Rara forma di mononucleosi, la piccola Elisabetta Maria di 6 anni non ce l’ha fatta: si era trasferita da Brindisi a Roma

La piccola Elisabetta Maria, la bimba di sei anni che era stata trasferita d’urgenza in elisoccorso da Brindisi al Bambin Gesù di Roma dopo aver contratto una grave e rara forma di mononucleosi che aveva attaccato il midollo osseo, non ce l’ha fatta. È deceduta in ospedale.

La sua storia aveva commosso tutta la Puglia e non solo, da giorni era partita una corsa contro il tempo per raccogliere donazioni di sangue, in particolare piastrine, necessarie per tentare di salvarle la vita e in tanti si erano messi a disposizione.

L’operaio Claudio Salamida muore nell’ex Ilva, sequestro del convertitore 3: indagini su manutenzioni e pedane

La Procura della Repubblica di Taranto ha disposto il sequestro senza facoltà d’uso dell’area del convertitore 3 dell’acciaieria 2 dell’ex Ilva, teatro ieri dell’incidente costato la vita a Claudio Salamida, 47 anni, dipendente dell’azienda.

Il provvedimento riguarda le parti dell’impianto interessate dalla caduta dell’operaio, precipitato dal quinto piano al quarto rialzato. I magistrati hanno acquisito la documentazione sulle attività di manutenzione effettuate recentemente sul convertitore, oggetto di un lungo intervento iniziato a settembre e concluso il 5 gennaio.

L’impianto, tornato operativo dopo gli interventi di manutenzione, era stato nuovamente arrestato per ulteriori regolazioni. Durante la campagna manutentiva, la produzione dell’acciaieria 2 era proseguita attraverso il convertitore 1. Dai primi elementi emerge che ai lavori hanno preso parte diverse ditte esterne.

Non risultano al momento persone indagate, ma l’atto formale è atteso nelle prossime ore. La pm Filomena Di Tursi, che ieri ha effettuato un sopralluogo all’interno del siderurgico, sta ricostruendo l’esatta sequenza dei fatti, i compiti assegnati e le eventuali responsabilità. Sotto esame il piano di calpestio dal quale Salamida è precipitato: al posto del pavimento grigliato del quinto piano erano state posizionate pedane in legno, installate per consentire gli interventi di manutenzione.

Gli inquirenti dovranno chiarire chi abbia disposto la sostituzione, se le pedane dovessero già essere rimosse, se erano presenti protezioni adeguate e se vi sia stato un cedimento strutturale o uno spostamento accidentale. Da stabilire anche se l’operaio, che si trovava da solo mentre interveniva sulle valvole, sia scivolato o se la pressione esercitata abbia contribuito alla perdita di equilibrio. La Procura conferirà l’incarico per l’esame autoptico; la salma è all’obitorio dell’ospedale di Taranto. Il sequestro non interessa l’intera acciaieria 2, che continuerà a operare con il convertitore 1.

L’operaio Claudio Salamida muore nell’ex Ilva, terminato alle 7 lo sciopero: inchiesta della procura di Taranto

È terminato questa mattina alle 7 lo sciopero immediato dei dipendenti diretti e dell’appalto dell’ex Ilva in tutti i siti del gruppo proclamato dai sindacati dopo l’incidente sul lavoro di ieri, costato la vita a Claudio Salamida di 46 anni, originario di Alberobello e residente a Putignano (Bari).

L’operaio specializzato, che lascia la moglie e un figlio di 3 anni, è precipitato dal quinto piano alla parte rialzata del quarto dell’acciaieria 2 dello stabilimento di Taranto dopo un volto di circa di 7 metri.

L’uomo stava ripristinando una delle valvole che regolano l’immissione dell’ossigeno al convertitore 3 quando è precipitato nel vuoto.  Nella zona in cui si trovava solitamente c’è un pavimento grigliato ma, secondo la versione dei sindacati, erano state posizionate delle pedane in legno e metallo che poi si sono aperte per cause da accertare facendolo cadere nella parte sottostante.

Il paiolato sarebbe stato rimosso temporaneamente per consentire il passaggio di attrezzature per le operazioni di manutenzione. Il pubblico ministero Filomena Di Tursi ha aperto una inchiesta per accertare dinamica e responsabilità disponendo il sequestro probatorio del quinto e del quarto livello.

Tragedia all’ex Ilva, operaio precipita e muore: Alberobello piange il 47enne Claudio Salamida. Sciopero di 24 ore

È Claudio Salamida, l’operaio originario di Alberobello di 47 anni, morto oggi dopo essere precipitato dal quinto al quarto piano dell’impianto mentre era in servizio all’Acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto. Lascia la moglie e un figlio piccolo.

