Bari, stalking alla cognata dell’ex moglie. Poliziotto assolto dopo tre anni: “Il fatto non sussiste”

Un poliziotto barese, in servizio a Taranto, è stato assolto dopo tre anni dal Tribunale di Bari dalle accuse di stalking nei confronti della cognata dell’ex moglie perché “il fatto non sussiste”.

Secondo l’accusa, l’agente avrebbe minacciato con condotte ripetute la cognata della sua ex moglie, causandole “uno stato di ansia e di paura perdurante e grave, nonché un fondato timore per la propria incolumità e quella della sua famiglia”.

Secondo quanto denunciato dalla controparte, oltre ad appostamenti e pedinamenti, il poliziotto avrebbe anche aggredito il marito della donna. Le accuse però sono state risultate “prive di ogni fondamento” da parte dei giudici. In questi tre anni, all’imputato, è stato impedito di tornare a Bari.

Insulta, minaccia e picchia la moglie. La figlia di 12 anni chiama il 112 e lo fa arrestare: nei guai 49enne di Crispiano

Un 49enne di Crispiano (Taranto) è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate nei confronti della compagna.

L’intervento dei militari è scattato in seguito alla chiamata al 112 da parte della figlia minorenne. Secondo la ricostruzione dell’Arma, l’uomo – con problemi di tossicodipendenza – sin dall’inizio della convivenza nel 2010 avrebbe offeso e minacciato la compagna, episodi mai denunciati fino al 6 dicembre.

Nel corso dell’ultima lite, avrebbe insultato, minacciato e colpito la donna alla presenza della figlia minorenne, cercando anche di impedirle di chiedere aiuto sottraendole il cellulare. La convivente sarebbe stata afferrata al collo e colpita con pugni al capo e al volto, riportando la rottura degli occhiali.

I carabinieri sono arrivati in pochi minuti dopo la telefonata al 112 della adolescente, bloccando l’uomo. La vittima è stata soccorsa dal 118 e trasportata all’ospedale di Martina Franca, dove è stata medicata e dimessa. Informata delle tutele previste dalla legge, ha scelto di non essere collocata in una struttura protetta. Il 49enne, su disposizione dell’autorità giudiziaria, è stato condotto alla casa circondariale di Taranto.

“Put**na grassa ti tolgo davanti”, umilia e minaccia la moglie davanti al figlio: a processo avvocato barese

Un avvocato 45enne barese è finito a processo per maltrattamenti nei confronti di una moglie anche alla presenza del figlio di 4 anni. Gli eventi risalgono al periodo dal 2022 al 2024 quando l’uomo ha scoperto la relazione extraconiugale della donna con un’altra persona. L’avrebbe strattonata, minacciata e umiliata in diverse occasioni, definendola “putt**a, tr**a, grassa e parassita”.

Ma non solo. “Ti tolgo davanti”, “ti faccio dormire in ospedale”, “ti grattugio la testa a terra”, “ti butto sulla statale mentre cammino ad alta velocità”,” ti tiro un pugno e ti ammazzo”, alcune delle frasi proferite.

In un’occasione le avrebbe strappato la maglia e in un’altra avrebbe accelerato all’improvviso dicendola che l’avrebbe veramente buttata fuori dall’auto, salvo poi non farlo solo per l’arrivo dei Carabinieri. Si tornerà in aula il 26 febbraio prossimo dove la vittima fornirà il proprio racconto.

Tenta di strangolare la moglie, lei riesce a chiamare il 112 e si salva: tentato femminicidio nel Salento

Tentato femminicidio ieri sera a Copertino dove un uomo, con problemi psichiatrici, ha cercato di strangolare sua moglie dopo una crisi. La donna, fortunatamente, è riuscita  mettersi in salvo e ad allertare le Forze dell’Ordine.

Lui, 49anni, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Lei, 45 anni, è stata trasportata in ospedale. La donna è riuscita a comporre il numero di emergenza dopo essere caduta per terra e aver recuperato il cellulare.

L’uomo è stato trasferito nel reparto di Psichiatria dell’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina, dove è tuttora ricoverato e piantonato. 

Follia a Molfetta, tenta di dare fuoco alla moglie e la ferisce alla gola davanti alla figlia di 10 anni: arrestato 43enne

Prende una tanica di liquido infiammabile e un accendino con l’obiettivo di dare fuoco alla moglie sotto gli occhi della figlia di 10 anni, non riuscendo nel suo intento impugna un coltello, l’afferra dalla gola e la ferisce.

L’episodio è accaduto ad agosto a Molfetta, i Carabinieri hanno arrestato un 43enne del posto con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Tutto ha avuto origine dalla morbosa gelosia dell’uomo e dell’abuso di sostanze stupefacenti. Le violenze domestiche sarebbero andate avanti per anni.

Lo scorso mese, dopo l’ennesima lite, l’episodio più violento. La donna è riuscita a salvarsi sottraendo la tanica di benzina approfittando di un attimo di distrazione da parte dell’uomo, finito prima in carcere e poi ai domiciliari.

Follia a Taranto, colpisce la moglie con un paletto di metallo dopo una lite: arrestato 71enne

Tragedia evitata a Taranto dove i Carabinieri hanno arrestato un 71enne, accusato di aver colpito la moglie ripetutamente con un paletto in metallo durante una lite.

