Bari, spaccio al Libertà. Arrestati mamma e figlio pusher davanti casa: condannati nel giro di poche ore

Nella serata di ieri gli agenti della Polizia Locale, insospettiti da strani movimenti, hanno fermato un uomo presso la sua abitazione situata al quartiere Libertà di Bari.

L’uomo è in risultato in possesso di sostanze stupefacenti, mentre la mamma ha tentato di disfarsi di una busta fra le autovetture in sosta. All’interno sono stati trovati oltre 110 grammi di hashish, confezionati in piccole dosi, un bilancino per la pesatura e 225 euro, probabilmente provento dell’attività illecita. Sostanze, materiale e denaro posti immediatamente sotto sequestro giudiziario.

Madre e figlio sono stati così arrestati e questa mattina si sono presentati nell’udienza disposta davanti all’autorità giudiziaria. Gli arresti e i sequestri sono stati convalidati il giudice ha disposto le condanne di 2 anni e mezzo ai domiciliari per il figlio e di un anno e mezzo con obbligo di firma e dimora alla madre.

Bari, cade tettoia all’Ex Manifattura Tabacchi. La denuncia: “Tragedia sfiorata episodio grave”

“Nel pomeriggio di ieri, intorno alle ore 16, si è verificato un episodio di estrema gravità che avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie per l’incolumità dei cittadini. Un pannello di rivestimento della tettoia delle pagode dell’area mercatale è stato divelto dalle forti raffiche di vento, finendo contro la recinzione mentre una cittadina transitava sul marciapiede adiacente”.

Inizia così la denuncia del consigliere Luca Bratta. L’episodio è accaduto all’ex Manifattura Tabacchi. “Solo per puro caso non si sono registrati feriti – si legge ancora -. Questo episodio impone una riflessione immediata e non più rinviabile sulle condizioni strutturali dell’area. Dal 2016 si susseguono promesse di riqualificazione. Dal 2016 i cittadini vengono illusi”.

“Dopo numerosi solleciti e richieste protocollate, ad oggi nessuna risposta concreta – conclude -. La sicurezza pubblica non può essere rimandata. La tutela dei cittadini deve rappresentare una priorità assoluta, non subordinata a ritardi o silenzi”.

Bari, il sovraintendente Carusi del Petruzzelli lancia l’appello: “Parte dei ricavi di Sanremo al Sannazaro”

Dedicare una piccola parte dei ricavi del Festival di Sanremo alla ricostruzione del Teatro Sannazaro di Napoli colpito da un incendio. È questo l’appello del sovrintendente della Fondazione Petruzzelli di Bari, maestro Nazzareno Carusi, al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e al sottosegretario Gianmarco Mazzi.

“Profondamente colpito dall’incendio” del Sannazaro”, si legge in una nota della Fondazione, stamattina il sovrintendente ha rivolto un appello sulle sue pagine social al ministro e al sottosegretario.

“L’incendio del Teatro Sannazaro – afferma Carusi – è una tragedia. Mi rivolgo perciò al ministro Giuli e al Sottosegretario Mazzi, che sanno cosa il Sannazaro rappresenti nella cultura napoletana e perciò italiana e mondiale. Sono il sovrintendente d’un Teatro che ha attraversato la stessa tragedia e non mi fa velo, nel dolore acutissimo per l’accaduto, l’amicizia di una vita con Lara Sansone e Sasà Vanorio, che di quel gioiello sono la regina e il direttore”.

“Ho perciò una proposta – prosegue – che vorrei voi esaminaste. È questa. Stante l’importanza di Napoli e della sua immensa cultura nella storia della canzone italiana, e appressandosi a giorni il Festival di Sanremo, perché non dedicarne pochi minuti della trasmissione in diretta a un gesto corale di solidarietà casomai anche concreta, destinando una piccola parte dei ricavi alla sua ricostruzione? Pensateci. Io vi abbraccio, comunque grato”.

Bari, in fiamme tre ambulanze al San Paolo. Indagini su un senzatetto: l’ipotesi della vendetta

S’indaga sul rogo che la notte dello scorso 25 gennaio, al quartiere San Paolo, ha distrutto tre ambulanze dell’associazione San Gabriele Soccorso Odv. Le indagini si stanno concentrando su un senzatetto che potrebbe aver agito per vendetta dopo essere stato allontanato dalla stessa associazione.

Nella giornata di ieri si è tenuta a Palazzo della Città la presentazione della raccolta fondi lanciata dall’associazione San Gabriele Soccorso Odv per l’acquisto di un’autoambulanza e del relativo equipaggiamento per gli interventi di soccorso sanitario.

