Spaccio, maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione: 3 arresti a Bitonto. Recuperate 7 auto rubate

Prosegue senza sosta l’attività della Polizia di Stato per la prevenzione e il contrasto della criminalità nell’area metropolitana. Nelle ultime settimane, il personale del Commissariato di P.S. di Bitonto, coadiuvato dagli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Centrale”, ha portato a termine un servizio ad alto impatto che ha interessato il centro cittadino, la zona “ex 167”, le principali arterie stradali e le frazioni di Mariotto e Palombaio.

L’attività capillare ha permesso di conseguire risultati significativi sul fronte della sicurezza pubblica e del monitoraggio di soggetti d’interesse investigativo: 603 persone controllate, di cui 231 con precedenti, 237 veicoli controllati attraverso 20 posti di controllo; 15 perquisizioni personali e 5 perquisizioni domiciliari effettuate d’iniziativa.

Nel corso delle operazioni, gli agenti hanno proceduto all’arresto di 3 persone in flagranza di reato: due persone sono state tratte in arresto per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti all’interno del borgo antico di Bitonto ed un uomo è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione.

Sul fronte del contrasto alla droga, sono state inoltre elevate 10 sanzioni amministrative (ex art. 75 DPR 309/90) con il contestuale sequestro di circa 50 grammi di marijuana e oltre 5 grammi di cocaina. Particolare attenzione è stata rivolta al contrasto dei furti d’auto, l’attività ha consentito il recupero di 7 autovetture rubate, restituite integre ai legittimi proprietari.

Inoltre, in collaborazione con la Polizia Locale di Bitonto e la Motorizzazione Civile di Bari, è stato effettuato un servizio mirato alla regolarità dei mezzi di micromobilità elettrica. L’operazione ha portato al sequestro amministrativo di 9 monopattini e 4 biciclette elettriche risultate irregolari su 13 mezzi controllati. L’attività della Questura di Bari continuerà con regolarità per garantire una costante cornice di sicurezza e legalità a favore della cittadinanza.

Bitonto, schiaffi e punizioni ai bimbi nell’asilo. L’insegnante sospesa si difende, il gip: “Uso abituale di violenza”

Torniamo ad occuparci della maestra di 65 anni di Bitonto sospesa dall’insegnamento per sei mesi con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di bambini di circa 4 anni. Secondo le indagini, la donna avrebbe compiuto diversi episodi di violenza e umiliazione in classe, tra cui schiaffi sul viso e sulla nuca, strattonamenti e urla. In un caso avrebbe fatto cadere un bambino obbligandolo a rimanere a terra, mentre in un altro avrebbe colpito una bambina sulla testa con un libro.

L’indagine è partita dopo la denuncia di due madri, insospettite da alcuni comportamenti dei figli a casa. Uno dei bambini, ad esempio, aveva iniziato a fare un “gioco strano”, avvolgendosi del nastro adesivo addosso e dicendo che lo faceva “come la maestra”. Confrontandosi con altre famiglie, è emerso che anche un altro bambino imitava lo stesso comportamento.

La polizia del commissariato di Bitonto ha quindi installato delle telecamere in classe, che avrebbero ripreso i presunti maltrattamenti. Interrogata, la maestra — assistita dall’avvocato Tommaso Barile — ha ammesso che alcuni comportamenti possono essere stati inappropriati, ma li ha giustificati con l’indisciplina e la scarsa autonomia dei bambini. Ha inoltre sostenuto che non si trattava di schiaffi ma di “colpetti dietro la nuca” e ha negato di aver usato nastro adesivo.

La giudice per le indagini preliminari di Bari ha però ritenuto che ci siano gravi indizi a suo carico, sottolineando che i comportamenti registrati mostrano un uso abituale di violenza, spesso sproporzionato rispetto alla vivacità dei bambini. Per questo ha disposto la sospensione cautelare della docente, mentre la difesa ha annunciato che presenterà appello contro il provvedimento.

Rapine, armi, furti in tabaccherie, gioiellerie e sale giochi: 10 arresti nel Barese. La base a Bitonto – I NOMI

In soli tre mesi, tra il 2022 e il 2023, avrebbero messo a segno 6 colpi ai danni di tabaccherie, gioiellerie e sale giochi, con un guadagno di circa 150mila euro tra contanti, tabacchi e gratta e vinci.

