Polignano, si tuffa dalla scogliera e perde coscienza in acqua: muore il 23enne Francesco Aronica

È morto Francesco Aronica, ragazzo di 23 anni di origini siciliane rimasto ferito dopo un tuffo avvenuto nelle acque antistanti l’iconica lama Monachile a Polignano a Mare, nel Barese, da una altezza di diversi metri.

Il 23enne era in Puglia per una vacanza con gli amici. Nel pomeriggio di ieri si sarebbe buttato in mare dalla scogliera, ma dopo l’impatto con l’acqua avrebbe perso coscienza a causa di un grave trauma cranico.

Immediato l’intervento del personale del 118 che lo ha soccorso e trasportato in codice rosso all’ospedale di Monopoli dove è deceduto nonostante le manovre di rianimazione eseguite dal personale medico.

Malamovida e stagione estiva, controlli notturni della Polizia tra Monopoli e Polignano: il report di luglio

Nel corso del mese di luglio, la Polizia di Stato ha intensificato i controlli, nelle ore serali e notturne, nelle zone comprese tra i comuni di Monopoli e Polignano a Mare.

L’iniziativa, frutto della programmazione condivisa con la Direzione Centrale Anticrimine, nasce dalla necessità di fronteggiare l’aumento dei flussi turistici e della frequentazione di locali pubblici da parte di giovani e avventori provenienti da ogni parte del territorio nazionale ed estero, in particolare lungo le località costiere del sud-est barese, a forte vocazione turistica.

Durante i mesi estivi, in particolare nei fine settimana, si registra infatti un’intensa concentrazione di persone nelle zone balneari e nei luoghi della movida notturna, tra cui discoteche e locali all’aperto che ospitano eventi musicali e dj set di richiamo. Le strutture attirano migliaia di giovani, rendendo necessario un presidio costante delle Forze dell’Ordine a tutela della sicurezza pubblica.

Nel mese di luglio, sono stati predisposti servizi straordinari di vigilanza e controllo del territorio della Polizia di Stato, con l’impiego di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Centrale”, del Commissariato di P.S. di Monopoli e della Polizia Stradale.

Nello specifico, i controlli hanno avuto l’obiettivo di rafforzare la presenza sul territorio, monitorare e verificare le condizioni di sicurezza nei locali pubblici, prevenire e reprimere episodi legati allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti, contrastare la somministrazione di alcol ai minori, sanzionare la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe ed elevare il livello di prevenzione nei confronti delle condotte illecite connesse alla movida.

Attraverso l’impiego di un centinaio di poliziotti, sono stati effettuati 38 posti di controllo e sottoposti a verifica 480 veicoli. Elevati 21 verbali per violazioni al Codice della Strada e ritirate 6 patenti di guida.

Le persone identificate sono state 901, di cui 205 risultate gravate da segnalazioni di polizia. Controllati 7 esercizi commerciali, tra cui locali adibiti a somministrazione di alimenti e bevande, bar, sale giochi-V.L.T. e locali notturni.

Sono in corso approfondimenti sulla situazione amministrativa di alcuni locali, nonché sulla posizione di alcune persone nei cui confronti potrebbero essere adottate misure di prevenzione personale.

La Polizia di Stato proseguirà anche nel mese di agosto le attività di controllo ponendo la massima attenzione per garantire a residenti e turisti un’estate all’insegna della sicurezza e della legalità.

La colpa di Marika, i sui capi fatti a mano non sono orecchiette industriali: multa da 1.000 euro

Ci siamo recati da Marika Mirizzi nella sua boutique per raccontare una storia davvero incredibile. All’artigiana di abiti e gioielli è stata recapitata una multa da mille euro un mese dopo aver preso parte ad un mercatino artigianale a Polignano.

Il motivo? I prodotti esposti, secondo quanto accertato sul posto dalla Polizia Locale tramite semplici fotografie, non sarebbero autentici. Eppure appare piuttosto evidente la loro originalità.

Marika non è l’unica artigiana ad aver ricevuto la multa salata e ai nostri microfoni mostra tutto il suo disappunto per questa vicenda che si inserisce in un contesto davvero particolare per l’artigianato barese e pugliese come quello di abiti e gioielli, a discapito di orecchiette, taralli e vino.

Tragedia sfiorata all’alba sulla ss16 a Polignano: tir sfonda il guardrail e si ribalta sulla carreggiata opposta

Tragedia sfiorata sulla ss16 all’alba a Polignano dove un camion che procedeva in direzione sud ha sfondato il guardrail, finendo giù e ribaltandosi sull’altra carreggiata. Fortunatamente nessun’auto era in transito in quell’istante.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno estratto l’autista dalle lamiere della cabina. L’uomo è stato soccorso e trasportato in ospedale dal 118.

Le operazioni per la rimozione del mezzo pesante si preannunciano lunghe e ci saranno inevitabili ripercussioni sul traffico su ambo i lati. Chiuso l’intero tratto della statale.

Polignano, appalti pilotati in cambio di sostegno elettorale: a processo l’ex sindaco Vitto. In totale 18 imputati

L’ex sindaco di Polignano a Mare, Domenico Vitto, il suo ex vice Salvatore Colella e altri 16 imputati andranno a processo con l’accusa di corruzione, turbata libertà degli incanti e subappalto illecito.

A stabilirlo la gup di Bari, Susanna De Felice, che ha rinviato a giudizio gli imputati. Vitto, arrestato nell’aprile 2022 e posto ai domiciliari, era anche presidente di Anci Puglia.

