Casamassima, 66enne morta in casa vegliata dalla cagnolina per cinque giorni: Akita ora cerca una nuova famiglia

Akita ha vegliato per 5 giorni la sua padrona morta in casa in via Turi a Casamassima e ora cerca una nuova famiglia. Il corpo senza vita della donna è stato ritrovato ieri.

Da giorni non si avevano notizie di lei, le Forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco e il 118 sono intervenuti sul posto dopo una segnalazione. Poi la tragica scoperta.

Al fianco del copro la cagnolina Akita che è stata affidata temporaneamente a una clinica veterinaria convenzionata nell’attesa di trovare una nuova casa. “Per cinque lunghissimi giorni – si legge nell’appello pubblicato sui social da Casamassima Rep – è rimasta lì nella casa di via Turi, a fare la guardia al corpo ormai privo di vita della persona che era tutto il suo mondo. Non voleva andarsene. Non voleva lasciare quella casa”.

“Chi ha assistito alla scena non la dimenticherà facilmente: Akita non capiva, o forse capiva fin troppo bene. Ha protetto, aspettato, resistito. Fino alla fine. Ora Akita è sola perché ha perso il suo mondo – si legge -. E merita molto più della pietà di un momento: merita una nuova famiglia, una seconda possibilità, qualcuno che le insegni che l’amore non è finito. Mettiamo alla prova il cuore dei Casamassimesi. Perché Akita ha già dimostrato di avere il suo”.

Feste di Natale, l’analisi di Coldiretti Puglia: “A famiglia 180 euro per la spesa media. Più 13% sul 2024”

È di 180 euro a famiglia la spesa media a tavola per le festività natalizie dei pugliesi secondo una stima di Coldiretti. L’aumento, rispetto all’anno scorso, è del 13% a causa della “crescita dei costi legata principalmente alla fiammata di alcuni alimenti simbolo, come pesce e dolci”.

A incidere maggiormente sulla spesa, secondo l’associazione dei coltivatori diretti, sono “alcuni alimenti simbolo del Natale in Puglia, come molluschi, pesce e panettone, ma anche i prodotti lattiero-caseari”.

“Ci sarà chi manterrà la spesa tra 60 e 80 euro – prosegue Coldiretti – ma anche chi supererà 350 euro, complice l’aumento dei prezzi di molluschi e pesce, fresco e allevato, che registra rincari tra il 20 e il 30%. In controtendenza, invece, i prezzi dell’olio extravergine di oliva e di alcune verdure risultano in calo rispetto allo scorso dicembre”.
Per il Natale 2025, la media dei commensali in Puglia – secondo la stessa analisi – si attesta tra 8 e 10 persone, il 58% festeggerà a casa propria e il 32% da parenti o amici. Solo il 6% opterà per ristoranti o agriturismi, mentre il 4% deciderà all’ultimo momento.

Policlinico Bari, 13enne operato per una gravissima scoliosi. Torna a casa dopo un mese: “Vivrà il Natale in famiglia”

Le candeline del suo 13° compleanno le ha spente in ospedale ma il Natale potrà festeggiarlo a casa dopo oltre un mese di ricovero in ortopedia per un complesso trattamento per correggere una gravissima scoliosi di 117 gradi. L’intervento chirurgico eseguito dal dottor Andrea Piazzolla, direttore dell’unità operativa semplice a valenza dipartimentale di Chirurgia Vertebrale, gli permetterà di mettere fine a una sofferenza durata anni, con la possibilità concreta di tornare a una vita normale.

“Francesco – spiega il dottor Piazzolla – era affetto da una forma di scoliosi aggressiva, con un peggioramento impressionante: oltre 30 gradi in appena tre mesi. Una progressione rapidissima che ha imposto una preparazione preoperatoria complessa e meticolosa. Per più di un mese il ragazzo ha vissuto stabilmente in ospedale, sottoposto a trazione continua con un sistema speciale, l’halo, un dispositivo che consente di preparare progressivamente la colonna vertebrale a un intervento tanto delicato grazie al quale siamo riusciti a ridurre la scoliosi a 45 gradi”.

“Dopo settimane di cure, sacrifici e un percorso complesso affrontato con grande forza, Francesco potrà finalmente tornare a casa e vivere il Natale tra i suoi affetti”, aggiunge il prof. Giuseppe Solarino, direttore dell’unità operativa complessa di ortopedia che ieri ha festeggiato il compleanno ma soprattutto le prossime dimissioni del ragazzo.