L’iniziativa intende chiamare a raccolta la cittadinanza e le imprese del territorio per poter raccogliere i fondi necessari all’acquisto dei nuovi mezzi, con cui l’associazione presta volontariamente soccorso e offre supporto alle persone fragili o in difficoltà del San Paolo.

Di seguito i dati per chi voglia contribuire: IBAN: IT10U0103004000000005586912 intestato a San Gabriele Soccorso.

Bari, ricette mediche contraffatte per acquistare farmaci usati come droghe: indagati tre giovani

A Bari è emerso un presunto giro di ricette mediche contraffatte, che sarebbero state utilizzate per acquistare in farmacia farmaci potenzialmente rivendibili online o impiegabili come sostanze stupefacenti.

Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri, coordinati dalla pm Silvia Curione, che nei giorni scorsi ha disposto perquisizioni nei confronti di tre persone: un 24enne brasiliano, una coetanea barese e un 28enne di Triggiano. I tre risultano indagati per uso di atto falso e ricettazione.

Tra settembre e ottobre avrebbero tentato per quattro volte di acquistare medicinali in almeno due farmacie del capoluogo, presentando ricette apparentemente firmate da un medico e intestate a un’Acli. Tuttavia, dagli accertamenti successivi sarebbe emerso che sia le prescrizioni sia i timbri e le date di emissione erano falsi.

In due circostanze i farmacisti non avrebbero rilevato anomalie, mentre in altri casi si sarebbero insospettiti, segnalando tutto all’Ordine dei Farmacisti Bari-Bat. Proprio dall’Ordine è partita una comunicazione ai professionisti del settore per metterli in guardia, con l’indicazione del nome del medico coinvolto a sua insaputa e dei dettagli relativi all’ente indicato nelle ricette.

Al banco, gli indagati avrebbero cercato di acquistare Oxycontin, potente analgesico oppioide utilizzato soprattutto nelle terapie oncologiche, e Rivotril, una benzodiazepina con proprietà antiepilettiche. Entrambi i farmaci, se utilizzati impropriamente, possono avere effetti stupefacenti o essere impiegati per il taglio di altre droghe.

Il Rivotril, in particolare, è già noto nelle piazze di spaccio baresi: in passato sono stati eseguiti sequestri, anche nella zona di piazza Moro, e in alcuni casi è emerso che le compresse venivano prescritte e distribuite in centri per migranti. Per quanto riguarda l’Oxycontin, nel Barese non risultano sequestri che ne attestino l’uso come droga, ma il fenomeno è documentato in altre grandi città come Roma e Milano.

Gli investigatori non escludono che dietro la vicenda possa esserci un gruppo organizzato, in grado di procurarsi ricettari in bianco e di inviare più persone in diverse farmacie cittadine per acquistare medicinali da immettere poi sul mercato illegale o rivendere attraverso canali online.

Choc a Bari, 24enne aggredita in monopattino dopo una lite stradale: “Presa a martellate”. Caccia ad un 60enne

Un acceso diverbio per questioni di viabilità si è trasformato in una violenta aggressione in pieno centro cittadino, davanti a numerosi passanti. Una vicenda che potrebbe sembrare l’ennesimo episodio di tensione tra giovani, ma che invece vedrebbe come presunto responsabile un uomo di circa 60 anni. A farne le spese una 24enne barese, finita in ospedale con un trauma cranico e una prognosi di cinque giorni.

Secondo quanto riferito ai carabinieri, l’episodio risale alla sera dell’11 febbraio, intorno alle 19.30. La giovane stava percorrendo le strade di Bari a bordo di un monopattino, affiancata dal compagno in bicicletta. «All’improvviso — ha raccontato — abbiamo avuto un battibecco con il conducente di una Toyota Yaris che, alle nostre spalle, suonava ripetutamente il clacson intimandoci di andare più veloci». Una richiesta di fatto impraticabile, considerata la presenza del traffico e i mezzi utilizzati dalla coppia.

Arrivati a un semaforo, la ragazza avrebbe invitato l’automobilista a calmarsi. Da quel momento la situazione sarebbe precipitata. «Ci ha seguiti fino in viale Unità d’Italia, nei pressi del Caffè Catullo. È sceso dall’auto e si è diretto verso il mio compagno con atteggiamento minaccioso, brandendo un martello. Sono intervenuta per chiedere spiegazioni, ma mi ha colpita alla nuca con l’oggetto».