Il gruppo, come emerso dalle indagini dei carabinieri di Bari, sarebbe stato composto da un “gruppo d’assalto”, incaricato di mettere a segno i colpi (progettati di mattina ed eseguiti di sera), e di vedette incaricate di segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. La merce rubata, poi, sarebbe stata rimessa sul mercato.

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Per questo, in 10 sono stati arrestati (cinque in carcere, cinque ai domiciliari) per i reati di associazione a delinquere finalizzata ai furti e rapine ai danni di attività commerciali, riciclaggio e ricettazione, con l’aggravante della disponibilità di armi. Il gruppo aveva base nel comune di Bitonto, i colpi sono stati messi a segno in diversi comuni tra le province di Bari e Barletta-Andria-Trani. Gli indagati in totale sono 16.

I cinque finiti in carcere sono Francesco Rizzi (45), Leonardo Bartolomeo (40), Vincenzo Schiavino (30), Nicola Racaniello (27) Emanuele Loconte (29);. Ai domiciliari Giuseppe Schiavino (23), Emanuele Garofalo (47), Vito Amendolagine (45), Michele Schiavinov (50), Antonio Rizzi (58).

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L’indagine, chiamata “Giulietta bianca” dal nome della macchina utilizzata dal gruppo, ha consentito di recuperare armi e attrezzi usati per i colpi, tra cui le punte chiodate utilizzate per favorire la fuga, ma ha fatto anche emergere come i tabacchi rubati, in molti casi, venissero reimmessi sul mercato da un indagato titolare di un bar di Bitonto con licenza per la vendita di tabacchi.

Il gruppo, hanno spiegato gli inquirenti in conferenza stampa, usava “metodi imprenditoriali” ed era organizzato con una “struttura verticistica”. Gli indagati, come emerso, avrebbero usato linguaggio criptico (“vieni a mangiare un panzerotto” per indicare un colpo) e tra loro si sarebbero vantati delle loro capacità: “Il rubare lo devi avere nel sangue”, dice un indagato intercettato dagli inquirenti.

Choc in una scuola di Bitonto, schiaffi e punizioni ai bimbi: sospesa insegnante di 65 anni

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio, per la durata di sei mesi, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, nei confronti di un’insegnante sessantacinquenne in servizio presso una scuola dell’infanzia di Bitonto.

Si rappresenta che si tratta di un provvedimento assunto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa. Il provvedimento scaturisce da una complessa e articolata attività di indagine condotta dai Poliziotti del Commissariato di PS di Bitonto, avviata nel mese di novembre 2025 a seguito di denuncia presentata dai genitori di alcuni alunni in relazione a presunti maltrattamenti.

Le attività investigative, consistite anche in accertamenti tecnici audio-video all’interno dell’istituto scolastico, avrebbero consentito di acquisire, nell’arco temporale di circa un mese e mezzo, elementi utili a riscontrare reiterate condotte vessatorie nei confronti dei minori affidati alla docente per ragioni di educazione, istruzione e vigilanza. Le condotte contestate consisterebbero, allo stato delle indagini, in schiaffi, strattonamenti e punizioni ritenute non consone al contesto educativo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, a seguito dell’arresto, si avvierà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, il 25enne Cosimo Magro travolto e ucciso sulla ss16. La mamma: “Voglio giustizia il suo assassino è libero”

“Dal 1 novembre 2025 mio figlio non c’è più, l’assassino è libero. Non trovo giusto che lui sia libero, si tratta di omicidio stradale, era con un tasso alcolemico alto al secondo grado e andava ad alta velocità su una strada su cui bisogna viaggiare a 50 km/h”.

Inizia così lo sfogo della mamma di Cosimo Magro, il 25enne di Bitonto tragicamente deceduto il 1° novembre all’alba sulla ss16 all’altezza dei curvoni di Palese.

