La Procura di Matera ha aperto un’inchiesta sulla morte di un bimbo di 3 mesi nato il 12 settembre 2024 nell’ospedale Di Venere durante un parto gemellare pretermine e deceduto in culla il 15 dicembre dopo essere stato dimesso dal reparto di terapia intensiva neonatale e di neonatologia dell’ospedale barese il 27 novembre.
Continue readingBari, oltre 800 chili di fuochi d’artificio illegali stoccati in depositi privati. Blitz della Finanza: sequestro e 2 indagati
I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari, nell’ambito del contrasto agli illeciti in materia di detenzione e vendita di fuochi d’artificio, nei giorni scorsi hanno sequestrato 800 chili di articoli pirotecnici (circa 500mila pezzi) detenuti in violazione della normativa in materia di autorizzazioni per la sicura e corretta detenzione e commercializzazione.
In particolare, i militari del Nucleo Operativo Metropolitano di Bari, coadiuvati dai colleghi della Tenenza di Putignano, sotto la direzione del I Gruppo Bari, hanno eseguito perquisizioni locali presso due depositi privati, trovando oltre 100 confezionamenti di artifici pirici di IV e V categoria, illecitamente detenuti in assenza delle necessarie licenze, pronti per essere commercializzati con “concreti e seri rischi per la sicurezza pubblica e l’incolumità dei consumatori”.
L’intervento delle Fiamme Gialle ha permesso di intercettare due persone che sarebbero state intente a scaricare due furgoni contenenti numerosi cartoni di materiale pirotecnico. Secondo le accuse, i fuochi sarebbero stati stoccati in depositi privati di pertinenza di civili abitazioni. La contestuale perquisizione dei locali avrebbe permesso di rinvenire ulteriori artifici pirici illecitamente detenuti. Le due persone inoltre non avrebbero esibito alcuna documentazione fiscale e di origine tale da suffragare la lecita provenienza dei prodotti pirotecnici.
Crolla solaio a Molfetta durante lavori di ristrutturazione, Procura apre inchiesta: 5 indagati
La Procura di Trani ha iscritto nel registro degli indagati i nomi di cinque persone nell’inchiesta aperta per accertare le cause del crollo di un solaio avvenuto, giovedì scorso, in una palazzina a due piani in via Massimo D’Azeglio, a Molfetta, in provincia di Bari.
Si tratta dei proprietari degli immobili e dell’esecutore dei lavori che rispondono di crollo colposo. Nel cedimento del solaio tra il primo piano dell’immobile e il piano terra, una donna è rimasta ferita: è stata dimessa con una prognosi di un mese per alcune fratture.
Secondo quanto emerso, erano in corso dei lavori di ristrutturazione. A seguito del cedimento una decina di famiglie è stata evacuata dalle unità immobiliari di via D’Azeglio, via Picca e via Capotorti per la “gravità della situazione” ha deciso il Comune che ha “ravvisato un pericolo imminente” per i cittadini.
Frode fiscale e riciclaggio, 4 arresti a Bari: i nomi. Fatture inesistenti a 165 imprese tra loro la Emiliano Srl
C’è anche la Emiliano Srl di Alessandro e Simonetta Emiliano, fratelli del governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, tra le 165 aziende che tra il 2018 e il 2023 avrebbero ricevuto fatture false da alcune società cartiere per un importo di oltre 10 milioni di euro. Così si sono garantiti “facili guadagni intascando il 22% (ovvero l’Iva) su operazioni mai poste in essere”. Nella giornata di ieri i finanzieri di Bitonto hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Bari su richiesta della Procura a carico di sei persone: quattro sono finite agli arresti domiciliari, due sono state raggiunte dal divieto temporaneo di esercitare determinate professioni, imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese. Ai domiciliari sono finiti Francesco Porcelli, Luigi D’Armento, Gaetano Finestrone, Antonello Savino mentre Nicola Garofalo ed Enrico Danese sono stati interdetti. Per tutti l’accusa, a vario titolo, è associazione per delinquere, emissione di fatture false e riciclaggio. A riportarlo è la Gazzetta del Mezzogiorno.
