Spaccio a Bitritto, blitz dei Carabinieri: arrestati tre pusher. Recuperati 80mila euro e sequestrata una pistola

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, con l’ausilio del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno, hanno tratto in arresto in flagranza di reato tre persone (età compresa tra i 22 e i 37 anni) ritenute responsabile, ciascuno per la parte di competenza, (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, i Carabinieri hanno sorpreso i tre uomini nelle fasi di vendita/acquisto dello stupefacente, così da riuscire a recuperare anche un ingente somma di denaro pari a 80.000 euro circa.

Inoltre è stata sequestrata anche una pistola (calibro 7,65) rinvenuta in un luogo nella disponibilità di uno degli indagati. I tre soggetti, sono stati associati alla locale casa circondariale a disposizione dell’A.G..

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati dovranno essere considerati innocenti fino a sentenza definitiva, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

Ai domiciliari trovato con droga e materiale esplosivo in casa: arrestato 27enne di Ginosa

Un 27enne di Ginosa, già sottoposto agli arresti domiciliari, è stato arrestato dai carabinieri di Castellaneta con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti e di materiale esplosivo.

Nel corso di una perquisizione domiciliare, i militari hanno rinvenuto circa 600 grammi di droga tra cocaina, hascisc e marijuana, oltre a materiale per il confezionamento delle dosi, elemento che fa ipotizzare un’attività di spaccio organizzata.

Sequestrata anche una somma di denaro contante, ritenuta provento dell’attività illecita. All’interno dell’abitazione sono stati inoltre trovati 179 manufatti esplosivi di genere vietato, contenenti complessivamente oltre 6 chilogrammi di polvere pirotecnica.

Il materiale, potenzialmente pericoloso per l’incolumità pubblica, è stato messo in sicurezza e affidato agli artificieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Taranto, che provvederanno alle operazioni di campionatura e distruzione.

Con l’auto si ribalta, sorpreso con 9 chili di droga in casa dopo incidente: arrestato 37enne a Triggiano

Lo scorso 9 gennaio, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Triggiano hanno arrestato un 37enne originario di Triggiano ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in quanto trovato in possesso di circa 9 chilogrammi di sostanza stupefacente, già confezionata in pacchetti, del tipo di quelli utilizzati per i chewing gum,.

L’operazione è scaturita a seguito di un incidente stradale avvenuto durante la notte del 9 gennaio, che ha visto coinvolto il 37enne il quale, in maniera autonoma, perdeva il controllo del suo veicolo che si ribaltava.

Nel corso di successivi approfondimenti, i militari della Compagnia di Triggiano hanno infatti deciso di estendere i controlli presso un appartamento di sua proprietà a Triggiano, adibito a vero e proprio deposito rinvenendo sotto alcune buste della spazzatura l’ingente quantitativo di stupefacente.

Al termine delle operazioni di rito l’uomo è stato associato alla casa circondariale di Bari, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Piazze di spaccio, faida tra i clan Misceo e Annoscia a Noicattaro: chiesti 16 anni per Giuseppe Annoscia

I pm Fabio Buquicchio, Daniela Chimienti e Domenico Minardi hanno invocato una pena di 16 anni di reclusione nei confronti di Giuseppe Annoscia, soprannominato “Schpidd”, nell’ambito dell’inchiesta Noja sui clan Misceo e Annoscia.

Il 54enne di Noicattaro è ritenuto il mandante dell’agguato del 3 marzo 2021 nel quale Luciano Saponaro e Luca Belfiore furono raggiunti da numerosi colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata.

Il primo fu colpito alle spalle e riportò gravi lesioni, il secondo fu ferito invece al gomito e al fianco. A sparare, secondo la Proccura, fu Giuseppe Patruno. L’agguato secondo gli inquirenti rientra nell’ambito della guerra tra i clan per il controllo delle piazze di spaccio.

In totale sono 69 gli imputati, 52 hanno chiesto il rito abbreviato. Le richieste di condanna vanno dai 3 e ai 20 anni di carcere. Altri 5 imputati hanno proposto il patteggiamento, mentre i restanti potrebbero affrontare il dibattimento. Il Ministero dell’Interno si è costituito parte civile. Le accuse a vario titolo sono di associazione mafiosa, traffico di droga, porto e detenzione di armi e resistenza a pubblico ufficiale.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la droga era acquistata dal clan Palermiti di Japigia e Madonnella, trasportata nel quartier generale di Noicattaro e da lì smistata verso Adelfia, Capurso, Triggiano, Gioia del Colle e Fasano. I reati contestati spaziano dall’associazione mafiosa al traffico di stupefacenti, dal porto e detenzione di armi fino alla resistenza a pubblico ufficiale.

La Procura di Bari ha invocato nelle precedenti udienze una pena di 20 anni di reclusione per Giuseppe Misceo, detenuto nel carcere di Secondigliano e ritenuto il capo dell’omonimo clan egemone a Noicattaro, per Luciano Saponaro, uomo di fiducia del boss, per Emanuele Grimaldi, considerato il braccio armato del clan. Per Giuseppe Patruno, responsabile del sottogruppo Grimaldi, invocata invece una condanna di 13 anni di carcere. Uno in meno per Domenico Anelli, ritenuto il cassiere del sodalizio e incaricato del trasporto della droga. Pene più contenute, pari a 3 anni e 4 mesi, sono state richieste per i collaboratori di giustizia Domenico Porrelli e Mario Stefanelli.

