Alessandro Cataldo, marito dell’ex assessora regionale ai Trasporti Anita Maurodinoia, finito ai domiciliari giovedì scorso e considerato il presunto ideatore del sistema di compravendita di voti utilizzato in occasione delle Regionali 2020 e delle Comunali di Bari, Grumo e Triggiano, ha respinto tutte le accuse e ha negato tutto nell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto in giornata.
Continue readingCorruzione elettorale, oggi gli interrogatori di Donatelli e Cataldo: Sandrino ai domiciliari a Polignano
Entrambi si trovano agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale per le Comunali di Triggiano nel 2021. Il sistema Sandrino sarebbe stato impiegato anche per le Comunali di Bari e di Grumo, oltre che per le Regionali del 2020.
Continue readingCorruzione, nuovo terremoto a Bari: arrestati Donatelli (sindaco di Triggiano) e Cataldo (marito Maurodinoia)
Il sindaco di Triggiano, Antonio Donatelli, e Alessandro Catalado, marito dell’assessore regionale Anita Maurodinoia, sono tra le persone finite ai domiciliari questa mattina nell’ambito di un’altra inchiesta della Procura di Bari per associazione a delinquere che fa riferimento alle elezioni di Triggiano e Bari. Ai domiciliari anche il consigliere circoscrizionale di Bari, Armando De Francesco, della lista Sud Al centro.
Continue readingTurbativa d’asta e partita truccata, maxi inchiesta a Bari: tornano in libertà Frezza, Bellizzi e Maldera
Frezza e Bellizzi erano stati arrestati per turbativa d’asta relativa alla vendita di un opificio nella zona industriale di Matera in concorso con alcuni esponenti del clan Parisi, il terzo invece per aver alterato il risultato di una partita tra Corato Calcio e Fortis Altamura.
Continue readingVoto di scambio e mafia, i Lorusso vanno al Riesame: papà e figlia chiedono la revoca dei domiciliari
I legali di Maria Carmen Lorusso e Vito Lorusso hanno presentato istanza al Tribunale di Riesame per chiedere la revoca della misura degli arresti domiciliari. Padre e figlia sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Bari con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso. Giacomo Olivieri avrebbe stretto accordi con la malavita per far eleggere sua moglie, Maria Carmen Lorusso, al Comune di Bari nel 2019. Lo stesso avrebbe fatto suo padre, ex primario dell’Oncologico di Bari, tanto da prendere in cura il nipote di Savinuccio in cambio di voti. Secondo la difesa dei Lorusso sono venute meno le esigenze cautelari, visto che la donna ha presentato le dimissioni da consigliere comunale e ha annunciato che non si ricandiderà, mentre il padre è in pensione.
Stalking, il calciatore barese Luca Sasanelli torna libero: revocati i domiciliari. Allenamento con il Pescara
Revocata la misura restrittiva, il centravanti cresciuto nelle giovanili del Bari è tornato ad allenarsi con i compagni di squadra del Pescara Calcio.
Continue readingMolfetta, in giro con l’auto mentre è ai domiciliari: arrestato per evasione. In manette anche 4 pusher
Nell’ultima settimana ben cinque sono stati gli arresti eseguiti in flagranza di reato. Quattro le persone, tutte maggiorenni e per circostanze diverse, arrestate per detenzione ai fini di spaccio di hashish e marijuana.
Continue readingMolfetta, auto ribaltata e vandalizzata nella notte di Capodanno: revocati domiciliari a 19enne
I domiciliari sono stati sostituiti con le misure dell’obbligo di dimora nel comune di Molfetta e dell’obbligo di presentarsi per tre volte a settimana dai carabinieri.
Continue readingVoto di scambio, lunedì interrogati i Lorusso: la consigliera ai domiciliari nella casa di famiglia sequestrata
Dopo Tommy Parisi e Giacomo Olivieri, lunedì sarà interrogata anche Maria Carmen Lorusso, moglie di Olivieri e consigliere comunale in carica. Con lei anche suo padre, Vito Lorusso, l’ex primario dell’Oncologico di Bari arrestato già a luglio scorso per concussione.
Continue readingOlivieri non era mai sazio, un piano per truffare la Regione: l’incontro a casa del “re delle rapine” Angelo Falco
L’ex consigliere regionale stava cercando di comprare una storica azienda situata nella zona industriale della città, per ottenere finanziamenti e contributi dalla Regione e farli finire nelle sue tasche. Una vera e propria truffa che Olivieri andò a proporre proprio a Falco mentre si trovava ai domiciliari.
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