Barivecchia, palazzo del Seicento con chiesa in vendita per 3,2 milioni. L’annuncio su internet: “Affare per un b&b”

Il palazzo Persia Diana, edificio del XVII secolo all’ingresso di Barivecchia collocato alla strada San Bartolomeo 13 e 14, è in vendita. Annessa c’è la chiesa di San Bartolomeo già sconsacrata e adibita ad altre funzioni.

Si tratta di una struttura edilizia da 1.740 metri quadrati che può contare anche su una cappella con la sacrestia, alcuni locali destinati a ufficio, studio, sala riunioni, archivio e infermeria.

Il costo? 3 milioni e 250 euro mila euro, per una valutazione di 1868 euro al metro quadrato. Questo almeno per quanto si legge su un sito internet di compravendite immobiliari nell’annuncio destinato a potenziali acquirenti per una “soluzione finalizzata all’uso turistico ricettivo”, con il suggerimento di  un “frazionamento degli attuali vani in piccole unità immobiliari e la realizzazione al piano terra di area accoglienza, centro benessere e ristorante”.

“Il fabbricato è assoggettato al vincolo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, permettendo così la possibilità di utilizzare il Mini Pia, rivolta alle Pmi del settore turistico-alberghiero, ovvero la contribuzione a fondo perduto sull’interno investimento immobiliare (acquisto, ristrutturazione, arredo) con finalità turistico/ricettiva”, si legge ancora.

 

 

Prostitute e codice Ateco, prestazione nel b&b dalle cinesi: “50 euro piano piano senza fattura”

Anche la prostituzione e le attività di escort hanno un proprio codice del fisco, meglio noto come Ateco, secondo quanto risulta dalla nuova classificazione Ateco 2025 sviluppata dall’Istat, in vigore da gennaio e che ha iniziato ad essere utilizzata dall’1 aprile.

Il codice Ateco, lo ricordiamo, è un sistema di classificazione utilizzato per identificare in modo univoco le attività economiche delle imprese e dei liberi professionisti. Abbiamo deciso così di testare in prima persona se alcune escort cinesi, presenti a Bari vicino alla stazione, si siano messe in regola.

Dopo aver fissato un appuntamento al telefono, ci siamo recati in un b&b trasformato in bordello,, come tanti altri. Siamo stati accolti e poi accompagnati all’uscita dopo aver chiesto la fattura.

 

Condannato a 30 anni per omicidio si nasconde in B&B sul mare: arrestato il 51enne Cosimo Mazzotta

Lo hanno catturato i carabinieri, che si sono finti turisti, in un B&B in riva al mare nel Salento dove si era nascosto dopo una condanna definitiva a 30 anni di carcere per omicidio. È stato arrestato così Cosimo Mazzotta , 51 anni, leccese, latitante dallo scorso 8 marzo dopo che la sua condanna era stata confermata in via definitiva dalla Cassazione.

A trovarlo in un B&B di Torre Lapillo, nel comune di Porto Cesareo, sono stati i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale. Dopo prolungati appostamenti, servizi di osservazione e ricognizioni una coppia di carabinieri, fintisi turisti, hanno prenotato una stanza vicina a quella del latitante e hanno avvisato le altre pattuglie che hanno circondato la struttura ricettiva e hanno fatto irruzione, cogliendo Mazzotta di sorpresa.

Il 51enne, che si era registrato con un nome falso, al momento dell’arresto era da solo e non ha opposto resistenza, mostrandosi sorpreso per l’arrivo degli investigatori, ai quali ha raccontato che per non farsi scoprire aveva evitato qualsiasi rapporto con l’esterno, approfittando della vicinanza al mare per fare qualche passeggiata. L’uomo aveva con sè vari telefoni e diverse utenze telefoniche.

La condanna a 30 anni di carcere era stata comminata dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto il 30 maggio del 2024, per l’omicidio in concorso, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, commesso il 17 marzo del 1999 del 21enne Gabriele Manca, coinvolto in contrasti legati allo spaccio di droga. Il giovane fu assassinato in una zona di campagna a Lizzanello a pochi chilometri da Lecce.