Il giovane avrebbe quindi reagito, riuscendo a bloccare l’uomo con l’aiuto di alcuni passanti, fino all’arrivo della polizia. Gli agenti hanno effettuato gli accertamenti sul posto, ma il martello non sarebbe stato rinvenuto. Nel frattempo un’ambulanza del 118 ha trasportato la 24enne al Policlinico di Bari per le cure del caso. Il compagno è riuscito a fotografare la targa dell’auto e l’uomo, fornendone anche una descrizione: corporatura media, capelli grigi, un’età apparente intorno ai 60 anni.

Assistita dall’associazione Gens Nova, la giovane ha presentato querela per lesioni personali. Il referto medico parla di cinque giorni di prognosi, ma l’episodio — avvenuto in un’area centrale e affollata — avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi.

Muore sulla nave Disney, tracce di Fentanyl nel sangue di Gessica Disertore: la famiglia insiste per altre indagini

Nel sangue di Gessica Disertore, la 27enne di Triggiano trovata morta il 27 settembre 2023 sulla nave da crociera Disney Fantasy al largo di Porto Rico, è stata rilevata una significativa quantità di fentanyl. Questo elemento è stato evidenziato dall’avvocata della famiglia durante l’udienza sulla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Bari.

Secondo la Procura, la ragazza – che lavorava come chef sulla nave – si sarebbe suicidata a causa di un improvviso crollo psicologico legato allo stress lavorativo e a problemi sentimentali. Tuttavia, la famiglia si è opposta a questa ricostruzione e continua a chiedere ulteriori indagini.

L’avvocata sottolinea che il livello di fentanyl trovato nel sangue (9,6 ng/mL) sarebbe compatibile con una tossicità grave e potenzialmente letale, ma questo dato non sarebbe stato adeguatamente considerato nelle autopsie.

Secondo la difesa, una concentrazione simile potrebbe causare sedazione profonda e perdita di coscienza, rendendo improbabile che la giovane potesse compiere un suicidio.

Le telecamere di sorveglianza non hanno ripreso altre persone avvicinarsi alla cabina prima del ritrovamento del corpo, ma la famiglia evidenzia la mancanza di telecamere dirette e di una documentazione fotografica completa della scena.

Morte Christian Di Gioia a Bari, minacce social a carabiniere: in 11 finiscono a processo. Due imputati irreperibili

Subito dopo l’incidente stradale in cui perse la vita Christian Di Gioia, il 27enne di Bari morto il 22 giugno 2023 nel quartiere Japigia di Bari, sui social network comparvero centinaia di messaggi contro i carabinieri, accusati di aver causato l’incidente mortale.

Le indagini seguenti della Procura di Bari esclusero del tutto il coinvolgimento dei militari nel sinistro e stabilirono che il giovane perse autonomamente il controllo del mezzo e morì dopo l’impatto con l’asfalto. Nel frattempo, però, gli inquirenti aprirono anche un fascicolo su quei messaggi pubblicati sui social, chiedendo il rinvio a giudizio di 13 imputati.

La vicenda si è poi divisa in tre tronconi processuali: per due imputati, irreperibili, il processo è stato sospeso. Cinque di loro hanno invece chiesto l’abbreviato, che si discuterà il prossimo 25 maggio. Per altri sei, invece, è stato disposto il rinvio a giudizio e il dibattimento si aprirà il 6 ottobre davanti alla giudice Antonietta Guerra.

In udienza preliminare è stata ammessa la costituzione a parte civile del carabiniere preso di mira sui social, assistito dall’avvocato Stefano Remine, e dell’Arma dei carabinieri, costituita con l’avvocatura dello Stato. Le accuse, contestate a vario titolo, sono di vilipendio alle forze armate, offesa all’onore e al prestigio dei carabinieri della stazione di Bari Scalo e istigazione a delinquere.

Dopo il funerale di Di Gioia, il 24 giugno 2023, dalla chiesa partì un corteo funebre di moto che scortò il feretro fino al cimitero di Bari, passando anche contromano sotto il carcere. In dieci sono stati processati in abbreviato per blocco stradale: cinque sono stati condannati a 2 anni e 8 mesi di reclusione, altri quattro a un anno e otto mesi, mentre l’unica donna imputata è stata assolta. La gup Gabriella Pede non ha riconosciuto l’aggravante del metodo mafioso contestata dalla Dda di Bari.

Bari, in fiamme tre ambulanze al San Paolo. Avviata raccolta fondi per comprare un’altra: ecco come donare

Si è tenuta questa mattina, a Palazzo della Città, la presentazione della raccolta fondi lanciata dall’associazione San Gabriele Soccorso Odv per l’acquisto di un’autoambulanza e del relativo equipaggiamento per gli interventi di soccorso sanitario.

