Bari, ruspe in via Principessa Iolanda a Carbonara: demolito vecchio edificio e strada nuova per alleggerire il traffico

L’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi rende noto che sono partiti questa mattina i lavori di demolizione di una porzione del vecchio fabbricato esistente in via Principessa Iolanda, a Carbonara, propedeutici a realizzare il nuovo collegamento terminale della stessa strada con via Vittorio Veneto.

Il cantiere è finanziato con un importo di 119mila euro ed è stato preceduto dall’esproprio di circa 80 metri quadri di superficie. Il progetto ha l’obiettivo di rendere più sicura e fluida la circolazione nel centro di Carbonara, agevolando il traffico veicolare in quella parte del quartiere.

Al termine di via Principessa Iolanda, infatti, fino a oggi per oltrepassare l’edificio di pianta triangolare, era necessario effettuare svolte particolarmente impegnative e strette, tanto da risultare impossibili per auto di medie e grandi dimensioni, nonché per i mezzi pesanti e mezzi di soccorso di grandi dimensioni.

Con i lavori sarà eliminato il restringimento stradale al termine di via Principessa Iolanda e sarà realizzato il tratto terminale di collegamento tra via Principessa Iolanda e via Vittorio Veneto. Sull’area liberata dal fabbricato, al termine del completamento delle operazioni di abbattimento, sarà realizzata una piazzola a verde attrezzato, con panchine, arredo urbano e alberelli, collegata all’altra piazzetta vicina. Tutti i lavori, da cronoprogramma, termineranno entro metà settembre.

“Sono felicissimo perché dopo tanti anni, è arrivato per i residenti di Carbonara questo momento molto atteso – spiega l’assessore Scaramuzzi -. Dopo l’approvazione del progetto da parte della giunta al termine dalla precedente consiliatura, sono partiti gli espropri, terminati a primavera. Da oggi le ruspe stanno abbattendo il vecchio fabbricato dismesso, che rendeva complicate le manovre per le auto e quasi impossibili per i mezzi più ingombranti. In un paio di giorni l’immobile sarà demolito e si potrà finalmente liberare subito la viabilità di via Principessa Iolanda, facendo confluire il traffico veicolare in modo fluido e scorrevole in via Vittorio Veneto. La stradina su cui stiamo intervenendo rappresenta un collegamento fondamentale tra via Vittorio Veneto e via Ugo Foscolo, perché attraversa tutto il centro: il cantiere, quindi, rivoluzionerà la viabilità in questo quadrante di Carbonara. Al posto del vecchio fabbricato, nascerà una piazzetta con verde attrezzato, che contiamo di terminare a inizi settembre. L’intervento era uno degli obiettivi di mandato per Carbonara, insieme ad altre opere che riteniamo strategiche, dai lavori nel centro storico di realizzazione della fogna al rifacimento del basolato, alla rinascita del campo Leo Dell’Acqua con il suo parcheggio. Il prossimo obiettivo sarà la realizzazione di un’area attrezzata a parcheggio in via Ugo Foscolo, su cui stiamo lavorando per dare un ulteriore segnale di attenzione a questa zona della città”.

“L’avvio del cantiere di questa mattina è il risultato di un lavoro fatto negli scorsi anni, richiesto dai residenti di Carbonara ma anche da tutti coloro che si trovano ad attraversare il quartiere, e che fino ad ora avevano affrontato grandi difficoltà in quel punto – sottolinea la presidente del Municipio IV Maria Chiara Addabbo – . È un importante tassello che si aggiunge ai numerosi progetti di riqualificazione che stiamo portando avanti e che ci riconsegneranno un Municipio rinnovato in tante sue strade e piazze strategiche, più sicuro e vivibile”.

Per consentire lo svolgimento dei lavori, con ordinanza è stabilito il divieto di sosta con zona di rimozione forzata e restringimento di carreggiata fino al 31 luglio 2025 dalle ore 6 alle ore 18 lungo il tratto terminale di collegamento tra via Principessa Iolanda e via Vittorio Veneto, e lungo via Vittorio Veneto dal civico 146 al civico 162.

Bari, maxi incidente sulla ss16 a San Giorgio: auto ribaltata e feriti. Traffico da Japigia in direzione sud

Incidente nella tarda mattinata di oggi sulla ss16, in direzione sud, all’altezza dell’uscita San Giorgio/Triggiano. Un’auto si è ribaltata, nello schianto sono rimasti coinvolti altri tre veicoli. Tra questi anche una moto. Si registrano feriti, sul posto è intervenuto anche il 118 oltre ai Vigili del Fuoco. Si segnalano lunghe code da Japigia.

Traffico internazionale di droga dalla Spagna alla Puglia: la Finanza sequestra beni per 2 milioni di euro

Un sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 2 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza provinciale di Bari. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

Le 4 persone sono state recentemente condannate, a vario titolo, per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, produzione, traffico e detenzione illeciti delle predette sostanze, riciclaggio e detenzione illegale di armi.

Con sentenza del marzo 2025 sono state comminate, nei confronti dei predetti soggetti, pene detentive fino a 20 anni di reclusione (per i capi promotori dell’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti) ed è stata contestualmente disposta la confisca dei beni.

Sequestrati immobili, terreni e compendi aziendali (ubicati rispettivamente a Fasano e Andria attivi nel settore del commercio all’ingrosso di frutta/alimenti) e nella disponibilità di alcuni degli indagati, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

L’associazione avrebbe operato nel panorama del traffico internazionale di sostanze stupefacenti anche avvalendosi di un indagato, dimorante nel sud della Spagna, dedito all’esportazione di cospicui quantitativi di sostanze stupefacenti destinati a rifornire i mercati pugliesi.

