Finale shock, l’avvocato la riporta a Sannicandro. Carolina senza freni: “Tutta colpa di Antonio”

La storia di Carolina finisce qui, una volta per tutte, e il finale è davvero sorprendente. Non ce l’aspettavamo, ma nelle ultime ore è accaduto davvero di tutto. Ora lo possiamo dire, Carolina era tornata come ospite da Anna dopo il primo tentativo non andato a buon fine.

Dopo aver attaccato Antonio, è tornata a San Nicandro Garganico. Lo ha fatto non riuscendo a sfruttare l’ospitalità concessa, tra cui il lavoro da badante trovato da Anna. Noi gettiamo una volta per tutte la spugna. Il colmo sarebbe ora vedere Carolina al fianco del figlio Luciano in una diretta su TikTok a vomitare qualsiasi cosa su di noi. Ma a questo punto non ci sorprenderebbe più niente.

Sannicandro, imprenditore accusato di aver sottratto 130mila euro alla madre: caso archiviato

Il Tribunale di Bari ha chiuso definitivamente il procedimento a carico di Geremia Florio, imprenditore di Sannicandro di Bari, inizialmente sospettato di appropriazione indebita e peculato aggravato.

Il Gip Rossana de Cristofaro ha disposto l’archiviazione, confermando l’assenza di responsabilità penale dell’imprenditore. L’indagine è stata avviata in seguito ad alcuni movimenti su due conti correnti intestati alla madre di Florio.

L’accusa sosteneva che, tra novembre e dicembre 2023, l’imprenditore avrebbe trasferito oltre 130mila euro tramite assegni circolari e bonifici a favore di parenti, con causali come “assistenza” e “regali”.

Il pubblico ministero Larissa Catella aveva inizialmente ipotizzato il reato di peculato, ritenendo che Florio operasse come amministratore di sostegno. Florio, assistito dall’avvocato Antonio Maria La Scala, ha richiesto un interrogatorio chiarificatore.

Durante l’audizione, ha dimostrato di non aver mai ricoperto formalmente tale incarico, escludendo così la configurabilità del peculato. Inoltre, la documentazione prodotta ha confermato che le somme erano state impiegate esclusivamente per le esigenze della madre, cancellando ogni sospetto di appropriazione indebita.

Binetto, bruciano rifiuti ma vengono ripresi dalla telecamere: arrestata coppia di Sannicandro

Sono stati colti in flagranza nell’atto di appiccare il fuoco ad un cumulo di rifiuti precedentemente scaricato sul suolo: si tratta di due soggetti, un uomo e una donna, residenti a Sannicandro di Bari (BA), tratti in arresto dai Carabinieri del Nucleo forestale e della Stazione territoriale di Cassano delle Murge.

I due erano stati notati dai militari mentre, a bordo di un autocarro con cassone ribaltabile, procedevano sulla strada provinciale che collega i comuni di Cassano delle Murge e Sannicandro di Bari, trasportando big bag, i classici sacchi impiegati per lo smaltimento di rifiuti.

Gli stessi militari, che già stavano indagando su attività di gestioni illecite e combustioni di rifiuti nella zona, hanno pedinato l’autocarro a distanza, finché il veicolo si è immesso in una stradina interpoderale, fermandosi in un terreno agricolo. Lì i militari si sono appostati, e osservavano che i rifiuti venivano scaricati sul suolo e che, subito dopo, i due predisponevano il rogo, ponendo sul cumulo rami secchi e carta e, infine, appiccando il fuoco.

A quel punto i militari intervenivano, fermando i soggetti che cercavano di allontanarsi. Da successivi accertamenti è risultato che l’uomo svolgeva l’attività di operatore ecologico presso un’azienda che si occupa dell’igiene urbana, risultata estranea ai fatti, e aveva effettuato il trasporto con un autocarro intestato alla società stessa, di cui si era illegittimamente appropriato. Ta i rifiuti combusti vi erano anche alcuni con caratteristiche di pericolosità, in quanto comprendevano scarti di lavorazione del settore edile, batterie al piombo, miscele bituminose, RAEE, metalli ferrosi, plastica, carta. L’uomo e la donna, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa , sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per i reati di gestione e combustione illecita di rifiuti speciali pericolosi.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo veniva condotto presso la casa circondariale di Bari e la donna presso la propria residenza in regime degli arresti domiciliari. L’arresto veniva convalidato dal GIP di Bari, in relazione al reato di combustione illecita di rifiuti. Giova precisare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e all’esecuzione della predetta attività seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

L’attività è frutto di una costante e quotidiana collaborazione tra il comparto forestale e l’Arma territoriale ed è stata posta in essere sulla base delle recenti modifiche introdotte al Codice dell’Ambiente dal decreto legge 116 dell’8 agosto 2025. La nuova normativa ha reso più gravi le fattispecie di reato e ha inasprito il trattamento sanzionatorio, rafforzando l’azione di contrasto ai crimini ambientali.