La vittima, secondo il quadro ricostruito dai carabinieri del ROS diciotto anni dopo il delitto, era stata uccisa a colpi di pistola sparatigli alle spalle mentre tentava la fuga da un commando di quattro persone che aveva organizzato una vera e propria esecuzione. Mazzotta è ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio.

Barivecchia, il b&b abusivo e chiuso dal Comune è di proprietà del suocero di Olivieri: la Dda punta al sequestro

Nei giorni scorsi il dirigente del settore Polizia Annonaria del Corpo di Polizia locale ha disposto la cessazione immediata, con divieto di prosecuzione, di ogni attività di B&B imprenditoriale esercitata abusivamente presso un immobile in via Tancredi, nella città vecchia. Si tratta del b&b di proprietà del suocero di Olivieri, Vito Lorusso (oncologo arrestato nell’ambito della stessa inchiesta e in carcere per altre vicende), venduto da una società immobiliare che la Dda di Bari ritiene riconducibile a Olivieri. La stessa Dda vuole sequestrarlo.

A seguito di un’ispezione condotta dagli agenti del Nucleo Annona nella struttura, infatti sono emerse una serie di criticità, tra cui la mancanza del titolo di disponibilità dell’immobile, in quanto il gestore della struttura non disponeva del contratto di locazione; la mancanza dello spazio condiviso per la colazione, che a dire del gestore sarebbe previsto nei mesi invernali in una stanza al piano terra, in sede di controllo risultata invece un deposito, e nei mesi estivi sul terrazzo dell’immobile, per il quale non risulta alcuna modifica alla SCIA depositata; infine, la difformità della planimetria rispetto allo stato dei luoghi, in quanto, con riferimento alla SCIA di inizio attività, “le planimetrie prodotte in tale sede, non trovano riscontro con quelle catastali”.

A ciò si aggiunge che, in assenza di CILA, il gestore ha realizzato un impianto termico autonomo a radiatori alimentato da generatore di calore, che pure non risulta essere mai entrato in funzione. Infine, l’immobile adibito a B&B è risultato privo del prescritto certificato di agibilità.

“I controlli condotti dagli agenti della Polizia Annonaria da un lato intendono tutelare gli ospiti delle strutture ricettive sul nostro territorio, dall’altro servono a scoprire quanti si muovono nell’illegalità a scapito di coloro i quali offrono questa tipologia di servizi secondo quanto stabilito dalla normativa – commenta l’assessora alla Vivibilità urbana Carla Palone -. Dall’inizio dell’anno, nell’ambito dell’attività ordinaria, è proseguita la intensa attività di controllo che ha portato alla chiusura di tre attività e all’identificazione di 10 strutture che non avevano esposto il CIN, divenuto obbligatorio dall’inizio dell’anno. A breve, inoltre, intensificheremo ulteriormente le attività della task force della Polizia locale dedicata al contrasto dell’evasione nel settore ricettivo e alla verifica di tutte le misure di sicurezza previste dalla legge”.

Monopoli, Polizia scopre b&b abusivo: maxi multa al gestore

Nel corso della settimana la Polizia di Stato ha predisposto un dispositivo di prevenzione e repressione dei reati con servizi di vigilanza e di ordine pubblico, nonché di controllo straordinario del territorio.

A Monopoli, attraverso l’impiego di personale del locale Commissariato di pubblica sicurezza e del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Centrale”, sono state effettuate verifiche presso strutture ricettive, B&B, case vacanza ed affittacamere.

Contestata una violazione amministrativa, che prevede il pagamento della somma da euro 5000 ad euro 10.000, nei confronti del titolare di un B&B. È stato accertato che il gestore dell’attività non aveva presentato al comune alcuna SCIA, dopo essere subentrato nell’attività ad una precedente gestione, operando pertanto in modo abusivo.

I controlli proseguiranno nelle prossime settimane, a Monopoli e nei comuni limitrofi.

Controllati 60 B&b nel Barese, l’85% ha evaso il Fisco: 4 milioni non dichiarati. Scoperte 7 strutture abusive

Attività di affittacamere sconosciute al fisco. Strutture organizzate come alberghi ma dichiarate come a conduzione famigliare. Guadagni incassati ma dichiarati solo in parte o omessi in fase di dichiarazione dei redditi. Sono complessivamente 60 le strutture ricettive del Barese, controllate lo scorso anno dalla guardia di finanza di Bari.

