Choc in una scuola di Bitonto, schiaffi e punizioni ai bimbi: sospesa insegnante di 65 anni

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio, per la durata di sei mesi, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, nei confronti di un’insegnante sessantacinquenne in servizio presso una scuola dell’infanzia di Bitonto.

Si rappresenta che si tratta di un provvedimento assunto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa. Il provvedimento scaturisce da una complessa e articolata attività di indagine condotta dai Poliziotti del Commissariato di PS di Bitonto, avviata nel mese di novembre 2025 a seguito di denuncia presentata dai genitori di alcuni alunni in relazione a presunti maltrattamenti.

Le attività investigative, consistite anche in accertamenti tecnici audio-video all’interno dell’istituto scolastico, avrebbero consentito di acquisire, nell’arco temporale di circa un mese e mezzo, elementi utili a riscontrare reiterate condotte vessatorie nei confronti dei minori affidati alla docente per ragioni di educazione, istruzione e vigilanza. Le condotte contestate consisterebbero, allo stato delle indagini, in schiaffi, strattonamenti e punizioni ritenute non consone al contesto educativo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, a seguito dell’arresto, si avvierà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, il 25enne Cosimo Magro travolto e ucciso sulla ss16. La mamma: “Voglio giustizia il suo assassino è libero”

“Dal 1 novembre 2025 mio figlio non c’è più, l’assassino è libero. Non trovo giusto che lui sia libero, si tratta di omicidio stradale, era con un tasso alcolemico alto al secondo grado e andava ad alta velocità su una strada su cui bisogna viaggiare a 50 km/h”.

Inizia così lo sfogo della mamma di Cosimo Magro, il 25enne di Bitonto tragicamente deceduto il 1° novembre all’alba sulla ss16 all’altezza dei curvoni di Palese.

“Non mi sento tutelata dalla legge, molte mamme come me hanno perso figli per omicidio stradale ed aspettano anni per il processo – aggiunge -. Questo non è giusto, l’assassino dovrebbe essere in carcere a quest’ora, ha causato a mio figlio un trauma cranico e andava ad una velocità superiore a quella stabilita, non è giusto che sia ancora in libertà”.

“Mio figlio Cosimo ha perso la vita per soccorrere un automobilista che era andato fuori strada, per il suo altruismo ha perso la vita per colpa di un ubriaco – conclude -. Voglio giustizia per mio figlio”.

Bitonto, rapina armata in una gioielleria. Titolari aggrediti con pistola e martello: ladri in fuga con bottino

Rapina in pieno centro a Bitonto, in una gioielleria di via Repubblica. Quattro persone travisate, una armata di pistola e un’altra con un martello, hanno approfittato dell’assenza dei titolari e, al loro rientro, li hanno aggrediti costringendoli ad aprire la cassaforte.

I banditi hanno portato via gioielli e orologi, per un bottino ancora da quantificare, e sono poi fuggiti in auto. I proprietari, rimasti feriti, sono stati soccorsi dal 118. Sul caso indagano polizia e Scientifica, al lavoro anche sulle immagini di videosorveglianza per identificare i responsabili.

Bitonto, droga lanciata sui tetti delle case dagli spacciatori in fuga: sequestrate oltre 650 dosi

Nel corso di un mirato servizio finalizzato al controllo del territorio e al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti nella nota piazza di spaccio “del ponte” del centro storico di Bitonto, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Modugno hanno sequestrato complessivamente numerose (oltre 650) dosi di hashish, per un peso complessivo di oltre 1 kilo e 730 grammi.

Lo stupefacente è stato rinvenuto, per la maggior parte, sui tetti di alcune abitazioni, ove era stato lanciato da due persone (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) dileguatesi alla vista dei militari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Tragedia a Bitonto, oggi l’ultimo saluto al 17enne Gianvito Carelli. Fuori pericolo i due amici feriti

Saranno celebrati oggi pomeriggio, alle 16 nella chiesa del Palombaio, i funerali di Gianvito Carelli, il 17enne che ha perso la vita nella notte fra venerdì e sabato nell’incidente stradale avvenuto lungo la provinciale 22 che collega Palombaio a Terlizzi.

La vittima, secondo quanto ricostruito dalle indagini, sedeva sul sedile passeggero di una Jeep Ranegade guidata da un suo amico 19enne. La vettura è finita fuori strada e si è ribaltata, schiantandosi contro un muretto a secco e contro gli alberi.

Per il 17enne non c’è stato nulla da fare, feriti gli altri due occupanti dell’auto, entrambi di 19 anni. Sono ricoverati all’ospedale Di Venere e al Policlinico, le loro condizioni non sono gravi.

“L’intera comunità si stringe attorno alla famiglia in questo momento di dolore – fa sapere il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci – siamo sgomenti davanti ad un’altra giovane vita spezzata troppo presto”.