Monopoli, 26 chili di cocaina nascosti nell’armadio dell’azienda: due arresti

I Carabinieri della Compagnia di Monopoli, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, hanno arrestato due persone ritenute responsabili, in concorso tra loro (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

A Monopoli, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno arrestato due persone, rispettivamente un 33enne e un 23enne, entrambi residenti in zona, i quali, nel corso di un controllo in un’azienda operante nel settore dell’import/export e della commercializzazione di olio e vino, attiva a livello nazionale e internazionale, sono state trovate in possesso di ben 25 panetti di cocaina, nascosti in un armadio dell’azienda, per un totale di circa 26 kg di sostanza stupefacente.

In particolare, il controllo eseguito dai Carabinieri, mirato alla verifica della disciplina vigente in materia di armi, munizioni ed esplosivi, ha consentito di rinvenire l’ingente quantitativo di cocaina, il cui valore commerciale supera ampiamente il milione di euro, contenuto in sacchi della spesa nascosti in un armadio, insieme a delle armi legalmente detenute. La sostanza stupefacente era verosimilmente destinata a rifornire le piazze di spaccio della provincia in vista delle imminenti festività natalizie e di fine anno.

Nel corso dell’operazione sono stati inoltre sequestrati materiali e attrezzature per il confezionamento dello stupefacente, nonché oltre 30.000 euro in denaro contante, ritenuti provento dell’attività illecita.

Le due persone controllate, rispettivamente rappresentante legale e dipendente della citata azienda, sono state perciò tratte in arresto ed associate una presso la Casa circondariale di Bari e l’altra ai domiciliari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

Taranto, un chilo e mezzo di cocaina pura nascosta in camera da letto: arrestata una 38enne insospettabile

Una donna di 38 anni, incensurata, è stata arrestata dai Carabinieri durante un’operazione antidroga al quartiere Tamburi di Taranto. I militari hanno trovato, all’interno della sua abitazione, un chilo e mezzo di cocaina pura. La sostanza era nascosta nella camera da letto, sopra l’armadio e dietro un mobile porta-televisore, ed è stata sequestrata.

I carabinieri di Massafra hanno invece arrestato in flagranza di reato un 28enne residente a Crispiano, presunto responsabile della detenzione ai fini di spaccio di droga.

I militari, in questo caso, hanno trovato in casa cocaina e hashish, oltre a denaro contante, considerato provento dell’attività illecita, e strumenti utilizzati per il confezionamento delle dosi, quali bilancino di precisione, bustine in plastica, coltello e spatola.

Tutto il materiale è stato immediatamente sequestrato. Segnato alla prefettura di Taranto il padre convivente, un 56enne, che deteneva hashish per uso personale.

Droga a Bari, 6 arresti e 7 denunce: sequestrati 30 chili di sostanze stupefacenti. Controllati cannabis shop – VIDEO

Nell’ambito di una più vasta attività di contrasto al fenomeno dello spaccio e al “crimine diffuso”, a seguito di mirati servizi e controlli che hanno interessato sia la città di Bari che la provincia, la Polizia di Stato ha tratto in arresto sei persone e denunciate sette in stato di libertà, al termine di una serie di servizi svolti dagli uffici operativi della Questura.

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Lo scorso 12 dicembre, personale della Squadra Mobile di Bari, sezione “Narcotici”, ha tratto in arresto due uomini incensurati. Il primo è stato arrestato perché all’interno della propria abitazione, nel comune di Triggiano, a seguito di una perquisizione, sono stati rinvenuti circa 550 gr di hashish diviso in diversi panetti oltre a vario materiale per il confezionamento.

Il secondo in quanto, sempre all’interno della propria abitazione, sita nel comune di Bitonto, aveva un vero e proprio “deposito” in quanto sono stati rinvenuti e sequestrati circa 21.8 kg di hashish suddivisi in 243 panetti e 5.1 kg di marijuana divisa in 39 buste, oltre a materiale per il confezionamento come bilancini ed una macchina per il sottovuoto.

Al fine di contrastare anche lo spaccio al “dettaglio” di sostanze stupefacenti, personale della Squadra Mobile di Bari ha denunciato e tratto in arresto, in due distinte attività, due uomini di 28 e 24 anni. Il 28enne è stato denunciato “in stato di libertà” dal personale della “Sezione Crimine Diffuso” perché colto mentre cedeva una dose di cocaina ad un acquirente, quest’ultimo sanzionato in via amministrativa. Il 24enne è stato, invece, tratto in arresto dal personale della sezione “Narcotici” perché colto mentre cedeva, nel quartiere “Carbonara”, una dose di hashish ad un acquirente. La successiva perquisizione di un locale nella sua disponibilità ha permesso di sequestrare ulteriori 65 gr di hashish e 12,7 gr di cocaina. Anche in questo caso l’acquirente è stato sanzionato amministrativamente.