Terrore a Sannicandro, rapina nella gioielleria. Titolare ferito e ladro bloccato dai cittadini: tre complici in fuga

Attimi di paura questa mattina a Sannicandro, in piazza Cesare Battisti, dove si è verificata una rapina nella gioielleria Cantacessi. In azione una banda composta da quattro persone, arrivata sul posto a bordo di un suv grigio. Il titolare è rimasto ferito durante il colpo.

Tre sono riusciti a scappare, il quarto invece è stato bloccato, accerchiato e fermato dai cittadini. La refurtiva, secondo le prime ricostruzioni, è stata recuperata. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno portato via il malvivente. 

Omicidio Decicco a Sannicandro: il killer 24enne Alessio Gagliardi va a processo. Udienza il 4 novembre

Il 4 novembre partirà il processo a carico di Alessio Gagliardi, il 24enne accusato di aver ucciso il 19enne Gabriele Decicco con almeno sette colpi di pistola la sera del 17 dicembre scorso a Sannicandro di Bari.

Secondo le indagini Gagliardi avrebbe raggiunto la vittima a bordo di un monopattino e gli avrebbe sparato all’interno di un rivenditore aperto 24 ore al giorno in corso Vittorio Emanuele III, nel pieno centro cittadino, poco prima delle 21, prima di allontanarsi con lo stesso mezzo.

Gagliardi fu arrestato a distanza di mesi, il 26 marzo scorso. Un delitto maturato nell’ambito dei contrasti relativi al controllo della piazza di spaccio nel Comune del Barese, contesa tra gruppi vicini ai clan rivali degli Strisciuglio e dei Parisi di Bari. L’omicidio sarebbe inoltre avvenuto come ritorsione per un episodio avvenuto nel marzo precedente, quando il fratello di Decicco (minorenne) ferì un pregiudicato di un altro gruppo.

Pene più severe per i reati ambientali, sorpresi a bruciare rifiuti pericolosi: 2 arresti a Sannicandro

Lo scorso 9 settembre i militari del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Bari, nel corso di specifici servizi predisposti al fine di prevenire e reprimere attività illecite condotte in danno dell’ambiente, hanno proceduto all’arresto, in applicazione della nuova normativa ambientale introdotta da D.L. n 116/2025 del 08 agosto 2025, di due soggetti colti nella flagranza dei reati di gestione e combustione illecita aggravata di rifiuti pericolosi, attività commessa in Sannicandro di Bari (BA).

Nel corso dell’attività di monitoraggio del territorio, i militari del Reparto Speciale dell’Arma notavano, all’interno di un uliveto due soggetti, intenti alla combustione di un cospicuo quantitativo di rifiuti speciali pericolosi, costituiti da truciolato di legno misto a piombo.

Tale attività di gestione, del tutto abusiva, era finalizzata al recupero del piombo e allo smaltimento, mediante combustione, dei rimanenti rifiuti. A causa di tale condotta, residui del metallo pesante finivano sul nudo terreno con pericolo di compromissione e deterioramento di una significativa porzione del terreno di ca. 700 mq e della biodiversità agraria dell’uliveto ove si consumava la condotta illecita, senza considerare lo sprigionarsi nell’area di esalazioni non salubri per la salute umana.

Al fine di interrompere la condotta delittuosa in danno dell’ambiente e dell’incolumità delle persone, i militari del N.O.E. procedevano all’arresto dei due individui ed al sequestro del terreno, dei rifiuti non ancora combusti e dell’autovettura, utilizzata per il trasporto dei rifiuti stessi.

Gli arrestati al termine degli atti di rito venivano tradotti agli arresti presso il domicilio a disposizione della competente A.G.. Nella giornata di ieri, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica di Bari, la misura precautelare adottata veniva convalidata dal G.I.P. che disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari per uno dei due indagati.