L’iniziativa, nata a seguito dell’incendio che, la notte del 25 gennaio scorso, ha distrutto tre ambulanze dell’associazione del quartiere San Paolo, intende chiamare a raccolta la cittadinanza e le imprese del territorio per poter raccogliere i fondi necessari all’acquisto dei nuovi mezzi, con cui l’associazione presta volontariamente soccorso e offre supporto alle persone fragili o in difficoltà del San Paolo.

Pertanto, dopo il lancio del fund raising sui social network nei giorni scorsi, oggi i volontari hanno voluto coinvolgere direttamente la stampa. Di seguito i dati per chi voglia contribuire: IBAN: IT10U0103004000000005586912 intestato a San Gabriele Soccorso.

All’incontro, convocato dal presidente Giuseppe Gelao e dai volontari di San Gabriele Soccorso Odv, è intervenuto anche il sindaco di Bari che ha voluto ribadire la proprio vicinanza, e dell’amministrazione comunale, all’associazione, sottolineando l’importanza di questa iniziativa che potrà concretamente aiutare i volontari a svolgere le loro attività, particolarmente utili ed efficaci in un quartiere periferico e, al momento, poco incisive proprio a causa della mancanza di mezzi. Il sindaco ha quindi accolto l’appello dell’associazione, rilanciandolo per sensibilizzare soprattutto la categoria imprenditoriale e i professionisti della città e invitarli a partecipare alla raccolta fondi.

“Non ce l’aspettavamo – ha proseguito Giuseppe Gelao – è stato veramente un episodio drammatico per tutti noi veder svanire, in una nottata, tutto ciò che abbiamo creato. Purtroppo le nostre autoambulanze non erano assicurate contro l’incendio, anche perché mai avremmo pensato che qualcuno pensasse di incendiarle. Dal 2021 facciamo tanti sacrifici, ci siamo autotassati per raccogliere le risorse: bisogna tenere presente che un’autoambulanza, non tanto per il mezzo in sé quanto per l’attrezzatura sanitaria al suo interno, costa dai 100mila ai 110mila euro. Ringrazio il sindaco e tutti quelli che vorranno aiutarci, con la speranza di poter raccogliere il necessario per comprare almeno dei mezzi usati, che costano circa la metà”.

Bari, all’Oncologico arrivano i visori di realtà virtuale: “Per ridurre ansia e stress nelle cure con immagini e suoni”

Tre visori di realtà virtuale sono ora a disposizione dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, nell’ambito delle attività di ricerca traslazionale. I dispositivi sono stati acquistati con fondi della Ricerca Corrente e saranno impiegati in progetti finalizzati a migliorare l’esperienza del paziente durante procedure diagnostiche e interventistiche.

La tecnologia consente di immergere il paziente in ambienti virtuali potenzialmente rilassanti, con immagini e suoni studiati per favorire distrazione e comfort emotivo. L’obiettivo è ridurre lo stress procedurale, migliorare la collaborazione del paziente e, ove possibile, contenere l’impiego di farmaci ansiolitici o sedativi.

I visori verranno utilizzati durante procedure mininvasive e infusioni di chemioterapia, momenti delicati del percorso oncologico che, pur svolgendosi in condizioni di sicurezza e con adeguata assistenza clinica, possono generare ansia, paura e una significativa percezione del dolore.

«L’innovazione tecnologica deve tradursi in un beneficio concreto per le persone – dichiarano Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario dell’oncologico barese, e Raffaella Massafra, Direttrice Scientifica – e l’introduzione della realtà virtuale rappresenta un esempio di ricerca che entra direttamente nei percorsi assistenziali. Investire fondi della ricerca in strumenti capaci di migliorare il benessere psicofisico durante procedure invasive significa rafforzare il nostro modello di presa in carico globale, in cui cura clinica e qualità dell’esperienza del paziente procedono insieme».

L’utilizzo dei visori sarà affidato alle psicologhe ricercatrici del Servizio di Psiconcologia, nell’ambito di protocolli scientifici finalizzati a valutarne l’impatto su ansia, percezione del dolore, tempi procedurali e grado di soddisfazione dei pazienti. L’intervento psicologico sarà parte integrante del percorso, con una supervisione clinica e metodologica strutturata, così da garantire appropriatezza, sicurezza e qualità dei dati raccolti. I risultati contribuiranno allo sviluppo di modelli organizzativi innovativi e replicabili anche in altri contesti oncologici.

Con questa iniziativa, l’Istituto consolida il proprio impegno nella ricerca traslazionale, trasformando evidenze scientifiche e tecnologie digitali in strumenti concreti al servizio della persona.