Il sodalizio avrebbe avuto delle ramificazioni nella provincia di Brindisi, dove un pregiudicato si sarebbe occupato in loco della ricerca di canali di smercio della droga.

Traffico di droga a Bitonto, il boss Domenico Conte assolto in appello. Ridotte altre 27 condanne

La Corte d’Appello di Bari ha annullato la condanna a 16 anni, assolvendolo «perché il fatto non sussiste», nei confronti del boss di Bitonto Domenico Conte (assistito dalla legale Marianna Casadibari), condannato in primo grado in abbreviato nel 2022 perché ritenuto uno dei capi di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga nel nord Barese insieme a Roberto Dello Russo, Paolo Ficco e Giambattista De Sario.

La Corte d’Appello ha poi confermato e ridotto altre 27 condanne, tra cui quelle di Dello Russo, De Sario (entrambi da 20 a 14 anni) e Ficco (da 20 a 12 anni). I Comuni di Bitonto e Terlizzi e la Regione Puglia erano costituiti parte civile.

L’associazione, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbe operato sui Comuni di Bitonto e Terlizzi per agevolare proprio il clan Conte, ritenuto una «propaggine» del clan Capriati di Bari.

Nell’ambito di questa inchiesta, coordinata dalla Dda di Bari e condotta dai carabinieri, in 27 furono arrestati a gennaio 2020. Per Conte è stata recentemente annullata dalla Cassazione una condanna a 20 anni per il suo presunto coinvolgimento nell’omicidio della sarta Anna Rosa Tarantino, 87enne uccisa per errore a Bitonto il 30 dicembre 2017.

Bari, traffico di droga con base a Japigia e succursale a Mola: condanne definitive per 21 imputati – I NOMI

Diventano definitive le condanne a pene comprese tra i 14 anni e i 10 mesi di reclusione per 21 persone, coinvolte nell’inchiesta Astra di Dda e carabinieri di Bari, sull’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti che aveva come centro il quartiere Japigia di Bari – in particolare la zona di via Caldarola – e come succursale il comune di Mola di Bari, nel sud est della provincia.

La Corte di Cassazione ha infatti respinto o dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da 21 imputati, tra cui quello del «promotore» Giuseppe Martiradonna, condannato alla pena più alta. Nell’ambito di questa inchiesta, nel maggio del 2021, furono arrestate 36 persone e furono sequestrati diversi chili di cocaina, marijuana, hashish ed eroina, oltre a circa 30mila euro in contanti, una mitraglietta con munizioni e due pistole giocattolo prive di tappo rosso.

La Cassazione ha anche annullato con rinvio, a un’altra sezione della Corte d’Appello di Bari, le condanne nei confronti di cinque imputati (Matteo Bellantuono, Angelo Martiradonna, Eugenio Lovergine, Edoardo Caizzi e Paolo Lovreglio) a pene comprese tra i 5 anni e 4 mesi e gli 8 mesi di reclusione e difesi dagli avvocati Libio Spadaro, Giuseppe Giulitto e Marcello Belsito.

Cocaina dalla Colombia, Corte di Cassazione annulla tre condanne: il processo passa alla Corte d’Appello di Bari

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio, ad altra sezione della Corte d’Appello di Bari davanti alla quale sarà celebrato un processo, la condanna inflitta nei confronti di Lida Cestari, Luigi Cestari e Giuseppe Cicco, coinvolti, dall’inizio degli anni 2000 in un’inchiesta sul narcotraffico internazionale tra la Colombia e l’Europa.

I tre erano stati condannati in abbreviato, nel 2013, rispettivamente a 10, 8 e 16 anni di reclusione perché considerati all’interno di un’associazione “dedita al traffico internazionale di ingenti quantitativi di stupefacenti (cocaina) dalla Colombia e dal Venezuela”, grazie ai contatti con il cartello dei “Los Mellizos” di Bogotà, in Europa e in particolare verso l’Italia, con la conservazione in depositi di stoccaggio tra Andria, Viareggio, Ladispoli, e Ancona e la vendita a vari gruppi per lo spaccio.

Alle indagini ha preso parte anche la Fbi e furono sequestrate decine di migliaia di chili di droga, per centinaia di milioni. I fatti contestati risalgono tra il 1998  e il 2002. Dieci anni dopo la prima sentenza, nel 2023, la Corte d’Appello di Bari aveva ridotto le condanne a 6 anni per Lida Cestari, a 6 anni e 6 mesi per Luigi Cestari e a 10 anni e 8 mesi per Giuseppe Cicco. La terza sezione penale della Cassazione ha annullato questa sentenza, rimettendo gli atti a un’altra sezione della Corte d’Appello di Bari.

Traffico illecito di rame e ferro nella BAT, scoperta la banda “Black out”: 9 arresti e 13 indagati

Sono tredici le persone finite nell’inchiesta denominata Black out e condotta dagli agenti della polizia e dai finanzieri nel nord Barese. Avrebbero per diverso tempo gestito un traffico illecito di rame e ferro. Sette sono finite in carcere, due agli arresti domiciliari, una è stata sottoposta a obbligo di dimora e tre sono state raggiunte da misure interdittive.

Rispondono di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e alla ricettazione. Nel mirino del gruppo sono finiti impianti fotovoltaici, ponti radio, reti ferroviarie e stradali di tutta la provincia Barletta-Andria-Trani. Per chi indaga, il gruppo era “specializzato nel furto di ingenti quantitativi di rame e altro materiale ferroso che veniva successivamente riciclato da aziende del settore operanti principalmente a Trani”. Ognuno degli indagati, quattro stranieri e nove italiani, secondo quanto accertato dall’indagine coordinata dalla Procura di Trani, avrebbe avuto un ruolo preciso: c’era chi si occupava di furti di rame e ferro e chi di ricettarlo e riciclarlo ad aziende del settore.