Tempestivo l’intervento dei militari allertati da una segnalazione al 112, la vittima è stata trovata in stato di shock con ecchimosi, escoriazioni e contusioni.

La donna si trova in una struttura sanitaria per essere assistita psicologicamente e tutelata. L’uomo, agli arresti domiciliari, risponde di presunti maltrattamenti e lesioni personali aggravate.

Bomba sotto l’auto, finanziere vivo per miracolo: la moglie avvocata di Foggia condannata a 10 anni

Viviana Pagliarone, avvocata foggiana 40enne, è stata condannata a 10 anni di carcere con rito abbreviato con l’accusa di essere la mandante di un attentato contro l’ex marito, un finanziere sopravvissuto per miracolo all’esplosione della sua auto avvenuta il 21 marzo 2023 a Bacoli (Napoli).

La bomba fu collocata sull’auto, ma l’uomo riuscì a salvarsi. Secondo quanto ricostruito dalle indagini e dell’accusa, il piano della donna era quello di liberarsi dell’uomo per ottenere l’affidamento del figlio.

L’esecuzione materiale dell’attentato sarebbe stata affidata a Franco Di Pierno, di San Severo, già condannato a 10 anni lo scorso anno, con il supporto logistico del genero Giovanni Di Stefano, 31enne residente in Germania, per cui sono ancora in corso rogatorie internazionali.

Nella vicenda è coinvolto anche Ciro Caliendo, secondo l’accusa sarebbe stato lui a fabbricare l’ordigno consegnato materialmente all’esecutore materiale. Ma il gip ha escluso fosse a conoscenza dell’uso finale. Il nome dell’imprenditore vitivinicolo è balzato alla cronaca anche per la vicenda relativa alla morte della moglie, Lucia Salcone: l’imprenditore è sospettato di aver provocato il decesso della donna inscenando un incidente stradale avvenuto il 27 settembre del 2024.

Picchia la moglie e la minaccia con una pistola, lei riesce a scappare e a chiamare il 113: arrestato 64enne

Un 64enne è stato arrestato da carabinieri a San Giorgio Ionico per maltrattamenti a familiari. L’uomo è accusato di avere picchiato la moglie, al culmine di una lite per futili motivi, colpendola ripetutamente con calci, pugni e schiaffi, arrivando anche a minacciarla con una pistola legalmente detenuta.

L’arma è stata sequestrata da militari dell’Arma. La vittima, approfittando di un momento di distrazione del coniuge, è riuscita a fuggire e a rifugiarsi in un esercizio commerciale poco distante, da dove ha contattato il numero unico di emergenza 112.

Ai carabinieri la donna ha denunciato non soltanto l’aggressione appena subita, ma anche una lunga serie di episodi di violenza, fisica e verbale, che si sarebbero protratti negli anni e mai formalmente denunciati. Il 64enne dopo l’arresto è stato condotto nella casa circondariale di Taranto.

Suicida dopo le minacce della moglie di portare via la figlia, lei va a processo a Bari: chiesta la condanna a 4 anni

La Procura di Bari ha chiesto la condanna a 4 anni di reclusione, per maltrattamenti aggravati, nei confronti di Morsy Noura Said Saad Mohamed, la 30enne egiziana finita a processo per gli insulti e le minacce rivolti al marito, Paolo Silletti, il 34enne barese che si è tolto la vita il 10 aprile 2024.

La donna ha chiesto di essere processata con il rito abbreviato. Nella richiesta di condanna, la Procura ha escluso l’aggravante della morte come conseguenza dei maltrattamenti, ma ha confermato l’aggravante dell’aver commesso il fatto in presenza di minori. Si tornerà in aula il 15 ottobre quando potrebbe essere già emessa la sentenza.

Nel processo i genitori della vittima si sono costituiti parte civile. I due si sono conosciuti a Sharm el Sheikh, si sono sposati nel 2019 al Cairo, prima di trasferirsi in Puglia. I maltrattamenti sarebbero iniziati nel 2021, dopo la nascita della figlia. La donna avrebbe chiesto al marito soldi, poi una casa più grande, il trasferimento a Bari fino a minacciarlo ripetutamente di scappare in Egitto con la figlia e di non fargliela più vedere.

Gli insulti sono arrivati tramite messaggi e la donna avrebbe trascorso periodi sempre più lunghi in Egitto, dai suoi genitori, con la bambina, causando così “uno stato di profonda prostrazione psichica e di terrore di non poter più vedere la figlia minore”,  a causa del quale – secondo l’accusa – l’uomo decise di togliersi la vita.

Taranto, si barrica in casa e minaccia la moglie con un coltello: arrestato 49enne

Un 49enne è stato arrestato a Taranto dopo aver minacciato la moglie con un coltello. L’uomo si è barricato in casa e ha impedito l’uscita alla donna, dopo una lite. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, alla vista dei militari il 49enne ha trattenuto con forza la moglie continuandola a minacciare.

I Carabinieri fortunatamente sono riusciti ad entrare nell’abitazione e ad evitare il peggio. L’uomo è stato bloccato e arrestato con l’accusa di maltrattamenti, lesioni personali e sequestro di persona. La donna è stata accompagnata in ospedale e ha raccontato di violenze e minacce continue che andavano avanti ormai da diverso tempo.