Si tratta di B&B oppure affittacamere che nell’85% dei casi avrebbero violato le norme tributarie presentando dichiarazioni dei redditi con importi differenti rispetto a quelli realmente incassati.

L’attività di contrasto all’illegalità, ha consentito di scoprire sette strutture abusive, 4 milioni di euro di redditi non dichiarati, un mancato versamento Iva pari a 650mila euro e “1,2 milioni di euro di redditi oggetto di ravvedimento operoso con versamento a titolo di imposte e sanzioni di oltre 350.000 euro”, spiega la guardia di finanza.

Accanto a violazioni penali e tributarie contestate ai gestori delle attività irregolari, i militari hanno accertato violazioni anche amministrative come “l’omessa esposizione della targhetta identificativa della tipologia, del codice alloggio e del tariffario aggiornato”.

In 11 casi inoltre le strutture non avrebbero identificato e registrato gli ospiti con la conseguente violazione del Tulps, testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

B&b in fiamme a Napoli, due indagati per la morte della pugliese Emanuela: attesa per l’autopsia

La proprietaria e il gestore del b&b di Napoli dove ha perso la vita la giovane salentina Emanuela Chirilli sono stati iscritti nel registro degli indagati. Si tratta di un atto dovuto prima dell’autopsia che dovrà accertare le cause del decesso della 28enne di Maglie, morta nell’incendio divampato. Le ipotesi di reato sono quelle di omicidio colposo e incendio colposo.

Secondo quanto appurato dalle prime indagini l’incendio sarebbe partito dalla sauna del b&b situato in piazza Municipio e sarebbe stato causato da un cortocircuito. Emanuela ha cercato di scappare, ma non ce l’ha fatta. Un altro ospite aveva lasciato una recensione in cui lamentava di aver preso una scossa elettrica a contatto con il rubinetto della doccia.  

Obbligo di identificare gli ospiti dei B&B, Leccese esulta: “Liberiamo Bari dalle cassettine dei check-in fai da te”

Il sindaco Vito Leccese ha espresso la propria soddisfazione in merito alla circolare diffusa dal ministero dell’Interno sull’identificazione delle persone ospitate presso le strutture ricettive. “Desidero esprimere un sincero ringraziamento al Ministro dell’Interno Piantedosi per l’attenzione dimostrata nei confronti del tema dei controlli in materia di locazioni brevi – commenta il sindaco di Bari -. La necessità dell’identificazione personale degli ospiti nasce per scongiurare rischi relativi alla sicurezza, tuttavia è chiaro che si tratta di una regola che può contribuire a mitigare l’esplosione delle locazioni turistiche, che accelera i cosiddetti processi di gentrificazione di interi pezzi delle città e dei centri storici in particolare. Pur trattandosi di una misura indiretta, consentirà di ampliare i controlli, in parte assegnati anche alle Polizie locali”.

“Restano in verità aperti i problemi legati all’eccessiva apertura normativa riconosciuta allo strumento delle locazioni brevi. Su questo è auspicabile un intervento normativo correttivo, come ho avuto modo di chiedere qualche giorno fa alla presidente Meloni – ha aggiunto -. Un’ulteriore considerazione riguarda la bolla delle locazioni brevi, che se da un lato svia l’attenzione rispetto alla necessità di migliorare i servizi per il turismo, dall’altro determina una concorrenza sleale tra operatori del sistema ricettivo (alberghi e B&B regolari) e iniziative improvvisate che spesso si sottraggono sia alle regole in materia di conformità edilizia che a quelle fiscali. Questo provvedimento, quindi, fornisce uno strumento in più per far sì che il turismo possa essere vissuto in modo sostenibile e che le nostre città non diventino prigioniere di un turismo incontrollato, a scapito della qualità della vita dei cittadini e di una migliore esperienza turistica. Come ho sempre sostenuto, il turismo deve rappresentare una risorsa per le nostre comunità, non una criticità. Pertanto, speriamo di rivedere presto le strade della città vecchia e delle aree maggiormente interessate dal fenomeno libere dalle cassettine utilizzate per il check-in automatico delle case vacanze, auspicando che le nuove regole possano aiutarci a trovare equilibri in grado di contemperare le esigenze delle diverse parti in causa”.