Secondo quanto sostenuto dall’accusa, nel 2021 avrebbe manipolato un appalto da 840mila euro per i lavori di riqualificazione di largo Gelso e del lungomare Domenico Modugno, favorendo il consorzio Athanor Stabile dell’imprenditore Hibro Hibroj. In cambio avrebbe ricevuto appoggio per la sua attività politica ed elettorale.

Il processo inizierà il 3 luglio davanti ai giudici della seconda sezione collegiale del Tribunale di Bari. Nell’udienza preliminare sono stati contestati complessivamente 25 capi d’imputazione per reati commessi tra il 2015 e il 2021, coinvolgendo 21 imputati.

Nel corso dell’udienza di ieri è stato ratificato il patteggiamento del geometra comunale Pasquale Teofilo, accusato di turbata libertà degli incanti e falso, e dell’imprenditore Vito Dentico, imputato per subappalto illecito e falso. È stato invece assolto con rito abbreviato il dirigente comunale Raffaele Lassandro, difeso dall’avvocato Alessandro Dello Russo dello studio Polis, che era accusato di omissione di atti d’ufficio in relazione alla gara per la riqualificazione delle aree interessate.

Polignano, incendio in campagna. In fiamme sottotetto in legno: Vigili del Fuoco evitano il peggio – FOTO

Quattro squadre dei Vigili del Fuoco tra autoscala, autobotte e due squadre ordinarie, sono intervenute ieri nelle campagne di Polignano a Mare dove intorno alle 17 è andato in fiamme un sottotetto in legno.

Il pronto intervento ha evitato che l’intera abitazione prendesse fuoco e che il rogo fosse limitato al sottotetto. Non si registrano danni alle persone e intorno alle 20 si sono concluse le operazioni di messa in sicurezza.

Sorpreso su un acquascooter rubato e con patente nautica falsa durante G7: arresto a Polignano

Un uomo è finito agli arresti domiciliari dopo essere stato fermato in sella a un acquascooter, nelle acque tra Polignano a Mare e San Giorgio,  la scorsa estate mentre sul litorale di Fasano si stava svolgendo il G7 con i più importanti capi di Stato.

Dopo essere stato individuato nel porticciolo turistico di Cala Ponte, ha esibito una patente nautica che ha insospettito i militari. E infatti subito è emerso come il documento fosse falso e come il conducente dell’acquascooter non risultasse iscritto nei registri delle patenti nautiche nazionali.

E non è finita qui perché il mezzo è risultato poi essere rubato in un cantiere navale di Monopoli e successivamente modificato. Dalle indagini è emerso un giro di false patenti nautiche, così il conducente dell’acquascooter che è così finito ai domiciliari.

Spaccio e armi a Castellana Grotte, Putignano e Polignano: condanne definitive per 5 – I NOMI

Gestivano lo spaccio di cocaina a Castellana Grotte (Bari), ma avevano anche a disposizione armi e munizioni e ricettavano auto rubate. Il loro capo, Franco Pirrelli (46 anni), ripartiva i compiti, stabiliva gli stipendi e individuava le basi operative del gruppo, anche da detenuto, mandando ordini attraverso la moglie Barbara Palmisano – diventata sua portavoce – a cui era dato anche il compito di gestire i problemi interni al sodalizio.

La droga arrivava da Marco Pesce, “considerato elemento di spicco della criminalità di Putignano”, come scrivono i carabinieri in un comunicato, che riforniva l’organizzazione con partite da un chilo di cocaina che il gruppo di Castellana comprava per 40mila euro e rivendeva per 100mila, di cui seimila spettavano mensilmente a Pirrelli.

Per questo, i carabinieri di Monopoli (Bari) hanno eseguito cinque ordini di carcerazione per altrettante persone colpite da condanne, diventate definitive, dai sei ai 14 anni di reclusione. Le persone interessate operavano nei comuni di Castellana Grotte, Polignano e Mare e Putignano. E i fatti loro contestati risalgono agli anni tra il 2018 e il 2020.

Le indagini che hanno portato agli arresti e alle condanne, oggi definitive, rientrano nell’operazione denominata ‘Eclissi’ che ha documentato come il gruppo – che vendeva cocaina per 80 euro a dose – avesse anche a disposizione pistole mitragliatrici, altre armi e cartucce di vario calibro. Armi e droga venivano nascosti in involucri interrati o in muretti a secco. Ma nel corso delle indagini, i carabinieri hanno anche scoperto un deposito in cui erano nascoste targhe di auto e componenti meccaniche di varie marche per 40mila euro, oltre a un’Alfa Romeo Giulietta rubata. I reati contestati sono di associazione armata finalizzata al traffico di droga, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi da fuoco e concorso in ricettazione.

Le persone finite in carcere sono Franco Pirrelli (condannato a 14 anni), Marco Pesce (44 anni, condannato a 14 anni e 5 mesi), Gianfranco Manelli (50 anni, condannato a 8 anni), Pasquale Gentile (42 anni, condannato a sei anni e un mese) e Barbara Palmisano (45 anni, condannata a sei anni e otto mesi).

Polignano, bancomat saltato in aria nella notte: distrutta la filiale Unicredit di via Neapolis. Ladri in fuga con bottino

Un altro bancomat esploso nel Barese. Questa volta un boato impressionante ha svegliato nella notte tutti i residenti della zona di via Neapolis dove è situata la filiale Unicredit. La banda è entrata in azione intorno alle 5.15, la sede è stata distrutta. Pare che il colpo sia andato a buon fine. Indagini in corso dei Carabinieri. Sul posto anche la Scientifica.