Giallo sulla ss16 nel Foggiano, trovato cadavere per strada: è mistero. Forse colpito da un cavo elettrico

Il corpo senza vita di un uomo è stato ritrovato questa mattina lungo la statale 16 all’altezza del comune di Serracapriola in provincia di Foggia. Sul posto stanno operando gli uomini delle forze dell’ordine, l’Anas e il 118.

Il cadavere non presenta segni di violenza. Come comunicato in un primo momento dall’Anas, si era pensato che l’uomo fosse stato investito ma da successivi accertamenti sta emergendo la possibilità che possa essere stato colpito da un pesante cavo elettrico.

Tra le varie ipotesi al vaglio degli inquirenti – a quanto si apprende – anche la possibilità che stesse rubando dei cavi in rame. Poco distante sarebbe stata ritrovata un’auto che potrebbe essere quella con cui si è recato sul posto. Indagini sono in corso per accertare la dinamica dell’accaduto.

Tragedia a Lucera, bimbo di 3 mesi muore nel sonno. Il dolore del Sindaco: “Non riesco ad accettarlo”

Tragedia a Lucera dove un bimbo di tre mesi è morto nel sonno, dopo una poppata notturna. Era il quarto figlio di una coppia, il decesso è avvenuto intorno alle 4 di domenica ma la constatazione del decesso è avvenuta ieri mattina poco dopo le 8.30 quando i familiari hanno allertato il 118.

A darne notizia sui social è stato il sindaco Giuseppe Pitta. “Non si può morire a tre mesi. Non riesco ad accettarlo. Ho un figlio piccolo che amo più della mia vita e non voglio nemmeno pensare al dolore di questa famiglia”, le sue parole.

“Oggi il mio cuore è veramente in frantumi. Riposa in pace piccolo Angelo e dai la forza alla tua famiglia di superare questo immenso dolore”, conclude.

Tragedia ad Altamura, suv finisce fuori strada: muore un ragazzo. Quattro feriti gravissima una giovane

È di un morto e quattro feriti il bilancio dell’incidente avvenuto questa mattina, poco prima delle otto, sulla strada che collega Laterza (Taranto) ad Altamura, in provincia di Bari.

Le persone coinvolte sono tutte molto giovani e hanno un’età compresa tra i 27 e i 25 anni. Secondo quanto ricostruito finora, il gruppo era a bordo di un Suv di grossa cilindrata.

Chi era alla guida, per cause da accertare, avrebbe perso il controllo del mezzo finito fuori strada. Per uno di loro, l’impatto è stato fatale ed è morto sul colpo.

Gli altri quattro sono stati soccorsi e portati in diversi ospedali. La più grave sarebbe una ragazza che ha riportato un trauma toracico che le ha impedito di essere elitrasportata da un mezzo arrivato da Potenza. Ora si trova nel Policlinico di Bari e le sue condizioni sarebbero molto serie.

Degli altri tre feriti, due sono ricoverati nel vicino Ospedale della Murgia, un 24enne è ricoverato al Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) in stato di coma per politraumi. Indagano i carabinieri.

Malore fatale durante l’allenamento di calcetto: Riccardo Chetta muore a 39 anni davanti ai compagni di squadra

Accusa un malore durante l’allenamento di calcio e muore davanti agli amici. Tragedia ieri sera nel centro sportivo di Collepasso, a perdere la vita il 39enne di Parabita, Riccardo Chetta.

L’uomo si stava allenando con la Parabita City, associazione sportiva dilettantistica amatoriale. Verso le 22 si è accasciato al suolo, durante una partitella a campo ridotto e ha perso i sensi.

I primi a intervenire sono stati i compagni di squadra e il custode che hanno cercato di rianimarlo grazie al defibrillatore di cui è dotato l’impianto sportivo. A nulla è valso anche l’immediato intervento di un’ambulanza del 118.

I carabinieri hanno avviato le indagini accertando le cause del decesso e su disposizione del pm di turno, la salma è stata riconsegnata ai familiari. Riccardo lascia la moglie Ilaria e due figli di 6 e 3 anni, Leonardo e Alberto. I funerali sono fissati per la giornata di domani, sabato 17 gennaio.

La Puglia piange nonna Carmela, si è spenta all’età di 105 anni: era tra le 10 più anziane d’Italia

Le 105 candeline le aveva spente pochi mesi fa, l’11 novembre scorso. Ieri, 15 gennaio, è morta. Carmela Zullo era l’ultracentenaria di Orsara di Puglia, paesino di circa 2000 anime del Foggiano, una delle 10 persone più longeve d’Italia.

“In questo momento – ha detto il sindaco Mario Simonelli – siamo dispiaciuti e proviamo grande affetto verso la famiglia, a cui tutta la comunità porge le condoglianze. Il ricordo di ciò che Carmela Zullo ha significato per tutti noi, con la sua straordinaria forza e il suo esempio di donna e lavoratrice capace di unire una grande famiglia, è quello che resterà per sempre nei nostri cuori”.

Terza di tre figli, fin da ragazzina ha lavorato in campagna assieme ai componenti della sua famiglia d’origine. Poi il lavoro di fornaia, il matrimonio, i figli, il trasferimento in America con il marito e il lavoro in una ditta di elettrodomestici. Tornata a Orsara, ha ricominciato a lavorare come contadina e lo ha fatto fino all’età di 85 anni.

