Tragedia a Brindisi, perde il controllo della moto e cade sull’asfalto. Muore 22enne: inutile la corsa in ospedale

Tragedia a Brindisi dove un ragazzo di 22 anni ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto in via Primo Longobardo. La giovane vittima era alla guida
della sua moto. Ha perso il controllo del mezzo ed è caduto rovinosamente sull’asfalto.

Sul posto è intervenuto il 118, il 22enne è stato portato d’urgenza in ospedale dove è morto. La moto si è poi schiantata contro un’auto parcheggiata distante 50 metri dal luogo dell’incidente. Sul posto la Polizia Locale per i rilievi.

Bimba di 3 anni muore in ospedale a Taranto, era ricoverata per tonsillite: aperta inchiesta. Sequestrate cartelle

La procura di Taranto ha aperto un’inchiesta sul decesso di una bambina di circa 3 anni, morta il 12 febbraio scorso all’ospedale Santissima Annunziata dove si trovava ricoverata dal 27 gennaio per un problema alle tonsille.

La notizia, anticipata dalla Gazzetta del Mezzogiorno, viene confermata dall’Asl. Il pubblico ministero Francesco Ciardo ha acquisito le cartelle cliniche e ora sta valutando se disporre l’autopsia. La piccola aveva un forte mal di gola ed era stata accompagnata per accertamenti al pronto soccorso.

Poi la decisione del ricovero in pediatria. Nel corso della sua degenza il quadro clinico sarebbe precipitato, fino al 12 febbraio scorso quando la bambina è andata in arresto cardiaco.

L’inchiesta dovrà verificare eventuali colpe mediche. L’azienda sanitaria, come da protocollo, ha avviato una indagine interna ed è in attesa delle determinazioni del pm inquirente.

Castellana Grotte, dottoressa in pensione muore a 83 anni dopo intervento: tre chirurghi rinviati a giudizio

Il gip di Bari Francesco Vittorio Rinaldi ha rinviato a giudizio tre chirurghi dell’ospedale De Bellis di Castellana Grotte (Bari) accusati di omicidio colposo per la morte di una donna di 83 anni, dottoressa in pensione, avvenuta l’11 ottobre 2022 dopo un intervento chirurgico.

La donna fu ricoverata in ospedale il 16 settembre per una rettorragia che – secondo il capo d’imputazione – si presentava di media entità, e i referti istologici non evidenziarono la presenza di cellule tumorali.

I medici, secondo quanto ricostruito dalla procura, la sottoposero a un intervento che prevedeva l’esportazione del colon destro e i parte del retto, ma non avrebbero provveduto all’incisione longitudinale della mucosa del colon e alla esplorazione della stessa per valutare – secondo quanto evidenziato dall’accusa – la presenza di formazioni. In questo modo, ritiene l’accusa, avrebbero agito in maniera imprudente anche perché dopo l’operazione fu disposta un’endoscopia di controllo che avrebbe provocato una lesione poi risultata fatale.

A giudizio sono dunque finiti i tre chirurghi che la curarono. Il processo inizierà il prossimo 1 ottobre. I parenti della vittima sono assistiti dagli avvocati Antonio Falagario e Nicola Di Cosola.

Malamovida all’Umbertino, follia a Bari: commerciante tenta di fermare una rissa e finisce in ospedale

Il titolare dell’Alma Vineria di Bari, locale situato in centro nella zona del Teatro Petruzzelli, è finito in ospedale dopo aver tentato di sedare una rissa scoppiata a pochi passi dalla sua attività.

A raccontare l’episodio sui social è il responsabile del comitato umbertino, Michele Maranghino. “Uno dei miei ragazzi del comitato salvaguardia Umbertino impegnato come Noise Ambassador, è stato portato in ospedale in ambulanza solo perché si è messo mezzo per fare da paciere in una discussione a mezzo isolato dalla sua attività, il suo intervento non era neanche dovuto in quanto gestore, è intervenuto per buon senso e civiltà, oltre che appartenenza alla città”, si legge nel post.

“Questo a dimostrazione che noi non possiamo e non riusciamo a sostituirci alla pubblica sicurezza per riconoscimenti e autorità. Ci abbiamo provato, lo abbiamo voluto noi per lavorare, cercando anche di sostituirci alle autorità ma mi rendo conto oggi che non possiamo – aggiunge -. Da presidente del comitato chiedo che la nostra forma di autoregolamentazione, sia comunque supportato dalla sicurezza che lo Stato, la regione, il comune devono fornire in ogni zona, e maggiormente in una zona che è considerata attenzionata”.

Putignano, 71enne viene dimessa dall’ospedale e muore il giorno dopo a casa: indagati medico e infermiere

S’indaga per omicidio colposo sulla morte di una 71enne, recatasi al Pronto Soccorso dell’ospedale di Putignano per alcune difficoltà respiratorie lo scorso 12 gennaio e deceduta il giorno successivo dopo essere stata dimessa.

