Sequestro lampo di un imprenditore di Bisceglie, 8 indagati e 7 arresti: tra loro padre e figlio

Sette persone di età compresa tra 78 e i 36 anni sono state arrestate dagli agenti della squadra mobile di Andria perché considerati responsabili di un sequestro lampo di un imprenditore della zona.

Il 78enne di Bisceglie si trova agli arresti domiciliari, gli altri tutti di Andria e con precedenti penali, sono in carcere. Tra loro ci sono anche un padre e suo figlio.

Le accuse, contestate a vario titolo, sono di sequestro di persona a scopo di rapina, tentata rapina aggravata dall’uso di armi, detenzione e spendita di banconote false.

Gli indagati, secondo l’inchiesta coordinata dalla procura di Trani e denominata Game over, sono complessivamente otto. Ulteriori dettagli sull’operazione saranno resi noti in mattinata.

Sequestro lampo sulla Bisceglie-Andria, imprenditore picchiato e rilasciato in campagna: indagini in corso

Un imprenditore di circa 50 anni ieri mattina è stato vittima di un sequestro lampo sulla strada che collega Bisceglie ad Andria. L’uomo si trovava a bordo della sua auto ed è stato affiancato da due vetture.

Il 50enne è stato costretto a scendere e salire su un altro mezzo, prima di essere picchiato e rilasciato dopo poco dal commando nelle campagne di Andria. Qui è riuscito a dare l’allarme e chiamare i soccorsi.

La vittima ha raccontato di non aver pagato nulla per essere liberato. Sulla vicenda indagano i Carabinieri.

Vende per anni olio di oliva adulterato: confiscati beni per 6 milioni di euro a imprenditore di Cerignola

Ammonta a circa sei milioni di euro il decreto di confisca di beni emesso dal Tribunale di Bari nei confronti di un imprenditore di Cerignola, che per decenni ha operato nel settore alimentare sofisticando e commercializzando, su larga scala, olio d’oliva.

Il decreto di confisca è stato eseguito dalla Dia direzione investigativa antimafia di Foggia. L’imprenditore in passato è stato coinvolto in numerose inchieste giudiziarie, che hanno delineato i presupposti per l’applicazione della misura di prevenzione.

Tra i beni confiscati figurano società, auto, macchine agricole, terreni, fabbricati, quote sociali e rapporti finanziari.

Duro colpo per Fabio, la casa è una stalla diroccata piena di topi: “l’imprenditore” è un miserabile

Pensavamo di aver risolto in poche ore la storia di Fabio. Dopo avervi raccontato la sua storia e averlo presentato alla community di Quinto Potere, purtroppo siamo costretti a fare un passo indietro.

Non per nostra volontà e per volontà di Fabio, ma perché la “casa” offerta dall’imprenditore che si era fatto avanti con un’offerta di lavoro come pastore sulla Murgia in realtà è una stalla diroccata piena di topi.

Nessuno può vivere in queste condizioni, Fabio si era anche offerto di sistemarla, ma questa porta è stata chiusa. Ci siamo occupati noi di garantirgli una sistemazione idonea per una notte in attesa di ulteriori sviluppi.

Castellana, rapporti sessuali registrati con ragazze minorenni: arrestato imprenditore 55enne

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato di Bari ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un imprenditore 55enne, incensurato, di Castellana Grotte, ritenuto responsabile di reati sessuali in danno di ragazze minori di età.

Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’indagine ha preso spunto dalla denuncia presentata, negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Bari, dalla mamma di una ragazza minore d’età, alla quale la figlia ha confessato di aver subito una relazione sessuale prolungata, quando era infra-quattordicenne, con un amico di famiglia, all’epoca 50enne.

I riscontri eseguiti hanno favorito l’identificazione di una seconda ragazza, vittima dell’uomo, anche lei di età inferiore ai 14 anni.

Dalla delicata indagine, nel corso della quale sono stati eseguiti “ascolti in modalità protetta”, intercettazioni, sopralluoghi ed esami dei contenuti dei supporti telefonici ed informatici, è emerso un quadro indiziario ben definito a carico dell’indagato, per i delitti di violenza sessuale aggravata e continuata, in danno delle predette ragazze, produzione e tentativo di produzione di materiale pedopornografico, mediante impiego delle medesime vittime. I fatti contestati, complessivamente, si sono svolti dall’anno 2020 all’anno 2024.

Alla luce della gravità dei fatti occorsi, questa Procura della Repubblica ha richiesto ed ottenuto l’emissione di un provvedimento cautelare in carcere, cui è stata data pronta esecuzione da personale della Squadra Mobile di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, maxi evasione milionaria. Nei guai azienda di abbigliamento e imprenditore: scattano i sequestri

I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno scoperto un’evasione fiscale milionaria e hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo fino a un valore complessivo superiore a 1,7 milioni di euro nei confronti di una società con sede nella provincia di Bari, nonché del suo amministratore legale, quale profitto del reato di dichiarazione infedele.

