Taranto, notte da incubo al pronto soccorso: ambulanza e pazienti in attesa per ore. L’ira sui social: “Terzo mondo”

Attimi di tensione ieri sera al Pronto Soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto dove si è creata una lunga fila di ambulanza del 118 e diversi pazienti sono rimasti in attesa per ore di essere visitati. Tante le segnalazioni sui social, c’è chi ha parlato di “situazione da terzo mondo”.

Fonti ospedaliere hanno parlato di “normale affollamento” dovuto al fatto che nessun paziente accetta di essere portato ai pronto soccorso di ospedali della provincia.

Tragedia a Taranto, morte in utero di un feto al Santissima Annunziata: aperta inchiesta

Tragedia al Santissima Annunziata di Taranto nella notte tra il 24 e il 25 novembre. Un feto in utero di una donna di Pulsano, alla 39esima settimana più 5 giorni, è deceduto. Il parto è avvenuto con taglio cesareo, ma il neonato non è sopravvissuto.

L’Asl ha precisato che sono stati avviati tutti gli accertamenti per fare chiarezza sulla tragica vicenda e che la struttura ospedaliera è pronta a collaborare con la magistratura. La famiglia ha presentato denuncia, è stata aperta un’inchiesta ed è stata sequestrata la documentazione clinica in attesa dei risultati dell’autopsia.

 

Auto contro palo a Taranto, Sharon Bonillo muore a 19 anni: i familiari chiedono risarcimento di 1,5 milioni

I familiari (genitori, fratello, nonne e zia materna) di Sharon Bonillo, la 19enne morta dopo tre giorni di agonia in seguito all’incidente avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 marzo 2024 in via Mediterraneo a Taranto, hanno chiesto un risarcimento complessivo di oltre un milione e mezzo di euro.

Nel corso della seconda udienza i genitori si sono costituiti parti civili. A processo c’è la 34enne Marika Simonetti, la donna alla guida della Fiat 500 sulla quale viaggiava la giovane Sharon. L’accusa è di omicidio stradale, Simonetti ha chiesto di essere giudicata con il rito abbreviata.

Imputati anche tre dipendenti del Comune, due tecnici e la responsabile del servizio di manutenzione delle strade. La Fiat 500 quella notte viaggiava ad una velocità superiore a 100 chilometri all’ora con un limite massimo di 50. L’auto superò un’Opel Corsa senza rispettare la distanza laterale e la urtò, prima di finire fuori strada e schiantarsi conto un palo dell’Enel. Troppo gravi i traumi riportati dalla 19enne, deceduta in ospedale tre giorni dopo.

Il posizionamento del palo dell’Enel, a meno di due metri dalla strada e privo di protezione, secondo la Procura, rappresenta una concausa della morte della 19enne. La vittima e la conducente della Fiat 500 non si conoscevano, quella sera Sharon, dopo aver partecipato a una festa, accettò il passaggio per rientrare a casa.

 

Ex Ilva, continua la protesta: notte di presidi e blocchi sulla statale 100 a Taranto. Accesi falò e fuochi d’artificio

Prosegue la mobilitazione all’ex Ilva di Taranto. Molti lavoratori e delegati sindacali hanno trascorso la notte per strada mantenendo i presidi con blocchi all’interno e all’esterno dello stabilimento e lungo la statale 100, impedendo l’accesso dei tir destinati ai rifornimenti.

Sulla direttrice Taranto-Bari il traffico è stato interrotto e deviato su percorsi alternativi. Nel corso della serata sono stati anche esplosi fuochi d’artificio per richiamare l’attenzione sulla protesta, mentre falò improvvisati sono stati accesi per fronteggiare il calo delle temperature.

Fiom, Fim, Uilm e Usb ribadiscono la volontà di non smobilitare e di restare in presidio fino all’arrivo di risposte concrete dal governo. Il sindacato denuncia il silenzio delle istituzioni e contesta il piano corto della gestione commissariale, ritenuto di fatto un percorso verso la chiusura del sito, dichiarato di interesse strategico nazionale.

