Bari, stacca i dispositivi salvavita della madre malata per “volontà di Dio”: 48enne arrestato per tentato omicidio

Un professionista barese di 48 anni è stato arrestato e posto ai domiciliari dai Carabinieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuseppe Montemurro su richiesta della pm Isabella Ginefra, con l’accusa di tentato omicidio.

Secondo quanto ricostruito l’uomo avrebbe cercato di porre fine alle sofferenze della madre, gravemente malata, rimettendosi “alla volontà di Dio”. Per la giustizia italiana invece ha cercato di ucciderla.

La donna ora è ricoverata all’ospedale Di Venere in gravissime condizioni. Il 15 dicembre scorso l’uomo ha staccato gli ausili e le apparecchiature che tenevano in vita la madre. A scoprirlo un’infermiera che frequentava l’abitazione per prestare le cure domiciliari alla paziente.

L’operatrice ha allertato il 118 e i Carabinieri che hanno raccolto la sua testimonianza. Il 48enne, già in passato, è stato protagonista di comportamenti scorretti con diversi assistenti. La pm Ginefra ha chiesto l’applicazione del divieto di avvicinamento del figlio alla madre, ricoverata nel mentre in ospedale. L’uomo ha rifiutato il braccialetto elettronico ed è finito agli arresti domiciliari.

Interrogato dal gip lunedì, il 48enne ha fatto scena muta. Ai medici che per primi avevano soccorso la mamma aveva invece detto che aveva staccato i dispositivi per farla smettere di soffrire e che in tal modo sarebbe stata fatta la volontà di Dio.

Bari, il nuovo console generale della Georgia aggredito in pieno centro: fermato 40enne barese

Il nuovo console generale della Georgia a Bari, Irakli Koiava, è stato aggredito nel pomeriggio di ieri mentre percorreva la centralissima via Sparano.

I primi ad intervenire sono stati gli agenti della polizia locale che hanno bloccato l’aggressore: si tratta di un un uomo di circa 40 anni, barese, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti.

La vittima non ha riportato ferite ma è in stato di shock perché sorpresa alle spalle e colpita con diversi pugni alla nuca. Ora è in ospedale per accertamenti.

Il movente dell’aggressione è ignoto. I poliziotti della Digos della questura di Bari, assieme agli agenti della Locale, stanno indagando per capire se quanto accaduto è collegato al ruolo rivestito dalla vittima.

«Esprimo solidarietà e vicinanza a nome della città per l’aggressione subita dal console georgiano e ringrazio gli agenti polizia locale che hanno prontamente fermato l’aggressore. Attendiamo l’esito delle indagini per risalire alle motivazioni di questo vile gesto», dichiara il sindaco di Bari, Vito Leccese.

Bari, sgomberate case popolari occupate da abusivi: tra loro il fratello del boss Faccilongo e Luca Marinelli

C’è anche il fratello di un boss tra i destinatari dei decreti di perquisizione e sequestro di case popolari eseguiti questa mattina alla periferia di Bari.
Si tratta di Giovanni Faccilongo, fratello 30enne del capo clan Saverio, reggente del clan Strisciuglio nel quartiere Santo Spirito di Bari e attualmente detenuto al 41 bis.

Giovanni Faccilongo, in carcere per un tentato omicidio mafioso, stando alle verifiche dei carabinieri, coordinati dal procuratore Roberto Rossi, avrebbe occupato abusivamente con la famiglia un alloggio di edilizia popolare nel quartiere San Pio rifiutandosi di lasciarlo anche dopo la diffida dell’Arca, l’agenzia regionale per la casa, più di due anni fa.

Complessivamente sono sette le persone indagate per occupazione abusiva, in questa prima tranche dell’inchiesta della procura di Bari che riguarda quattro appartamenti, tutti sgomberati oggi. Oltre Faccilongo, ci sono altri indagati già noti alle forze dell’ordine o ritenuti vicini a clan mafiosi della città. Tra questi il 46enne Luca Marinelli, attualmente in carcere per una estorsione e con alle spalle diversi procedimenti penali anche per reati di criminalità organizzata.

Gli investigatori hanno accertato che almeno da aprile 2023, dopo il decesso del padre al quale era assegnato l’immobile, avrebbe occupato abusivamente l’alloggio nel quartiere Ceglie del Campo. Agli sgomberi e ai relativi sequestri di oggi ne seguiranno altri nei prossimi giorni, continuando – a quanto si apprende – con le case occupate da soggetti vicini alla criminalità organizzata e poi con gli abusivi risultati con redditi e altre proprietà.

