Gravina, droga spacciata nel parco comunale davanti a bimbi e genitori: arrestati due 20enni

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, hanno arrestato 2 giovani per spaccio di sostanze stupefacenti in un parco comunale.

Prosegue l’impegno dei Carabinieri nel contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, con particolare attenzione ai luoghi frequentati da famiglie e di aggregazione giovanile.

Nell’occasione, i militari della Stazione di Gravina in Puglia hanno arrestato due giovani, 20enni e incensurati, perché sorpresi (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) a cedere dosi di hashish all’interno del parco giochi comunale, incuranti della presenza di bambini e genitori.

L’operazione è scaturita dalla preventiva attività di osservazione avviata a seguito di segnalazioni da parte dei cittadini che avevano notato movimenti sospetti nel parco.

I Carabinieri, dopo aver individuato i due giovani, sono intervenuti fermando i 2 indagati e sequestrando 250 grammi di hashish suddivisi in dosi pronte per la vendita. Dopo le formalità di rito, i due 20enni sono stati posti agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha poi convalidato l’arresto.

Importante, dunque, l’opera di collaborazione dei cittadini, le cui segnalazioni tempestive favoriscono il rapporto di collaborazione con le forze di polizia, quale fattore vincente contro l’illegalità di ogni genere.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

San Severo, base di spaccio con videosorveglianza e listino prezzi. Blitz dei Carabinieri all’alba: 11 arresti

Blitz all’alba dei Carabinieri a San Severo. I militari hanno smantellato un’organizzata rete di spaccio e hanno dato esecuzione a 12 misure cautelari: 7 persone sono finite in carcere, 4 ai domiciliari, mentre per un altro è scattato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le persone coinvolte sono tra i 21 e i 46 anni.

L’indagine è stata avviata nel novembre 2023 dopo il sequestro di una piccola quantità di droga destinata all’uso personale, che ha permesso ai militari di risalire a un box prefabbricato utilizzato come deposito e punto di spaccio di cocaina, hashish e marijuana. La struttura, trasformata in una vera e propria base operativa, era dotata di un sistema di videosorveglianza perimetrale che consentiva di monitorare l’arrivo di clienti e forze dell’ordine. Le cessioni venivano concordate telefonicamente e organizzate lungo tutto l’arco della giornata.

Un sanseverese, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe gestito l’approvvigionamento della droga, venduta poi a prezzi fissi indicati su un vero e proprio listino affisso all’interno del box: 50 euro per una dose di cocaina, 5 o 10 euro per hashish e marijuana, già confezionate e pronte per la vendita.

Tramite filmati e registrazioni audio sono stati appurati numerosi episodi di spaccio sia di giorno che di notte. Accertato anche il porto abusivo di una pistola calibro 7,65 introdotta nel box da uno degli indagati. Sono stati eseguiti due arresti in flagranza per detenzione ai fini di spaccio ed evasione, una denuncia per porto abusivo d’armi, la segnalazione di cinque assuntori alla Prefettura di Foggia e il sequestro complessivo di 700 grammi di sostanze stupefacenti tra cocaina, hashish e marijuana.

Gli indagati sono accusati a vario titolo di detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti in concorso. Uno di loro dovrà rispondere anche del reato di porto abusivo di arma da fuoco.

Nasconde in casa armi, droga e soldi: arrestato 23enne di Triggiano. Era sorvegliato speciale – VIDEO

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, nel corso di un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato un giovane, 23enne originario di Triggiano, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) di ripetute violazioni delle prescrizioni dell’Autorità giudiziaria.

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I militari della Compagnia di Triggiano, insospettiti dall’atteggiamento del giovane, individuato all’esterno di un esercizio commerciale del posto, lo sottoponevano a controllo, trovandolo in possesso di un telefono cellulare, in violazione del divieto impostogli nell’ambito della misura di prevenzione.

Gli ulteriori accertamenti, svolti presso l’abitazione del predetto con l’ausilio delle unità cinofile, consentivano inoltre di rinvenire una pistola clandestina con relativo munizionamento e colpo in canna, tre panetti di hashish, materiale per il confezionamento, un conta-soldi elettronico, circa 4.000 euro in contanti, oltre a dispositivi per la comunicazione del tipo “walkie talkie” e altri strumenti riconducibili ad attività illecita finalizzata a furti di autovetture.

Dopo le formalità di rito, il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro ed il giovane è stato arrestato e tradotto presso la Casa circondariale di Bari a disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’attività si inserisce nel più ampio dispositivo di prevenzione e contrasto ai traffici illeciti predisposto dall’Arma dei Carabinieri in tutto il territorio della provincia di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’ indagato, la cui eventuale colpevolezza in ordine al reato contestato dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa dell’indagato.