Dal dicembre 2020 a oggi, la Chirurgia Vertebrale del Policlinico di Bari ha superato le 300 scoliosi operate, diventando un punto di riferimento non solo per la Puglia, ma per pazienti provenienti da tutto il Sud Italia-

Tra le innovazioni più significative figura la somministrazione preoperatoria di morfina intratecale, una tecnica che consente di abolire quasi totalmente il dolore postoperatorio nei pazienti operati di scoliosi. Un avanzamento decisivo, che riduce lo stress chirurgico e migliora in modo sostanziale il decorso postoperatorio. Fondamentali anche i protocolli sul buon uso del sangue, sviluppati in stretta sinergia con il dottor Ostuni, direttore dell’Unità Operativa di Medicina Trasfusionale.

“Siamo riusciti ad abolire completamente la necessità di trasfusioni ematiche nel postoperatorio – sottolinea il dottor Andrea Piazzolla – anche negli interventi di chirurgia vertebrale più complessi”. A completare questo modello virtuoso c’è l’immunonutrizione preoperatoria, basata sull’assunzione di bevande ad alto potere nutrizionale fino a poche ore prima dell’intervento. Una strategia che contrasta il catabolismo, sostiene l’organismo e accelera in modo significativo la ripresa funzionale.

Ad annunciare il prossimo investimento strategico per la chirurgia vertebrale del Policlinico di Bari è il direttore generale Antonio Sanguedolce: “Il prossimo anno arriverà e sarà operativo il primo sistema integrato di chirurgia robotica del Sud Italia dedicato alle attività vertebrali. Una tecnologia che consentirà di incrementare ulteriormente precisione e sicurezza, con ricadute significative sugli esiti clinici, in particolare nei casi a maggiore complessità”.

Omicidio Di Giacomo a Poggiofranco, la famiglia chiede oltre 2 milioni di danni: “Vassalli lucido nel delitto”

La famiglia di Mauro Di Giacomo, il fisioterapista ucciso il 18 dicembre 2023 a Poggiofranco da Salvatore Vassalli, operaio di Canosa, con 7 colpi di pistola, ha chiesto un risarcimento danni complessivo da 2 milioni di euro.

Nel corso dell’udienza celebrata ieri è stato il turno delle parti civili, ovvero della moglie e dei due figli della vittima. Alla sbarra c’è Vassalli, reo confesso, con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dalla minorata difesa della vittima. Per lui è stata invocata la condanna alla pena massima dell’ergastolo con isolamento diurno per 10 mesi.

Secondo quanto ricostruito dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e ilpm Matteo Soave l’agguato è durato “due minuti scarsi”: alle 20.22 le telecamere della zona hanno inquadrato l’auto di Di Giacomo che rientra verso casa. Tre minuti dopo, le stesse telecamere immortalano la macchina di Vassalli che va via.

“Nessuno potrà restituire loro un marito, un padre, ma la giustizia penale serve anche a fare chiarezza, a eliminare le ombre, a ristabilire la verità, a restituire dignità ai vivi e ai morti – le parole dell’avvocato Laforgia che assiste la famiglia Di Giacomo -. Abbiamo assistitoa un reo confesso di omicidio volontario che si è difeso nel processo puntando il dito contro la vittima. Sottolineo l’ossessione, la determinazione, la lucida determinazione maturata da Vassalli nel corso degli anni e dei mesi precedenti, senza le quali il delitto non troverebbe spiegazione logica. Perché Vassalli non voleva solo uccidere Di Giacomo, lo voleva fare a viso aperto (e scoperto), da uomo a uomo”.

“Il suo comportamento è univoco e dimostra la lucida preparazione del delitto. Non c’è nulla che consenta di ritenere che l’arma sia stata contesa e abbia esploso colpi a casaccio. Neanche uno: sono tutti diretti verso parti vitali della vittima, a distanza ravvicinata – ha poi aggiunto -. Vassalli ha agito per vendetta, per la convinzione che il giudizio civile avrebbe avuto esito sfavorevole, con l’ovvia conseguenza che non sarebbe stata soddisfatta la pretesa risarcitoria della figlia. Un disegno che l’imputato ha pervicacemente continuato a perseguire in aula, offendendo la memoria della vittima”.

Si tornerà in aula il 13 novembre quando la parola passerà alla difesa dell’imputato. Vassalli ha sostenuto nei mesi scorsi di aver avuto una colluttazione con Di Giacomo e di essere stato colpito dal professionista con le buste della spesa che aveva in meno. Una versione che non combacia visto che le buste sono state trovate intatte e all’interno c’era tutto il contenuto.

