Anziani truffati, broker risarcirà 20mila euro. Fortunata: “Doveva provare il letto del carcere”

Otto anni dopo la sua denuncia, Fortunata può tornare a sorridere. I reati sono prescritti, ma il 52enne Amatore Polluce, nostra vecchia conoscenza, è stato condannato dalla Corte di Appello di Bari al risarcimento di 20mila euro nei suoi confronti. Il promotore finanziario rappresentava la Banca Mediolanum e avrebbe investito i soldi sottratti all’anziana, all’epoca dei fatti 81enne, in borsa a sua insaputa. In primo grado era stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione e, in solido con la banca Mediolanum, a risarcire il danno causato.

Siamo andati a trovare Fortunata dopo la sentenza. Le sono stati sottratti circa 60mila euro ma non è stata l’unica vittima, Polluce ha infatti truffato diverse persone, soprattutto anziane, approfittando della loro età avanzata e della loro “ignoranza” in materia. La vicenda risale al 2007, Fortunata si è costituita parte civile nel processo e si sarebbe resa conto di essere stata truffata solo dopo la morte del marito.

Omicidio Palazzotto a Bitritto, il 31enne Francesco Assunto condannato a 14 anni di reclusione. Familiari risarciti

Francesco Assunto è stato condannato alla pena di 14 anni di reclusione. Il 31enne di Bitritto è imputato per l’omicidio volontario del 27enne Giovanni Palazzotto, soffocato fino a morire all’alba del 20 novembre 2022 nella piazza centrale della cittadina nel barese. La sentenza è arrivata al termine del processo con rito abbreviato.

Secondo l’accusa Assunto avrebbe “infierito in maniera continuativa con la forza fisica e con continui insulti contro la vittima non mostrando pietà nemmeno quando quest’ultimo era in fin di vita ed evidenziando totale insensibilità perfino dinanzi al cadavere”. Palazzotto, in stato di agitazione per aver assunto alcol e droga, quella mattina stava importunando i clienti e i gestori di diverse attività commerciali di Bitritto. Nel caso del bar di Assunto avrebbe tentato di sfondare la vetrata d’accesso. Il 31enne riuscì a bloccarlo, dandogli anche sei pugni, e lo immobilizzò a terra, facendo pressione con un ginocchio sulla schiena, fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Proprio quella pressione esercitata con forza e a lungo, per ben 16 minuti, secondo l’accusa è risultata fatale.

Il giudice ha riconosciuto anche il risarcimento dei danni ai familiari della vittima costituiti parti civili. Per loro provvisionali esecutive tra i 10mila e i 40mila euro ciascuno.

Psichiatra uccisa a Bari, la Procura chiede la conferma delle due condanne: si torna in aula il 29 gennaio – I NOMI

La Procura generale di Bari ha chiesto la conferma della condanna a tre anni e sei mesi di reclusione, in primo grado, nei confronti dell’ex dg della Asl di Bari Domenico Colasanto, condannato nel 2021 per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro per la morte della psichiatra barese Paola Labriola, uccisa da un paziente il 4 settembre 2013 con 57 coltellate nel centro di salute mentale di via Tenente Casale, nel quartiere Libertà di Bari.

Sollecitata anche la conferma della condanna a tre anni per l’ex funzionario della Asl Alberto Gallo, ritenuto responsabile della compilazione di un falso Dvr (Documento di valutazione dei rischi) della struttura in cui lavorava la psichiatra. I due, in primo grado, erano stati assolti dal reato di induzione indebita a dare o promettere utilità, Gallo anche da altre contestazioni di falso.

Nel corso della lunga udienza svoltasi oggi in corte d’Appello, Colasanto ha rilasciato dichiarazioni spontanee. Il processo è stato rinviato al prossimo 29 gennaio per la discussione delle parti civili, del responsabile civile (la Asl) e delle difese degli imputati. Nella stessa data potrebbe arrivare la decisione.

Bari, intercettato a casa mentre parla di armi da guerra con i genitori: arrestato e condannato 37enne di Japigia

Un sorvegliato speciale 37enne di Japigia è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione dopo essere stato intercettato dagli investigatori antimafia nell’ambito di un’inchiesta sulle attività illecite dei clan in città.

L’uomo, in una chiacchierata a casa con i genitori, parla dell’acquisto di un’arma da guerra da 2500 euro e anche di un possibile nascondiglio per la stessa arma e per le munizioni in caso di perquisizione. “Metti il colpo in canna, boom boom boom, li spari tutti. Come spingi, sta tutto là, una mitraglietta diventa, ecco perché gli ho dati”, le parole intercettate lo scorso 25 aprile riportate da La Gazzetta del Mezzogiorno.

“Tre cose tutte insieme le tengo come arriva una perquisizione tutto quanto mi devono togliere. Che ti pensi che non devono andare a guardare sopra, veloci vanno – aggiunge -. Alla fine 2500 gli ho dato così è la sicura centrale, così metti il colpo in canna e come spingi li spara tutti, diventa una mitraglietta. Con questa sono quattro, e se me la trovano, me le tolgono tutte. Là sono venuti cinquanta volte, sotto qua a fare le perquisizioni, là non hanno mai trovato niente a me, ecco perché le metto sempre là”. Due giorni dopo il blitz in casa. Il 37enne è stato arrestato e poi condannato.

Azioni illiquide, condannata l’ex Banca Popolare di Bari: dovrà risarcire due azioniste per oltre 170mila euro

L’ex Banca popolare di Bari, ora BdM, è stata condannata dal Tribunale di Bari a risarcire due risparmiatrici del Barese per oltre 170mila euro per le azioni illiquide vendute alle due. A renderlo noto l’avvocato Massimo Melpignano, responsabile nazionale Banca e finanza di Konsumer Italia che ha fornito assistenza alle due donne, madre e figlia.

Nella sentenza sono state evidenziate “le gravi responsabilità della banca” e i giudici hanno accolto la domanda di risoluzione degli ordini di acquisto “per grave inadempimento”. Il Tribunale di Bari ha sottolineato il “rischio connaturato alle azioni illiquide della Banca popolare di Bari” e le inadempienze dell’istituto di credito che avrebbe prospettato alle risparmiatrici “il rischio di perdita parziale, prossima alla metà, e non per intero” del capitale. Da qui “la conseguente valutazione d’inadeguatezza degli investimenti in relazione ai comprovati obiettivi” spiegati alle due.

“Viene scritta un’altra pagina favorevole ai risparmiatori nella dolorosa vicenda delle azioni illiquide, in particolare di quelle della ex Banca Popolare di Bari – dichiara Melpignano – Le centinaia di sentenza favorevoli ai diritti di risparmiatori non fanno onore alle banche, colpevoli di aver venduto le azioni illiquide emesse da esse stesse e inidonee alle esigenze dei consumatori”.

“Non ci fermiamo mai e non siamo accomodanti con nessuno, dichiara Premuti. Pronti al dialogo e al confronto, ma irremovibili sulla tutela dei consumatori”, conclude Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia.