, provenienti da Egitto, Bangladesh e Pakistan, erano stati soccorsi nel Mediterraneo, a circa 33 miglia nautiche dalle coste libiche, e successivamente scortati dalla Guardia costiera fino al capoluogo pugliese. Alcuni presentavano tracce di ustioni.

Le operazioni di accoglienza sono coordinate dalla Prefettura di Bari insieme all’Autorità portuale del Mare Adriatico Meridionale e alla Questura, impegnata nelle procedure di identificazione e fotosegnalamento. La Croce rossa e la sanità costiera stanno invece prestando le prime cure ai migranti, che saranno poi trasferiti nei centri di prima accoglienza previsti dal piano nazionale di riparto.

Nel frattempo, altri 166 migranti sono attesi a Brindisi a bordo della Sea-Watch 5. La nave umanitaria, diretta verso il porto assegnato dall’Italia, ha effettuato nella notte un terzo intervento di soccorso salvando 13 persone da un’imbarcazione in vetroresina nel Mediterraneo.

Borsa di studio, il Policlinico di Bari licenzia Mari Lorusso: “Non poteva partecipare da imputata. Dichiarazione falsa”

Il Policlinico di Bari ha annullato “in autotutela” gli atti che avevano portato Maria Carmen Lorusso, ex consigliera comunale 40enne, a ottenere una borsa di studio da 25mila euro lordi per 12 mesi come data manager del progetto di ricerca Ubuntu.

Secondo quanto emerso dalla verifica straordinaria disposta dal direttore generale Antonio Sanguedolce, la Lorusso non avrebbe avuto i requisiti per partecipare alla selezione e avrebbe inoltre reso una dichiarazione non veritiera al momento della sottoscrizione del contratto. La decisione arriva dopo la richiesta di approfondimenti avanzata dal governatore Antonio Decaro e il parere tecnico-giuridico dell’Avvocatura regionale.

Secondo i legali della Regione, la posizione giudiziaria della Lorusso, imputata nel processo “Codice Interno” per un reato di mafia incompatibile con l’impiego pubblico, impediva l’ammissione alla procedura selettiva. La Regione Puglia si è costituita parte civile nel processo sia contro la ex consigliera sia contro il marito, già condannato a nove anni di carcere.

Con la delibera approvata oggi, il Policlinico ha disposto l’esclusione della Lorusso dalla selezione e la decadenza immediata del contratto firmato a marzo. L’ex consigliera era risultata prima nella graduatoria stilata dalla commissione presieduta dal primario di Oncologia medica Camillo Porta.

Bari, colpo di scena per Villa Camilla. Cassazione ribalta la decisione del Tribunale: resta alla curatela fallimentare

La Corte di Cassazione ribalta la decisione del Tribunale di Bari sulla vicenda di Villa Camilla. I giudici del Supremo Collegio hanno infatti annullato con rinvio il decreto con cui nel 2025 era stata attribuita al Comune la titolarità della struttura sportiva di Poggiofranco, stabilendo invece che il bene resta nella disponibilità della curatela fallimentare.

Secondo la Cassazione, il Comune non è proprietario dell’impianto e la cessazione della concessione pubblica non comporta automaticamente l’estinzione del diritto di superficie. La curatela potrà quindi continuare a gestire il complesso tramite l’affittuario già incaricato.

La vicenda risale al 1989, quando il Comune concesse per 99 anni un suolo comunale di oltre 14mila metri quadrati all’associazione sportiva Villa Camilla per la realizzazione dell’impianto. La convenzione prevedeva che, al termine della concessione, la struttura sarebbe tornata nella disponibilità dell’ente pubblico.

Dopo il fallimento nel 2022 della società del gruppo Degennaro che gestiva il complesso, il Comune aveva rivendicato la proprietà dell’area sostenendo che il fallimento avesse fatto decadere automaticamente la convenzione. Una tesi accolta inizialmente anche dal Tribunale di Bari.

Di diverso avviso la Cassazione, che ha accolto i ricorsi della banca titolare dell’ipoteca e della curatela fallimentare. I giudici hanno chiarito che quella di Villa Camilla non è assimilabile a un semplice appalto pubblico, ma a una concessione complessa di costruzione e gestione, per la quale non si applica lo scioglimento automatico previsto negli appalti.

Alla luce della decisione, la struttura continuerà a essere gestita dalla curatela fallimentare e a mantenere la propria funzione economica e sociale, producendo reddito anche a tutela dei creditori, tra cui figura lo stesso Comune di Bari per tributi non versati.

Omicidio in discoteca a Bisceglie, celebrati i funerali di Filippo Scavo: cerimonia privata al cimitero di Carbonara

Si sono svolti all’alba di questa mattina, nel cimitero di Carbonara, i funerali di Filippo Scavo, il quarantenne ucciso con un colpo d’arma da fuoco all’interno di una discoteca di Bisceglie alcune settimane fa.

La cerimonia funebre si è tenuta in forma strettamente privata, alla presenza di pochi familiari e conoscenti. Massiccio il dispositivo di sicurezza predisposto dalle forze dell’ordine, presenti con numerosi uomini per presidiare l’area del cimitero durante lo svolgimento delle esequie.

 

Borsa di studio a Mari Lorusso, Decaro insiste: chiesto l’annullamento al direttore generale del Policlinico di Bari

Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha formalmente chiesto al direttore generale del Policlinico di Bari di annullare in autotutela la borsa di studio assegnata nell’ambito del progetto Ubuntu all’ex consigliera comunale di Bari Maria Carmen Lorusso, imputata per scambio elettorale politico-mafioso.

La borsista, al momento del concorso – evidenzia la Regione – aveva procedimenti penali pendenti — tra cui uno per scambio elettorale politico-mafioso ex art.416-ter c.p. — che avrebbero dovuto escluderla dalla selezione.

Il Policlinico aveva posto possibili dubbi interpretativi ma la Regione, acquisito il parere dell’Avvocatura regionale, ha ritenuto quella valutazione errata. Decaro ha chiesto un intervento immediato, riservandosi ulteriori azioni a tutela del principio di legalità.