L’azienda Emiliano Srl, con i suoi titolari, non è indagata, ma il suo nome compare nella lista dei clienti di queste cartiere. Nell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Bari, sono indagati anche quattro finanzieri (Roberto Nupieri, Rocco Cantatore, Giovanni Vessichelli e Giuseppe Iacono) e tre funzionari dell’Agenzia delle Dogane (Cataldo Manfredi, Giuseppe Elicio e Sonia Della Guardia), oltre a un direttore di banca e un a dipendente di un ufficio postale che avrebbero violato le norme anti riciclaggio agevolando i prelievi di contanti. Sono stati inoltre posti sotto sequestro beni per 5 milioni di euro. Il gruppo, attivo tra Bari e Bitonto, avrebbe emesso fatture per operazioni inesistenti “nei confronti di società realmente esistenti provvedendo al prelevamento e alla restituzione in contante delle somme prelevate trattenendo l’Iva”, spiegano i militari.
Furti e ricettazione auto, blitz nel nord Barese: 15 arresti e 26 indagati
È in corso una vasta operazione congiunta condotta dalla polizia di Stato e dell’arma dei carabinieri, che hanno arrestato 15 persone (7 in carcere, 8 ai domiciliari) ed eseguito altre 11 misure cautelari tra obbligo di dimora e presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
L’indagine condotta dalla polizia stradale di Bari e dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Barletta, coordinata dalla procura della Repubblica di Foggia, nasce da un’approfondimento sui reiterati furti, ricettazione e riciclaggio di veicoli, che vengono impiegati nel redditizio mercato clandestino italiano ed estero di vendita dei pezzi di ricambio.
“Italia sotto mazzetta”, il dossier di Libera sulle inchieste per corruzione: Puglia quinta regione con 64 indagati
“Italia sotto mazzetta’ è il dossier sulle inchieste per corruzione che Libera ha censito dal 1° gennaio al 1 dicembre 2024: sono 48 le inchieste, con il coinvolgimento di 28 procure in 14 regioni, 588 le persone indagate. Le regioni meridionali compreso le isole “primeggiano” con 20 indagini, seguite da quelle del Centro (16) e dal Nord (12).
Prima il Lazio con 10 inchieste, seguita da Campania con 9 inchieste, la Lombardia con 7, Sicilia con 5 e Puglia con 4. In queste regioni si concentra il 74% delle inchieste. Ben 106 persone indagate sono nel Lazio, 82 in Sicilia, seguita dalle Marche con 80 indagati di cui ben 77 in una sola inchiesta su corruzione per finte vaccinazioni anticovid, 79 in Campania, Lombardia con 72 indagati, e Puglia a quota 64.
Ci sono “mazzette” per finte vaccinazioni covid o per ottenere falsi titoli di studio, “mazzette” che hanno facilitato l’aggiudicazione di appalti per la gestione dei rifiuti o per la realizzazione di opere pubbliche o la concessione di licenze edilizie. Poi ci sono le inchieste per scambio politico elettorale e quelle relative alle grandi opere. In prossimità della Giornata Internazionale contro la Corruzione che si celebra domani 9 dicembre, Libera ha scattato una fotografia sulla corruzione nel nostro Paese nell’anno in corso.
“L’istantanea – rileva Libera – mostra un quadro allarmante: l’avanzata senza freni della corruzione in Italia. Da Torino ad Avellino, da Bari a Pozzuoli, da Palermo e Catania, da Milano a Roma, il 2024 è un continuo bollettino di ‘mazzette’ con il coinvolgimento di amministratori, politici, funzionari, manager, imprenditori, professionisti e mafiosi coinvolti in una vasta gamma di reati di corruzione”.
“Le tante inchieste – ad avviso di Libera – ci raccontano di una corruzione ormai ‘normalizzata’, che come una vera ‘patologia nazionale’ alimenta sfiducia diffusa nelle istituzioni democratiche, disimpegno, astensionismo”.
B&b in fiamme a Napoli, due indagati per la morte della pugliese Emanuela: attesa per l’autopsia
La proprietaria e il gestore del b&b di Napoli dove ha perso la vita la giovane salentina Emanuela Chirilli sono stati iscritti nel registro degli indagati. Si tratta di un atto dovuto prima dell’autopsia che dovrà accertare le cause del decesso della 28enne di Maglie, morta nell’incendio divampato. Le ipotesi di reato sono quelle di omicidio colposo e incendio colposo.
Secondo quanto appurato dalle prime indagini l’incendio sarebbe partito dalla sauna del b&b situato in piazza Municipio e sarebbe stato causato da un cortocircuito. Emanuela ha cercato di scappare, ma non ce l’ha fatta. Un altro ospite aveva lasciato una recensione in cui lamentava di aver preso una scossa elettrica a contatto con il rubinetto della doccia.
