Giro di escort nella casa popolare, è assegnata a un rumeno. Occupanti in fuga: “sparita” una bimba

Un giro di escort nella casa popolare, la storia che vi raccontiamo è davvero particolare. La ragazza che ha esercitato per due mesi la professione più antica del mondo non è l’assegnataria dell’abitazione e non lo è neppure il suo compagno.

Il reale assegnatario è un noto rappresentante della comunità rumena di Bari. Non si è mai visto, tranne qualche sporadica apparizione. Nell’abitazione ci sono state diverse persone, fino all’arrivo di una coppia.

E qui c’è il secondo aspetto drammatico nella vicenda. All’interno dell’abitazione è arrivata anche una bimba di 10 mesi. Nei giorni scorsi un “cliente” è stato fermato da un inquilino, ammettendo di aver fatto visita alla escort.

Da qui la scoperta da parte dell’intero stabile del viavai di persone, l’amministratrice di condominio ha chiamato il legittimo assegnatario chiedendo spiegazioni. Poco dopo la ragazza è scappata via con il compagno, indossando un semplice accappatoio, nessuno però ha visto la bimba.

Al momento non si sa che fine abbia fatto.  Qualcuno è riuscito ad introdursi nell’abitazione, scoprendo le tracce piuttosto evidenti di quello che accadeva all’interno.

Tensione a Casamassima, liberata casa popolare occupata da 4 abusivi: blitz di Polizia e Carabinieri – FOTO E VIDEO

Ieri mattina, in attuazione del decreto di rilascio ed a seguito delle intese raggiunte in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, tenutosi in Prefettura, e Tavolo Tecnico, presso la Questura, è stato eseguito lo sgombero di un immobile sito nel comune di Casamassima, di proprietà dell’ARCA Puglia.

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L’unità abitativa risultava occupata da un nucleo familiare composto da 4 persone. L’operazione, programmata nei dettagli per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza degli operatori e degli occupanti, è stata condotta dalla Polizia di Stato, con il supporto dei militari dell’Arma dei Carabinieri.

Presente una squadra dei Vigili del Fuoco, per le esigenze di specifica competenza, e personale della Polizia Locale che ha gestito la viabilità nel tratto di strada interessato.

Sul posto erano presenti unità del P.I.S. – Pronto Intervento Sociale del Comune di Casamassima, incaricate di fornire assistenza a eventuali soggetti fragili, e personale medico a bordo di un’ambulanza.

L’operazione, nonostante alcuni momenti di tensione e la persistenza degli occupanti a non voler lasciare l’immobile, si è svolta regolarmente, nel rispetto delle disposizioni di legge e con la massima attenzione dedicata alla tutela delle persone coinvolte. L’immobile è stato quindi riconsegnato all’ente proprietario e sarà successivamente assegnato secondo le procedure previste dalla normativa vigente.

Come già riferito in precedenza, continuano su tutto il territorio della Città Metropolitana le operazioni di riacquisizione di beni occupati abusivamente ovvero oggetto di confisca e/o sequestro.

Disastro Arca, Amalia sente scricchiolare il palazzo popolare: “De Nicolo hai mentito a un’80enne”

Torniamo ad occuparci del filone delle case popolari. Questa volta ci siamo recati a casa dell’80enne Amalia. Vive da 63 anni nella stessa palazzina che ora è in condizioni disastrose e si è rivolta alle Istituzioni per cambiare sistemazione, prima di rapportarsi con il consueto scaricabarile.

Amalia ci racconta le varie tappe della sua storia e afferma di sentirsi presa in giro dall’Arca Puglia. Una promessa, con tanto di stretta di mano da parte dell’amministratore De Nicolo, fin qui non mantenuta.

Bari, droga nella casa popolare occupata: arrestati nonna e nipote. Trovati anche zanne d’avorio e giubbotto antiproiettile

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Bari hanno tratto in arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed invasione di terreni o edifici in concorso (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) due italiani: Francesco Crudele., ventunenne e la nonna di quest’ultimo, S.P., cinquantottenne, entrambi con precedenti di polizia.

Gli operanti, nella tarda mattinata di giovedì 19 giugno, hanno eseguito dei controlli, avvalendosi anche dell’ausilio del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno (BA), nel quartiere periferico di Bari dove vivono gli arrestati.

All’esito della perquisizione domiciliare presso la loro abitazione ed anche in altro appartamento, dello stesso stabile, di proprietà dell’A.R.C.A. Puglia Centrale, occupato abusivamente dagli arrestati, i carabinieri hanno rinvenuto, complessivamente, 6 confezioni ed una busta in plastica per un peso complessivo di 260 grammi di marijuana, una busta in plastica contenente 50 grammi di hashish, cinque panetti per un peso totale di 450 grammi di hashish, tredici dosi di per un totale di 70 grammi di hashish, una busta in cellophane contente “cocaina in pietra” per un peso di 313 grammi, tre piante di marijuana, un giubbotto antiproiettile, denaro contante per un totale di 230 euro, cinque bilancini di precisione, una macchina per sottovuoto, un apparecchio contasoldi ed attrezzature per il taglio e confezionamento delle stesse.

