Torniamo ad occuparci dell’Arca. Abbiamo raggiunto Elisa nella sua casa popolare, rimasta senz’acqua calda. La 70enne deve tenere bada da sola ai suoi due figli psichiatrici ed è scoppiata in lacrime, lanciando un appello disperato e chiedendo un aiuto immediato.
Fuori dalla casa popolare con la figlia disabile, Lorenzo: “Il vero crimine sono gli alloggi vuoti”
La prima intervista a Lorenzo e Laura, sbattuti fuori da una casa popolare occupata abusivamente con i due figli minori, tra cui una bimba disabile al 100%, ha ovviamente scatenato diverse reazioni.
Lorenzo ha avuto problemi con la giustizia e viveva in uno delle abitazioni sgomberate a San Pio. Proprio lì oggi si sono registrati momenti di tensione, numerose famiglie sono scese in strada per una protesta. Vi proponiamo la seconda intervista realizzata a Lorenzo all’esterno della casa sgomberata e chiusa.
Case popolari, bagno da incubo. Ex dipendente Arca aiuta il vicino: storici abusi buttati nel cesso
Torniamo ad occuparci di case popolari, siamo tornati in via Volpe, al civico 1 B, dopo aver liberato un appartamento che era stato occupato abusivamente da un’imprenditrice. Questa volta protagonista è il 78enne Michele Parisi, assegnatario di un’abitazione e costretto a recarsi in bagno con ombrello, giubbotto e cappello.
C’è però un altro Michele protagonista in questa vicenda. Ogni due giorni, a 80 anni sale sulla scala, prende i secchi pieni d’acqua, li svuota e li sistema dove c’è la perdita d’acqua. A rendere più surreale questa vicenda è che l’aiutante Michele è un ex dipendente Arca.
Piove nella casa popolare, Mina vince un ombrello: “Aspettando l’Arca farò pipì senza bagnarmi”
Benvenuti alla prima puntata del Quiz dell’Arca. Le prime concorrenti sono Chiara e Mina, entrambe abitano in una palazzina popolare situata al quartiere San Paolo di Bari e vanno in bagno con l’ombrello a causa della perdita dal piano superiore. Abbiamo deciso così di far ascoltare ora un suono e mettere proprio un ombrello in palio. Ad trionfare è Mina. Tra una risata e l’altra, la situazione però resta delicata.
Casa popolare occupata da 20 anni, minacce in tv al sindaco di Bitonto: obbligo di firma per il 50enne Cipriano
I carabinieri della Stazione di Bitonto hanno dato esecuzione all’ordinanza della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, emesso dal Tribunale di Bari – Ufficio GIP, nei confronti di Cipriano Antonio, cl. 1975, pregiudicato.
Il provvedimento trae origine dalle minacce rivolte dall’uomo nei confronti del Sindaco di Bitonto, pronunciate nel corso di un servizio giornalistico trasmesso lo scorso 21 settembre dalla nota trasmissione televisiva “Fuori dal coro” (Rete 4 – Mediaset). Nel corso dell’intervista, realizzata nell’ambito di un’inchiesta sulle occupazioni abusive di immobili comunali, l’uomo aveva pubblicamente proferito frasi minacciose nei confronti del Primo Cittadino, dichiarando la volontà di ucciderlo in caso di un rilascio forzoso dell’abitazione da lui occupata da circa vent’anni.
A seguito delle indagini delegate dall’A.G. alla Stazione Carabinieri di Bitonto, in relazione alla condotta del soggetto ritenuto responsabile del reato di minaccia a P.U., e della successiva richiesta della Procura della Repubblica di Bari, il G.I.P. – all’esito dell’interrogatorio dell’indagato – ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, Ricci Francesco Paolo, Sindaco di quel Comune, nonché ai luoghi da lui abitualmente frequentati. Poiché l’indagato ha negato il consenso all’applicazione del dispositivo elettronico di controllo, il Giudice ha altresì disposto nei suoi confronti l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
L’attività testimonia la costante attenzione della polizia giudiziaria e della Procura nella tutela delle istituzioni e nel contrasto a ogni forma di minaccia o intimidazione nei confronti di quei rappresentanti.
È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contradditorio con la difesa dell’indagato.
Putignano, membri del clan Capriati costringono famiglia a lasciare la casa popolare: interviene la Polizia – VIDEO
Avevano costretto con minacce e intimidazioni una famiglia con un bambino ad abbandonare la casa di edilizia popolare che le era stata assegnata, con l’intenzione di occuparla abusivamente.
+++ IL VIDEO SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++
Ma sono stati bloccati dall’intervento della polizia che, su delega della Direzione distrettuale antimafia di Bari e della Procura presso il tribunale per i minorenni ha compiuto una serie perquisizioni nel quartiere di San Pietro Piturno di Putignano.
Le persone coinvolte, una decina, sono indagate per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Tra loro ci sono anche due minorenni. Si tratta di famiglie vicine al clan mafioso dei Capriati che esercitano la loro influenza nella zona.