“Non è più tollerabile l’occupazione abusiva di immobili dello Stato. Ogni casa popolare occupata abusivamente è una casa sottratta a una famiglia che ne ha sicuramente più bisogno. È una questione di giustizia” è il commento di Piero De Nicolo, presidente di Arca Puglia, che ha fornito i dati delle occupazioni abusive nel territorio: 500 nel capoluogo, circa mille in tutta l’area metropolitana di Bari.

Bari, case popolari occupate da abusivi e sgomberate: erano in mano alla criminalità. Presto altri sequestri

Erano “nella disponibilità di soggetti riconducibili alla criminalità organizzata” i quattro alloggi popolari che vengono sgomberati oggi a Bari. Le case, di proprietà del Comune di Bari e dell’Arca Puglia, nei quartieri di Ceglie del Campo e San Pio, erano occupate abusivamente anche “da soggetti appartenenti o contigui a clan locali”.

Lo comunica la prefettura di Bari evidenziando che ora “saranno assegnati agli aventi diritto, secondo le procedure previste dalla normativa vigente”. Le attività di sgombero sono state condotte congiuntamente da Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, con l’ausilio di personale dei Vigili del fuoco e della Polizia locale. Le operazioni sono state pianificate nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica del 23 gennaio scorso, presieduto dal prefetto di Bari Francesco Russo

Agli sgomberi e ai relativi sequestri di quattro alloggi di edilizia popolare eseguiti questa mattina ne seguiranno altri nei prossimi giorni, partendo – a quanto si apprende – da occupazioni abusive da parte di soggetti vicini alla criminalità organizzata.

Poi si proseguirà con occupanti abusivi con redditi e altre proprietà. È l’esito dell’indagine della Procura di Bari, coordinata dal procuratore Roberto Rossi, sulle occupazioni abusive di case popolari, basata sulle indagini dei carabinieri e partita dalle segnalazioni dell’Arca (l’agenzia regionale per la casa). I sequestri eseguiti oggi dovranno essere convalidati nei prossimi giorni da un giudice.

Nel corso degli sgomberi, sono state anche effettuate perquisizioni. Complessivamente in questa prima tranche dell’inchiesta gli indagati sono sette, accusati di aver occupato da anni, senza averne titolo, quattro diversi appartamenti, rimanendo al loro interno con le rispettive famiglie anche dopo le diffide dell’Arca al rilascio degli immobili.

Orecchiette a Barivecchia, Antonio incontra U Leng dopo le critiche social: “È sempre stato così”

Chi non ha mai visto un suo video su TikTok. Francesco U Leng è sicuramente una delle web star baresi più apprezzate sui social. Lo abbiamo incontrato e fermato, per scambiare qualche parola con lui e confrontarci sul tema delle orecchiette. U Leng, in passato, ha mosso qualche critica nei confronti del nostro operato e ai nostri microfoni ha voluto spiegare la sua posizione, pur elogiando in parte la nostra inchiesta.

Bari, operaio precipita durante i lavori sulla facciata della sede Rai e muore: tre condanne – I NOMI

Il Tribunale di Bari ha condannato alla pena (sospesa) di 2 anni di reclusione due persone e una società per la morte di un operaio caduto dall’impalcatura mentre eseguiva i lavori sulla facciata della sede Rai di Bari, in via Dalmazia, il 15 ottobre 2015.

Il giudice ha condannato per omicidio colposo il datore di lavoro, Giuseppe Rogondino, e il responsabile della sicurezza del cantiere Giancarlo Mondello. Condannata alla sanzione pecuniaria di 320mila euro la ditta Rogondino Costruzioni.

L’operaio – hanno ricostruito le indagini – stava lavorando su una piattaforma mobile ad un’altezza di 25 metri e non avrebbe avuto casco e imbragatura. Morì dopo una caduta nel vuoto.

Il Tribunale, come chiesto anche dalla procura di Bari, ha assolto ‘per non aver commesso il fatto’ gli altri imputati, il committente dei lavori per la Rai, l’ingegnere Carlo Mancini (difeso dall’avvocato Roberto Eustachio Sisto), il noleggiatore della piattaforma mobile su cui si trovava l’operaio e la sua società, Giovanni Mastrogiacomo e la Alta Edilizia srl (assistiti da Angelo Loizzi, studio Fps) e l’operaio che installò la piattaforma, Francesco Aresta (difeso da Maria Castrucci).