Lo si apprende da fonti sindacali. L’uomo era impegnato nelle attività di controllo delle valvole quando si è verificato l’incidente che sarebbe avvenuto al convertitore 3. Il lavoratore sarebbe caduto per diversi metri in seguito al cedimento di un pavimento grigliato. Sul posto sono intervenuti i responsabili della sicurezza e il personale sanitario che ha tentato a lungo le manovre di rianimazione.

Il lavoratore è deceduto per le gravi lesioni riportate. I funzionari dello Spesal hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza.

“A seguito dell’incidente mortale verificatosi a Taranto in Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom, Uilm dichiarano 24 ore di sciopero a partire da subito da svolgersi in tutti i siti del gruppo con articolazioni territoriali – fanno sapere i sindacati -. In attesa di conoscere la dinamica concludono i sindacati – tutti i lavoratori dell’ex Ilva e del mondo metalmeccanico si stringono intorno alla famiglia del lavoratore”.

Tragedia a Massafra, lite degenera in campagna. Accoltellato in diverse parti del corpo: muore 25enne

Tragedia a Massafra dove un 25enne di nazionalità afgana è deceduto dopo essere stato accoltellato al termine di una rissa. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima è stata uccisa dopo un diverbio con un uomo che ha tirato fuori un coltello.

Il 25enne è stato colpito in diverse parti del corpo, inutile la corsa disperata in ospedale. Le ferite erano troppo profonde. Le indagini sono state avviate per fermare il responsabile e chiarire il movente del delitto.

Tragedia a Taranto, 25enne muore in casa: aveva partorito da pochi giorni. Aperta inchiesta

È morta nella serata di ieri, nella sua abitazione di Lama, borgata alla periferia di Taranto, una giovane donna di 25 anni che aveva dato alla luce il suo primo figlio alla vigilia di Natale.

La tragedia si è consumata in pochi minuti, dopo un improvviso malore. A lanciare l’allarme è stato il marito. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.

La giovane è deceduta prima del trasferimento in ospedale. Secondo le prime informazioni, il decesso sarebbe avvenuto per cause naturali, ma non si escludono complicazioni legate al parto.

La vicenda è ora all’attenzione della Procura. Il pm di turno, Remo Epifani, sta valutando se disporre l’autopsia per chiarire le cause della morte. Al momento non è stata ancora presa una decisione in merito.

Dall’Asl si apprende che la 25enne aveva partorito il 24 dicembre all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Durante la degenza le era stata effettuata una trasfusione di sangue, ma non erano state riscontrate criticità. La donna era stata dimessa il 28 dicembre.

Cadavere di una 64enne in una cisterna tra Martina Franca e Alberobello: è suicidio. Lettera lasciata a casa

È di una donna di 64 anni il cadavere trovato nelle campagne al confine tra Martina Franca e Alberobello, all’interno di una cisterna situata lungo la strada provinciale 58.

Si tratta di un suicidio, la donna soffriva di depressione e ha lasciato a casa anche una lettera con le motivazioni. Ad attivare i soccorsi è stato il marito, che nel corso della notte si è accorto dell’assenza della donna nel letto di casa.

Tragedia a Lecce, auto si ribalta in viale Roma: muore 95enne. Grave la moglie di 90 anni

Tragedia ieri sera a Lecce dove un uomo di 95 anni è morto ed una donna di 90 anni è rimasta ferita gravemente in seguito ad un incidente stradale che si è verificato poco fa in viale Roma.

I due, marito e moglie, erano a bordo di una Fiat 600 che si è ribaltata. Probabilmente il conducente ha accusato un malore e ha perso il controllo della vettura.

Sul posto sono intervenuti il 118, la Polizia Locale e i Vigili del Fuoco. Nulla da fare per l’uomo, la donna è invece è stata trasferita in codice rosso in ospedale. Il mezzo è stato sequestrato. Per circa un’ora il tratto di strada è stato interrotto alla circolazione stradale.

Taranto, paziente psichiatrico si lancia dalle scale e muore dopo 13 ore d’attesa in ospedale: indagati due medici

Richiesta di rinvio a giudizio per due medici e due infermieri dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto nell’ambito dell’inchiesta aperta sul suicidio di un paziente psichiatrico di 57 ani, avvenuta all’interno del nosocomio di Taranto l’11 gennaio scorso.

L’uomo, dopo 13 ore d’attesa in Pronto Soccorso, si tolse la vita lanciandosi da una rampa di scale. Le accuse sono di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario dopo una consulenza effettuata.

Il paziente, affetto da una schizofrenia paranoide, fu preso in consegna alle 18.55 del 10 gennaio con un codice di urgenza, “senza essere ricoverato nell’apposito reparto di psichiatria e senza fornirgli alcun tipo di assistenza e trattamento”, si legge nelle carte. Alle 7.57 dell’11 gennaio, decise di lanciarsi nel vuoto da un’altezza di 2 metri e mezzo morendo sul colpo. L’udienza preliminare è fissata per il 12 febbraio 2026.