Carcere di Turi, pacco dall’esterno si impiglia mentre viene tirato su dai detenuti: all’interno droga e telefonini

“Questa volta la sorpresa l’hanno avuta i detenuti che tiravano su un filo fatto scendere da una stanza detentiva del carcere di Turi (che dà sulla libera via) a cui i complici dall’esterno avevano attaccato un pacco particolare, poiché lo stesso sarebbe stato sequestrato dopo essersi impigliato mentre veniva tirato su, come facevano una volta le nostre nonne con la spesa depositata in un cestino”.

Inizia così il comunicato del sindacato SAPPE.  “Ancora una volta il SAPPE deve ringraziare i poliziotti di Turi i quali, nonostante siano diventati uno sparuto numero (che diminuisce sempre di più a seguito dei pensionamenti, delle riforme ecc.ecc.) in servizio nell’affollato e degradato  carcere della cittadina pugliese con un sovraffollamento di detenuti di oltre il150%, sta combattendo una battaglia impari contro detenuti sempre più prepotenti per far prevalere la legalità, il rispetto delle leggi, e per cercare di tutelare i detenuti più deboli che vengono spesso sopraffatti dai violenti – si legge -. Che la lotta sia ormai senza quartiere  lo sta a dimostrare proprio questo ulteriore   sequestro avvenuto tra la notte di sabato e domenica scorsa, di materiale proibito  in cui c’era droga e telefonini (hashish, cocaina,5 telefonini completi di tutto, vedi foto)”.

“Ormai il sequestro in quantità industriali di tale materiale proibito non fa più notizia da quando i droni sorvolano ininterrottamente ed indisturbati i cieli sopra le carceri pugliesi e nazionali, ma le modalità di questo sequestro che risulta essere alquanto singolare, mette in evidenza la strafottenza dei criminali che ormai si sentono i padroni assoluti, grazie anche a tanti provvedimenti che la politica in questi anni, ha messo in campo per togliere alla polizia penitenziaria qualsiasi strumento di contrasto e difesa – aggiunge il sindacato -. Infatti il fenomeno si è ingigantito a dismisura da quando una partepolitica ha voluto legare le mani ai servitori dello stato diminuendo peraltro gli organici, concedendo poi tutto e di più ai detenuti per consentire loro di diventare i padroni delle carceri”.

“Purtroppo nemmeno l’attuale governo che ha idee diametralmente opposte alle politiche penitenziarie finora adottate, non sta imprimendo quella svolta auspicata per ridare il controllo delle carceri allo Stato, cosa che potrebbe essere fatta in pochi mesi adottando le giuste misure per punire chi crea disordine  ed azioni violente, nonché tutelare dall’altro canto la stragrande maggioranza dei detenuti che subisce  la prepotenza dei ristretti più violenti – conclude il Sappe -. In queste condizioni il personale di Turi sta dimostrando molto coraggio ed abnegazione, ma non può continuare a combattere da solo contro una criminalità attrezzata e con tante potenzialità poiché sarebbe condannata a soccombere, per cui necessita l’aiuto urgente dell’amministrazione penitenziaria al fine di rivitalizzare gli organici della polizia penitenziaria  con l’invio di almeno 30 unità, nonché  a provvedere ad uno sfollamento di almeno 50 detenuti.           Il SAPPE ritiene che il carcere di Turi entrato nella storia penitenziaria Italiana per aver ospitato  GRAMSCI e PERTINI(sono ancora conservate in maniera accurata le celle in cui erano ristretti) debba avere quel rispetto  e la possibilità di poter garantire ai detenuti i diritti costituzionali previsti dall’art.27, nonché la sicurezza all’interno ed all’esterno del penitenziario. A Napoli c’è il caffè sospeso, a Turi invece il pacco a sorpresa, sospeso”.

Bari, mezzo chilo di hashish in casa: arrestato pusher 23enne a Poggiofranco

Dopo una mirata attività di indagine condotta dagli agenti della Polizia Locale di Bari, con appostamenti, informazioni ed osservazione mirate nelle strade interessate, è stato individuato un giovane che da tempo, usando come base logistica il proprio domicilio, spacciava stupefacenti mantenendo una rete capillare di “clienti” dei quali deteneva addirittura una lista dei contatti e riferimenti.

Ieri sera gli agenti lo hanno tratto in arresto, sequestrando oltre 500 grammi di sostanza stupefacente, bilancini per la pesatura e somme di denaro. Nel rispetto del contraddittorio e del diritto alla difesa, il 23enne è comparso davanti al Giudice competente che ha convalidato l’arresto e accolto le richieste del Pubblico Ministero di custodia cautelare in carcere con rinvio per l’eventuale. Il giovane, già gravato da numerosi precedenti penali, risponde del reato di spaccio e detenzione di sostanza stupefacente.

Francavilla Fontana, 35 chili di droga e una pistola in casa: arrestata 70enne. Il nascondiglio dietro la cucina

I Carabinieri hanno arrestato una 70enne, già nota alle forze dell’Ordine, a Francavilla Fontana per detenzione ai fini di spaccio di droga e detenzione illegale di un’arma clandestina.