A giugno è stata ascoltata Ornella Vassalli, la figlia dell’operaio, come testimone della difesa. Qualche anno fa aveva intentato una causa civile contro Di Giacomo per delle presunte manipolazioni, fatte dal fisioterapista durante una visita, che le avrebbero causato dei danni permanenti. E proprio nel rancore serbato da Salvatore Vassalli per quella vicenda ci sarebbe, per la Procura, il movente dell’omicidio.

Casamassima, cade nello scavo di un palazzo in costruzione e viene salvato: gattino ora cerca casa

“Un gattino di pochi mesi è stato tratto in salvo grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, chiamati dalle Guardie Ecozoofile NOGEZ del Comune di Casamassima, giunte tempestivamente sul posto dopo aver ricevuto la segnalazione”. Inizia così il post pubblicato sui social dallo stesso Nogez.

“Il piccolo era caduto in un scavo di una abitazione in costruzione – si legge -. Una volta recuperato è stato portato, con procedura di pronto soccorso, in clinica per i dovuti controlli. Fortunatamente non ha riportato danni se non qualche escoriazione. Sarà curato e si cercherà una famiglia che lo accolga”.

Tremila euro di profitto al giorno, scacco alla famiglia dello spaccio: 6 arresti ad Andria. Coinvolti minorenni

Un nucleo famigliare dedito allo spaccio e capace di vendere un centinaio di dosi di droga al giorno incassando fino a tremila euro. Una famiglia che avrebbe impiegato anche il più piccolo dei figli, un 17enne, per smerciare droga in una strada di Andria, via suor Caterina del Balzo, diventata luogo di riferimento per procacciarsi marijuana e hashish.

È quanto scoperto dai carabinieri che hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare, in carcere e ai domiciliari, a carico di sei persone di età compresa tra i 19 e i 44 anni, tra cui due fratelli, accusati a vario titolo di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente in concorso, favoreggiamento personale ed evasione, con l’aggravante di essersi avvalsi della collaborazione di quattro minorenni.

L’ordinanza è stata eseguita questa mattina da 50 carabinieri del comando provinciale di Barletta-Andria-Trani, supportati da personale del sesto nucleo elicotteri, dallo squadrone eliportato Cacciatori Puglia e dal nucleo cinofili di Modugno.

L’inchiesta, denominata Balzo, è iniziata nel giugno dello scorso anno quando nel corso di una attività di polizia, i carabinieri hanno sequestrato in un contatore del gas della droga. Sei mesi dopo, sempre nello stesso contatore sono state trovate e sequestrate altre dosi e l’uomo che, riferiscono i militari, ne avrebbe dichiarato il possesso è stato arrestato.

Dai successivi accertamenti investigativi, è emerso che a coordinare lo spaccio erano due fratelli, uno portato in carcere perché accusato di aver evaso i domiciliari per spacciare e l’altro finito ai domiciliari, che assieme al padre avrebbero gestito la rete di pusher e di vendita della droga avvalendosi di quattro ragazzini, tra cui il fratello di 17 anni. Lo smercio di droga sarebbe avvenuto usando barattoli nascosti in canali di scolo, una casa diventata magazzino di stoccaggio dello stupefacente ed e-bike utili agli spacciatori per muoversi con maggiore velocità.

Nel corso dell’attività, altre due persone sono state arrestate e un’altra denunciata. Dettagli dell’operazione saranno resi noti in una conferenza stampa che si terrà alle 10 questa mattina nel comando provinciale dei carabinieri a Trani.

Bari, famiglia non accetta la figlia transgender. La denuncia del Centro Antidiscriminazione: “Praticato esorcismo”

Pratiche di esorcismo per guarire persone con identità di genere e orientamento sessuale non conforme. L’allarme viene lanciato dal Centro Antidiscriminazione di Bari, sono diversi i casi verificati in ambito familiare che hanno luogo soprattutto nei piccoli paesi di provincia.

Tra loro quello di una ragazza minorenne transgender e di una famiglia benestante che ha continuato a ricorrere a diversi psicologi, prima di affidarla ad una persona con l’obiettivo di togliere l’influenza “maligna” dentro, sottoponendola a ripetuti esorcismi. Oggi la ragazza è maggiorenne e si è trasferita lontana dal luogo di origine.

Giuseppe manovale (2), accolto in “famiglia” da Edilizia Sannita. Antimo: “Giammichele un fratello”

Dopo le presentazioni di rito, è arrivato il momento di conoscere la storia di Antimo e Giammichele e di Edilizia Sannita. La sensazione è che Giuseppe sia entrato in una vera e propria famiglia. Lo abbiamo accompagnato anche nel b&b dove per il momento si appoggerà in attesa dell’inizio di questa nuova avventura.