Ha visto susseguirsi al Quirinale tutti i presidenti della Repubblica eletti dal 1946 ad oggi. Aveva 14 anni quando la nazionale italiana di calcio vinse il suo primo mondiale. Il giorno del suo ultimo compleanno, al sindaco che la omaggiò con un bouquet floreale, diede appuntamento per il suo 106esimo compleanno.

Omicidio a Rozzano, 70enne barese morto in casa con una coltellata alla gola: fermato un 21enne marocchino

Domenico Lorusso, uomo di 70 anni barese, è stato trovato morto nel suo appartamento a Rozzano, nel Milanese. Sul corpo della vittima un profondo taglio alla gola. Per l’omicidio è sospettato un 21enne marocchino.

È stato sorpreso dai carabinieri, intervenuti poco prima delle due di stanotte assieme ai vigili del Fuoco, mentre stava cercando di lanciarsi dal balcone. I militari sono riusciti a bloccarlo e, una volta entrati nella casa, hanno scoperto il cadavere del 70enne originario di Bari, sotto l’armadio.

Secondo quanto ricostruito i due si conoscevano e avevano avuto una lite poi sfociata nell’aggressione. Il 21enne ha dei precedenti per stupefacenti e pare fosse ospite della vittima. Al momento il giovane non è in stato di arresto ma si trova all’ospedale San Paolo per accertamenti.

Vigilante pugliese morto nel cantiere delle Olimpiadi invernali: autopsia esclude l’ipotesi ipotermia

Pietro Zantonini, il brindisino di 55 anni deceduto nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina D’Ampezzo mentre svolgeva le mansioni di vigilante in un cantiere dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina che partiranno tra pochi giorni, è morto per un evento cardiaco acuto non direttamente riconducibile al gelo.

Questo è l’esito preliminare dell’autopsia disposta dalla Procura di Belluno. Al momento non sono esclusi ulteriori accertamenti. L’inchiesta per omicidio colposo, aperta dopo l’esposto presentato dalla famiglia della vittima, vede indagato il legale rappresentante della società per cui l’uomo lavorava.

Sotto esame turni, condizioni climatiche e misure di sicurezza. Nella giornata di domani è in programma a Brindisi un sit-in di protesta promosso dal sindacato Cobas.

Rara forma di mononucleosi, la piccola Elisabetta Maria di 6 anni non ce l’ha fatta: si era trasferita da Brindisi a Roma

La piccola Elisabetta Maria, la bimba di sei anni che era stata trasferita d’urgenza in elisoccorso da Brindisi al Bambin Gesù di Roma dopo aver contratto una grave e rara forma di mononucleosi che aveva attaccato il midollo osseo, non ce l’ha fatta. È deceduta in ospedale.

La sua storia aveva commosso tutta la Puglia e non solo, da giorni era partita una corsa contro il tempo per raccogliere donazioni di sangue, in particolare piastrine, necessarie per tentare di salvarle la vita e in tanti si erano messi a disposizione.

L’operaio Claudio Salamida muore nell’ex Ilva, sequestro del convertitore 3: indagini su manutenzioni e pedane

La Procura della Repubblica di Taranto ha disposto il sequestro senza facoltà d’uso dell’area del convertitore 3 dell’acciaieria 2 dell’ex Ilva, teatro ieri dell’incidente costato la vita a Claudio Salamida, 47 anni, dipendente dell’azienda.

Il provvedimento riguarda le parti dell’impianto interessate dalla caduta dell’operaio, precipitato dal quinto piano al quarto rialzato. I magistrati hanno acquisito la documentazione sulle attività di manutenzione effettuate recentemente sul convertitore, oggetto di un lungo intervento iniziato a settembre e concluso il 5 gennaio.

L’impianto, tornato operativo dopo gli interventi di manutenzione, era stato nuovamente arrestato per ulteriori regolazioni. Durante la campagna manutentiva, la produzione dell’acciaieria 2 era proseguita attraverso il convertitore 1. Dai primi elementi emerge che ai lavori hanno preso parte diverse ditte esterne.

Non risultano al momento persone indagate, ma l’atto formale è atteso nelle prossime ore. La pm Filomena Di Tursi, che ieri ha effettuato un sopralluogo all’interno del siderurgico, sta ricostruendo l’esatta sequenza dei fatti, i compiti assegnati e le eventuali responsabilità. Sotto esame il piano di calpestio dal quale Salamida è precipitato: al posto del pavimento grigliato del quinto piano erano state posizionate pedane in legno, installate per consentire gli interventi di manutenzione.

Gli inquirenti dovranno chiarire chi abbia disposto la sostituzione, se le pedane dovessero già essere rimosse, se erano presenti protezioni adeguate e se vi sia stato un cedimento strutturale o uno spostamento accidentale. Da stabilire anche se l’operaio, che si trovava da solo mentre interveniva sulle valvole, sia scivolato o se la pressione esercitata abbia contribuito alla perdita di equilibrio. La Procura conferirà l’incarico per l’esame autoptico; la salma è all’obitorio dell’ospedale di Taranto. Il sequestro non interessa l’intera acciaieria 2, che continuerà a operare con il convertitore 1.