Il Consiglio di fabbrica, insieme ai lavoratori, annuncia l’intensificazione delle iniziative di lotta fino alla convocazione di un tavolo unico a Palazzo Chigi e al ritiro del piano considerato penalizzante per il futuro industriale e occupazionale di Taranto

Ex Ilva, danni all’ambiente e all’immagine per Taranto: confermata sentenza in appello. Risarcimento da 20 milioni

La Corte d’Appello di Lecce ha confermato la condanna in sede civile nei confronti di Fabio Arturo Riva, erede di Emilio, patron dell’ex Ilva, e dell’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, per i danni causati dall’inquinamento dello stabilimento siderurgico e ha disposto che versino “in via solidale” circa 21 milioni di euro al Comune di Taranto, la somma di oltre 162mila euro all’azienda partecipata dei trasporti Amat-Kyma Mobilità e circa 116mila euro all’azienda partecipata per l’igiene urbana Amiu-Kyma Ambiente.

Nella sentenza si citano anche le transazioni concluse “dalle condebitrici Ilva spa e Partecipazioni Industriali spa”. I risarcimenti al Comune sono aumentati rispetto alla sentenza di primo grado del luglio 2022, quando il giudice civile Raffaele Viglione dispose un indennizzo di 12 milioni. L’ente locale e le partecipate, tramite l’avv.Massimo Moretti, avevano impugnato la sentenza in relazione alla quantificazione del danno.

Nello specifico, la Corte d’Appello (presidente Anna Maria Marra, estensore Claudia Calabrese) ha condannato Riva e Capogrosso a pagare al Comune un indennizzo di 18 milioni di euro “a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale all’immagine, alla reputazione e all’identità storica e culturale della città di Taranto”, circa 2,5 milioni oltre Iva “per danno patrimoniale subito dal patrimonio immobiliare comunale ubicato nei quartieri Città vecchia e Paolo VI”, circa 500mila euro per il danno materiale subito dalle strutture scolastiche e 23mila euro per le spese di manutenzione del Plesso Gabelli.

Il risarcimento del danno all’azienda Amat deriva “dai maggiori oneri e sostituzioni dei materiali uso”, all’azienda Amiu per “i maggiori costi sopportati per le attività di spazzamento e lavaggio delle strade”, per “l’implementazione del lavaggio stradale” e “per i costi sopportati per la dotazione delle tute integrali per i dipendenti”.

Qualità della Vita, la classifica del Sole 24 Ore: Bari perde due posizioni ed è 67esima. Crollano Lecce e Taranto

Bari perde due posizioni, Lecce scende di nove posti, Taranto di cinque. Salgono, ma solo di un posto, Brindisi e Foggia; la Bat conferma le performance del 2024.

Questo è il quadro che emerge dalla trentaseiesima edizione della Qualità della Vita del Sole 24 Ore, l’indagine lanciata nel 1990 per misurare i livelli di benessere nei territori italiani e i cui risultati sono stati diffusi oggi.

La graduatoria fa riferimento alle 107 province italiane analizzando sei indici: ‘Giustizia e Sicurezza’, ‘Ricchezza e Consumi’, ‘Demografia e Società’, ‘Ambiente e Servizi’, ‘Cultura e Tempo Libero’, ‘Affari e Lavoro’. Nel quadro generale il capoluogo pugliese passa dal 65esimo posto al 67esimo, Lecce all’81esimo; la Bat è stabile all’86esimo; Brindisi raggiunge l’88esima posizione; Foggia la 98esima. Il calo di Taranto fa sì che il capoluogo ionico si posizioni al 99esimo posto su 107.

Nello specifico Lecce registra un calo considerevole per ‘Ambiente e servizi’ perdendo 19 posizioni (dal 20esimo al 39), mentre Bari in ‘Affari e Lavoro’ ha un balzo positivo di 26 posti (dal 68esimo al 42esimo posto). Taranto in ‘Ricchezza e consumi’ scende dall’80esimo al 95 posto.

Tragedia sfiorata a Taranto, bimbo di 4 anni cade dal balcone: ricoverato in ospedale. Aperta inchiesta

Un bambino di 4 anni ieri sera è caduto dal primo piano di una palazzina a Taranto. Il piccolo non sarebbe in pericolo di vita.

I soccorritori del 118 sono intervenuti rapidamente e, dopo le manovre di stabilizzazione, il bimbo è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata.