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Inoltre, nell’ambito delle attività di controllo del territorio da parte della Squadra Volante sono stati arrestati, nei giorni scorsi, tre soggetti trovati in possesso di sostanza stupefacente e sequestrati, complessivamente, circa 230 gr di droga, in buona parte hashish.

Mirati controlli, poi, sono stati effettuati, anche con la collaborazione della Polizia Amministrativa e Sociale della Questura e dei Commissariati di Pubblica Sicurezza presenti in provincia, in particolare quelli di Monopoli e Bitonto, presso i rivenditori autorizzati della c.d. cannabis light.

Nel corso di tali accertamenti è stato appurato come alcuni di essi detenessero nei rispettivi locali dei prodotti non in linea con le attuali normative in quanto costituiti da infiorescenze di canapa. Per questo motivo sono stati denunciati cinque soggetti, titolari delle attività commerciali controllate e sequestrati, complessivamente, circa 3 kg di sostanza stupefacente.

È importante sottolineare che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Chili di marijuana nascosti tra garage e cortile: 51enne arrestato nel Tarantino. Carabinieri attratti dall’odore

Sette chili di marijuana nascosti tra garage e cortile di un’abitazione sono stati scoperti dai carabinieri di Taranto che hanno arrestato un 51enne.

Il sequestro è scattato dopo un controllo su strada effettuato lungo la litoranea salentina, nel territorio di Leporano. Durante le verifiche su un’auto, i militari hanno percepito un odore riconducibile alla sostanza stupefacente.

La successiva perquisizione ha consentito di rinvenire un primo quantitativo di marijuana, circostanza che ha portato all’estensione degli accertamenti all’abitazione dell’uomo.

Nel cortile i carabinieri hanno trovato una pianta di marijuana alta circa due metri, già sradicata, mentre nel garage sono stati scoperti rami messi ad essiccare e diversi contenitori con infiorescenze. Parte della droga era conservata in secchi e barattoli di vetro. Sequestrato anche un bilancino di precisione.

Secondo una stima dei carabinieri, la sostanza, una volta immessa sul mercato, avrebbe potuto garantire introiti superiori ai 70mila euro. Su disposizione del pubblico ministero di turno, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari.

Non si ferma all’alt, scappa e lancia borsone con 10 chili di droga durante la fuga: arrestato 28enne a Bitritto

Un 28enne è stato arrestato dai Carabinieri a Bitritto la sera del 15 dicembre. Il giovane era alla guida di una BMW, non si è fermato al posto di blocco e ha provato a fuggire.

È nato così un inseguimento, l’auto si è schiantata però contro un’altra vettura parcheggiata. Durante la fuga il 28enne ha cercato di disfarsi di un borsone contenente 9 chili e mezzo di droga, recuperato successivamente dai carabinieri.

Droga spacciata da Noicattaro nel Barese, inchiesta sul clan Misceo e Annoscia: chieste pene fino a 20 anni – NOMI

La Procura di Bari ha invocato una pena di 20 anni di reclusione per Giuseppe Misceo, detenuto nel carcere di Secondigliano e ritenuto il capo dell’omonimo clan egemone a Noicattaro, per Luciano Saponaro, uomo di fiducia del boss, per Emanuele Grimaldi, considerato il braccio armato del clan, nell’ambito della chiesta sul controllo delle piazze di spaccio a Noicattaro e in altri comuni baresi.

Per Giuseppe Patruno, responsabile del sottogruppo Grimaldi, invocata invece una condanna di 13 anni di carcere. Uno in meno per Domenico Anelli, ritenuto il cassiere del sodalizio e incaricato del trasporto della droga. Pene più contenute, pari a 3 anni e 4 mesi, sono state richieste per i collaboratori di giustizia Domenico Porrelli e Mario Stefanelli. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

In totale sono 69 gli imputati, 52 di loro hanno scelto il rito abbreviato, altri 5 imputati hanno proposto il patteggiamento, mentre i restanti potrebbero affrontare il dibattimento. Il Ministero dell’Interno si è costituito parte civile. Le accuse a vario titolo sono di associazione mafiosa, traffico di droga, porto e detenzione di armi e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la droga era acquistata dal clan Palermiti di Japigia e Madonnella, trasportata nel quartier generale di Noicattaro e da lì smistata verso Adelfia, Capurso, Triggiano, Gioia del Colle e Fasano.

Nel processo sono contestati anche due tentati omicidi: il primo risale al 3 marzo 2021, quando Luciano Saponaro e Luca Belfiore furono raggiunti da numerosi colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata. Per quell’agguato, l’accusa individua in Giuseppe Annoscia il mandante e in Giuseppe Patruno l’esecutore materiale. Un secondo tentato omicidio riguarda Giuseppe Mazzei, esponente del clan Di Cosola. L’8 giugno 2012, a Noicattaro, Emanuele Grimaldi avrebbe esploso cinque colpi di pistola calibro 7,65 nel tentativo di ucciderlo, agendo secondo l’accusa su mandato di Mario Stefanelli.