L’operazione del N.O.E. di Bari rappresenta il primo arresto in flagranza di reato avvenuto in Puglia dopo l’introduzione del nuovo Decreto Legge che prevede un forte inasprimento delle pene per i reati ambientali, in precedenza di natura contravvenzionale ed oggi invece delitti, con positive ricadute sulle attività di prevenzione e repressione della P.G.

È importante sottolineare che il relativo procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine al reato contestato, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Trova pistola sul balcone, risolto il giallo dell’uomo in fuga dai dinosauri: arrestato pregiudicato

Torniamo a parlare di quanto accaduto un mese fa a Sannicandro dove un 30enne è precipitato da un tetto. Si è ipotizzata, in un primo momento, una fuga da un commando composto da coetanei con tanto di alcuni colpi di pistola esplosi durante l’inseguimento.

In realtà la vicenda è stata subito smentita e ricostruita. Si tratta di un noto pregiudicato e non ci sono mai stati altri protagonisti nella vicenda. Tutto è stato frutto della fantasia del 30enne.

L’uomo è stato dimesso dall’ospedale e arrestato, mentre la pistola è stata ritrovato da una signora sul balcone di casa. Risolto così il giallo dell’uomo “in fuga dai dinosauri”.

A fuoco il cassone degli alieni, il giallo di Sannicandro diventa noir: misteri e fumi tossici

Torniamo ad occuparci del giallo di Sannicandro. Il cassone pieno di ingombranti, “precipitato dallo spazio” a pochi passi dal centro di raccolta rifiuti, è andato a fuoco stranamente dopo la messa in onda del primo servizio. 

Gli uffici competenti avevano preso in carico il caso, ma qualcuno ha anticipato inevitabilmente i tempi della burocrazia, aumentando la pericolosità dello scempio ambientale.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, la rimozione dei rifiuti sarà affidata ad un’azienda specializzata, mentre le indagini sono state avviate per risalire all’identità dei responsabili.

Spaccio a Bari e Sannicandro, droga venduta su Telegram: 12 arresti. A capo Sabino Pace – TUTTI I NOMI

Produzione, traffico e detenzione di stupefacenti, ma anche resistenza a pubblico ufficiale e riciclaggio. Sono questi i reati contestati, a vario titolo, a 12 persone arrestate dai militari del Comando provinciale di Bari della Guardia di finanza, nell’ambito di un’indagine della Dda del capoluogo pugliese, che ha consentito di svelare l’esistenza di un “ingente traffico” di cocaina, hashish e marijuana tra Bari, Sannicandro di Bari e alcune città della Basilicata.

I 12, alcuni dei quali affiliati al clan Parisi di Bari, sono stati arrestati all’esito degli interrogatori preventivi del 19 e 20 maggio: l’ordinanza di custodia cautelare è stata disposta dal gip Giuseppe Battista. I fatti si riferiscono agli anni tra il 2022 e il 2023. La Dda aveva chiesto 17 arresti, per gli altri 5 non sono state ravvisate le esigenze di custodia cautelare.

Capo del gruppo è considerato Sabino Pace. Gli altri arrestati sono Giuseppe Carulli, Angelo Michele Di Turi, Antonio Bitritto, Antonio Antelmi, Cesare Cristian Catalano, Francesco D’Addiego, Domenico Cavalieri Foschini, Eugenio Damiano Giuliani, Nicola D’Agostino, Giuseppe Laddaga e Rodolfo Scardicchio. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Il gruppo avrebbe nascosto la droga in due casolari abbandonati nelle campagne di Sannicandro e in un appartamento del quartiere San Paolo di Bari. I due casolari, spiega la finanza in un comunicato, erano usati come “punti di contrattazione e vendita” ad altri gruppi criminali. Gli ordini erano raccolti su Telegram, su cui venivano pubblicati “i menù, le ‘offerte del giorno’ e i ‘pacchetti’ con tanto di immagini e filmati, e i relativi prezzi”.

La consegna avveniva in due modi, il “delivery” e il “meet you”, cioè “attraverso l’utilizzo di un’autovettura presa a noleggio e la consegna nel capoluogo barese previo contatto telefonico” su Whatsapp. Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati 15 chili di droga e 132mila euro in contanti, cinque corrieri sono stati arrestati in flagranza.