Avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia ben più grave l’agguato avvenuto una settimana fa sul lungomare di Bari, nei pressi del porto, dove il 20enne Kevin Ciocca è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola esplosi da una moto in corsa.
Secondo le ricostruzioni investigative, al momento dell’attacco il giovane teneva in braccio un neonato, figlio di un affiliato al clan Capriati: una circostanza che potrebbe aver evitato conseguenze fatali. A riportarlo è il Quotidiano di Puglia.
Il ferimento viene collegato dagli inquirenti alla recente escalation di violenza tra i clan cittadini, in particolare come possibile ritorsione per l’omicidio di Filippo Scavo, ucciso all’interno del Divine club di Bisceglie. Nonostante la gravità dell’azione, Ciocca ha riportato solo una ferita alla gamba ed è stato dimesso dopo pochi giorni.
Gli investigatori ritengono improbabile che si sia trattato di un semplice avvertimento: chi ha sparato avrebbe avuto l’ordine di uccidere, ma potrebbe aver mirato agli arti per non colpire il bambino