“Non mi sento tutelata dalla legge, molte mamme come me hanno perso figli per omicidio stradale ed aspettano anni per il processo – aggiunge -. Questo non è giusto, l’assassino dovrebbe essere in carcere a quest’ora, ha causato a mio figlio un trauma cranico e andava ad una velocità superiore a quella stabilita, non è giusto che sia ancora in libertà”.

“Mio figlio Cosimo ha perso la vita per soccorrere un automobilista che era andato fuori strada, per il suo altruismo ha perso la vita per colpa di un ubriaco – conclude -. Voglio giustizia per mio figlio”.

Bitonto, rapina armata in una gioielleria. Titolari aggrediti con pistola e martello: ladri in fuga con bottino

Rapina in pieno centro a Bitonto, in una gioielleria di via Repubblica. Quattro persone travisate, una armata di pistola e un’altra con un martello, hanno approfittato dell’assenza dei titolari e, al loro rientro, li hanno aggrediti costringendoli ad aprire la cassaforte.

I banditi hanno portato via gioielli e orologi, per un bottino ancora da quantificare, e sono poi fuggiti in auto. I proprietari, rimasti feriti, sono stati soccorsi dal 118. Sul caso indagano polizia e Scientifica, al lavoro anche sulle immagini di videosorveglianza per identificare i responsabili.

Bitonto, droga lanciata sui tetti delle case dagli spacciatori in fuga: sequestrate oltre 650 dosi

Nel corso di un mirato servizio finalizzato al controllo del territorio e al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti nella nota piazza di spaccio “del ponte” del centro storico di Bitonto, i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Modugno hanno sequestrato complessivamente numerose (oltre 650) dosi di hashish, per un peso complessivo di oltre 1 kilo e 730 grammi.

Lo stupefacente è stato rinvenuto, per la maggior parte, sui tetti di alcune abitazioni, ove era stato lanciato da due persone (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) dileguatesi alla vista dei militari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Tragedia a Bitonto, oggi l’ultimo saluto al 17enne Gianvito Carelli. Fuori pericolo i due amici feriti

Saranno celebrati oggi pomeriggio, alle 16 nella chiesa del Palombaio, i funerali di Gianvito Carelli, il 17enne che ha perso la vita nella notte fra venerdì e sabato nell’incidente stradale avvenuto lungo la provinciale 22 che collega Palombaio a Terlizzi.

La vittima, secondo quanto ricostruito dalle indagini, sedeva sul sedile passeggero di una Jeep Ranegade guidata da un suo amico 19enne. La vettura è finita fuori strada e si è ribaltata, schiantandosi contro un muretto a secco e contro gli alberi.

Per il 17enne non c’è stato nulla da fare, feriti gli altri due occupanti dell’auto, entrambi di 19 anni. Sono ricoverati all’ospedale Di Venere e al Policlinico, le loro condizioni non sono gravi.

“L’intera comunità si stringe attorno alla famiglia in questo momento di dolore – fa sapere il sindaco di Bitonto Francesco Paolo Ricci – siamo sgomenti davanti ad un’altra giovane vita spezzata troppo presto”.

Tragedia nella notte a Bitonto, auto si schianta contro albero: muore il 17enne Gianvito Carelli. Due feriti

È di un morto e due feriti il bilancio di un incidente stradale avvenuto a Bitonto, nel Barese, nelle scorse ore. La vittima è un ragazzo di 17 anni, Gianvito Carelli, che viaggiava con due amici nell’auto che è finita fuori strada impattando contro un albero.

Le due persone ferite hanno 17 e 19 anni: il primo ha riportato politraumi ed è ricoverato al Policlinico di Bari, il 19enne è stato trasportato all’ospedale Di Venere.

Il personale sanitario del 118 intervenuto non ha potuto fare nulla per salvare la vita del 17enne. Indagano i carabinieri sulla dinamica dell’incidente e per capire come mai l’auto sia finita fuori strada.

Fotovoltaico, previsti 50mila espianti di ulivi a Bitonto. La CIA dice no: “Ricorsi pronti daremo battaglia”

Di qui ai prossimi mesi, per fare posto a nuovi impianti agrivoltaici-fotovoltaici, nel territorio di Bitonto, potrebbero essere espiantati circa 50mila alberi di ulivo. È quanto ha verificato CIA Agricoltori Italiani prendendo in esame le procedure in corso di valutazione autorizzativa. In particolare, sono 5 gli interventi che potrebbero essere attuati qualora gli iter in atto dovessero arrivare fino alla fine.