Tragedia nella notte a Bitonto, auto si schianta contro albero: muore il 17enne Gianvito Carelli. Due feriti

È di un morto e due feriti il bilancio di un incidente stradale avvenuto a Bitonto, nel Barese, nelle scorse ore. La vittima è un ragazzo di 17 anni, Gianvito Carelli, che viaggiava con due amici nell’auto che è finita fuori strada impattando contro un albero.

Le due persone ferite hanno 17 e 19 anni: il primo ha riportato politraumi ed è ricoverato al Policlinico di Bari, il 19enne è stato trasportato all’ospedale Di Venere.

Il personale sanitario del 118 intervenuto non ha potuto fare nulla per salvare la vita del 17enne. Indagano i carabinieri sulla dinamica dell’incidente e per capire come mai l’auto sia finita fuori strada.

Fotovoltaico, previsti 50mila espianti di ulivi a Bitonto. La CIA dice no: “Ricorsi pronti daremo battaglia”

Di qui ai prossimi mesi, per fare posto a nuovi impianti agrivoltaici-fotovoltaici, nel territorio di Bitonto, potrebbero essere espiantati circa 50mila alberi di ulivo. È quanto ha verificato CIA Agricoltori Italiani prendendo in esame le procedure in corso di valutazione autorizzativa. In particolare, sono 5 gli interventi che potrebbero essere attuati qualora gli iter in atto dovessero arrivare fino alla fine.

L’intervento più impattante è quello proposto da PV Verde Srl per un impianto di agrivoltaico di potenza pari a 86,79 Mw, procedimento escluso dalla VIA (valutazione di impatto ambientale), con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2366/2025: in questo caso, si prevede l’espianto di 30.000 ulivi. Altri 7mila espianti sono previsti per un intervento proposto da PV Blu SrL (agrivoltaico) per 19,91 MW di potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 1986/2025. Stesso numero di espianti, ben 7mila, sono previsti per il parco fotovoltaico proposto da GDS Sole SrL, impianto da 9,31 MW di potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2367/2025.

Il quarto progetto per numero di espianti è quello proposto da PV Sol SrL (agrivoltaico) per 19,89 MW di potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2166/2025: previsione di 4mila espianti. Il quinto progetto riguarda la proposta avanzata da GDS Sole SrL (fotovoltaico) per 4,83 MW di potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2368/2025, con previsione dell’espianto di 1.700 ulivi.

A questi interventi occorre aggiungere un ulteriore progetto, già autorizzato e realizzato, proposto da GDR Solare (fotovoltaico), che prevede l’espianto di circa 2.100 alberi di ulivo nel territorio di Bitonto, assentito con A.U. n. 146/2023. “Cinquantamila espianti di ulivi avrebbero un impatto devastante”, dichiara Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani.

“È a rischio la sopravvivenza di una coltura e di una cultura, quella olivicolo-olearia, che rappresenta l’identità, la storia, il presente e il futuro del territorio bitontino, da sempre caratterizzato dai suoi ulivi e da un olio extravergine d’oliva che è un’eccellenza nazionale. CIA Agricoltori Italiani è fermamente contraria a questa massiccia, pervasiva e devastante aggressione e trasformazione del territorio. Abbiamo presentato ricorso per far valere quantomeno il rispetto delle prescrizioni imposte in sede di autorizzazione unica, tra cui il censimento degli ulivi in buono stato e il loro spostamento in altra località. Con ulteriori tre ricorsi, CIA Puglia ha impugnato gli ulteriori progetti che sono stati incredibilmente esclusi dalla procedura di VIA dalle Amministrazioni preposte. L’esclusione dal procedimento di valutazione d’impatto ambientale non trova alcuna giustificazione a nostro avviso, tenuto conto delle caratteristiche dei singoli progetti e con riguardo al loro impatto complessivo”, aggiunge.

Secondo CIA Agricoltori Italiani di Puglia, assistita in questa battaglia legale dagli avvocati Pasquale Procacci e Carmine Rucireta, non è stato considerato che le dimensioni di ogni singolo impianto e la distanza ravvicinata tra gli stessi avrebbero dovuto certamente indurre le Amministrazioni competenti a sottoporre a valutazione di impatto ambientale i progetti, anche e soprattutto in ragione degli impatti cumulativi delle diverse iniziative.

“Stiamo promuovendo una battaglia legale per la difesa del territorio e delle colture tradizionali che rischiano di essere sostituite con nuove piante, appositamente selezionate per la coltivazione superintensiva. Andremo avanti per impedire che il nostro territorio sia desertificato, irrimediabilmente compromesso, e che un’intera economia possa essere distrutta da progetti così numerosi e impattanti. Ci aspettiamo che l’opinione pubblica, i semplici cittadini, tutta la Comunità di Bitonto e i rappresentanti delle istituzioni prendano consapevolezza di quanto sta accadendo e che si mobilitino assieme a noi per impedire che il territorio di Bitonto sia mortalmente ferito e stravolto. Invitiamo le istituzioni comunali, regionali e Area Metropolitana di definire le aree per questi impianti, in modo da non sacrificare il patrimonio arborio, olivicolo e altre produzioni di pregio”, conclude Sicolo.