Durante una perquisizione domiciliare, i militari hanno trovato 35 chili di hashish, 120 grammi di cocaina e una pistola Beretta calibro 9×21 con matricola abrasa, insieme a munizioni, materiale per il confezionamento, telefoni, jammer e rilevatori di frequenza.

La droga era nascosta in un vano occultato dietro il mobilio della cucina. La donna è stata portata nel carcere di Lecce, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Spaccio, estorsioni e rapina a mano armata. Maxi blitz dei Carabinieri nel Salento: 20 arresti e 51 indagati

Blitz all’alba dei carabinieri del comando provinciale di Lecce che hanno eseguito 20 ordinanze di custodia cautelare nei comuni di Gallipoli, Nardò, Galatone, Sannicola e Seclì. Duro colpo al clan Dell’Anna nel sud Salento in un’inchiesta che conta in totale 51 indagati. Dei 20 destinatari delle misure, due si trovano già in carcere, per 8 invece è stata accordata la misura dei domiciliari.

Le accuse a vario titolo sono di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e alla detenzione di droga, di rapina a mano armata, di tentata estorsione, d’incendio, di lesioni personali aggravate dalla deformazione dell’aspetto, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso. All’operazione hanno partecipato questa mattina più di 120 militari.

Nasconde armi, esplosivo e droga tra casa e bici elettrica: arrestato 54enne a Taranto. Era nascosto sul terrazzo

Nascondeva armi, droga ed esplosivo tra l’abitazione e la bicicletta elettrica con cui si muoveva in città. Per questo la polizia ha arrestato a Taranto un 54enne pregiudicato, accusato di detenzione e porto di arma clandestina, possesso di munizionamento, armi da taglio, manufatti esplosivi artigianali e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

L’operazione è stata condotta dai Falchi della squadra mobile. L’uomo era sospettato di possedere una pistola e materiale esplodente e, nei giorni precedenti, avrebbe avuto contrasti con altri esponenti della criminalità locale.

Quando gli agenti hanno raggiunto l’appartamento, hanno trovato la porta d’ingresso aperta e all’interno solo la madre del sospettato. Poco dopo, il 54enne è stato individuato sul terrazzo dello stabile, accovacciato dietro un muretto nel tentativo di nascondersi. Nel corso della perquisizione, i Falchi hanno recuperato una pistola semiautomatica a salve calibro 8 mm K, con canna modificata, completa di caricatore con cinque cartucce dello stesso calibro, anch’esse alterate.

L’uomo nascondeva l’arma negli indumenti intimi. Gli agenti hanno inoltre rinvenuto cinque grammi di cocaina, quattro coltelli di varie dimensioni e altre dodici cartucce. All’interno di uno zaino legato al manubrio della bicicletta elettrica, parcheggiata sotto casa, sono stati scoperti due manufatti esplosivi artigianali. L’intervento del nucleo Artificieri della polizia ha consentito di mettere in sicurezza la zona e di prelevare il materiale esplosivo per la successiva distruzione.

Estorsioni ai commercianti, armi e materiale esplosivo. Colpo al clan Pesce-Pistillo: 3 arresti ad Andria

Vittime sopraffatte dalla paura e che mai hanno sporto denuncia contro chi, con violenza e toni mafiosi, avrebbe chiesto loro soldi. Ne sono convinti gli agenti della questura di Andria che hanno arrestato tre persone.

Si tratta di uomini di età compresa tra i 34 e i 38 anni, accusati a vario titolo e in concorso, di estorsione, tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di armi e materiale esplodente in luogo pubblico ai danni di alcuni commercianti della città.

A due degli indagati la misura cautelare, emessa dal gip del tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia barese, è stata notificata in carcere: sarebbero presunti affiliati al gruppo criminale Pesce – Pistillo, che già due anni fa sono finiti in una inchiesta nata dopo una serie di episodi violenti registrati in città tra cui la deflagrazione di un ordigno rudimentale sistemato davanti al portone di ingresso dell’abitazione di una delle vittime di estorsione e risalente al marzo 2023.

Complessivamente, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati quattro gli imprenditori locali finiti nel mirino degli indagati e che non hanno mai denunciato quanto subito. Le richieste di denaro, in base alle intercettazioni svolte, sarebbero state fatte con toni mafiosi. “Fammi capire, dobbiamo fare che ti devo bloccare tutto? Saltate”, avrebbe riferito a una vittima uno degli indagati. E ancora: “Non ho fatto niente ancora, già vai zoppo. Se scendo ti devo frantumare tutto il cervello te lo devo pestare”, frasi usate per ottenere denaro contante. I tre, per gli inquirenti, avrebbero avuto “il controllo assoluto del territorio senza incorrere in denunce o ribellioni da parte delle vittime, che versano in un totale stato di sopraffazione per il timore nei confronti del potere dell’organizzazione criminale”.