Follia a Molfetta, tenta di dare fuoco alla moglie e la ferisce alla gola davanti alla figlia di 10 anni: arrestato 43enne

Prende una tanica di liquido infiammabile e un accendino con l’obiettivo di dare fuoco alla moglie sotto gli occhi della figlia di 10 anni, non riuscendo nel suo intento impugna un coltello, l’afferra dalla gola e la ferisce.

L’episodio è accaduto ad agosto a Molfetta, i Carabinieri hanno arrestato un 43enne del posto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Tutto ha avuto origine dalla morbosa gelosia dell’uomo e dell’abuso di sostanze stupefacenti. Le violenze domestiche sarebbero andate avanti per anni.

Lo scorso mese, dopo l’ennesima lite, l’episodio più violento. La donna è riuscita a salvarsi sottraendo la tanica di benzina approfittando di un attimo di distrazione da parte dell’uomo, finito prima in carcere e poi ai domiciliari.

Follia a Taranto, colpisce la moglie con un paletto di metallo dopo una lite: arrestato 71enne

Tragedia evitata a Taranto dove i Carabinieri hanno arrestato un 71enne, accusato di aver colpito la moglie ripetutamente con un paletto in metallo durante una lite.

Tempestivo l’intervento dei militari allertati da una segnalazione al 112, la vittima è stata trovata in stato di shock con ecchimosi, escoriazioni e contusioni.

La donna si trova in una struttura sanitaria per essere assistita psicologicamente e tutelata. L’uomo, agli arresti domiciliari, risponde di presunti maltrattamenti e lesioni personali aggravate.

Bomba sotto l’auto, finanziere vivo per miracolo: la moglie avvocata di Foggia condannata a 10 anni

Viviana Pagliarone, avvocata foggiana 40enne, è stata condannata a 10 anni di carcere con rito abbreviato con l’accusa di essere la mandante di un attentato contro l’ex marito, un finanziere sopravvissuto per miracolo all’esplosione della sua auto avvenuta il 21 marzo 2023 a Bacoli (Napoli).

La bomba fu collocata sull’auto, ma l’uomo riuscì a salvarsi. Secondo quanto ricostruito dalle indagini e dell’accusa, il piano della donna era quello di liberarsi dell’uomo per ottenere l’affidamento del figlio.

L’esecuzione materiale dell’attentato sarebbe stata affidata a Franco Di Pierno, di San Severo, già condannato a 10 anni lo scorso anno, con il supporto logistico del genero Giovanni Di Stefano, 31enne residente in Germania, per cui sono ancora in corso rogatorie internazionali.

Nella vicenda è coinvolto anche Ciro Caliendo, secondo l’accusa sarebbe stato lui a fabbricare l’ordigno consegnato materialmente all’esecutore materiale. Ma il gip ha escluso fosse a conoscenza dell’uso finale. Il nome dell’imprenditore vitivinicolo è balzato alla cronaca anche per la vicenda relativa alla morte della moglie, Lucia Salcone: l’imprenditore è sospettato di aver provocato il decesso della donna inscenando un incidente stradale avvenuto il 27 settembre del 2024.

Picchia la moglie e la minaccia con una pistola, lei riesce a scappare e a chiamare il 113: arrestato 64enne

Un 64enne è stato arrestato da carabinieri a San Giorgio Ionico per maltrattamenti a familiari. L’uomo è accusato di avere picchiato la moglie, al culmine di una lite per futili motivi, colpendola ripetutamente con calci, pugni e schiaffi, arrivando anche a minacciarla con una pistola legalmente detenuta.

L’arma è stata sequestrata da militari dell’Arma. La vittima, approfittando di un momento di distrazione del coniuge, è riuscita a fuggire e a rifugiarsi in un esercizio commerciale poco distante, da dove ha contattato il numero unico di emergenza 112.

Ai carabinieri la donna ha denunciato non soltanto l’aggressione appena subita, ma anche una lunga serie di episodi di violenza, fisica e verbale, che si sarebbero protratti negli anni e mai formalmente denunciati. Il 64enne dopo l’arresto è stato condotto nella casa circondariale di Taranto.

Suicida dopo le minacce della moglie di portare via la figlia, lei va a processo a Bari: chiesta la condanna a 4 anni

La Procura di Bari ha chiesto la condanna a 4 anni di reclusione, per maltrattamenti aggravati, nei confronti di Morsy Noura Said Saad Mohamed, la 30enne egiziana finita a processo per gli insulti e le minacce rivolti al marito, Paolo Silletti, il 34enne barese che si è tolto la vita il 10 aprile 2024.

La donna ha chiesto di essere processata con il rito abbreviato. Nella richiesta di condanna, la Procura ha escluso l’aggravante della morte come conseguenza dei maltrattamenti, ma ha confermato l’aggravante dell’aver commesso il fatto in presenza di minori. Si tornerà in aula il 15 ottobre quando potrebbe essere già emessa la sentenza.

Nel processo i genitori della vittima si sono costituiti parte civile. I due si sono conosciuti a Sharm el Sheikh, si sono sposati nel 2019 al Cairo, prima di trasferirsi in Puglia. I maltrattamenti sarebbero iniziati nel 2021, dopo la nascita della figlia. La donna avrebbe chiesto al marito soldi, poi una casa più grande, il trasferimento a Bari fino a minacciarlo ripetutamente di scappare in Egitto con la figlia e di non fargliela più vedere.

Gli insulti sono arrivati tramite messaggi e la donna avrebbe trascorso periodi sempre più lunghi in Egitto, dai suoi genitori, con la bambina, causando così “uno stato di profonda prostrazione psichica e di terrore di non poter più vedere la figlia minore”,  a causa del quale – secondo l’accusa – l’uomo decise di togliersi la vita.

