La versione dei fatti del papà che nella notte ha colpito la porta della medicheria del Pronto Soccorso dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, ferendosi alla mano: “Mio figlio autistico non sopportava l’attesa e di restare per diversi minuti in un luogo chiuso, i due medici chiacchieravano di fatti loro non legati al lavoro”.
Continue readingNasce e piange a dirotto, i medici si insospettiscono: neonata in astinenza da cocaina. Il padre non sapeva nulla
L’incredibile e triste storia arriva dall’ospedale di Galatina dove una mamma ha messo alla luce la propria figlia con un parto cesario. Gli accertamenti hanno confermato i sospetti, ora la neonata è fuori pericolo.
Continue readingBari, la denuncia dal Policlinico: “Mio padre malato da giovedì è su una barella al Pronto Soccorso”
“Vorrei segnalare dei gravi malfunzionamenti al Pronto Soccorso del Policlinico di Bari. Mi presento con mio padre, affetto da mieloma multiplo, un tumore maligno. Combattiamo da due anni questa malattia e passiamo più tempo in ospedale che a casa per le terapie. In un mese ho dovuto accompagnare mio padre per due volte al Pronto Soccorso”. Inizia così il racconto inviato da un nostro lettore alla nostra redazione. “Sia la prima che la seconda volta ha ricevuto lo stesso trattamento. La prima volta precipitiamo per un’emorragia nasale, viene messo in codice azzurro e rimane seduto su una poltrona per 48 ore – si legge nella lettera -. Chiedendo delle spiegazioni mi hanno sempre risposto che erano incasinati e che ci sono pazienti più gravi di lui, rispondendomi in modo maleducato senza neanche ascoltare la mia richiesta. La seconda volta invece, a distanza di un mese, viene portato in ambulanza incosciente e lasciato su una poltrona in sala d’attesa sempre incosciente per mancanza di ossigeno causa polmonite. Dopo svariate ore finalmente lo fanno entrare in Pronto Soccorso e chiedo di entrare con lui perché incapace di intendere in quel momento, non mi fanno entrare e insisto per rimanere affianco a lui perché non capiva neanche dove si trovava. Chiamano la Polizia lì presente senza prima controllare i suoi parametri nonostante cercavo di spiegare la sua gravità, loro si preoccupavano solo di farmi uscire fuori. Nel frattempo cambia anche il turno e la dottoressa di quel turno non l’ha neanche visitato. Finalmente lo visitano e lo fanno entrare nella stanza arcobaleno (alleluia). Non mi fanno entrare e la situazione si è degenerata, mio padre incosciente purtroppo sputa addosso ad un infermiera e mi vengono a chiamare d’urgenza dicendo che mio padre è ingestibile. Tutto questo non sarebbe accaduto se mi ascoltavano o visitavano subito il paziente”.
“Credo di capire benissimo quando una persona è molto occupata e quando si parla di problemi personali al lavoro o di vacanze. Durante i 5 giorni in pronto soccorso, (scandaloso) per mancanza di posto letto, mio padre rimane senza ossigeno e ogni informazione che chiedo ho il timore che mi rispondono male. Per non finire un infermiere oppure OSS lo vedo che barcollava, mi avvicino e sento odore di alcol nonostante il suo stato di ebbrezza è stato l’unico ad ascoltarmi e rispondere alla mia domanda adeguatamente. I bagni si trovano fuori dal reparto del pronto soccorso e per arrivare un paziente che deve attraversare la sala d’attesa del pronto soccorso rischiando di essere infettato da altre persone presenti. Un altro argomento importante da sollevare sono le attrezzature mancanti che gli infermieri vanno in giro per il pronto soccorso a cercare – conclude -. Ascoltando le lamentele del personale fanno almeno 50 ore di straordinario per mancanza di personale forse è questo il problema. Da giovedì mio padre sta ancora in pronto soccorso in una barella e pieno di dolori, qualsiasi domanda esposta agli infermieri, mi rispondono scocciati: ‘non preoccuparti’ oppure ‘tra un po’ arriva il medico’. Non avevano neanche i medicinali come i cerotti per la terapia del dolore e li hanno iniettato la morfina senza sapere neanche rispondere alla mia domanda di quanti mg, e che la morfina va in contrasto con il cerotto. Finalmente martedì pomeriggio lo ricoverano in medicina generale e sembra ricevere le cure necessarie. Spero questa mia segnalazione serva almeno a risolvere queste gravi e preoccupanti problematiche, non solo per mio padre ma anche per fare capire alle autorità competenti che ci sono delle grosse lacune nella nostra sanità”.
Nel vortice della cocaina, 900 chilometri in auto per l’ultima chance: Leo fa un patto col suo papà
Gli ha portato alcuni vestiti e insieme hanno scelto il regalo per il figlio di Leo che il nonno vedrà per la prima volta. Ha scelto di dare forse quella che è l’ultima chance dopo tante delusioni. Leo sembra deciso a non tradire più la sua fiducia.
Continue readingTuri, accoltella il figlio alla gola mentre dorme: papà ingerisce pesticidi e si toglie la vita ai domiciliari
Forse divorato dai sensi di colpa per quello che aveva cercato di fare, ha deciso di farla finita. Non ci sarà autopsia.
Continue readingIn guerra per il parcheggio, Maurizio col naso rotto: “Rovinato dalla droga la strada é un massacro”
In piazza Moro abbiamo trovato Maurizio. Ha 49 anni, è figlio di un militare della Marina e ha una bimba di 10 anni. Ci racconta la sua vita e come è finito a vivere per strada.
Continue readingNel vortice della cocaina, Leonardo affamato dorme per strada: “Andiamo insieme ai Servizi Sociali”
Siamo andati a ritrovare il giovanissimo papà che vive sotto i portici di via Capruzzi. Su sua indicazione abbiamo fatto tappa al McDonald’s per comprare un Crispy McBacon e garantirgli almeno un pasto caldo.
Continue readingBimbi “divi” sui social, TikTok chiude il profilo di Leone. Il papà: “Segnalati da un frustrato”
Quante volte vi è capitato di dover fare i conti con segnalazioni e sospensioni sui vari social? Noi di Quinto Potere ne sappiamo qualcosa, ma questa volta vi parliamo del caso di Leonardo e di suo figlio Leone.
Continue readingAssunzione interinali graditi all’azienda, l’ira del papà: “In Amtab funziona così”. Lavorint smentisce
Il lavoro, in questo periodo di grande difficoltà, assume una certa sacralità. Riteniamo non possa essere appannaggio di pochi raccomandati. È per questo che abbiamo deciso di proseguire nella nostra inchiesta.
Continue readingBari, professore picchiato a scuola. Il papà della studentessa si pente: “Temevo per mia figlia”
Il 34enne, che si trova agli arresti domiciliari, ha cercato di giustificare durante l’interrogatorio di garanzia la sua reazione, affermando di aver paura delle attenzioni particolari rivolte dal docente nei confronti della 14enne.
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