Spaccio a Bitonto, maxi blitz nel centro storico: telecamere nascoste dai clan per controllare l’area. Due arresti

Maxi operazione dei Carabinieri nella serata di ieri, 11 febbraio, nel centro storico di Bitonto contro la criminalità organizzata. Sono state scoperte diverse telecamere che erano state installate, nascoste tra vicoli e archi, per controllare l’area 24 ore su 24 e svolgere così indisturbata l’attività di spaccio. Alcune sarebbero state addirittura murate nel cemento.

In campo i carabinieri del Comando provinciale di Bari e del Nucleo cacciatori di Puglia, supportati dal Nucleo elicotteri e dai cinofili. Le perquisizioni eseguite con l’assistenza dei cani antidroga hanno inoltre consentito di eseguire l’arresto di due persone già note che sono state trovate in possesso di ingenti quantitativi di stupefacenti destinati allo spaccio.

“Venerdì ho partecipato al Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico chiedendo con forza una maggiore presenza dello Stato in città, alla luce degli ultimi gravi avvenimenti. Oggi è arrivata una risposta forte e decisa”, le parole del sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci .

“Un segnale importante che va nella direzione che abbiamo indicato. Io continuerò, senza paura, a chiedere più sicurezza, più controllo del territorio e più attenzione per la nostra comunità – ha continuato Ricci -. Andrò avanti con determinazione, perché so di avervi al mio fianco. Ringrazio per questa tempestiva operazione il Prefetto dottor Francesco Russo, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Gianluca Trombetti, la Maggiore Giovanna Bosso, il Comandante della stazione dei Carabinieri di Bitonto Roberto Tarantino. Non mollo. Non molliamo”.

Bitonto, il “ladro di salute” torna al PTA per rubare altri tablet ma fa male i conti: bloccato dalle guardie giurate

È andata decisamente male al “ladro di salute” che stanotte è stato colto sul fatto e bloccato dalle guardie giurate in servizio nel PTA di Bitonto, proprio mentre probabilmente tentava di rubare tablet.

Dopo il furto messo a segno tra sabato e domenica scorsi, un uomo si è introdotto nella struttura danneggiando un’altra porta-finestra (quella del primo furto era stata riparata) per sottrarre verosimilmente altri tablet e forse anche le auto di servizio dell’Assistenza domiciliare.

Ha fatto male i conti, tuttavia, perché la ASL Bari oltre a denunciare il primo furto, ha immediatamente intensificato la vigilanza sull’intera struttura proprio temendo una nuova intrusione notturna.

L’intuizione è stata premiata, perché verso le 3,35 della notte appena trascorsa le guardie giurate hanno intercettato l’uomo all’interno dei locali dell’ADI e lo hanno bloccato, consentendo l’arrivo tempestivo della Forze dell’Ordine.

“Il ladro di salute – commenta il Direttore generale, Luigi Fruscio – è stato consegnato alle Forze dell’ordine per subire le conseguenze di legge per chi non si fa scrupolo di rubare strumenti utili alla Sanità pubblica, che è al servizio anche della comunità in cui probabilmente egli stesso vive. Noi continueremo a lavorare e sorvegliare per il bene di tutti, fiduciosi che l’Autorità Giudiziaria preposta possa recuperare il maltolto, e fare in modo che i nostri operatori possano fornire normalmente l’assistenza domiciliare a pazienti cronici, oncologici e anziani”.

Bitonto, rubati i tablet delle cure domiciliari. La denuncia dell’Asl Bari: “Ladri di salute senza scrupoli”

Ladri senza scrupoli hanno rubato alcuni tablet di recente consegnati agli operatori delle Cure domiciliari del Distretto socio sanitario di Bitonto.

Il fatto sarebbe accaduto tra sabato e domenica nella sede ADI, situata all’interno del Presidio Territoriale di Assistenza. Oltre ai tablet, utilizzati per digitalizzare e migliorare l’assistenza a domicilio, sono state sottratte anche schede sim e chiavi.

La ASL Bari ha prontamente denunciato il furto. «Siamo di fronte a veri e propri “ladri di salute” – commenta il Direttore generale, Luigi Fruscio – delinquenti senza dignità che non si fanno scrupolo di rubare alla Sanità pubblica, che è un bene di tutti, gli strumenti usati per fornire cure e assistenza alle persone più in difficoltà. Non è la prima volta che fatti del genere accadono e noi, come ASL, non vogliamo restare in silenzio, anzi sentiamo il dovere di additare questi malfattori alla pubblica opinione».

Si tratta di un reato particolarmente odioso perché sottrarre strumenti di lavoro agli operatori sanitari, che proprio in questi giorni hanno avviato un nuovo modello di cure domiciliari digitali, significa danneggiare indirettamente ma concretamente pazienti cronici, oncologici e anziani che di quelle cure ne usufruiscono ogni giorno.