Taranto, si barrica in casa e minaccia la moglie con un coltello: arrestato 49enne

Un 49enne è stato arrestato a Taranto dopo aver minacciato la moglie con un coltello. L’uomo si è barricato in casa e ha impedito l’uscita alla donna, dopo una lite. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, alla vista dei militari il 49enne ha trattenuto con forza la moglie continuandola a minacciare.

I Carabinieri fortunatamente sono riusciti ad entrare nell’abitazione e ad evitare il peggio. L’uomo è stato bloccato e arrestato con l’accusa di maltrattamenti, lesioni personali e sequestro di persona. La donna è stata accompagnata in ospedale e ha raccontato di violenze e minacce continue che andavano avanti ormai da diverso tempo.

Bari, la denuncia dal Policlinico: “Situazione assurda in Pronto Soccorso mia moglie senza risposte da quasi 24 ore”

“Mia moglie è ancora al Pronto Soccorso da ieri mattina alle 11”. Inizia così la denuncia arrivata questa mattina in redazione, al centro delle polemiche il Pronto Soccorso del Policlinico di Bari.

“Voglio denunciare la situazione all’interno – racconta il lettore -. Persone anziane in attesa per delle analisi, per una visita dal medico devono aspettare ore prima di essere chiamate. Mia moglie è arrivata intorno alle 11 di ieri, ad oggi, dopo aver passato la notte al pronto soccorso, non le hanno dato una risposta su quello che potrebbe essere. Vogliono farle delle analisi per paragonare la situazione di ieri con quella di oggi, alle 8.50 non hanno ancora fatto nulla. Ultimo tentativo di terapia questa notte alle 00.30 con un flebo, poi niente e zero risposte”.

“È una situazione assurda al pronto soccorso del policlinico di Bari, ci dovrebbe essere eccellenza e professionalità, invece ci rendiamo conto di quanto sia scarso il personale medico messo a disposizione per un primo soccorso”, conclude.

Tentato omicidio a Corato, contestata l’aggravante mafiosa: in carcere marito e moglie affiliati al clan Capriati

Lo scorso 25 maggio, la Polizia di Stato aveva eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Trani, su richiesta di quella Procura della Repubblica, nei confronti di due soggetti ritenuti, in concorso con altri, responsabili del tentato omicidio di un ragazzo ed una ragazza, quest’ultima risultata avulsa da qualsiasi contesto criminale. Un agguato avvenuto, lo scorso 6 marzo, verso le ore 21.00, nella piazza centrale di Corato, luogo noto della movida.

Le indagini, poi proseguite con il coordinamento di questa Direzione Distrettuale Antimafia, avrebbero evidenziato 1’esistenza di un contesto mafioso alla base dell’agguato ed un contrasto tra due gruppi criminali locali per il controllo di una piazza di spaccio.

Nel corso delle investigazioni è emerso che i due indagati farebbero parte di un gruppo criminale più strutturato e vicino al clan Capriati di Bari, lì rappresentato da un pregiudicato, tuttora detenuto, che risulta indagato per i medesimi reati. A tutti è stato contestato il reato di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, significando che gli accertamenti sono stati compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’esecuzione del citato provvedimento cautelare, da parte degli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari e del Commissariato di P.S. di Corato, questa mattina, è stata supportata da una serie di perquisizioni sul territorio della cittadina del nord barese e presso le carceri di Trani e San Gimignano (SI).

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Torna a casa dal lavoro, non trova la cena pronta e picchia la moglie davanti alla figlia: arrestato 46enne a Bitetto

Un bracciante indiano di 46 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di maltrattamenti e lesioni. I militari hanno fatto irruzione nell’abitazione dell’uomo su segnalazione della moglie, picchiata dal marito che non aveva trovato la cena pronta dopo essere rientrato a casa.

Minacce, offese e schiaffi davanti alla figlia di 4 anni. La donna, all’arrivo dei Carabinieri, aveva l’orecchio sanguinante. È stata trasportata in ospedale dove è stata medicata e soccorsa. Per l’uomo è stata disposta la custodia in carcere, mentre sono stati attivati i Servizi sociali del Comune di Bitetto.

Tragedia nel Materano, morti moglie e marito di 45 e 50 anni. Arrestato 22enne di Altamura: positivo all’alcol test

Trovato positivo all’alcol test, un giovane di 22 anni, di Altamura (Bari) è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri per omicidio stradale e lesioni nell’ambito dell’indagine sull’incidente che ieri mattina, sulla Matera-Metaponto, nei pressi di Bernalda (Matera), ha causato la morte di Maria Di Pede, di 45 anni, e del marito, Giuseppe Carrino, di 50.

Il giovane arrestato – che non ha precedenti penali – era alla guida di una Renault Scenic che si è scontrata con l’Alfa Romeo Mito guidata da un figlio 22enne dei coniugi Carrino, che è ricoverato in ospedale a Matera, ma non è in pericolo di vita.

Sulla Scenic stava viaggiando anche un altro giovane, che è rimasto ferito in maniera grave e che è stato trasferito dal 118 Basilicata soccorso in eliambulanza all’ospedale San Carlo di Potenza, dove è ricoverato in prognosi riservata.

I funerali di Carrino e Di Pede saranno celebrati martedì prossimo, 8 luglio, alle ore 10, nella Chiesa di Maria Santissima Annunziata, nel rione Piccianello di Matera.

Durante la giornata, sui social sono stati postati centinaia di messaggi di cordoglio alla famiglia Carrino, molto conosciuta nella città dei Sassi.