Nel fascicolo risultano indagati una dottoressa e un infermiere in servizio, l’inchiesta è nata dopo la denuncia presentata del marito della vittima che l’ha trovata senza vita la mattina del 13 nel letto della propria abitazione.

La 71enne non aveva malattie pregresse e, secondo quanto denunciato dall’uomo, sarebbe stata dimessa senza ulteriori accertamenti nonostante la respirazione affannosa e la tosse. L’iscrizione della dottoressa e dell’infermiere nel registro degli indagati è un atto dovuto per consentire lo svolgimento dell’autopsia, eseguita nelle scorse ore nel cimitero di Conversano.

Accoltellata in strada a Sassari, 50enne gravissima. Arrestato lo zio del marito: è il barese Domenico Ottomano

Il 55enne barese Domenico Ottomano è stato arrestato la mattina del 21 gennaio a Sassari dalla Polizia con l’accusa di tentato omicidio per aver accoltellato Roberta Mazzone, 50enne moglie del nipote, al termine di una lite sfociata per soldi.

L’uomo viveva come ospite a casa del nipote da alcuni mesi e poteva contare su una pensione di soli 350 euro. Troppo pochi per la donna che chiedeva un contribuito per sostenere le spesse domestiche.

Ottomano durante l’interrogatorio ha respinto ogni accusa, sostenendo che la vittima si sarebbe ferita accidentalmente durante uno scontro. Lo stesso 55enne ha chiamato il 118 per i soccorsi. La sua versione però non ha convinto nessuno ed è stato trasferito nel carcere di Bancali con l’accusa di tentato omicidio.

La donna ora è ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale Santissima Annunziata dopo un intervento chirurgico d’urgenza per le gravi ferite riportate, ha un rene e un polmone perforati. Lotta tra la vita e la morte.

Gallipoli, bimbo di 7 anni per 6 ore al Pronto Soccorso con dolori addominali: il papà viene aggredito dal medico

Il padre di un piccolo paziente di 7 anni, in ospedale con forti dolori addominali, è stato aggredito da un medico del Pronto Soccorso dell’ospedale Sacro Cuore Gesù di Gallipoli. Vittima dell’aggressione un tecnico radiologo, in servizio presso l’Asl 3 di Torino e rientrato in Salento per le vacanze natalizie. La sua denuncia è contenuta in una lettera inviata alla direttrice generale dell’Asl Lecce, Maria Nacci, e al direttore sanitario dell’ospedale di Gallipoli, Salvatore Grazia. A riportarlo è La Repubblica.

Secondo il medico del Pronto Soccorso il paziente di 7 anni doveva essere sottoposto ad un’ecografia all’addome, questo rendeva obbligatorio però un ricovero di tre giorni nel reparto di Pediatria. Il papà a questo punto ha preso tempo e ha chiesto prima di vedere l’esito degli esami del sangue per valutare l’ipotesi del ricovero e l’eventuale ecografia, una richiesta che però ha mandato in escandescenza il medico.

“Ho altri 15 pazienti da visitare e non ho tempo da perdere”, le parole proferite prima dell’aggressione. Il medico si è alzato dalla poltrona, ha spinto e mandato via il papà, che aveva suo figlio in braccio, dalla sala visite. Gli animi si sono riscaldati e sul posto sono intervenuti anche i vigilanti. I due sono stati lasciati in sala d’attesa al “freddo”, all’1.50 è stato somministrato al piccolo un farmaco antiacido con scarsi benefici dopo l’esito negativo degli esami al sangue. Alle 3.31, dopo oltre 6 ore di permanenza in ospedale, il medico del pronto soccorso ha firmato le dimissioni modificando parzialmente la descrizione del diario clinico da quanto riferito a voce, omettendo che l’ecografia addominale sarebbe avvenuta solo a seguito di ricovero per almeno tre giorni nel reparto di pediatria. Resta da capire se la vicenda proseguirà ora con una formale denuncia.

Bari, picchia la compagna di 27 anni a Natale e la manda in ospedale: arrestato 47enne

E’ stato arrestato il compagno della giovane donna finita in ospedale a Bari nel giorno di Natale per le percosse. E’ un uomo di 47 anni arrestato dagli agenti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Bari perché ritenuto il responsabile della violenta aggressione che è avvenuta attorno alle 5 di ieri mattina.

La giovane donna, che ha 27 anni, è ricoverata al policlinico di Bari. L’uomo è accusato di lesioni aggravate. A chiamare il numero di emergenza sarebbe stato proprio lui affermando che la vittima aveva avuto un malore e non riusciva a respirare. Al loro arrivo, vedendo le condizioni in cui era la donna e la situazione della casa, i poliziotti hanno rapidamente capito quanto accaduto: la 27enne era riversa sul pavimento priva di sensi e l’appartamento era a soqquadro con diverse suppellettili rotte. Il presunto aggressore è stato arrestato in flagranza.