Qui è stato sottoposto a una Tac e, secondo fonti sanitarie, le sue condizioni risultano al momento stabili. È ricoverato in pediatria, dove viene monitorato costantemente.

Dalle prime verifiche sembra che il bambino si trovasse solo in casa quando, per una dinamica ancora da chiarire, è precipitato nel vuoto. Sul posto gli agenti della Polizia, impegnati a ricostruire l’esatta successione dei fatti.

Taranto, dal Consiglio dei Ministri ok al decreto legge ex Ilva: misure urgenti per la continuità degli impianti

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto-legge che introduce misure urgenti per assicurare la prosecuzione delle attività produttive degli stabilimenti ex Ilva, tutelare i lavoratori e riconoscere indennizzi al territorio.

Lo fa sapere il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tra le novità – spiega la nota -, il decreto autorizza Acciaierie d’Italia spa in amministrazione straordinaria a utilizzare i 108 milioni residui del finanziamento per il ponte – risorse indispensabili per garantire la continuità degli impianti – fino a febbraio 2026, data in cui è attesa la conclusione della procedura di gara per l’individuazione dell’aggiudicatario.

Ex Ilva, sciopero e blocchi stradali a Taranto. Il sindaco Bitetti: “Ho scritto alla premier Meloni vogliamo chiarezza”

“Io sono qua a manifestare che Taranto è una città resiliente, io sono qua e ci resterò sino a quando riterremo che dobbiamo restare”. Così il sindaco di Taranto Piero Bitetti dopo aver raggiunto il presidio dei lavoratori ex Ilva e dei sindacati, che hanno promosso l’occupazione della fabbrica, lo sciopero e blocchi stradali contro il piano proposto dal governo che a loro avviso porterebbe alla chiusura.

“È stato richiamato un documento – ha aggiunto – sottoscritto tra amministrazione e sindacati, un documento responsabile che purtroppo aveva visto lungo. E dal 18 giugno, e spero di essere smentito, noi abbiamo sempre pensato che fosse stato messo in campo un bluff per provare a scaricare la responsabilità su qualcuno. E’ stato detto benissimo dai rappresentanti sindacali, ci sono delle competenze precise, ci sono delle politiche che vanno intestate a chi di competenza”. Un’accusa diretta, che chiama in causa le scelte politiche e la gestione della vertenza.

“Io stamattina – ha riferito il primo cittadino – ho scritto direttamente al presidente del Consiglio Meloni invitandola a Taranto e dove la sua agenda non dovesse consentire una venuta in tempi brevissimi chiaramente sono disposto a raggiungerla in qualsiasi momento a Roma. Noi abbiamo bisogno di chiarezza, noi abbiamo bisogno di certezze, noi abbiamo bisogno di verità. Tanto il sindaco di Taranto con la sua comunità, tanto il sindaco Salis di Genova con la sua comunità, tanto tutti gli altri sindaci con le loro comunità”.

Per il “valore che può avere l’acciaio di Stato, per quelli che sono – ha sostenuto Bitetti – i soldi che sono stati stanziati per la Difesa, per il coinvolgimento dell’Unione europea, dal primo momento abbiamo fatto proposte concrete che puntassero alla decarbonizzazione vera, progressiva, da fare in tempi contenuti”.

Ex Ilva, sciopero e occupazioni di reparti. Mobilitazione a Taranto: “Ritirare il piano annunciato dal Governo”

Assemblee infuocate questa mattina all’ex Ilva di Taranto, dove Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno riunito i lavoratori alla portineria imprese e nella sede del consiglio di fabbrica dopo la rottura tra governo e sindacati.

Le sigle metalmeccaniche hanno deciso un pacchetto di iniziative che comprende lo sciopero immediato, occupazione di reparti e blocchi interni, chiedendo di ritirare il piano annunciato a Palazzo Chigi, ritenuto il preludio alla chiusura dello stabilimento.

Dopo il confronto, centinaia di operai si sono mossi in corteo dalla portineria imprese verso la direzione, trovando l’ingresso sbarrato. La mobilitazione prosegue, mentre il clima nello stabilimento resta teso e carico di incertezza sul futuro produttivo e occupazionale del siderurgico.