Sonia e Slavcho sono in attesa dell’esito degli esami svolti e abbiamo voluto affrontare con loro, in particolare con Sonia, l’ansia legata al lavoro di Slavcho. Fortunatamente i datori di lavoro sono disposti ad aspettare, la priorità in questo momento deve essere però la salute.
Plastic Puglia cerca autisti e operai, ma le candidature non arrivano: “Fatevi avanti offriamo contratti regolari”
“Un’azienda sana, florida, in piena espansione. Ordini in aumento, commesse internazionali. Eppure, paradossalmente, in difficoltà nel reperire personale. Plastic-Puglia, gruppo industriale leader nei sistemi per l’irrigazione a goccia, ha lanciato nelle scorse settimane una serie di ricerche di personale. L’esito? Silenzio”.
Inizia così il comunicato inviato da Plastic-Puglia. L’azienda ha lanciato un appello. “Le ultime «chiamate» sono cadute nel vuoto. Il profilo più urgente è quello dell’autista – si legge -. ’azienda cerca conducenti in possesso di patente CQC, disponibili a muoversi su tutto il territorio nazionale per il trasporto di merci. Le mansioni comprendono il controllo delle operazioni di scarico, la pianificazione delle tratte e la verifica delle condizioni del veicolo prima di ogni viaggio, con la massima attenzione ai protocolli di sicurezza. Ma non solo”.
“In Plastic-Puglia servono anche meccanici, elettricisti e carpentieri, figure tecniche fondamentali per la manutenzione e l’implementazione dei reparti produttivi. E ancora, operai generici da impiegare nelle operazioni di carico e movimentazione – conclude l’azienda -. Per tutte le posizioni è previsto l’inserimento immediato, con contratto regolare secondo il CCNL di settore”.
Gli interessati possono inviare la propria candidatura all’indirizzo e-mail [email protected], con foto ed autorizzazione al trattamento dei dati personali. Le risorse selezionate verranno contattate direttamente dall’ufficio del personale per un colloquio conoscitivo in azienda.
Solo in Italia a 14 anni, il sogno di Yasr: “Ce l’ho fatta con rispetto e duro lavoro”
Vi ricordate di Yasr? Lo avevamo raggiunto al Varietà, locale situato in via XXIV maggio a Bari, per raccogliere la sua denuncia e lanciare un appello. Abbiamo però deciso di approfondire la sua storia. Yasr è arrivato in Italia a soli 14 anni dall’Egitto, nel 2019 poi il viaggio a Bari. Con noi ha voluto ripercorrere le tappe della sua vita, regalandoci una testimonianza davvero importante.
Slavcho non sta bene, rifiuta il ricovero col diabete alle stelle: “Devo andare a lavorare”
Slavcho non si è sentito bene, non è andato a lavorare e si è recato con Sonia al Pronto Soccorso. Si è sottoposto ad alcuni accertamenti medici e ha scoperto di avere il diabete alle stelle. Dopo aver ricevuto la terapia, ha deciso di non restare in ospedale e di firmare le dimissioni perché vuole tornare a lavorare. Li abbiamo raggiunti per far capire la gravità della situazione che resta da non sottovalutare.
Bari, maestra precaria si fa male in classe e sfora i giorni di malattia: viene licenziata. Appello al ministro Valditara
Un alunno cade accidentalmente addosso con una sedia su un’insegnante, provocandole così lesioni ai legamenti del ginocchio e una frattura alla mano. La docente tarantina, di 49 anni, è impiegata con contratto a tempo determinato in una scuola primaria del Barese.
L’Inail le riconosce l’infortunio sul lavoro, successivamente dispone la chiusura della pratica al 6 dicembre 2025, trasformando il periodo successivo in malattia comune e respingendo la richiesta di riapertura.
Così i 30 giorni di malattia previsti per le supplenze brevi vengono superate, con conseguente risoluzione anticipata del contratto e impossibilità di stipulare nuovi incarichi nell’anno scolastico in corso.
L’avvocato della docente, Fabrizio Del Vecchio, del foro di Taranto, ha inviato una lettera al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, chiedendo un intervento urgente per riesaminare il provvedimento dell’Inail e ripristinare le tutele a favore della maestra.
“La mia assistita si trova in una condizione kafkiana – scrive Del Vecchio – avendo subito un danno psico-fisico durante l’attività lavorativa e ricevendo, per questo, la risoluzione del rapporto di lavoro, il mancato pagamento della retribuzione e l’impossibilità di sottoscrivere nuovi contratti”.
L’hater chiede scusa, resta single e trova lavoro. Legendarius resta umile: “Ora sono il Venerabile”
Dopo diverso tempo abbiamo incontrato Legerandius, un nostro ex hater che aveva puntato nei mesi scorsi il dito contro Antonio e Quinto Potere su TikTok. In seguito ad un battibecco a distanza e chiarimenti successivi, chiese scusa. Questa volta lo ha fatto di persona, raccontando anche la sua storia e cambiando anche il suo nickname social.
Pregiudicato non è un appellativo, l’errore non è una fake news: “Informare è un lavoro vero”
L’omicidio di Amleto Magellano e il tragico incidente stradale avvenuto ad Altamura dove hanno perso la vita i fratelli Antonio e Cecilia Bigi. Negli ultimi giorni, nel Barese, sono avvenuti drammatici episodi di cronaca. Come sempre Quinto Potere si è fatto trovare pronto e in prima linea per raccontare e documentare quanto accaduto.