Sono stati rinvenuti, inoltre, un carapace di tartaruga “caretta caretta” e due zanne in avorio di elefante, di cui C.F. non era in grado di dimostrare la lecita provenienza e per tale motivo è stato denunciato anche per la violazione della specifica norma inerente il commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione.

Gli indagati sono stati dichiarati in arresto; C.F. è stato condotto presso la Casa Circondariale di Bari, mentre la donna è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa di udienza di convalida a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri a loro carico è stato condiviso dalla Procura della Repubblica di Bari che ha avanzato, nei confronti di entrambi, richiesta di emissione di misura cautelare accolta dal G.I.P. del Tribunale di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’eventuale colpevolezza degli indagati, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti

Bari, casa popolare occupata da abusivi trasformata in centrale di spaccio: arrestati nonna e nipote di 58 e 21 anni

I Carabinieri hanno scoperto una casa popolare in via Giustina Rocca, situata nel quartiere Japigia di Bari, trasformata in centrale di spaccio e deposito di droga. L’appartamento è stato occupato da qualche mese abusivamente dal nipote del legittimo proprietario deceduto con moglie e figlio piccolo ed è stato trasformato in laboratorio per lo stoccaggio e il confezionamento della droga.

A detenere le chiavi nonna e nipote, entrambi arrestati. Arresti domiciliari per la 58enne, carcere per il 21enne. Nelle prossime ore compariranno davanti al gip. All’interno dell’abitazione sono stati trovati 60 grammi di marijuana e 170 di hashish.

In un altro alloggio della stessa palazzina è stato trovato materiale per confezionare dosi di stupefacenti pronte per il mercato, oltre a 400 grammi di hashish, 300 di marijuana e 313 di cocaina in un unico pezzo. L’abitazione è stata restituita all’Arca.

 

Sfratto esecutivo tra un mese, il dilemma di Maria. Occupare una casa popolare: “Troppe sono vuote”

Torniamo ad occuparci del filone delle case popolari. Questa volta ci troviamo a San Girolamo, la protagonista di questa storia è Maria con i suoi figli. Ha uno sfatto esecutivo il 3 luglio e non sa dove andare. Si trova davanti ad un dilemma dopo aver chiesto l’emergenza abitativa. Occupare una casa popolare o finire in comunità. Nel video allegato la sua storia.

Bari, casa popolare tolta ai clan a Japigia: dentro una famiglia con 2 figli disabili evacuata dopo il crollo di Carrassi

La casa popolare situata in via Giorgio La Pira, nel quartiere Japigia di Bari, fino a ieri occupata abusivamente dai parenti di Donato Maurogiovanni, 39enne arrestato nell’ambito dell’inchiesta Codice Interno e ritenuto vicino al clan Palermiti, è stata consegnata ad una famiglia di quattro persone con due figli disabili.

Si tratta di una delle famiglie rimaste senza un tetto dopo lo sgombero delle palazzine limitrofe all’edifico crollato in via Pinto nel quartiere Carrassi. La famiglia, viste le condizioni particolarmente delicate, era stata ospitata in un b&b.

Dopo la consegna delle chiavi all’Arca, c’è stato il trasferimento e per questo non c’è stato bisogno dello sfratto e dell’intervento delle Forze dell’Ordine. Come invece accaduto in via Caldarola con la nipote del boss Palermiti. Ora dentro c’è una famiglia di 4 persone e l’Arca sta effettuando lavori per l’installazione di una rampa mobile per consentire l’accesso ad un malato.

Il primo nucleo familiare aveva rinunciato ad entrare per timore di subire ritorsioni dai Palermiti. In entrambi i casi le abitazioni sono state lasciate in ottime condizioni e questo ha reso le tempistiche più veloci.

La situazione resta delicata, sono trecento le lettere di sfratto da immobili occupati nella sola città di Bari, tra queste duecento dove viene revocato il diritto al mantenimento dell’alloggio popolare a causa delle morosità.

Casa popolare in centro, abusivo lascia le chiavi (2). Angela: “Avevo chiesto un cambio 11 anni fa”

Torniamo ad occuparci del filone delle case popolari di Bari e di una delle abitazioni più ambite di tutti, in pieno centro, nel quartiere Madonnella, e a pochi passi dal lungomare.

Un uomo, dopo aver occupato la casa, non si trova più in città e l’aveva “consegnata” alla figlia imprenditrice che l’ha abitata in sua assenza. L’abbiamo incontrata e intervistata, la chiacchierata ci ha lasciati davvero senza parole. La storia ha creato parecchio rumore come da previsioni.

Avevamo convinto la ragazza a cedere la casa popolare e, dopo avervi parlato della consegna delle chiavi dell’abitazione all’Arca, abbiamo parlato con chi ora ora è dentro. Angela e la sua famiglia vivevano in una casetta più piccola e avevano chiesto di cambiare alloggio 11 anni fa, sono tornati all’assalto dopo aver visionato il nostro primo servizio. E la storia ha avuto un doppio lieto fine perché la loro ex casa si presta decisamente ad una coppia più anziana.