Le perquisizioni hanno impegnato circa 100 uomini tra personale della Squadra Mobile, del commissariato di Putignano, del reparto prevenzione crimine e della Polizia Scientifica, con il supporto di un elicottero del 9° Reparto Volo di Bari e due unità cinofile.
Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati anche oggetti appartenenti alla famiglia allontanata, tra cui numerose statuette da collezione dal valore di diverse migliaia di euro. Sono stati trovati anche due telefoni che, secondo quanto accertato, erano destinati ad uno degli indagati attualmente detenuto per altra causa. La famiglia scacciata dall’appartamento ha rinunciato all’assegnazione e ha trovato un’altra sistemazione, e la casa popolare è stata quindi assegnata ad un’altra famiglia legittimata.
Disabili prigionieri nella casa popolare. L’ira dei familiari: “Dicono che non ci sono soldi”
Torniamo ad occuparci del filone delle case popolari, questa volta ci troviamo in via dei Narcisi a San Catino per parlare di una palazzina di proprietà del Comune. L’ascensore non è funzionante e nello stabile ci sono diversi disabili che sono così prigionieri nelle rispettive abitazioni. Nel video allegato la denuncia degli inquilini e il loro appello alle Istituzioni.
Si spegne nella casa popolare e il corpo viene scoperto un anno dopo: 82enne pugliese muore nell’indifferenza
Muore in casa e il suo corpo senza vita viene ritrovato solo dopo un anno in una casa popolare a Vercelli. È la storia di una 82enne originaria di Manduria, Silvana Teresa Buccolieri.
I vicini l’avevano vista l’ultima volta a dicembre dell’anno scorso, la cassetta delle lettere era piena di bollette. Nessuno però ha pensato di chiamare qualcuno o allertare le Forze dell’Ordine. Si ipotizza che il decesso sia dovuto a cause naturali.
Giro di escort nella casa popolare, è assegnata a un rumeno. Occupanti in fuga: “sparita” una bimba
Un giro di escort nella casa popolare, la storia che vi raccontiamo è davvero particolare. La ragazza che ha esercitato per due mesi la professione più antica del mondo non è l’assegnataria dell’abitazione e non lo è neppure il suo compagno.
Il reale assegnatario è un noto rappresentante della comunità rumena di Bari. Non si è mai visto, tranne qualche sporadica apparizione. Nell’abitazione ci sono state diverse persone, fino all’arrivo di una coppia.
E qui c’è il secondo aspetto drammatico nella vicenda. All’interno dell’abitazione è arrivata anche una bimba di 10 mesi. Nei giorni scorsi un “cliente” è stato fermato da un inquilino, ammettendo di aver fatto visita alla escort.
Da qui la scoperta da parte dell’intero stabile del viavai di persone, l’amministratrice di condominio ha chiamato il legittimo assegnatario chiedendo spiegazioni. Poco dopo la ragazza è scappata via con il compagno, indossando un semplice accappatoio, nessuno però ha visto la bimba.
Al momento non si sa che fine abbia fatto. Qualcuno è riuscito ad introdursi nell’abitazione, scoprendo le tracce piuttosto evidenti di quello che accadeva all’interno.
Tensione a Casamassima, liberata casa popolare occupata da 4 abusivi: blitz di Polizia e Carabinieri – FOTO E VIDEO
Ieri mattina, in attuazione del decreto di rilascio ed a seguito delle intese raggiunte in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, tenutosi in Prefettura, e Tavolo Tecnico, presso la Questura, è stato eseguito lo sgombero di un immobile sito nel comune di Casamassima, di proprietà dell’ARCA Puglia.
+++ IL VIDEO SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM +++
L’unità abitativa risultava occupata da un nucleo familiare composto da 4 persone. L’operazione, programmata nei dettagli per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza degli operatori e degli occupanti, è stata condotta dalla Polizia di Stato, con il supporto dei militari dell’Arma dei Carabinieri.
Presente una squadra dei Vigili del Fuoco, per le esigenze di specifica competenza, e personale della Polizia Locale che ha gestito la viabilità nel tratto di strada interessato.
Sul posto erano presenti unità del P.I.S. – Pronto Intervento Sociale del Comune di Casamassima, incaricate di fornire assistenza a eventuali soggetti fragili, e personale medico a bordo di un’ambulanza.
L’operazione, nonostante alcuni momenti di tensione e la persistenza degli occupanti a non voler lasciare l’immobile, si è svolta regolarmente, nel rispetto delle disposizioni di legge e con la massima attenzione dedicata alla tutela delle persone coinvolte. L’immobile è stato quindi riconsegnato all’ente proprietario e sarà successivamente assegnato secondo le procedure previste dalla normativa vigente.
Come già riferito in precedenza, continuano su tutto il territorio della Città Metropolitana le operazioni di riacquisizione di beni occupati abusivamente ovvero oggetto di confisca e/o sequestro.