Perché questo impone il nostro lavoro e questo impone l’essere giornalista. Anche noi siamo essere umani e comprendiamo il dolore e la sofferenza di parenti e amici quando una persona cara perde la vita, in particolar modo in dinamiche come quelle raccontate.
Spesso non pubblichiamo subito i nomi delle vittime, nel rispetto dei cari. Quello che non abbiamo mai fatto è inserire giudizi personali a contorno della vicenda di cronaca.
Amleto Magellano era un pregiudicato e un giornalista è tenuto a dirlo. Un dettaglio sottolineato da tutte le testate giornalistiche che hanno parlato del caso e da diversi colleghi anche nei servizi televisivi. E queto non significa infangare il nome di una persona.
Sui social e privatamente tante persone ci hanno accusato di questo, ignorando il lavoro del giornalista e sperperando offese gratuite senza controllo. In merito al tragico incidente avvenuto ad Altamura, erroneamente si è diffusa la notizia della morte di un terzo ragazzo, annunciata e poi smentita anche dallo stesso Sindaco di Altamura. Anche su questo abbiamo fatto chiarezza in un video editoriale.
Da più di un anno vive per strada, Mario ospitato in hotel: “È umiliante voglio solo lavorare”
Dopo il primo servizio che ha colpito la nostra community, è arrivato il tempo di presentarvi Mario, il senzatetto di 53 anni che vive per strada da ormai più di un anno e ospitato temporaneamente nella struttura alberghiera di Umberto. Si è aperto con noi e ha raccontato come ha vissuto negli ultimi mesi, lanciando anche un appello.
Daspo e servizi sociali, il Bomber sveglia l’autista svogliato: “Troppa libertà. Cambierà tutto” (2)
C’eravamo lasciati con l’autista di Silvio Sisto addormentato nell’auto parcheggiata davanti al Redentore. Il Bomber, dopo averlo svegliato, ha continuato con il suo immancabile show.
Trani, truffa sui permessi 104 per non lavorare. Indagati tre poliziotti: uno viene interdetto per sei mesi
Con le accuse di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, Il Tribunale di Trani ha adottato nei confronti di un poliziotto in servizio nella Questura di Barletta Andria Trani una ordinanza cautelare di interdizione per sei mesi.
Per gli stessi reati sono stati denunciati a piede libero altri due poliziotti. L’indagine della squadra mobile, coordinata dalla Procura di Trani, è partita da una segnalazione effettuata dall’ufficio sanitario provinciale della Questura sull’utilizzo delle assenze dal servizio per malattia e per assistenza delle persone diversamente abili.
Attraverso servizi di sorveglianza fisica, installazione di video camere e dispositivi di tracciamento satellitari, gli investigatori hanno accertato che i tre indagati avrebbero “sfruttato illegittimamente”, si legge in una nota della Questura Bat, i benefici previsti dalla legge 104/92 e dell’articolo 42 del d.lgs. 151/2001 per l’assistenza dei propri familiari portatori di handicap. Avrebbero, cioè, chiesto “sistematicamente dei permessi retribuiti” per assistere il familiare con disabilità, ma in realtà avrebbero svolto attività di carattere personale.
Inoltre, a due dei tre indagati è stata contestata l’assenza dei requisiti previsti per l’ottenimento dei permessi di congedo straordinario. I pedinamenti e l’analisi delle celle telefoniche hanno documentato, infatti, come gli indagati “vivessero, contrariamente a quanto dichiarato, – spiega la Questura – in abitazioni diverse rispetto al proprio assistito, venendo quindi meno il requisito della coabitazione richiesto dalla legge”.
Gli investigatori della Squadra mobile hanno monitorato i tre colleghi per quattro mesi, da giugno a settembre 2024 e hanno documentato 50 giornate di assenze ritenute illegittime, per una truffa stimata in circa 5.300 euro complessivi. Per tutti e tre la Procura di Trani aveva chiesto gli arresti domiciliari.
Per un vice ispettore 52enne in servizio in Questura è stata disposta l’interdizione; per gli altri due, un ispettore 60enne e una assistente capo 58enne, la gip del Tribunale di Trani Marina Chiddo non ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari perché il primo è in pensione da novembre scorso e la seconda è in aspettativa per malattia da più di un anno ed è prossima alla pensione.
I pedinamenti, l’analisi dei tabulati telefonici e delle immagini registrate dalle videocamere, hanno consentito di monitorare gli spostamenti dei tre nelle giornate di permesso retribuito. In tutti i casi non avrebbero prestato assistenza agli anziani genitori, come invece dichiarato. Uno dei tre indagati, l’ispettore 60enne in pensione, avrebbe usufruito di 28 giornate, sette delle quali trascorse in vacanza con la famiglia a Barcellona. Al poliziotto interdetto, difeso dall’avvocato Antonio Maria La Scala, sono contestate sei giornate di assenza indebita. Altre sedici giornate di permessi retribuiti illegittimi sono contestate alla assistente capo indagata.