Spaccio a Barivecchia, blitz dei Carabinieri: 5 indagati. Sequestrati 5 chili di droga
Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Bari Centro, a conclusione di un’articolata attività d’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica e Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo pugliese, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque indagati, ritenuti responsabili di spaccio in concorso di sostanze stupefacenti nel Borgo Antico della città metropolitana di Bari. Sequestrati, a riscontro, 5 kg di sostanza stupefacente.
Blitz contro gruppo suprematista e neonazista attivo su Telegram, 12 arresti e 25 indagati: perquisizioni a Bari
La polizia ha eseguito 12 misure cautelari in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Bologna, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nel corso di un’operazione su tutto il territorio nazionale nei confronti di un gruppo suprematista e neonazista ribattezzato “Werwolf Division”, attiva anche in rete sulla piattaforma Telegram.
Gli arresti sono legati alla loro adesione a quella che viene definita dagli inquirenti una “vera e propria ‘cellula organizzata’, già in fase operativa e in grado di realizzare attentati anche con le tecniche usate dai cosiddetti ‘lone wolves’ (lupi solitari) sia suprematisti sia jihadisti”. Le accuse rivolte ai membri del gruppo sono associazione con finalità di terrorismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e detenzione illegale di arma da fuoco.
L’operazione è coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione. Nel dettaglio la Polizia di Stato, sotto la direzione delle Direzioni Distrettuali Antiterrorismo delle Procure della Repubblica di Bologna e Napoli, con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, sta eseguendo anche 25 perquisizioni, a Bologna, Bari, Brindisi, Lecco, Milano, Monza Brianza, Modena, Palermo, Pesaro Urbino, Pescara, Pordenone, Ravenna, Roma, Teramo, Trieste, Vercelli e Vicenza, nei confronti di appartenenti ad una associazione suprematista e accelerazionista.
I 25 indagati, alcuni dei quali già sottoposti a perquisizione dalle Digos di Bologna e Napoli nel maggio 2023, di età compresa tra 76 e 19 anni, sono accusati di aver a vario titolo promosso, organizzato e preso parte all’associazione ‘Werwolf Division’, successivamente rinominata ”Divisione Nuova Alba, la quale, viene evidenziato dagli inquirenti in una nota, “seguendo ideali suprematisti e neonazisti, nella loro espressione più estrema dell’accelerazionismo e basandosi altresì sulla negazione e sull’apologia della Shoah, mirava al sovvertimento dell’attuale ordinamento per l’istaurazione di uno Stato etico ed autoritario incentrato sulla ‘razza ariana’ anche con il progetto di azioni violente nei confronti di alte cariche delle Istituzioni”.
Traffico reperti archeologici, operazione a Bari: 32 indagati e 4 misure cautelari
I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Bari hanno eseguito in varie località della Puglia e del Lazio, con la collaborazione dei comandi provinciali, un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta dalla Procura nei confronti di 4 persone a vario titolo ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione ed esportazione illecita di reperti archeologici e numismatici. Sono 32 in tutto gli indagati.
L’ordinanza scaturisce dall’inchiesta, convenzionalmente denominata Art Sharing, avviata nel 2020 dal Nucleo TPC di Bari, che ha portato alla disarticolazione di un presunto sodalizio criminoso dedito allo scavo clandestino, operato da tombaroli e trafugatori esperti, per l’impossessamento illecito e furto di beni culturali appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato e alla conseguente ricettazione ed esportazione illecita.
In particolare, l’intero traffico di reperti archeologici veniva gestito attraverso una fantomatica casa d’aste denominata “Costa ‘s Gallery”, con sede ad Anversa (Belgio), riconducibile a due dei destinatari delle misure cautelari, che proponeva la vendita dei beni prevalentemente apuli ed etruschi, illecitamente trafugati da aree archeologiche dell’Italia centro-meridionale, a gallerie e case d’asta in vari paesi europei ed americani.
Il sodalizio aveva basi operative nelle province di Bari, Bat e Foggia e con diramazioni nel Lazio, Emilia Romagna, Repubblica di San Marino, nonché in Belgio e Spagna. Tra gli oggetti recuperati (circa trecento) figurano vasi ceramici con decorazioni (in particolare due Hydria a figure rosse, tre Kylix a vernice nera, due Lekanis a figure rosse, una Oinochòe a bocca trilobata), oltre duecento monete in argento e bronzo di varie epoche, molte coniate da zecche dell’antica Puglia, un sarcofago di marmo risalente all’epoca romana imperiale rinvenuto in Belgio e quindici sculture etrusche rinvenute in Spagna, unitamente ad altri reperti ceramici risalenti al V-III sec.a.C. di provenienza italiana.