“La sentenza – dichiara l’avvocato Sisto – riconosce la assoluta estraneità della RAI e dell’ing. Carlo Mancini a quanto tristemente accaduto. Siamo da sempre stati convinti, e la decisione odierna lo conferma, di aver operato nel pieno e rigoroso rispetto delle regole”.

“Presidente vattene da Bari”, la dura vita del sosia di Luigi De Laurentiis: “Il problema è serio”

La vittoria del nuovo Bari targato Moreno Longo a Cesena è stata una boccata d’ossigeno per la tifoseria biancorossa. I tre punti hanno ridato un briciolo di speranza dopo una prima parte di stagione disastrosa. La dura contestazione dei tifosi contro il presidente Luigi De Laurentiis persiste e a farne le spese è anche il suo sosia, costretto addirittura a disertare il San Nicola per l’incredibile somiglianza con il patron biancorosso.

Immigrazione a Bari, espulsi per reati e irregolari sul territorio: rimpatriati due georgiani e un albanese

Nel corso degli specifici servizi a Bari disposti nei giorni scorsi dal Questore Annino Gargano, la Polizia di Stato ha intensificato le attività di prevenzione tese al contrasto dei reati in materia di immigrazione.

Un cittadino albanese, risultato sprovvisto di regolare titolo di soggiorno, è stato destinatario di un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale, emesso dal Prefetto di Bari in forza del quale è stato emesso l’ordine di immediato accompagnamento alla frontiera dal Questore di Bari: l’uomo è stato scortato presso lo scalo portuale cittadino per il rimpatrio coatto, avvenuto in serata tramite il collegamento marittimo verso l’Albania.

Inoltre, nella stessa giornata sono stati accompagnati presso lo scalo aereo di Roma Fiumicino due cittadini georgiani, gravati da numerosi precedenti penali per delitti contro il patrimonio, già espulsi dal territorio nazionale e ristretti presso il locale C.P.R..

Nella tarda mattinata odierna, i predetti sono stati rimpatriati coattivamente nel loro Paese di origine, a mezzo di un volo Charter con destinazione Georgia.

“Ti faccio sparare da mio padre”, calci e pugni dalla baby gang: bulletti riconosciuti sui social

“Chiamo mio padre e ti faccio sparare”. Torniamo ad occuparci del problema delle baby gang di Bari. Questa sarebbe una delle frasi rivolte ad una vittima da parte di un giovanissimo gangster. Quello che colpisce è la loro spavalderia, tanto da pubblicare foto sui social forti di un sentimento di “onnipotenza”. Poi c’è il problema dell’omertà. Diverse vittime, pur avendo tutte le informazioni necessarie, non denunciano. Così come i loro genitori.

Bari, 4 case popolari occupate da abusivi. Sgombero a Ceglie e San Pio: nei guai anche un pregiudicato

Sono in corso da questa mattina le operazioni di sgombero di quattro alloggi popolari (tre di proprietà del Comune di Bari, uno di Arca Puglia Centrale) occupati abusivamente.

Le operazioni di sgombero, eseguite dalle forze dell’ordine sotto il coordinamento della Prefettura di Bari, son in corso nel quartiere di Ceglie del Campo (per l’appartamento di proprietà dell’Arca) e a San Pio.

Le persone che vivono negli alloggi sono indagate per occupazione abusiva e nei loro confronti vengono eseguiti decreti di perquisizione e sequestro firmati dal procuratore Roberto Rossi.

Le case erano nella disponibilità di soggetti riconducibili alla criminalità organizzata e da soggetti appartenenti o contigui a clan locali. Ora saranno assegnati agli aventi diritto, secondo le procedure previste dalla normativa vigente.

Le operazioni sono state pianificate nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica del 23 gennaio scorso, presieduto dal prefetto di Bari Francesco Russo.

L’appartamento di Ceglie del Campo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stato occupato abusivamente da un pregiudicato di 47 anni che, dopo la morte del padre – legittimo assegnatario della casa – ne avrebbe preso il possesso senza titolo. Si tratta del sorvegliato speciale, Luca Marinelli, attualmente in carcere, considerato il luogotenente del clan Strisciuglio.

E, anzi, sarebbe rimasto nell’appartamento anche dopo il formale rigetto della domanda di subentro nell’assegnazione dell’alloggio e dopo la diffida di Arca Puglia per il rilascio immediato notificata il primo marzo 2024.