Il provvedimento di natura cautelare è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica. L’imprenditore è attivo nel settore del confezionamento in serie di abbigliamento del Barese.

Dall’analisi della contabilità aziendale sono emersi numerosi elementi di criticità. La società non avrebbe osservato gli obblighi fiscali relativi alla commercializzazione di parte dei capi di abbigliamento prodotti. I finanzieri hanno ricostruito il reale volume di venduto, facendo emergere una base imponibile sottratta a tassazione superiore a 3,5 milioni di euro e violazioni all’Iva per oltre 1,5 milioni di euro.

La società avrebbe evaso il fisco per oltre 1.700.000 euro, con conseguente rilevanza penale delle condotte accertate, a cui ha fatto seguito la segnalazione alla Procura della Repubblica di Bari.

Al termine delle attività investigative è stato eseguito il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni immobili/mobili registrati nei confronti della società e dell’amministratore, accusato di ‘dichiarazione infedele’.

Tragedia a Palo, cade da impalcatura: muore l’imprenditore Sergio Di Santarosa

Un imprenditore del settore edile, Sergio Disantarosa, di 77 anni, è morto questa mattina mentre era al lavoro in un cantiere a Palo del Colle, in provincia di Bari.

La dinamica dell’incidente, avvenuto intorno alle 10.00, è da chiarire e indagini sono in corso da parte dei carabinieri e del personale dello Spesal.

Secondo una prima ricostruzione, la vittima è precipitata nel vuoto da un’altezza di tre metri, cadendo da una impalcatura.

Il 77enne è stato soccorso dal personale del 118 che, dopo averlo classificato come codice rosso, l’ha trasportato al Policlinico di Bari dove è morto.

“Siamo sotto choc e addolorati: Sergio per noi di Palo è una figura storica”, commenta con l’ANSA il sindaco di Palo del Colle, Tommaso Amendolara spiegando che l’uomo “è stato anche presidente Feste patronali ed è stato molto attivo nella nostra comunità”. “Siamo profondamente scossi”, conclude.

Truffa delle orecchiette, un cinese di Milano in visita a Barivecchia: “Ora siamo più attenti”

L’inchiesta sulla truffa delle orecchiette di Quinto Potere ha spopolato in tutta Italia e non solo. Siamo stati fermati per strada da due cinesi di Milano, in visita a Bari. Uno di loro ha ammesso di conoscerci per aver seguito le varie tappe proprio di questa inchiesta e che ha annunciato di prestare massima attenzione quando si recherà proprio tra i vicoli della città vecchia.

“Ti scanno come un maiale e ti svito la testa”, estorsioni dal carcere: 5 arresti a Trani – I NOMI

Avrebbe continuamente chiesto a un imprenditore di Trani somme di denaro da versare in cambio di protezione. E lo avrebbe fatto dal carcere di Poggioreale (Napoli), in cui è detenuto per scontare una condanna definitiva per un omicidio del 2017, utilizzando un cellulare che aveva con sé in cella.

Ma le richieste sarebbero state sempre maggiori, da 5mila a 30mila euro, fino a quando l’imprenditore – che di volta in volta consegnava i soldi a persone diverse – non è più riuscito a pagare. E lì sarebbero quindi iniziate le minacce, anche di morte, rivolte all’imprenditore e alla sua famiglia.

Per questo, i finanzieri delle compagnie di Bari e Barletta hanno arrestato (in carcere) Alessandro Corda, pluripregiudicato tranese affiliato al clan Capriati di Bari vecchia, e quattro suoi sodali, accusati di estorsione con aggravante mafiosa. Oltre ad Alessandro Corda, in carcere sono finiti Nicola Corda, Rosa Fiore, Giuseppe Vitolano e Francesco Cirillo.

Le indagini della Dda di Bari hanno accertato diversi episodi: le indagini sono partite dall’analisi di alcuni cellulari sequestrati nel corso di un’altra inchiesta, dalla quale è emerso come l’imprenditore fosse “vessato da continue richieste di somme di denaro da versare in cambio di una prospettata protezione”.

Le indagini sono poi proseguite con l’analisi di chat, pedinamenti e ascolto di persone informate sui fatti. Nel corso delle operazioni di oggi è stato sequestrato a Corda il cellulare dal quale avrebbe minacciato l’imprenditore.

L’estorsore, pur di riscuotere le somme richieste, avrebbe intimorito la vittima ricorrendo a violenze e minacce psicologiche, con frasi del tipo: “Io te lo giuro su mio figlio che ti scanno come un maiale, ti scanno come al maiale ti scanno“, “Tu vuoi campare, eh? E mi devi togliere il debito!”, “Come ti prendo in mezzo alle mani ti svito la testa”.