L’intervento più impattante è quello proposto da PV Verde Srl per un impianto di agrivoltaico di potenza pari a 86,79 Mw, procedimento escluso dalla VIA (valutazione di impatto ambientale), con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2366/2025: in questo caso, si prevede l’espianto di 30.000 ulivi. Altri 7mila espianti sono previsti per un intervento proposto da PV Blu SrL (agrivoltaico) per 19,91 MW di potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 1986/2025. Stesso numero di espianti, ben 7mila, sono previsti per il parco fotovoltaico proposto da GDS Sole SrL, impianto da 9,31 MW di potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2367/2025.

Il quarto progetto per numero di espianti è quello proposto da PV Sol SrL (agrivoltaico) per 19,89 MW di potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2166/2025: previsione di 4mila espianti. Il quinto progetto riguarda la proposta avanzata da GDS Sole SrL (fotovoltaico) per 4,83 MW di potenza, escluso dalla VIA con provvedimento della Città Metropolitana di Bari n. 2368/2025, con previsione dell’espianto di 1.700 ulivi.

A questi interventi occorre aggiungere un ulteriore progetto, già autorizzato e realizzato, proposto da GDR Solare (fotovoltaico), che prevede l’espianto di circa 2.100 alberi di ulivo nel territorio di Bitonto, assentito con A.U. n. 146/2023. “Cinquantamila espianti di ulivi avrebbero un impatto devastante”, dichiara Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani.

“È a rischio la sopravvivenza di una coltura e di una cultura, quella olivicolo-olearia, che rappresenta l’identità, la storia, il presente e il futuro del territorio bitontino, da sempre caratterizzato dai suoi ulivi e da un olio extravergine d’oliva che è un’eccellenza nazionale. CIA Agricoltori Italiani è fermamente contraria a questa massiccia, pervasiva e devastante aggressione e trasformazione del territorio. Abbiamo presentato ricorso per far valere quantomeno il rispetto delle prescrizioni imposte in sede di autorizzazione unica, tra cui il censimento degli ulivi in buono stato e il loro spostamento in altra località. Con ulteriori tre ricorsi, CIA Puglia ha impugnato gli ulteriori progetti che sono stati incredibilmente esclusi dalla procedura di VIA dalle Amministrazioni preposte. L’esclusione dal procedimento di valutazione d’impatto ambientale non trova alcuna giustificazione a nostro avviso, tenuto conto delle caratteristiche dei singoli progetti e con riguardo al loro impatto complessivo”, aggiunge.

Secondo CIA Agricoltori Italiani di Puglia, assistita in questa battaglia legale dagli avvocati Pasquale Procacci e Carmine Rucireta, non è stato considerato che le dimensioni di ogni singolo impianto e la distanza ravvicinata tra gli stessi avrebbero dovuto certamente indurre le Amministrazioni competenti a sottoporre a valutazione di impatto ambientale i progetti, anche e soprattutto in ragione degli impatti cumulativi delle diverse iniziative.

“Stiamo promuovendo una battaglia legale per la difesa del territorio e delle colture tradizionali che rischiano di essere sostituite con nuove piante, appositamente selezionate per la coltivazione superintensiva. Andremo avanti per impedire che il nostro territorio sia desertificato, irrimediabilmente compromesso, e che un’intera economia possa essere distrutta da progetti così numerosi e impattanti. Ci aspettiamo che l’opinione pubblica, i semplici cittadini, tutta la Comunità di Bitonto e i rappresentanti delle istituzioni prendano consapevolezza di quanto sta accadendo e che si mobilitino assieme a noi per impedire che il territorio di Bitonto sia mortalmente ferito e stravolto. Invitiamo le istituzioni comunali, regionali e Area Metropolitana di definire le aree per questi impianti, in modo da non sacrificare il patrimonio arborio, olivicolo e altre produzioni di pregio”, conclude Sicolo.